Excusatio non petita ecc.
Ed eccomi qua, in forma come un catarro sul marciapiede. Sento, di fronte all’opinione pubblica tutta, il dovere di giustificare la mia lunga assenza: si tratta, tendenzialmente, di tutta una serie di cazzi mia che adesso però andrò a svelare, sì, ma non del tutto, una cosa tipo vedo/non vedo, in modo tale da caricare tutta la cosa di un certo fascino, da uomo sensibile che soffre ma non lo dà a vedere e ci scherza su, aumentando così la mia riconosciuta capacità di attrazione nei confronti delle PHIAE, dote naturale che già in passato mi ha permesso di avere stormi di amiche che poi la davano ai miei amici, però confidandosi con me e dicendomi che gliel’avevano data e si erano trovate abbastanza bene, a dargliela, e che quindi forse gliela avrebbero anche ridata. Mi è capitata una cosa che, quando succede alle donne, di solito poi queste vanno subito dal parrucchiere a tingersi i capelli, per dare un taglio al passato e far sapere al mondo che qualcosa è cambiato. Oppure vanno a rifarsi le tette, ché può darsi che oggi usi così e io sia rimasto un po’ indietro. Gli uomini invece si buttano molto più laidamente sulla combo “alcolismo & puttane” (cit.), ma io è un periodo che ho pochi soldi, quindi al massimo potrei buttarmi sulla più a buon mercato “birra del discount & raspe”. Cosa che ho puntualmente fatto, e come ti sbagli. Ma comunque, voglio farla breve (anche se mi sa che sia un pochino tardi): la mia vita, così come l’ho vissuta negli ultimi dodici anni, è cambiata nel giro di pochi giorni. Ci sono stati cambiamenti, trasferimenti, traslochi, più tutta una serie di altre cose di cui non ve ne fregherà giustamente una minchia. E quindi niente, faccio per dire, adesso vivo da solo. Ci sono cose buone e cose cattive.
Cose buone:
- Sei più responsabilizzato: prima, se lasciavi una cosa in giro, c’era la possibilità che qualcun altro, dopo qualche giorno, qualche bestemmia e qualche minaccia di morte (a vuoto), la mettese a posto. Adesso, se lascio una cosa in giro, va a posto, sì, ma col cazzo. O ce la metto io, al posto, oppure rimane lì. Ne ho avuto la prova con due torsoli di mela: li ho lasciati sul bancone per due settimane, e quei due bastardi non si sono mai mossi. Ho nutrito un po’ di speranza quando hanno cominciato a fare la muffa (la muffa è viva ed è una cosa buona, perché ci tirano fuori mi pare la citrosidina, e io speravo che ai torsoli sarebbero potute spuntare le gambine, così magari andavano nella spazzatura da soli), ma niente da fare. Comunque sia, responsabilizzarsi è bene. Adesso, quando vedo i piatti sporchi che si accumulano nel lavello, so che lavarli è una mia esclusiva responsabilità. E quindi li lascio lì, mangiando la Simmenthal direttamente nella lattina. E sto meditando di comprare un miliardo di piatti di carta.
- Ti puoi lavare quando ti pare, e cioè quando te ne ricordi. Tanto, chi se ne frega. Il principio è quello rintracciabile negli alati versi della canzone “Nubi di ieri sul nostro domani odierno”, del simpatico complessino EELST, che vado tosto a riprodurre: Quando c’ho la ragazza/faccio la conchetta per sentirmi il fiato/sto vent’anni in bagno/penso che si chiava/dopo non si chiava e non mi lavo piu’. Ogni ulteriore commento mi pare superfluo.
- Il letto: non lo rifaccio da 34 giorni. Mi pare che 34 giorni fa le lenzuola fossero gialle, mentre adesso sono grigie, ma questi sono dettagli. Cosa cazzo lo rifaccio a fare il letto, se poi la sera, per entrarci dentro, mi tocca risfarlo? Oh, ma cosa sono, scemo? Io, se rifaccio il letto, poi non lo voglio più sfare almeno per due mesi. Non è che posso mettermi lì a rifare il letto ogni giorno. Cosa siamo, nel medio evo? Ogni 35, invece, forse va bene.
- In bagno puoi fare tutto il rumore che vuoi, perché ormai non ti sente nessuno. Io, per esempio, ci ho montato la batteria.
- Ho imparato tutto su come si lavano i panni, su come si fa il bucato. Mi sono dovuto informare. E’ stata una necessità. Ero curioso di sapere come avrebbe fatto mia madre a lavarmi tutti i vestiti. Adesso lo so. Cioè, lo sapevo, ma credo di essermene dimenticato. Ma l’importante è che lo sappia mia madre.
Cose cattive:
Ce n’è un miliardo, e il comando per fare gli elenchi numerati non ci arriva. Quindi non le metto. Ma ce ne sono parecchie. Anzi no, ne voglio mettere una, una sola, credo abbastanza significativa: io, in questo periodo, vado in giro conciato così. Ecco come mi ha ridotto la solitudine. Il mondo è cattivo e non mi capisce, bla bla bla, la mia anima è dylaniata, bla bla bla, ho tanto amore da dare, bla bla, sticazzi. E quindi niente. In relazione al post in cui dicevo di cercare persone con cui scrivere cose, mi scuso per tutte le mail a cui ho risposto con ritardo mostruoso, o a quelle a cui non ho proprio risposto (credo ce ne sia qualcuna, non lo so manco più). Il fatto è che la cosa di sui sopra mi è piombata sulla testa proprio in quei giorni lì e voi capirete che, dovendomi impegnare a dovere per diventare EMO, non sono potuto andare a leggere la posta per giorni. Per diversi giorni ho vesrato in uno stato catatonico, e insomma, abbiate pazienza e attaccatevi anche un po’ al cazzo, cortesemente. Non ci avevo la testa. Mi dovete scusare, sono cose che succedono a noi adolescenti di 34 anni. Adesso vi saluto, vado a cercare una frase di Jim Morrison da scrivere sulla Smemoranda.
Anzi, no, c’ho ripensato, per dare un senso a questo post, vi dico chi ho votato alle europee: MAGDI ALLA, quello che si è presentato con Casini (non nel senso che ha dei problemi, nel senso di Pierferdinando). Sì, lo trovo al passo coi tempi: la sua voglia di rinnovamento, il suo sincero entusiasmo cattolico & cristiano, dio caro, il suo guardare avanti, oltre gli steccati ideologici per superare incancrenite contrapposizioni ormai senza senso, mi ha conv
MA ANDATE A STRONCAVVELO NEL CULO, TESTE DI CAZZO
into che sia venuto il momento di accordare la mia preferenza a persone che davvero hanno vog
CVLO pipi CVLO pipi CVLO CVLO pipi pipi CVLO pipi CVLO CVLO CVLO CVLO CVLO pipi
lia di cambiare e di fare davvero qualcosa per il popolo di questo bellissimo paese che è
MERDA
l’Italia.


Non male la foto, ma sei venuto meglio nel filmato.
Mi si stringe il cuore per te, mi ha dylaniato! Qui troverai sempre un letto caldo e un pasto comodo, o il contrario, però non c’è verso che io ti lavi i panni soprattutto se camminano da soli eh!
T’informo in ogni caso che anche in coppia c’è chi ha queste tendenze lassiste, per usare un eufemismo!
ma è terribile tutto ciò.
rischi di conoscere qualcuno che di nuovo ti farà raccogliere i calzini incatramati da terra.
Guarda, Giovanni. A me è capitato dopo dieci anni. Ancerto punto ti sembra che è la cosa peggiore del mondo, poi dopo un po’ ti giri e ti guardi, ti ritrovi rinato. Comunque, se vuoi un pasto caldo, sai che io ti sono amico, ti accompagno alla Caritas senza nessun problema.
sull’incipit (che mi si perdoni il termine ho teste’ tumblerato) ero gia’ steso. In questo post, chiaramento biografico, si parla di me 4 anni fa. periodo in cui passai il peggior inverno e inaspettatamente una delle migliori estati della mia vita. auguro altrettanto all’autore (per l’estate, sia chiaro)
hei, bentornato!
congratulazioni per il 30 (io son stata appena segata in francese 1).
e congratulazioni anche per il resto, va’…
ps: però adesso puoi anche trovare il tempo per rispondere alla mia mail, eh?
Bentornato (che mi sembra l’unica cosa sensata da dire).
Oh, bimbe e bimbi, grazie per le parole di incorraggiamento e di perculamento, ché tutto fa
(come diceva quella che sputava in mare). Giuro che, in vostro onore, stasera carico la lavastoviglie. E giuro anche che rispondo a tutte le mail in sospesosenta un po’ lei, che ne dice di un’estate fantastica in calcidica col suo colettivo eccetra eccetra?
Oh, ma perché in calcidica? Ma che è ’sta calcidica? Non potrei venire in Grecia come tutti?
no, lei si merita il cesso selvatico mica quelle vacanze da fichette sulle isole.
Io avevo installato Ubuntu, pensa te.
Ubuntu? E che è? Bimbe, per piacere, adesso non vi mettete a parlare in sardo, eh? Ché io sono già confuso di mio.
brava Patty, l’itaglia è un postaccio, meglio la grecia.
Da noi le disuguaglianze sociali sono paradossali: c’è chi s’ammazza di raspe e solitudine e chi c’ha così tante puttane e lacché intorno da riempirci palazzo grazioli.
Stizza.
giusto per darmi un contegno ed effettuare una variatio nella disposizione degli elenchi puntati:
a) anch’io so come ci si sente in questi frangenti, ricordati che compio gli anni il 5 di maggio.
b) per tirarti un po’ su pensa a Gregor Samsa, in confronto te sei Balotelli dopo che ha fatto gol su rigore alla Roma.
c) per rassicurare gli stuoli di ammiratori dirovvi che nel frattempo l’ho incontrato (no Balotelli, Sauro) e il rossetto gli sta meglio di quel che sembra bella foto (le mèches invece gli sono venute troppo gialle).
d) pochi discorzi, ci sei mancato.
Marta: meglio le raspe che le escort con i registratorini nel reggiseno, eh? (che poi, voglio dire, ma dove se lo era messo, il registratorino, mentre erano tutti ‘gnudi nel letto grande?)
Chiara: mi vorrei giustificare circa la foto: in realtà quella è stata scattata PRIMA del fattaccio. Adesso, a dire il vero, sono così.
ecco, lo sapevo che lo avresti fatto!
la solita bieca mossa per smuovere la sindrome dell’infermierina nelle giovani pulzelle che ti leggono.
vergogna! :p
Non ho capito perché dovrebbe essere considerata bieca, ’sta mossa qui
A me per esempio sembrano più bieche le infermierine.
Infermierine? Arf…
Guarda che espressione bieca, che hanno. (e anche il resto, è biechissimo)
W la bieca (espressione) che dio la benedieca