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25 aprile

di Sauro, aprile 24th, 2009

Dietro il milite delle Brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista, c’erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l’Olocausto; dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c’era la lotta per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giusta, se non proprio giusta in senso assoluto, ché di queste non ce ne sono.

Italo Calvino

 

Ciò che può compiere un partigiano, indipendentemente da valutazioni di valore personale, è differente da ciò che può compiere un soldato di un reparto regolare. Chi crea è diverso da chi esegue, chi fa volontariamente una cosa è differente da chi vi è costretto, chi persegue un ideale costruttivo non è eguale a chi soddisfa un precetto legale. Nel secondo potrà esistere volontà e determinazione, ma difficilmente entusiasmo.

Giorgio Bocca

 

Tutti uguali stocazzo. Equiparare partigiani e repubblichini è un’azione di merda. Chi lo fa è uno stronzo in malafede. Buona festa di Liberazione a tutti, anche a chi la Liberazione non se la sarebbe meritata.

Sauro Sandroni

  • sottoscrivo! buon 25 aprile a te e a chi non dimentica

  • Ottima idea celebrare il 25 aprile con le parole di tre grandi intellettuali!

  • Commento di Sauro/ 24 aprile 2009

    Va be’, grandi: Bocca non è mica al livello degli altri due.

  • Commento di juni/ 24 aprile 2009

    Beh, tutti uguali proprio no.
    Però da queste parti abbiamo sia la Risiera che la Foiba.
    Come posso prendere le parti di qualcuno?

    Che poi. Un nonno era arruolato coi fascisti e poi internato militare in germania. L’altro era stato “italianizzato” a forza dai fascisti, e poi è diventato partigiano titino.

    A questo punto mi è per forza di cose necessario cercare di capire le ideologie dell’uno e dell’altro, per non perdere pezzi della mia identità.

  • Commento di Sauro/ 24 aprile 2009

    Juni, c’è da dire che la tua situazione mi pare particolarmente articolata :-)
    (in teoria ci sarebbe anche potuto essere il rischio che un tuo nonno uccidesse l’altro. Sono cose che fanno pensare ai casi della vita, direi)

    Io credo che occorra fare alcune distinzioni. Secondo me non c’è bisogno di prendere posizione tra i morti della foiba e quelli del campo di sterminio; o meglio, prendere le parti degli uni non vuol dire che non si possa prendere anche quelle degli altri. Non c’è un aut aut, uno sterminio giusto e uno sbagliato. Si tratta di fenomeni storicamente dversi, con genesi diverse che non penso sia il caso di affrontare in un luogo di coglionaggine come il blogghe mio, anche perché non credo di avere la conoscenze necessarie per farlo.
    Non mi ritengo uno di quelli che giustifica le foibe con un discorso ideologico-politico: la mia ideologia (a proposito!) libertaria mi impedisce di farlo. Un sopruso portato con la forza (delle armi o della maggioranza politica), per me è sempre un sopruso, ovunque sia commesso e chiunque lo commetta. Questo, a grandi linee, per ciò che riguarda foibe e campi di concentramento.

    Il mio discorso però verteva su un’altra cosa, e cioè sull’equiparazione da parte dello Stato come oggi lo conosciamo di uomini che combatterono su fronti opposti e non conciliabili. E non credo si possa parlare di ideologie, perché il fronte partigiano ne aveva molte, mica una sola. Non erano due ideologie contrapposte, erano due idee. Due idee di società, di Stato: un’idea democratica (socialista, liberale, repubblicana, cattolica) e una totalitaria.
    La Liberazione, la Liberazione che viene festeggiata in italia, non ha niente di ideologico, perché l’Italia non è stata liberata per merito di un’ideologia; l’Italia è stata liberata per merito di un’idea. L’idea che alla fine ha vinto è stata l’idea giusta (o almeno la più giusta di quelle in campo). L’altra idea non è giusta; non lo è mai stata, non sarebbe possibile considerarla giusta ora. Posso capire che molti l’abbiano seguita, posso capire che qualcuno l’abbia fatto in buona fede, posso capire che qualcuno l’abbia fatto perché costretto. Capisco, ma alla fine non giustifico. Dopo aver indagato, studiato, cercato di comprendere umanamente, una scelta va fatta. Per quanto possa essere doloroso lasciare un po’ dei propri affetti nella parte sbagliata della storia.

    Scusa lo sproloquio, eh? :-)

  • Commento di Antar/ 24 aprile 2009

    Mo’ mi tocca citarti in giro, sappilo.
    Il post, ovvio, che per il commento non ho bisogno di farlo, mi basta citare me per dire, più o meno, le stesse cose

  • Commento di juni/ 24 aprile 2009

    figurati, io sproloquio sempre.

    però hai ragione, non si può riassumere qua tutto quello che penso, e inoltre rischieremmo di non finire mai.
    Io cerco di capire ’ste cose da anni, i racconti di famiglia mi hanno avvicinato molto alla storia, ed è credo anche per questo che mi sono iscritta recentemente a storia contemporanea (oltre che per darmi un tono, ovvio :-D )…
    L’unica cosa che posso dire, anche se sembra super-scontata, è che sono esistite persone che non hanno perso la loro umanità in quel macello che fu la seconda guerra mondiale, altre che pagarono per errori che non erano loro, e tante altre che degli eventi ne approfittarono. Chiaramente queste persone non si possono distinguere in un giorno di rimembranza collettiva, quindi credo di capire l’equiparazione che vuole fare lo Stato.
    Che io mi schieri ogni giorno su un determinato fronte è un altro paio di maniche, solo cerco di non farlo quando studio la storia, altrimenti rischio di “inquinare” con le mie scelte ideologiche le conclusioni che traggo, che riguardano un’altra città, quella di un tempo che è stato e che non sarà mai più uguale.

    vabbè, machissenefrega, speriamo che il 25 aprile faccia bel tempo, che vado a fare una grigliata ;-)

  • Commento di Sauro/ 24 aprile 2009

    Antar, prima di citarmi, lascia che controlli se la frase sia veramente di Calvino, ché non vorrei fare brutte figure (hai visto mai, magari è di Calderoli).

    Juni, mi sa che io e te abbiamo una cosa in comune, circa l’iscrizione alle lauree in storia contemporanea. La motivazione. Solo che quando mi sono iscritto io, era la storia moderna ad essere contemporanea :-)

  • Commento di Antar/ 25 aprile 2009

    Ma io, di autore, ho citato il terzo.
    Spero quello fosse accreditato giusto.

  • Commento di juni/ 28 aprile 2009

    Non preoccuparti, anche quando mi sono iscritta io… Quando sono nata, c’era Kissinger come segretario di stato… ;-)

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