Cazzeggio

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di Sauro, aprile 22nd, 2009

Interrompo la latitanza blogghica per comunicare al mio stimato pubblico che oggi ho mangiato mezzo verme. Stava dentro una susina, l’ultima di una serie di quattro, buonissime pur non essendo di stagione, e mi sono accorto di averlo ingoiato perché:

1. Ho sentito in bocca un improvviso sapore di metanodotto;

2. Ho guardato la susina e c’era mezzo verme che sporgeva.

Per il resto tutto bene, a parte il fatto che sono diventato apatico e che ormai non mi fa più schifo niente (a parte i vermi), né le malefatte di governanti e preti e né Lapo Elkann. Hanno vinto loro, va bene così, spero domani che si recuperino 3 gol alla Sandoria, ma dè, la vedo parecchio dura. Comunque tra poco torno con nuovi ed esaltanti post, se trovo qualcuno che me li scrive. Ciao, saluto tutti quelli che mi conoscono.

Edit: saluto anche quelli che non mi conoscono (non sapendo cosa si perdono), ma che mi leggono :-)

Altro edit: Antar si chiede, nei commenti, da dove derivi il detto “mah, saranno le pile”. Io sono un grande esperto di detti e di pile (Antar non poteva cascare meglio) e metto qui la spiega. Spiega:

Il modo di dire “saranno le pile” è usato in tutto il centro Italia e pare che le sue origini affondino nella classicità: durante gli scavi dell’antica città etrusca di Tripalle, nel Pian dei Fenomeni, furono scoperti dei bassorilievi raffiguranti la mitica creatura chiamata  Ciambrione, metà uomo e metà elettore della Lega. Nel bassorilievo è illustrato il famoso episodio narrato anche nelle metamorfosi di Ovidio (o di Enrico Beruschi, ora non mi sovviene): l’eroe Tezenis, figlio di Zeus e di una commessa di Yamamay, è alla ricerca del “pene d’ebano” (cit.), la verga magica che sarà in grado di ridurgli la stempiatura. Per trovarla, Tezenis deve superare le famose 12 prove: sconfiggere il gigante Argante, uccidere il drago Mirko, parcheggiare 5 minuti in via Ricasoli con le quattro frecce accese senza che passino i vigili, cose così. Come ultima prova, Tezenis deve superare l’indovinello che il Ciambrione era solito rivolgere ai viandianti che, ciccando l’uscita per Collesalvetti sulla A-12, si trovavano a passare dalle sue parti. Chi non riusciva a rispondere all’indovinello, il budello di su’ ma’, e il Ciambricone se lo mangiava. La domanda era la seguente: “Quo usque tandem abutere, Michele, patientia nostra? Antanus prematuratum supercazzolae?” La risposta di Tezenis, che dall’orecchio destro non ci sentiva tanto bene e il latino non lo conosceva perché aveva fatto l’ITI, fu: “Mah, saranno le pile”.  Ed ecco spiegata la genesi del famoso modo di dire.

  • saluta anche chi non ti conosce ma ti legge :)

  • Ohh, apatico, tanto non ci si crede che non ti fa più schifo niente. Che volevo vedere se ci trovavi il bruco di Lapo, nella susina.

    E non ci sperare che ti si scriva noi i tuoi post, che qui si é tutti accidiosi per principio.

    P.S.: per le tre pappine alla Sandoria mi unisco alla speranza, che ci ho pure una tizia del Genoa che mi gira per casa, e in caso di miracoli qui si festeggia.

  • Commento di Antar/ 23 aprile 2009

    Ah, be’.
    Allora ciao.
    Comunque pare che l’apatia serpeggi bella attiva [almeno lei].
    A scuiola mia si diceva “saranno le pile”. Anche se non ho mai capito che cazzo volesse dire.

  • Commento di zuck/ 23 aprile 2009

    Se torni per dire che recuperate tre gol alla Sampdoria, belin, è meglio che te ne stai a mangiar mezzi vermi

  • Commento di Sauro/ 23 aprile 2009

    Cari Roberto e Zuck, il mio cuore è sempre stato diviso a metà tra Genoa e Sampdoria. Lo so che suona come una bestemmia (e io non bestemmio mai, davvero, credeteci dioca), ma è così. Amo Genova e non riesco a scegliere tra le due squadre cittadine. Quindi, nel dubbio, Juve merda.

    Ciao Antar. Il modo di dire “saranno le pile” è usato in tutto il centro Italia e pare che le sue origini affondino nella classicità: durante gli scavi dell’antica città etrusca di Tripalle, nel Pian dei Fenomeni, furono scoperti dei bassorilievi raffiguranti la mitica creatura chiamata Ciambrione, metà uomo e metà elettore della Lega. Nel bassorilievo è illustrato il famoso episodio narrato anche nelle metamorfosi di Ovidio (o di Enrico Beruschi, ora non mi sovviene): l’eroe Tezenis, figlio di Zeus e di una commessa di Yamamay, è alla ricerca del “pene d’ebano” (cit.), la verga magica che sarà in grado di ridurgli la stempiatura. Per trovarla, Tezenis deve superare le famose 12 prove: sconfiggere il gigante Argante, uccidere il drago Mirko, parcheggiare 5 minuti in via Ricasoli cone le quattro frecce accese senza che passino i vigili, cose così. Come ultima prova, Tezenis deve superare l’indovinello che il Ciambrione era solito rivolgere ai viandianti che, ciccando l’uscita per Collesalvetti sulla A-12, si trovavano a passare dalle sue parti. Chi non riusciva a rispondere all’indovinello, il budello di su’ ma’, e il Ciambricone se lo mangiava. La domanda era la seguente: “Quo usque tandem abutere, Michele, patientia nostra? Antanus prematuratum supercazzolae?” La risposta di Tezenis, che dall’orecchio destro non ci sentiva tanto bene e il latino non lo conosceva perché aveva fatto l’ITI, fu: “Mah, saranno le pile”. Ed ecco spiegata la genesi del famoso modo di dire.

  • l’unico essere vivente che scrive i post nei commenti dei suoi stessi post.
    fai ca’are

    con immutata stima

  • Commento di Sauro/ 23 aprile 2009

    Eh, quello che mi frega, a me, è il mio essere troppo artista. Io son così, non bado al marchetinghe. Sono un pazzoh!1

    (comunque ora lo metto nel post)

  • Commento di Ted/ 24 aprile 2009

    Quando fai un nuovo edit, aggiorna la data del post all’ora in cui fai l’edit, porca di una tria, che così mi arriva nei feed, Mi associo al fai ca’are (a prescindere).

Commenta pure. Ricordati che puoi usare i tag html base. Se non dovessi conoscerli, be', impara.