Cazzeggio

Parole in libertà (alle medie si rideva tanto)

di Sauro, aprile 1st, 2009

Ma voi ci avete mai fatto caso che se ti confondi tra la parola regno e la parola reame poi viene fuori la parola regname? Che la parola regname fa ridere, sembra una cosa brutta tipo il ciarpame o il catrame o il tegame, che il tegame di suo non sarebbe nemmeno una cosa brutta (serve per cuocerci tipo delle cose dentro, quindi è ok) (anche se ci sono cose che sono meglio crude che cotte, tipo le mele, o i gattini) però dalle mie parti un tegame, se lo dici a una donna, vuol dire che a quella donna lì gli le stai dando della puttana, quindi non è che sia proprio una cosa positiva, anche se, per carità, è questione di gusti e io considero le puttane esattamente come tutte le altre persone, cioè perbene, perchè non è che se sei una puttana devi essere per forza una stronza e se sei un sottosegretario o un prete devi essere per forza uno ganzo, sì, col cazzo, gli piacerebbe. Comunque io ci pensavo ieri, alla cosa che regno + reame = regname, perché ieri mi è tornato in mente di quando quella volta che all’interrogazione di geografia, alle medie, il mio amico Daniele (che approfitto per salutarlo, ché è tanto che non lo sento su Facebook) (minchia, Daniele, ma te lo ricordi quando scorreggiavi bimbi morti? ‘rcaputtana oh), invece di dire “l’agricoltura è scaglionata per tutto il regno” (o il reame) si imbrogliò e disse “e quindi niente, maremma cane, l’agricoltura è SCOGLIONATA per tutto il REGNAME” e noi giù a ridere, diocristo, perché io non lo so se voi avete presente come si rideva alle medie per ogni cazzata, ah, cazzo che tempi io ci tornerei subito, puttana eva, e quindi niente, noi ci si mise a ridere non tanto perchè aveva detto scoglionata ma quanto perchè aveva detto regname, perché dai, scoglionata uno lo dice diocristo tutti i giorni, basta guardare mia cognata, ma regname uno non lo sente dire mai, a meno che non vada a scuola alle medie dove andavo io, e allora sai che risate, maremma cane come ci si sarebbe divertiti, vai tranquillo. E poi ieri, già che ero lì a pensare alle medie, mi venne in mente anche di quella volta che il professore di tecnica ci beccò, a me e a una che si chiamava Federica ed era una grandissima topa, a copiare francese (oppure era quello di francese che ci beccò a copiare tecnica, cazzo ne so; mi ricordo che in questa cosa c’erano delle squadre e un compasso, ma boh, può anche darsi che le materie fossero scienze e storia, boh) e allora gli prese diocristo no male, di più, boia, pareva gli si fosse rigato la macchina, e capirai, e che cazzo, si copiava, non è che lei me l’avesse preso in mano, eh (magari) ma vai in culo vai, dè, prof, ma rilassati un attimo, ma cosa rompi le palle, ma vaffanculo. Ma il prof ci disse una cosa tipo “in giro ci prendete i vostri genitori” (e io pensai, hai voglia te, fammi arriva’ a casa e ci piglio anche loro, ma era mattina presto e c’era sempre almeno tre o quattr’ore da stare a scuola) e con la manina ci fece segno di uscire, perché ci buttava fuori dall’aula (che io questa cosa che per punizione ti dessero un premio, mah, non l’ho mai capita, ma forse è perché sono un po’ duro io). E quindi niente, noi s’andò fuori tutti contenti di andare fuori. Ma oh, contenti una sega, dopo du’ minuti che s’era lì nel corridoio e io provavo a tocca’ le puppe a Federica, arrivò diocristo il preside, minchia, che lui era siculo e si chiamava palaganogiuseppe, boia, c’aveva un voce pareva un bue muschiato e a guardarlo pareva diocristo coso, lì, Verdi, il musicista, maiale che impressione che faceva, non tanto per la voce (quando stava zitto) quanto per l’aspetto da Verdi, che fossimo stati nell’Ottocento sarebbe stato un conto, perché nell’Ottocento vedi Verdi a giro e non c’è problema, siamo nell’Ottocento e Verdi te l’aspetti, ma dè, nel Novecento (e quando ci buttarono fuori nel corridoio era il Novecento) Verdi te l’aspetti sì, ma col cazzo, o tutt’al più sui fogli da 1000 lire del vecchio conio. E oh, insomma, Verdi ci guardò e noi, minchia, ci si congelò dalla paura, vaffanculo, che questo non usciva mai dalla su’ cazzo di stanza e quella mattina lì invece era uscito, ’st’imbecille, e vedrai che siccome era preside s’era messo a presidiare quella merda di corridoio, cosa vi devo dire, boh, fatto sta che ci disse in siciliano: “mìììì, ma voi cosa minchia ci fate fuori” però senza dire minchia e con la voce diocristo da bue, boia, e noi gli si disse “nulla, si rientrava in classe” e poi si aprì la porta e si rientrò e il professore non ci disse niente, si vede gli era passata l’incazzatura, ma poi no, non gli era passata, perchè al cambio dell’ora prese la professoressa di francese e gli le disse che noi si copiava e lei fece una faccia tipo “sì, ma m’importa una sega a me di cosa fanno quei due coglioni lì” e poi ci interrogò, ci chiese se s’era fatto la lezione a casa e ci fece un culo diocristo come una manica di cappotto.  Comunque no, io alle medie mi divertivo un casino, cazzo, ci tornerei diocristo ora, ci tornerei. No, ma subito, davvero.

(che poi, oh, se volete vi posso raccontare di quella volta che Claudia disse dei “soldati di verdura” invece che “soldati di ventura” (risate) o di quanto quel rincoglionito secchione segaiolo del Capecchi, una volta, a matematica, andò in crisi e davanti ad una cosa come questa 2/2 invece che dire “due mezzi” disse “due duesimi, no, scusi, ho sbagliato, due duini” (risate + offese). Boh, ma forse non è il caso.)

  • Commento di juni/ 1 aprile 2009

    una volta, presa dall’enfasi della macchina nuova mentre si parlava in pausa caffè, ricordo che volevo dire qualcosa tipo “io ho dei cerchi in lega fighi” ma dalla mia bocca è uscita la frase “io ho i cerchi in figa”.
    [vergogna vergognissima]

    i miei colleghi son ancora lì che ridono.

  • Commento di Sauro/ 1 aprile 2009

    Non prendertela, Juni: i cerchi in figa sono il sogno proibito dei meccanici di “Pimp my ride”

    (E comunque in figa c’è chi ci prende cose peggiori. Non che io abbia mai visto film dove queste cose accadono, eh? Me l’hanno raccontato)

  • Commento di Antar/ 2 aprile 2009

    Oh, si vede che vi divertivate eh?
    Comunque c’è uno/a che somiglia a uno che stava in terza media con me.

  • son cinque minuti che guardo la foto, ora devo sapere quale sei tu, eh!

  • Commento di fabio/ 2 aprile 2009

    …e soprattutto qual’è Federica!

  • Commento di Heike/ 2 aprile 2009

    Qui da noi (ma non ti dirò dove) “tegame” vuol dire che una è brutta come un catrame, diocristo.

  • [...] Fonte Un piccolo blues (della costa ovest) [...]

  • Commento di patty/ 2 aprile 2009

    beh la faccia più da minchia ce l’ha il ragazzino in prima fila colla maglia a righe e la bellina pare la monella (dite così, anzi ‘osì voi toscani anzi ‘oshani) sempre in prima fila con giubbetto blu.
    io dissi “ora voglio fare una cappella introduttiva”.

  • Commento di Sauro/ 2 aprile 2009

    ACHTUNG, AVVERTIMENTO IMPORTANTE: la fotografia non è mia: l’ho trovata su Google Immagini cercando “scuole medie”. Quindi io non ci sono, e voi non avete idea di cosa vi perdete a non potermi vedere sotto forma di bimbo delle medie.

    ALTRO AVVERTIMENTO IMPORTANTE: non mi va internet (Alice merda) e questo è un bene, perché lunedì ho l’esame di storia dei beduini e quindi non devo avere distrazioni, tanto più che è una lotta impari e STANNO VINCENDO LORO.

    ADDIO

  • Commento di patty/ 3 aprile 2009

    lei è una sola (come diciamo noi greci) sig. sauro.
    la foto vera.

  • Commento di Sauro/ 3 aprile 2009

    La sua curiosità è stata esaudita.

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