Cazzeggio

La Pocalisse

di Sauro, gennaio 2nd, 2009

E venne la fine del mondo, e tutto fu buio. Il sole si oscurò, e i cavalieri dell’Apocalisse solcarono il cielo a dorso delle loro spaventose cavalcature, soffiando nei loro corni d’argento le terribili note del giudizio e diffondendo nei cuori degli uomini il terrore e lo sgomento.  Le genti vagavano sulla Terra in preda alla paura: le montagne crollavano nel mare, i fiumi si gonfiavano fino ad uscire dai loro letti per tutto sommergere, altissime fiamme si levavano dalle voragini della terra ad ardere i boschi, la televisione trasmetteva Amici di Maria su tutti i canali, anche su Sky, e non c’era verso di spegnerla. Un grandissimo puttanaio. A uno di Piombino, per dire quanto fosse disperata la situazione,  gli prese talmente male che mangiò sei bussoli di gelato Menne al gusto cocco e ananassa, e poi gli sentì fortissimo la pancia. Per dire.
Dovunque si levavano alte grida di disperazione: “Che sarà di noi? Quali terribili punizioni ci aspettano?  Ma te l’hai data la formazione del Fantacalcio? A me non mi gioca Milito, vaffanculo, è capace che mi entra Miccoli e quel nano della minchia fa gol ogni morte di papa”. E in quel momento un fulmine cadde su San Pietro (inteso come basilica e non come apostolo) incenerendo il pontefice, e Miccoli fece tre gol, uno di testa, uno di rovesciata e uno di ginocchio su rimessa laterale; e Miccoli festeggiò, ma un fulmine colpì anche lui mentre si stava per togliere la maglia, e ovunque c’erano disperazione e stridor di denti e pezzi di Miccoli.

E l’esercito del Male e quello del Bene si affrontarono nella grande piana di Armendulinfolin, come diceva la profezia del mago Findralfinfinil, tra la torre di Grandgrigrungrund e quella di Amunselwanfoland, dopo il bar del Papanti, quello davanti a Calzedonia dove c’è le commesse discrete. E gli eserciti del Bene e del Male si affrontarono, ma alla gente gli importava veramente una sega, perché tanto tra israeliani, palestinesi, curdi, iracheni, afgani, irlandesi, tutsi, livornesi e ponsacchini erano abituati e poi mica era una guerra che riguardava loro, cazzo me ne fotte a me, guagliò.

E i cavalieri dell’Apocalisse vagavano nell’aere con le loro spaventose cavalcature (un Ciao, due Bravo e un Califfone), e i quattro cavalieri erano Athos, Portos, Aramis e Tirabusciòn, che aveva sostituito l’infortunato D’Artagnan, alle prese con la solita fastidiosa pubalgia che lo terrà lontano dai campi della fine del mondo almeno fino alla fine della stagione, o del mondo.  E i cavalieri dell’Apocalisse volavano nel cielo divenuto scuro come la pece, e volavano, e non è che facessero molto altro, volavano, che poi, alla fine, è un po’ quello che ci si aspetta da dei cavalieri dell’Apocalisse: una volata, uno squillo di tromba, cose così.

E mentre i cavalieri volavano, le fiamme fiammeggiavano e i terremoti terremotavano, le genti erano prese dal terrore più profondo.

Ma insomma, fin qui ci dovremmo essere. Questa parte è abbastanza chiara? Qualche domanda? No? Bene.

E mentre i cavalieri dell’Apocalisse le genti erano preda del terrore più profondo, apparve nel cielo (appena un po’ a sinistra dei cavalieri dell’Apocalisse) un segno che ridiede speranza alle genti disperate, sgomente, ecc: il Bat-segnale.  Però vedrai che si trattava di un falso contatto, perché si spense subito e quindi niente, sgomento, paura, disperazione, le solite cose.

“Uffi, che palle la fine del mondo”, dicevano le genti, “è tutta una disperazione, uno sgomento, una paura, si stava meglio prima”. E le genti rispondevano: “Le tue sono parole da stolto! Perché non ci fai un post, così ti metto il like su Friend Feed?” e i cavalieri dell’Apocalisse iniziarono a volteggiare con il facepalm.

E insomma, disperazione, stridor di denti, apocalissi, sgomento, cazzi, mazzi. Ma, tutto d’un tratto, il coro una nuova apparizione apparve (essendo un’apparizione) nel cielo: trattavasi di Colui Che E’ (detto anche Colui Che Tutto Sa), venuto a giudicare le genti e a dividere i giusti dagli ingiusti (e anche a riscuotere duecenti euri che gli avanzavano da uno di Montevarchi). E i cavalieri dell’Apocalisse soffiarono nei loro corni: “pepperepereperepeeeeeeeéééé, è arrivato Colui Che E’, o Colui Che Tutto Sa: si faccia dunque finita di fare questo puttanaio e si stia un attimo a sentire cos’è venuto a proporci Coso, colui che tutto eccetera”. E il silenzio calò improvvisamente sulla Terra, a parte nel condominio dove abito io, che lì tutti continuarono a fare un casino che nemmeno le bestie, come se non fosse successo un cazzo nulla. E Colui Che E’ parlò con voce tonante: “Io vengo per giudicarvi!” E le genti risposero: “Pietà di noi, Santi Licheri!” E Colui Che E’ disse: “Non ci siamo capiti: io non mi ritiro per deliberare, io vengo a giudicarvi! MUAHAHAH!!!” E le genti risposero: “A Giudicarci? Ma cosa sei, un prete?” Ed egli rispose: “No, ma che prete e prete, quelli li ho denunciati per appropriazione indebita di parola divina. Io sono Colui Che E’!” E le genti risposero: “Sì, ma colui che è cosa?” Ed egli disse: “L’essere è, il non essere non è”. E le genti risposero: “Ciò che è reale è razionale, ciò che è razionale è reale”. Ed egli disse: “Sì, ma la tarapia tapioco della supercazzola prematurata del regno dei cieli, ame”. E le genti dissero: “Non s’è capito una sega nulla”. Ed egli disse: “Ah ah, che teste di minchia, fa bene Coso che vi piglia per il culo con la storia delle vergini nel paradiso, ROTFL”.

E ovunque era paura, terrore, stridor di denti & fiumi di lagrime. E Colui Che E’ si mise a giudicare: “Te sì, te no, te no, te sì, te portami la tu’ sorella e poi se ne riparla, te non ti cao mai, te sì, te no…” E coloro che non ricevevano la password per il regno dei cieli dicevano: “Eh, ma ci dici un po’, come mai loro sì e noi no?” E Colui Che E’ disse: “Avevo sete e mi avete dato da mangiare; avevo fame e mi avete dato da bere; ero stanco e mi avete rivestito; avevo freddo e mi avete dato una sdraio. Per carità, io apprezzo la buona volontà, ma secondo me avete fatto un po’ di casino. Per cui, adesso, ve lo pigliate tra le mele”. E allora vai con la disperazione, la paura, il coso, la cosa.

E insomma, il tempo passava veloce tra un pianto e uno stridor di denti (è sempre così quando ci si diverte), e cominciava a fare buio (un buio della mamma di Colui Che E’, proprio, visto che il sole era scomparso e il cielo – solcato dai quattro cavalieri eccetera – era divenuto color del vino). E Colui Che E’ disse: “Mi sa che per stasera non ce la facciamo”. E le genti risposero: “Ma no, ma dai, è sempre la stessa storia, io sto in fila da stamattina” e “a me m’importa una sega, io per cena voglio essere a casa ché c’è Chuck Norris su Rete 4″. E allora Colui Che E’ disse: “Genti, facciamo così: chi vuole andare in paradiso alzi la mano”. E le genti dissero: “Con o senza le vergini?” E Colui Che E’ disse: “Senza”. E le genti risposero “Ma sì, che io già alla terza vergine ho speso più di Viagra che di benzina”. E le genti alzarono la mano. E Colui Che E’ disse: “Si faccia dunque un bel condono”. E Di Pietro disse: “E’ una vergogna! In galera!”. Ma le genti lo picchiarono fortissimo con una vanga.

E il condono fu.

  • Commento di Ted/ 2 gennaio 2009

    Secondo me, di sto post, non hai “preparato” nulla e hai scritto tutto come ti veniva, “a cazzo di cane”, direbbe il buon Ferretti di Boris.

  • Commento di Sauro/ 2 gennaio 2009

    C’hai preso, uomo. Siccome che avevo detto che stavo preparando un post sull’apocalisse (per darmi un tono), poi ho dovuto preparare un post sull’apocalisse. Ogni promessa è debito, per me. Non sono mica un politico.

  • Commento di il dio castigatore/ 2 gennaio 2009

    che l’ira di Miccoli si scateni sull’Inte al ritorno

  • Commento di Sauro/ 2 gennaio 2009

    TIE’!!! (LOL)

  • Commento di Antar/ 2 gennaio 2009

    Ciò [E le genti dissero: “Con o senza le vergini?” E Colui Che E’ disse: “Senza”] significa che alle vergini non è consentito l’accesso al Regno dei Cieli?
    …O non, Piuttosto, che ColuiCheTuttoEtc. si occuperà di non farle accedere vergini?

  • Commento di Sauro/ 2 gennaio 2009

    Queste sono cose per noi teologi che ci si crede un FOTTIO, te non puoi capire, MISCREDENTE

  • Commento di Fiore/ 3 gennaio 2009

    “Ogni promessa è debito, per me”

    Ahhhh (sospiro)… magari tutti gli uomini fossero come te . Invece promettono , promettono e poi non li vedi più .

  • Commento di Sauro/ 3 gennaio 2009

    Fiore, ma tu sei maschio o femmina? Se sei femmina, dillo, ché poi ti prometto una cosa. Io sono maschio (all’anagrafe).

  • Commento di fabrizio miccoli/ 4 gennaio 2009

    caro sauro,
    ti poserò un gol talmente incredibile a sansiro
    che ringrazierai gli dei dell’empireo del pallone, da maradona a scendere, passando per felice centofanti e fausto pari, ringrezierai tutti gli dei dicendo:
    la mia vita di strasciato interista ha un senso ora che il ragazzino dalle sopracciglia sminchiate a righettine ha sottomesso l’Inte con un golle che nemmanco alla pleistescion.

    Inte: 0 – Fabrio MIccoli: tanto di più

  • Commento di Sauro/ 5 gennaio 2009

    Caro compagno Fabrizio, sappi che io ti stimo moltissimo fin dai tempi in cui eri sottoposto a mobbing da Tu-Sai-Chi. E non sto parlando di Voldemort.

  • Commento di fabrizio miccoli/ 6 gennaio 2009

    caro Sauro, allora ben capirai come il romario del salento trovi assurdo che alcune delle menti migliori della sua propria generazione tifino INTE, una società che visti i debiti con la LEGA (non nord ma calcio, ma anche u pò la lega nord in realtà), visti ’sti debiti nemmando dovrebbe starci in serie A… miccoli è piccolo e ferisce il nemico, ma sta almeno lui dalla parte giusta dello scontro… tu no, e mi spiace… è un pò come quelli che dicono che sì, è vero, è tutto uno schifo ma che ci posso fare, alle elezioni il Silvio alla fine l’ho votato…
    meglio un giorno da tifoso del Casarano che mille da strisciato

    stai bene

  • Commento di Sauro/ 6 gennaio 2009

    Caro Romario del Salento, il fatto che tu abbia accennato alla faccenda dei debiti nel mondo del calcio (e in particolare ai debiti dell’INTE) mi fa capire che tu non sei, putroppamente, il vero Fabrizio Miccoli, colui che ha il Che Guevara tatuato sul polpaccio; no, tu non sei il vero Fabrizio Miccoli, tu sei uno che conosco e che costantemente mi spacca i coglioni co’ ’sta storia dei debiti, che a me invece m’importa classicamente una sega. Ah, che delusione! E io che pensavo di parlare col vero Fabrizio Miccoli, il Romario, ma che dico il Romario, il Ruben Sosa del Salento!!1

    (e comunque l’INTE è una squadra dandy e bohemienne, i debiti ce li ha nel dna)

  • Commento di fabrizio miccoli/ 6 gennaio 2009

    fabrizio miccoli è vivo e combatte con noi,
    non è un utente che spacca la minchia, quelli sono i debiti.
    Purtroppamente è una parola magnifica

  • Commento di Sauro/ 6 gennaio 2009

    “Qui rimane la chiara/ penetrante trasparenza/ della tua cara presenza/ comandante Fabrizio Miccoli”

  • Commento di Ted/ 8 gennaio 2009

    Ohibò, non pensavo che il sig. Miccoli fosse così sensibile alle pratiche del SIGNORAGGIO. Me ne compiaccio.

Commenta pure. Ricordati che puoi usare i tag html base. Se non dovessi conoscerli, be', impara.