Cazzeggio

Grazie, Andrew, il tuo sacrificio non sarà vano

di Sauro, dicembre 19th, 2008

Oggi, mentre stavo raggiungendo in auto l’eremo collinare nel quale mi rifugio a studiare prima di ogni esame, la radio ha passato “Last Christmas” degli Wham. A me, come ogni volta che mi capita di sentire quella canzone (a Natale, di solito), è subito venuto in mente quel giorno che, da piccino, decisi che avrei dedicato la mia vita a combattere contro le ingiustizie.

Ora, dovete sapere che io sono cresciuto in mezzo a cugine femmine più grandi di me, e che quando ero bimbo (oltre ad usarmi come surrogato del Cicciobello dandomi dei baci sulle gote, dei pizzicotti fortissimi sulle braccia e facendomi fare dei girotondi assurdi che poi rimanevo stordito mezza giornata) mi facevano ascoltare per ore e ore gli Spandau Ballet, i Duran Duran e Sandy Marton. E gli Wham, appunto. Quando avevo 8 anni, Last Christmas me l’avranno fatta ascoltare tipo diecimila volte. E mi piaceva anche, perché io ero piccino picciò e non capivo una minchia, la musica era sufficientemente ruffiana per risultare orecchiabile anche alle pietre e soprattutto perché la ascoltavano le mie cuginone, e quindi era ok.  Insomma: ogni volta che ascoltavo Last Christmas, poi ero contento matto.

La svolta avvenne quando mia cugina Elena, che stava guardando Deejay Television (credo, sonasega) in un altra stanza, mi chiamò di là. Io abbandonai le Barbie con cui stavo giocando insieme alle altre cugine (non fate commenti, grazie) e andai da lei, ubbidiente come sempre. “Guarda”, mi disse Elena, “c’è il video di Last Christmas”. E io lo guardai.

Io lo sapevo che gli Wham erano due, uno biondo e uno moro, perché avevo visto le foto su Cioè, un giornale dove parlavano di quanto fossero fighe le rockstar, di scazzi coi genitori e di quale fosse il modo migliore di perdere la verginità per le quindicenni moderne. Io lo sapevo che erano due, li avevo visti e li riconobbi in televisione. Due facce da cazzo che levavano di culo, ma questo non è importante. Erano due. Io, nella mia ingenuità di bambino di campagna, immaginavo che essendo due, facessero tutte le cose a metà: scrivessero metà canzone per uno, suonassero metà canzone per uno, cantassero metà canzone per uno. Sennò cosa cazzo lo facevano a fare un duo, se poi faceva tutto uno? bastava che facessero un “uno”, no? Quindi, per me, se erano due, dovevano dividersi onori e oneri. La consideravo una cosa naturale.

Quando vidi che Andrew non faceva un cazzo, pensai di aver capito male io.

- Com’è che fa tutto George? – chiesi ad Elena.
- George è il leader del gruppo, – rispose lei.
- Che vuol dire?
- Che comanda lui.
- Come la maestra?
- Eh, più o meno. Vuol dire che Andrew può anche morire e gli Wham continuerebbero ad esistere, ma se muore George, allora addio Wham.

Rimasi in silenzio. Poi vidi che Andrew, nel video, faceva pure la parte dello stronzo: aveva rubato la ragazza a George, la sbaciucchiava mentre mettevano le palle sull’albero di Natale e George ci stava di merda. Ora, un bimbo dal temperamento artistico, un sentimentale, a quel punto lì avrebbe dovuto simpatizzare per George: poverino, soffriva perché un amico stronzo gli aveva sottratto la ragazza (che poi si è scoperto che casomai oggi piangerebbe se un’amica stronza gli sottraese il ragazzo, più che altro, ma questo non è importante) (anche se in verità nel video ci stava INGANNANDO) (e ci stava ingannando anche nel video di quell’altra canzone col sassofono, dove mette la lingua in bocca ad una biondina). La persona con cui provare empatia era George, senza dubbio.

Io, però, forse per una questione di geni contadini, ho sempre fatto ragionamenti piuttosto pratici e terra terra. Niente arte o cose sentimentali per un materialista storico di 8 anni. Mi chiesi come mai ad Andrew non facessero fare un cazzo. Forse perché non sapeva suonare, cantare, recitare, scrivere canzoni? E gli sembrava una cosa sufficiente ad escluderlo, a quelli che non gli facevano fare una minchia? Forse che quelli che non sanno fare una minchia non devono fare una minchia? E dove sta scritto? Eh, George? Dove sta scritto? L’hai deciso tu? Ma poi, soprattutto, mi chiesi: PERCHE’ LA PARTE DELLO STRONZO LA FANNO FARE A LUI? Non lo fanno suonare, non lo fanno cantare e poi gli danno pure la parte dello stronzone che lo mette nel culo (non fate battute, via) all’amico? Ma perché? Perché Andrew non si ribellava? Perché Andrew non mandava tutti affanculo e cominciava a cantare, suonare, recitare? Perché aveva accettato di fare quel cazzo di albero di Natale e farsi sbaciucchiare da quella zoccola, consegnando così ai posteri la propria immagine di traditore, vanesio e facilone che non sa suonare e cantare e fa soffrire l’amico biondo e sensibile?

CON QUALI RICATTI AVEVANO CONVINTO ANDREW AD ADDOSSARSI LA COLPA DI UNA STORIA D’AMORE ANDATA MALE?

Lo avevano costretto. Io lo capii in quel momento. Lo avevano costretto, perché lui non sapeva fare una minchia, ed era stato obbligato ad accettare, altrimenti a fare una minchia avrebbero chiamato un altro. Aveva accettato di fare la parte dello stronzo per fame. Per un ricatto.

E’ stato in quel momento che decisi che avrei consacrato la mia vita a combattere le ingiustizie. Che sarei sempre stato dalla parte del deboli. Che avrei sempre cercato di raddrizzare i torti. Ed è per questo che oggi sono sindacalista e anarchico.

Ed è per questo che ancora oggi, ogni volta che vedo un biondo col ciuffo cotonato che sta male guardando la sua ex ragazza che bacia un incapace mentre fanno l’albero di Natale, io sento che la vittoria su tutte le ingiustizie è vicina. Nel nome di Andrew e nel nome di quell’altro, l’883 coi capelli lunghi, quello che non faceva un cazzo nemmeno lui, non cantava e non suonava, però ballava da dio.

La foto qui sopra vale come prova del ricatto: è chiaro come George stia strizzando fortissimo i coglioni di Andrew, sibilandogli  “e ridi, stronzo, che ci fanno la foto…”

  • Commento di Ted/ 19 dicembre 2008

    Oh, ma vaffanculo! “Nel nome di Andrew e nel nome di quell’altro, l’883 coi capelli lunghi, quello che non faceva un cazzo nemmeno lui, non cantava e non suonava, però ballava da dio.” Con questa frase hai rovinato il mio commento al post! Volevo scrivere “Metti al posto di George ed Andrew Max Pezzali e Mauro Repetto e hai la storia degli 883 pari pari”. FANCULO.

  • Commento di Sauro/ 20 dicembre 2008

    Ahah, fregato. RIderei ancora, ma abbiamo beccato il Manchester United e non c’è niente da ridere.

  • Commento di Ted/ 20 dicembre 2008

    Non è che il Chelsea sia meglio.

  • Ha detto Murigno che i manchesteriani (?) sono i più forti di tutti, e io a Murigno CI CREDO CIECAMENTE

  • ah, questi interisti, mai contenti :-)

  • Commento di Sauro/ 20 dicembre 2008

    C’è pure chi osa dirne male, degli interisti (ma con che classe, eh) :-)

  • Commento di maia/ 20 dicembre 2008

    ah, vista la premessa pensavo che è vedendo quel video che hai deciso che avresti consacrato la tua vita a non saper fare una minchia come il povero andrew.
    che poi a pensarci bene è quello che hai detto… :D

  • Mauro Repetto è stato l’ultimo, vero eroe tragico del XX secolo.

  • Commento di Sauro/ 20 dicembre 2008

    Maia: infatti, mica per nulla faccio il sindacalista. Sempre meglio che lavorare ;-)

    Harlot: eroe non saprei, ma tragico lo era di sicuro, LOL

  • E doveva pure usare l’ossigeno per sbiondirsi i capelli dopo GM che gli finive sempre quasi tutte le bombolette.
    Infatti se noti nella foto è riuscito a decolorare solo il ciuffo…

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