Scommesse clandestine

Al mondo ci sono cose che seguono un andamento costante e possono, con un po’ di approssimazione, essere previste. Con i miei colleghi siamo soliti scommettere su questo tipo di cose. Partite di calcio, gran premi di Formula Uno, gare di cani, numero di morti sull’isola dei famosi in caso di tsunami. C’è il mio collega Pietro, di professione idraulico, che lui è uno che di matematica un po’ ci capisce (per via che a volte deve prendere le misure di quanto sono lunghi i tubi), che fa l’allibratore e calcola le percentuali. Funziona così: lui, con un processo scientifico che sarebbe troppo complicato da spiegare (vi dico solo che a volte per fare i conti le dita delle sue mani non gli bastano, e se ne deve far prestare qualcuna delle nostre), calcola le quote e poi le appende in bacheca, tra la timbratrice e il foglio in cui sono riportate le punizioni corporali per chi arriva in ritardo/sottrae materiale aziendale/manda affanculo il capo col pensiero. Quando le quote sono pubblicate, noi facciamo le nostre puntate. La valuta ammessa è il ticket restaurant, o buono-pasto.
Pietro è uno che segue molto la scena politica, e già un anno fa aveva visto che il giorno dopo le presidenziali americane ci sarebbe stato un incontro bilaterale Italia-Russia. Il fatto che Berlusconi avrebbe detto, poche ore dopo l’elezione di Obama, “Obama è abbronzato“, era quotato molto poco: Pietro lo dava a 1,1. Più alta la quotazione di “Obama ha un senso del ritmo che leva di culo“: a 2. Ancora più alta la quotazione per “Obama ce la lungo come il mio braccio“, che veniva dato a 3,5, mentre “Obama è portato per correre lo sprint, però nel nuoto e nello sci è meglio McCain” era dato altissimo, a 7, forse perché è una frase un po’ troppo lunga e un concetto un po’ da intellettuali. Io stavolta non ci ho preso, perchè ho tentato il colpaccio e ho giocato due buoni pasto su “Obama fa casino al cinema“; in caso di vincita, avrei avuto ticket restaurant da qui a Natale.
A titolo informativo, ecco le quote che Pietro aveva calcolato per le frasi di Berlusconi nel caso in cui avesse vinto Hillary Clinton:
1. “Quella lì fa dei pompini della madonna: esperienza personale. Il presidente Medvedev può andare tranquillo e dirle che lo mando io” (quota: 0,5)
2. “La Clinton andrà d’accordo con Medvedev perché anche lui, al volante, è un pericolo costante” (quota: 1,5)
3. “Il presidente Clinton rompe i coglioni con gli anniversari e i compleanni e piange quando in televisione vede quel film con Patrick Swayze e Demi Moore” (quota: 3,0)
4. “La Clinton se la tira” (quota: 2,0)
Pietro è uno previdente, e si è portato avanti col lavoro. Ha già pronte un paio di frasi berlusconiane nel caso in cui il prossimo presidente sia un musulmano: “il presidente Abdul non mangia il maiale e non sa cosa si perde” e “La moglie del presidente Abdul sarebbe anche una bella fica, peccato per quel cazzo di burka“. Sono entrambe quotate a 0,1.

ma accettate anche scommesse di non colleghi? (nel caso posso prestare alcune delle mie dita per far di conto)
Francesco, che buoni pasto hai? Quanto valgono? Di solito non accettiamo valuta estera, ma per te possiamo fare un’eccezione
Io non avrei mangiato più un cazzo in tutta la mia vita perché mi sarei giocato tutto sulla tre e sarebbe uscita la 4, ne sono certo.
Cmq sto Pietro è un furbacchione: mette anche quotazioni che vi fanno perdere.
Pietro è un cornuto!!1
Non vorrei sembrare il solito bacchettone, ma in un tragico momento di crisi come questo – in cui il ministro Bondi giustamente richiama l’attenzione sul pericolo rappresentato dalla volgarità delle trasmissioni satiriche per la RAI, in virtù del ruolo educativo ed istruttivo, palese e ben noto a tutti, che essa deve avere… bene, trovo che scommettere sul numero di morti sull’isola dei famosi in caso di tsunami sia non solo similmente volgare, ma addirittura immorale: ci rendiamo conto che stiamo parlando delle vite di esseri umani?!? Paventare la possibilità che se si salvi anche uno solo dei barlafuss “dell’isola” è un’offesa nei confronti di questi ultimi: gli spettatori televisivi, neh! E tutti quelli che se le sono definitivamente sfrantate…
Con Pietro abbiamo convenuto che, in effetti, scommettere sullo tsunami all’isola dei famosi sia un po’ di cattivo gusto. Senza contare che ormai sono rimasti in pochi. Abbiamo quindi deciso di puntare tutto sull’incendio in studio all’ultima puntata, quando ci sono TUTTI.