Opinioni non richieste

Ora, che McCain abbia perso io sono contento. Voglio dire, Obama è meglio di McCain, ma meglio di McCain sarebbe stata pure mia nonna (e ci tengo a dire che mia nonna è morta nell’84). Non ci vuole mica molto ad essere migliori di un repubblicano preso a caso: ricordo al mio stimato pubblico che la ricetta repubblicana per una cosa delicata come la sanità, ad esempio, è la seguente: “Sei malato? Sì? Hai i soldi? No? E allora cosa rompi le palle? MUORI”. Sfido chiunque a fare peggio di così.
Però, ecco, io non riesco ad entusiasmarmi più di tanto per l’elezione di Obama. Non mi si scalda il cuore. Sulla sua figura, qui da noi, si è coagulato molto consenso. Un buon numero di italiani nutre verso di lui aspettative enormi. Io capisco che in una situazione deprimente come la nostra ci sia bisogno di fare tesoro di ogni più piccolo barlume di speranza, da qualsiasi parte arrivi, fossero anche piccole cose tipo il ritiro di Veltroni dalla politica o la conversione al satanismo della compagna Binetti, ma secondo me tutto questo entusiasmo è prematuro e anche un po’ mal riposto. Per un motivo: pur essendo di colore, pur avendo il carisma che ha, pur essendo giovane, pur essendo migliore di McCain (e, per amore di verità, qui va detto che mia nonna non era nè di colore, nè giovane, nè carismatica), Obama rimane pur sempre un politico statunitense. E il fatto che sia un uomo politico statunitense lo porterà a muoversi in un certo modo, secondo certi schemi, seguendo determinati modi di fare politica e perseguendo ben precisi obiettivi.
Voglio dire: Obama è a capo di un impero, per di più un impero che sembra anche un po’ in crisi. C’è qualche altro paese, nel mondo, che sembra insidiargli quella leadership economica e militare che gli USA detengono da un secolo o giù di lì. Obama questa leadership dovrà provare a mantenerla, perché è stato messo lì proprio per fare questo. Gli Stati Uniti, in politica estera, continueranno a fare quello che hanno sempre fatto: controlleranno che nel mondo ci sia il giusto numero di micro-conflitti e che ci sia il giusto numero di governi amici; metteranno su azioni di forza più o meno dove e come cazzo gli pare a loro; bombarderanno dove decidono che c’è da bombardare, sovvenzioneranno i regimi che sono da sovvenzionare, minacceranno quelli che sono da minacciare. Forse Obama lo farà usando meno retorica da cow-boy, ma lo farà. E sinceramente non mi sento neppure di fargliene una particolare colpa. Quando in un documentario su Quark vediamo la leonessa che sbrana il cucciolo di zebra non è che pensiamo “però, che stronza quella leonessa lì, ha sbranato un cucciolo di zebra, era tanto bellino e non rompeva i coglioni a nessuno”. No, noi diciamo: “eh, questa è la natura, la legge della giungla, cane mangia cane, mogli e buoi dei paesi tuoi, al contadino non far sapere, ecc”. Cose così. Questo non vuol dire che non si debba sperare nel cambiamento. Anzi, farlo è doveroso; solo che, secondo me, non sarà il cambiamento forte che molti si aspettano. Speriamo che mi sbagli, per carità.
Non vorrei passare per antiamericano. Non sono solito fare generalizzazioni così ampie. Non sono antiamericano, ma ho scarsa fiducia nei politici statunitensi, questo sì, perché credo che più di tanto non possano fare, per ragioni culturali, storiche e contingenti.
Ora, giudicando eccessivo l’entusiasmo che si è venuto a creare intorno ad Obama, non vorrei neppure apparire come quello che vuole fare per forza il cinico, quello che la sa lunga, quello che “io vedo cose che voi non vedete”. Figuriamoci, ho la capacità di analisi di una velina, cosa cazzo volete che veda o capisca. E quelli che fanno i bastian contrari come posa, poi, non li sopporto proprio. Non voglio distinguermi dalla massa. Io, nella massa, ci sto alla grande. Diciamo che la mia opinione scettica su Obama (che nessuno mi ha chiesto, per altro) è ascrivibile un po’ all’osservazione della storia (dal basso della mia ignoranza) e un po’ a vaghe impressioni personali, e un po’ anche al fatto che di Obama si è parlato talmente tanto che, veramente, boia, due coglioni.
Chi sente di entusiasmarsi per lui, però, fa bene a farlo. Entusiasmarsi per cose di politica è una cosa buona che ultimamente capita davvero di rado, e quindi è ok. Poi, ripeto, meglio entusiasmarsi per Obama che per McCain, o Gasparri, o Rutelli. Se il nuovo presidente riuscirà ad entusiasmare anche me, giuro su Balotelli che ve lo dico.
La cosa indubitabilmente buona è che sia stato eletto un presidente nero. Questo sì, questo mi fa godere. Cioè, in questo momento penso a come debbano girare i coglioni a quelli del Ku Klux Klan e ai nazisti dell’Illinois (cit.), e godo. Son fatto così.
(Il problema vero, se problema lo vogliamo chiamare, è che quando ti innamori di un’idea che giudichi perfetta, superiore, tutte le altre possibili alternative ti sembrano intollerabili, o bene che vada semplici palliativi. Obama è indubbiamente meglio di McCain, e la democrazia è indubbiamente meglio delle dittature. Ma non è perfetta. Non è il meglio. Non è l’ideale. Non so se ci siamo capiti.)

Se poi si pensa che McCain è comunque molto molto meglio di Berlusconi, ecco, si ha una immagine chiara della merda nella quale sguazziamo.
ma te ce l’hai proprio col povero contadino!!
o che male ti ha fatto???
(razzista di contadini con le pere!)
Sauro, sei troppo modesto, altro che capacità di analisi di una velina. Riguardo alla fiducia sui politici americani ad esempio sei in buona compagnia. Al proposito ti regalo un paio di citazioni:
“There is a tragic flaw in our precious Constitution, and I don’t know what can be done to fix it. This is it: only nut cases want to be president.” K. Vonnegut
“Reader, suppose you were an idiot. And suppose you were a member of Congress. But I repeat myself.” M.Twain
(Abusane pure. Oltre a fare figo, ho scoperto che gente che ti darebbe volentieri del pirla esita a farlo quando dovrebbe dare del pirla anche a Vonnegut o Twain. Specialmente se non ha idea di chi siano.)
Oh, pero’ un po’ ci spero anch’io, che almeno qualcosa di nuovo ci sia. Non rispetto a Bush, questo mi sembra ovvio, ma forse anche rispetto all’amministrazione Clinton. Il negretto mi sembra un po’ meno cinico, e anche un po’ piu’ coraggioso. Non so se ti ricordi la faccenda degli spinelli…
condivido in parte il tuo scetticismo e prima di esultare voglio vedere cosa farà, però son contenta che abbia vinto questo negrino stinto, che probabilmente è stato eletto solo perché belloccio e pieno di vaìni (non sono antiamericana, ma non è che abbia una grande stima dell’elettore americano medio, nemmeno di quello italiano, se è per questo, ma insomma, ci siamo capiti), che porterà avanti una politica di centro e farà quello che gli dicono le banche e le grandi imprese, però è sempre meglio di Bush e McCain.
e pr come la vedo io, McCain sarebbe già meglio della Binetti e del PD che la difende.
La pensiamo uguale, vedo, soprattutto su democrazia e Ideali.
E nemmeno io sono antiamericano, sia chiaro, che il Brasile, il Messico e il Costarica, per esempio, mi hano detto essere bellissimi.
Sono gli StatiUniti quelli per cui non nutro nessuna [nessuna] simpatia. A parte le eccezioni che ci sono come per tuttto, ovviamente.
Solo un paio di cose:
il fatto che sia nero non è solo un motivo di goduria perché il Ku Kux Klan se la prende ne Kul, ma soprattutto per una questione culturale: un paese essenzialmente razzista e ghettizzatore (negli stati uniti l’integrazione esiste solo se sei ricco) elegge un politico a Presidente di origini africane. Be’, questa secondo me è una bella notizia. Per l’umanità.
Ci sono un paio di punti di discontinuità in Obama con la politica di Bush che fanno ben sperare. Il primo è indubbiamente la politca “verde”. Difficile, quasi impossibile, ma le premesse sono buone.
Il secondo, è l’idea di cambiare atteggiamento con i vicini paesi Sudamericani. Sebbene abbia fatto solo blande dichiarazioni, forse per non alimentare il fuoco della polemica che lo tacciava come un “socialista” (minchia che offesa. Manco lo avessero chiamato Gasparri), pare intenzionato ad abbandonare la via del braccio di forza obbligatorio. Forse finalmente potrà sparire “l’asse del male” e potremo evitare altri inutili conflitti. E magari, chissà, una mezza apertura verso Cuba la si può sperare, anche se la vedo difficile.
In ultimo, il problema non era tanto MacCain, che sembrava solo un povero vecchietto rincoglionito da guerra e sconfitte politiche. Il problema era quella vacca ignorante della Palin.
Gente, a guardare i vostri commenti sembra quasi che questo sia diventato un blog serio, di quelli veri. Bisogna che domani posti subito qualche cazzata, veloce. E comunque volevo dire che Obama, nella foto in alto, con la mazza, è uno dei bimbi più simpatici che abbia mai visto.