Letteratura italiana
C’è stato un tempo, qualche anno fa, nel quale credevo che sarei potuto diventare uno scrittore. Sì, lo so, messa così fa ridere, e in effetti, mentre scrivo, sto ridendo come un matto. Questo non toglie che voi siate dei bastardi. Però mi dovete scusare, ero giovane e inesperto, e avevo anche la testa piena di cazzate, soprattutto. La mia autogiustificazione più “logica”, quella che mi spingeva a provare, era la seguente: sei uno che legge un monte di libri gialli, quindi sei in grado di scrivere un libro giallo. Ah ah ah. Vabbè. Comunque niente, in questi giorni, parlando con un po’ di persone, è successo che siamo finiti a parlare di cosi, di manoscritti, ed è uscito fuori che io ne avevo scritto qualcuno. E’ successo con più di una persona, come se si fossero messe d’accordo (ma non credo, perché non si conoscono). Questa gente, che dev’essere gente incosciente mica da ridere, ha espresso il desiderio di leggere questi cosi, probabilmente per aver avuto un infanzia difficile con dei traumi non superati che oggi li porta ad autoflagellarsi (a me, per esempio, l’unica volta che da piccino presi il pennacchio del calcinculo e che quindi avrei fatto il giro dopo gratis, andò via la luce e lo presi in tasca, e son cose che ti segnano per sempre). Io, che alla salute del mio prossimo ci tengo, i cosi non glieli ho fatti leggere, per due ragioni: 1) mi vergognavo; 2) non li trovavo più, perchè credevo di averli cancellati tutti. Poi, cerca che ti ricerca, ne ho trovato uno. E’ come tutti gli altri che provai a scrivere: fa schifo. E’ patetico, non c’è storia, intreccio, motivazioni, i personaggi sembrano quelli di un Posto al sole, l’italiano è zoppicante come il maestro Yoda. Sarebbero quisquilie, se si trattasse di un cuccia per un cane: peccato si tratti di un libro (LOL), ma tant’è. Insomma, ho deciso di renderlo pubblico, questo manoscritto, perché secondo me la cosa può essere utile e anche istruttiva. Per capire come NON si deve scrivere. Io questa cosa, dopo aver prodotto quattro manoscritti illeggibili, l’ho capita. La capii dopo la mia seconda opera (ROTFL), tanto che le ultime due non le ho fatte leggere quasi a nessuno, solo a due o tre amici che, giustamente, mi hanno fatto capire che sì, insomma, son cosine simpatiche, ah ah, però se andavo a lavorare non sarebbe stata una cattiva idea.
Insomma, ho messo questo coso su LULU.
Ora, se trovate un po’ di diletto nel leggiucchiare quello che pubblico qui, la cosa è preoccupante. Ma non è questo quello che volevo dire. La cosa che volevo dire è che non dovete aspettarvi le cose che pubblico qui, belle o brutte che siano. Perché vedete, sul blog scrivo come mi viene, e mi prendo sul serio come si potrebbe prendere sul serio un Sandro Bondi che viene a fare un comizio col pannolone e il ciuccio (o anche in giacca e cravatta, è uguale). Quando scrivevo il coso, invece, ero serissimo. Per dire, mi vestivo con il cravattino, le ghette, la giacca a coda di rondine e mi chiudevo nella mia stanzetta umida e buia (dalla quale avevo strappato il poster dell’Inter dei miracoli, che trovavo un po’ anacronistico), confortato da una tazza d’assenzio; poi, quando mia madre mi veniva a bussare alla porta per dirmi che erano pronti i Sofficini, le rispondevo: “Madre, non disturbatemi. Sto mettendo la mia anima su alcune carte, vergandovi parole di sangue. Mi si prepari, piuttosto, un par di candele intonse: intendo andare avanti fino a che il sole non sia sorto”. E giù, a scrivere cazzate. Ed ero serissimo, lo giuro. Credevo davvero di saper scrivere i gialli. Ma c’è da dire che ero molto giovane, l’anno scorso.
Insomma, vi volevo dire che il libro è scritto come se l’autore fosse un buffone che voleva fare le cose “serie”, quindi potete immaginarvi il risultato. Ed è scritto così perchè a scriverlo sono stato io, che in quel momento lì ero proprio un buffone convinto di essere qualcos’altro. Patetico ma istruttivo, ripeto.
Il manoscritto si trova su LULU. Qui. Naturalmente, non essendo un cretino (o almeno, questo è quello che mi diceva la mi’ mamma quando tornavo piangendo da scuola, dove tutti mi prendevano in giro) (e io ci credo, alla mi’ mamma), il PDF si può scaricare gratis. Va bene essere ingenui, ma a tutto c’è un limite. Se siete pazzi o ricchi da fare schifo, e quindi, invece di scaricarlo, lo comprate (ma io non ve lo consiglio), io non ci guadagno niente. Manco un centesimo. Guadagna tutto Lulu. Povero Lulu. Morire così, senza una lira. Poveraccio.
Ora, vorrei che una cosa fosse chiara: non mandatemi consigli su come si potrebbe migliorare il manoscritto. Io vi voglio bene, ma questo manoscritto non è migliorabile. Non da me, almeno. E’ nato male ed è morto peggio. Quindi, se vi va, mandatemi tutte le prese in giro che volete, ma non i consigli per migliorarlo. Oppure miglioratelo voi, se vi va. Ve lo regalo. Io da parte mia, ho capito che scrivere libri non è cosa per me. Proprio non ci arrivo. Nè gialli, nè neri, nè rossi. Io sono un buon lettore, questo sì, ed è già molto.

scusa se te lo dico Sauro, ma hai scelto male.
Hai scelto il più incompleto, quello che è ancora un abbozzo di libro.
secondo me avevi molto di meglio da proporre…
Sono d’accordo con Maia. Potevi proporre un’alternativa migliore, tipo non proporre nulla (LOAL).
“Fantozzo, caccia la foto, facci fare due risate a questi uomini che non ridono mai” (cit.) Ah, rega’, l’intento è quello, più o meno
eh, sauro. guarda, allora, ecco, una cosa te la devo dire.
almeno questo l’avresti potuto fare, e sicuramente tanti affezionati dei cartoni animati l’avrebbero comprato a scatola chiusa.
il titolo.
cazzo.
il titolo.
bastava che avessi messo il titolo giusto, sauro.
Non “Il grande carro”, ma il suo corrispettivo giap. Cazzo. Pensa tu, anche solo l’ironia. Un noir che ha un titolo giap, ovvero giallo. Dai. Un nero giallo, un giallo nero, una vespa, una Vespa, uno Sting d’annata, che so.
Il titolo, Sauro.
Hokuto.
Sarebbe bastato.
Ti cito: “vergandovi parole di sangue”.
E poi non aggiungo nulla ché tu lo sai.
Andrea, e secondo te perché la cazzata il manoscritto si chiama così? Ti pare che uno cresciuto a pane e cartoni animati si faccia sfuggire l’occasione per citare HOKUTO? La citazione, nella cazzata nel manoscritto, c’è ed palese
Anto’, la citazione COLTA è assolutamente voluta. LOL
Stvo per tirarlo giù per stamparlo. Poi ho visto che sono 190 pagine [no, sul serio o Lulù ci prende in giro?] e allora aspetto lunedì che torno a studio e lo stampo lì.
Che tanto dicono che hanno poche cause e così possono aprirne una bela nuova. Contro me per peculato.
Tanto avevo deciso, prima o poi, di farmi citare da qualcuno. E, se non può essere come grande Maitre à penser, basta che non sia per abigeato a scopo di libidine…
Antar, ascoltami: non ne vale la pena. Io l’ho letto, quel coso, so di cosa parlo. Se devi beccarti una denuncia, che almeno sia per aver guardato i siti porno sul computer dell’ufficio, echeccazzo.
Ah ecco. Allora sono più tranquillo
Pensavo avessi avuto una così triste infanzia…
fatto. scaricato. la smetta di schermirsi.
Nooo, signorina Patty! Anche lei! Dio, che cosa ho fatto?!? (cit.)
anch’io l’ho scaricato, però per leggerlo aspetto un adeguato supporto (una roba tipo kindle; a proposito, magari qualcuno che passa di qua sa suggerire il miglior acquisto in fatto di aggeggi del genere?)
ndr ti adoro
(fra l’altro, così a occhio, i tre amici di cui parlavi mi sa che si son già scoperti da soli
)
eh… si son scoperti sì, que’ vigliacchi
grazie maia, il tuo commento ha fatto alzare il livello della mia autostima. ancora un altro ed arrivo al livello giusto per suicidarmi;-)
scherzo, eh. mi prendo per il culo (secco) da solo.
Sauro, il fatto che Lulu lo proponga con copertina morbida a euro 7,65 non lo trovi assolutamente intrigante? Sette-e-sessantacinque, non so se mi spiego…
7.65, il calibro di un fucile beretta etc etc, mi pare…se è quello, gran bel fucile.
Andrea, dovrebbe essere (se non sbaglio) una pistola. Sempre Beretta (Parabellum), però pistola. Per maggiori informazioni ti rimando al mio manuale “Pistole, fucli, fionde: come spararsi nei coglioni in 101 modi, uno più cretino dell’altro”, Pontedera LULU Edizioni.
Sba, che il calibr… cioè, che il formato sia 7,65 è un puro caso. Credo. O forse no? (mistero)
Oh, se trai i tre amici ci sono anch’io ci tengo a farti sapere che puoi tranquillamente escludermi:
a) non sono un tuo amico;
b) non l’ho letto. Qual è? Me lo avevi mandato? Lo avevo iniziato? Minchia, sono una chiavica.
a) Sì, ho cominciato a sospettarlo da quella volta che mi hai fatto trovare una testa di cavallo nel letto, ma non ero ancora sicuro.
)
b) Lo hai letto, fava, e ti ha fatto giustamente schifo (però non credevo fino al punto di rimuovere la cosa
se è quello che comincia con tutta la vita di un centrocampista, l’ho letto pure io (fino a pagina tre)
Grazie ragazzi, è bello avere delle merd degli amici come voi, sul serio
Ma guarda che non è il formato, è
lo stracazzoil prezzo! Sette-euri-esessantacinque per un così nobile scritto che ambisce al Campiello? Mi pare poco, pochino, ‘nsomma…Bè, anche se arrivo come sempre dopo la puzza, una cosa mi permetterai di dirla: complimenti! Non ho ancora scaricato il libro (provvedo subito, però) ma ti faccio i complimenti sulla fiducia: in un mondo di blogger che si ritengono scrittori solo perché pubblicano palettate di caxxi loro con una certa regolarità (me compresa, perché no?) uno che va controcorrente e dichiara “questo è quanto, non è Guerra e pace ma se vi va è qui” senza covare manie di grandezza, è meritevole della mia massima stima.
Un caro abbraccio
(non commento e non passo molto, ma ogni tanto come vedi sì)
Dani
Va be’, ladra, è una tattica tipicamente cattolica: usa l’umiltà come captatio benevolentiae.
Che Coso ti accompagni, Ted. Ti accompagni affanculo, beninteso.
Danil, io ho reso pubblico il manoscritto per due motivi:
1) farlo leggere a chi (incautamente) me lo chiedeva;
2) farvi fare due risate leggendo le patetiche cose di un buffoncello che, per un periodo, si è creduto uno scrittore impegnato
Sba, la kultura non ha prezzo!!!11!
Secondo me c’è qualcosa sotto. Il progetto deve essere quello di fare fallire Lulu, poi creare una cordata, scaricare i debiti sui contribuenti e arraffare il malloppo.
sauro, questo post me l’ero perso, rimedio subito…
Anto’, com’è che questa cosa non mi giunge nuova? Comunque ho deciso di dae un nome all’operazione: LULITALIA.
Alessandra: che fai, minacci?
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