Solidarietà
Con questo post vorrei porgere ad Harlot, compagno di Cabaret Bisanzio, tutta la mia solidarietà. Per quello che vale. La storia penso che la sappiate, perché ne hanno parlato anche i giornali: se non ne foste al corrente, è riassunta qui.
Di cose da dire ce ne sarebbero molte (o poche, dipende da come la si vuol guardare), e avrebbero tutte a che fare con la libertà di pensiero e di satira, con la Costituzione, la censura, i poteri forti. Fate voi. Io, in quest’occasione, vorrei dire solo questo: se la metà, ma che dico la metà, un terzo, se un terzo dei ragazzi italiani di ventidue anni mettesse l’impegno, l’applicazione, la voglia di capire e la volontà di non arrendersi al nulla che ci circonda che Harlot metteva (e spero metterà ancora) nella redazione del suo blog, l’Italia sarebbe un paese meglio. Se i rimanenti due terzi dei ragazzi ventiduenni italiani, invece di rifinissi d’aperitivi nelle baracchine varie (cit.), si togliessero dalla fronte quella cazzo di fascia per tenere indietro i capelli unti, che evidentemente atrofizza il cervello, si sbarazzassero di quei ridicoli pantaloni bianchi attillati e gettassero via le chiavi di quelle fottute Smart di merda, che Coso le strafulmini ORA, e andassero a fare qualcosa di davvero costruttivo per la società, tipo imparare a pensare con la propria testa, ecco, allora saremmo veramente messi bene e gli Harlot si moltiplicherebbero, con la conseguenza che i potenti, così come siamo costretti a concepirli ora, così come ce li stanno imponendo, sparirebbero da questo posto in cui ci è toccato in sorte di campare. E noi la finiremmo di prenderlo sempre, ancora una volta, nel culo.
“E’ chiaro
Che il pensiero dà fastidio
Anche se chi pensa
E’ muto come un pesce
Anzi un pesce
E come pesce è difficile da bloccare
Perchè lo protegge il mare
Com’è profondo il mare
Certo
Chi comanda
Non è disposto a fare distinzioni poetiche
Il pensiero come l’oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare
Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare”
Lucio Dalla, “Com’è profondo il mare“.

mi hai messo tristessa.
O, per dirla con Guccini,
“Però non siate preoccupati,
noi siamo gente che finisce male: galera od ospedale!
Gli anarchici li han sempre bastonati
e il libertario è sempre controllato dal clero, dallo Stato:
non scampa, fra chi veste da parata,
chi veste una risata…”
Ma noi continueremo a insistere perché crediamo nel buon esempio e perché, come amo ripetere, la certezza del non raggiungimento del risultato non è un buon motivo per smettere di provarci
Buh! Grazie.