Pensieri

Non riceviamo, ma volentieri pubblichiamo lo stesso

di Sauro, Maggio 2nd, 2008

Uno dei miei tre idoli (gli altri due sono Fabrizio De Andrè e lo Zio Bergomi), ha inviato ai Paguri, mie fonti di ispirazione e suoi colleghi di Vernacoliere, un manifesto che gli autori di Don Zauker hanno prontamente sottoscritto e pubblicato. Nel mio piccolo, volendo dare massima diffusione ad un’idea che giudico sacrosanta (forse non è il termine più appropriato, come si vedrà), faccio altrettanto.

Manifesto (o Manifestino)

della mancanza di rispetto verso la Chiesa Cattolica

L’evoluzione dell’uomo ha permesso alcune fondamentali acquisizioni: il principio di non contraddizione, la penicillina, la democrazia, il rispetto per il pensiero altrui. Questo rispetto viene giustamente esteso a tutto ciò che non è puro pensiero ma anche credenza, spiritualità e ciò che questi concetti di sfuggente definizione producono in campo etico: riti religiosi, manifestazioni devozionali, etc. Bene: oggi, anno 2008 dell’era post-tecnologica e informatica, a più di due secoli dall’Illuminismo ed a quasi un secolo dalla teoria della relatività, la Chiesa Cattolica continua le sue incursioni contro la razionalità, l’evoluzionismo, la ricerca scientifica, la medicina curativa e palliativa e molti altri baluardi della nostra debole maturità umana. Per contro, la Chiesa Cattolica, propugna con vigore e in modo invadente il suo modello di civiltà: l’obbedienza acritica verso una dottrina ed una tradizione forgiata a suon di concilî rissosi, papi sanguinarî e persecuzioni inquisitorie, l’ingerenza nell’etica individuale e sociale, la pressione costante sui governi - segnatamente quello italiano ma in principio quelli di tutto il mondo - affinché modellino le proprie leggi sulla base dei dettami cattolici, la condanna di ogni etica diversa da quella cattolica e la pretesa di fungere da unico paradigma di comportamento non soltanto per gli adepti di quella sètta ma per tutti gli esseri del mondo.

A complemento di questa protervia dottrinale vi è una pratica religiosa troglodita e barbara fatta di riti necrofili e pacchiani, come l’ostensione del cadavere di Francesco Forgione, l’agitazione di ampolle contenenti il falso sangue di un morto, il cencio dipinto in epoca medievale con la pessima riproduzione dell’impronta di Gesù, le lacrimazioni di statue di gesso, riti che sarebbero del tutto risibili se non fossero accompagnati dalla frode (la maschera di silicone sul volto del cappuccino, il falso storico-chimico della sindone e del sangue liquefatto, etc) e deliberatamente vòlti al profitto economico, oltreché al plagio ed alla soggezione degli ignoranti.

L’universalità dei mezzi di comunicazione e la forza che la Chiesa Cattolica esercita su di essi rende la moltiplicazione di quesri riti, divieti, sentenze e prescrizioni del tutto assillante ed invadente nei confronti di quell’enorme parte della civiltà umana che non vi crede. Questo è il punto: la Chiesa Cattolica ed i suoi adepti difendono questa congerie di riti e superstizioni appellandosi al rispetto che si deve verso la religione e verso la sensibilità religiosa dei credenti. Di fatto questo limite è infinito, non potendosi sondare quale sia il punto oltre cui la «sensibilità religiosa» di una certa persona si ritenga urtata. La civiltà dell’Illuminismo, del libero pensiero e della democrazia ha portato a maturare il rispetto verso le idee e le idee religiose dei singoli, estendendo il principio della difesa della libertà di pensiero anche a coloro che per secoli hanno fatto del settarismo e della persecuzione il principale mezzo di propaganda della loro dottrina.

Oggi il libero pensiero, la libera ricerca scientifica, la libertà di scelta morale dei singoli è costantemente ostacolata, criticata e negata dalla chiesa Cattolica con l’opera di capillare propaganda portata avanti dal suo capo. Di fronte ai continui attacchi verso i principî che ci hanno permesso di uscire dalla barbarie dei secoli passati e dalla soggezione di una dottrina opprimente e involutiva, è necessario che gli uomini razionali difendano il loro patrimonio di cultura e di evoluzione, così come è necessario alla fragile democrazia difendersi dalle insidie del sempre rinascente totalitarismo. È per questo urgente motivo che, d’ora in avanti, non porteremo più rispetto verso la «sensibilità religiosa» di chi ci propone sfacciatamente l’adorazione di cadaveri o parti di essi, di chi propugna l’accanimento terapeutico sui decerebrati, di chi condanna l’uso della pillola del giorno dopo, di chi si oppone all’uso dell’aborto anche per fini terapeutici, di chi promuove la continuazione del dolore come mezzo di dominio sulle coscienze, di chi sentenzia giornalmente sopra a materie di normale amministrazione socio-politica e privata come le unioni civili, le pratiche sessuali, etc. Non gli porteremo alcun rispetto, perché il loro pensiero costituisce un danno ed una involuzione per la società.

Perdipiù, il principio di rispetto verso le idee e convinzioni altrui dev’essere reciproco: non si capisce perché la Chiesa Cattolica debba giornalmente infrangere questo principio offendendo la sensibilità e la razionalità di tutti coloro che non si riconoscono parte di essa, proponendo loro argomenti, dettami e comportamenti che offendono la logica e la ragione. Gli uomini razionali, eticamente maturi e pacifici hanno dunque tutto il diritto di risentirsi e considerarsi offesi di fronte a queste continue incursioni. È per questo principio che, al puro scopo di autodifesa, sospendiamo ogni forma di rispetto verso la Chiesa Cattolica, avendo come unico limite quello delineato del codice civile e penale. Tutti i riti, le affermazioni e le azioni della Chiesa Cattolica che risulteranno contrarie alla logica, alla ragione, al buon gusto e ad un’etica laica matura ed evoluta, saranno pertanto fatto oggetto di scherno, riso e mancanza di rispetto. Sarà dunque lecito al laico ed all’uomo razionale non solo criticare, ma anche prendere a pernacchie l’apparizione di un santo fra le macchie di una padella o quei miracoli dove si ringrazia perché non sono morti proprio tutti. Ciò che offende la ragione non sarà più rispettato.

Concetti come «fede», »sensibilità» e «spiritualità» non potranno più costituire una copertura ed una patente d’impunità per tutto ciò che di illogico, ripugnante, antistorico, antiscientifico e laicamente immorale propugna la Chiesa Cattolica.

Federico M. Sardelli

  • i miei tre idoli sono Ulisse Quagliotti, Francesco Guccini ed Evaristo Beccalossi. il testo restante me lo farei tatuare volentieri sulla schiena.

  • Commento di Sauro/ 5 Maggio 2008

    Io ho la schiena già tatuata, mi sa che tutto non ci entra. Casomai prima lo faccio passare dal “sunto automatico” di Word…

  • Commento di Antar/ 8 Maggio 2008

    Giusto oggi mi chiedevo se questa gente fosse denunciabile per truffa e circonvenzione di incapaci.

    [so che pare brutto autolinkarsi, ma, se interessa, è tipo qui...]

  • sono completamente in sintonia col sardelli, e per non perdere punti autolinkandomi copioincollo direttamente qui parte di una cosa scritta in occasione di una visita nella città eterna in cui pernottai, fino a esaurimento della pazienza, in un ritiro suoresco, di quelli che per pochi euri accolgono i fan della chiesa cattolica.

    In secondo luogo, la bibbia sul leggio nel corridoio del collegio che mi ospitava a Roma, sempre aperta al libro di Isaia, e in particolare al paragrafetto “Condanna al lusso femminile”, a causa del quale avrei potuto sentirmi in imbarazzo in quanto adornata di trucco, orecchini, collane, anelli (non più al naso, però: mannaggia), drappeggi di stoffe colorate, smalti (ancorché discreti) alle unghie di mani e piedi, ecc. Questo frammento di memoria è allegato alle varie e vaste emozioni suscitate dalla visione dell’immenso “Le mele di Adamo”, alle quali fa seguito in qualche modo anche il ricordo dell’attesa, il giorno seguente, all’interno di una coda plurichilometrica per visitare i Musei Vaticani, in compagnia di persone provenienti da ogni punto dell’orbe terracqueo, per lo più liete e ridanciane sin dalle sette e mezzo del mattino. In particolare, voglio ricordare il drappello multi-etnico-e-generazionale di suorine che, dietro di me e a un certo punto anche addosso a me, dopo una breve parentesi dedicata alla recita del rosario, si sono date alla pazza gioia saltando e battendosi - reciprocamente - le mani, impedendomi così la piena comprensione dell’ennesima puntata dei Barbari di Baricco. Non che, una volta compresolo, esso abbia potuto fornirmi alcuno spunto di riflessione o motivo d’interesse; però perché, se durante la recita del rosario il laico tace in segno di rispetto, mentre il laico legge il religioso deve fare un bordello indiavolato? Così ho acceso una sigaretta.

  • Commento di Sauro/ 12 Maggio 2008

    E poi gliel’hai tirata addosso, la sigaretta? Spero di sì. Sennò non imparareranno mai. Ricorda: colpire una suorina multicolore per educarne cento, anche monocromatiche.

Commenta pure. Ricordati che puoi usare i tag html base. Se non dovessi conoscerli, be', impara.



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