Istituzioni
Di solito, quando sono da solo in macchina, ascolto Radio Radicale. Mi piace la rassegna stampa del mattino, molto approfondita, e mi piace il momento in cui aprono il microfono agli ascoltatori – senza nessunissimo filtro – e chiama sempre una vecchia di Roma, incazzatissima, che esordisce immancabilmente con “ciao, partito dei froci” (e non le buttano giù il telefono: la ascoltano mentre li offende tutti). Un altro degli appuntamento che ascolto volentieri è la chiacchierata tra Pannella e il direttore della radio, Bordin. Si tratta di due persone intelligenti, piuttosto in su con gli anni, che parlano con tutta tranquillità di politica, come se non li ascoltasse nessuno. Bello. I due poi sono anche accaniti fumatori e la trasmissione è tutto un fiorire di catarri paurosi e scaracchiamenti a due centimetri dal microfono, inframezzati da qualche bella riflessione sulla Corte Costituzionale, le battaglie per la moratoria mondiale della pena di morte, l’antiproibizionismo, cose così. Sembra di sentire i vecchietti del mio bar quando, dopo l’estenuante partita tressette/trecento/scopone, col tavolino pieno di cadaveri di bicchieri di spuma, prendono a discutere di filosofia:
- Dice che Carlo del Luschi sia per le bue, eh? (COLPO DI TOSSE) Ha’ sentito?
- See, o che dici? Ma ruzzi? (SCATARRATA)
- Sì, guà, era meglio se ruzzavo! Pare ni sia preso un coso, uno stranguglione di quelli tremendi, vai. Un ittus. (BESTEMMIA), m’ha detto Demogno che vedrai ni s’è bloccata tutta la parte destra, dice c’abbia la bocca tutta storta e ‘un si mova più…
- (BESTEMMIA LUNGA), era poo meglio se moriva quella vorta che si rovesciò colla motozappa, te lo dio io…
- Ha’ ragione, vai, (BESTEMMIA): pativa di meno. Invece quella vorta lì si portò via du’ dita de’ piedi e basta, (BESTEMMIA). Ir giorno dopo era già a coglie le ‘arote nell’orto. Che popò d’arnese, oh…
- Boia, la vita, come fa caa (SCATARRATA CON SPUTO TRA I PIEDI, CHE POI VIENE FISSATO CON INTENSITA’ E IN SILENZIO PER ALMENO TRENTA SECONDI)
- Ehhh…
Con Pannella e Bordin è una cosa del genere. Mi rilassa. Ieri mattina ero in giro con l’auto per lavoro e avevo messo su Radio Radicale, dove stavano trasmettendo in diretta la seduta d’apertura del senato, quella nella quale eleggono il presidente. Per mezzora buona si è sentita solo la voce di Andreotti, presidente provvisorio in qualità di senatore più simpatico (o più anziano: non ricordo), che diceva:
Schifani…
Schifani…
bianca…
Schifani…
bianca…
Schifani…
Bonino…
Schifani…
Schifani…
bianca…
bianca…
Schifani…
bianca…
Schifani…
Schifani…
bianca…
Schifani…
bianca…
Rossi Paolo? E chi stracazzo è? Il centravanti? Ah, prendono per il culo… ho capito.
Schifani…
bianca…
Bonino…
bianca…
Schifani…
Schifani…
Schifani…
bianca…
E via così. Bello, mi ha preso bene. Poi hanno eletto Schifani, lui ha iniziato a parlare e allora ho cambiato stazione (ho messo su una radio della Corsica che parlano in francese, dalle mie parti di prende). Ancora non ho capito chi cazzo fosse, il senatore Bianca, ma comunque ha preso un fottìo di voti. Peccato ha perso, perché come capo dei senatori, secondo me, era più bravo lui.

Lo so, lo so e la ringrazio.
Caspita se son più bravo.
Sono anni che aspetto.
Anni.
Ecco io vorrei ringraziarla per l’omaggio e comunicare alla nazione che tra poco non ci sarò più, me ne vado.
Sono stufo marcio.
Vado a pescare anguille.
‘rivederci
On. Sen. S. Bianca.
Dopo aver riso fino alle lacrime con dialogo dei tuoi vecchietti-del-bar, mi sento di chiederti: hai mai pensato a fare un podcast? Eh? Capisci, per noi sfigati che abitiamo molto molto lontano da Pisa e non sappiamo cos’è la vita? Eh?
(OT: quand’è che almeno tu mi fai un bel post su come il noir è passato di moda, si son messi tutti – grazie, o signore – a scrivere robe storiche e finalmente potremo tornare a leggere noir senza sentirci sporchi? eh? e lo so che da qualche parte della frase ci voleva un congiuntivo, ma oggi non ne ho voglia)
Lei, caro il mio Sandroni, è un ignorante.
Ignorante nel senso che ignoro? E allora lei, caro Senatore Rossi Paolo, è un imbecille nel senso che imbelle! (semi- cit.)
Irene, per il podcast, al bar, ci stiamo attrezzando. Fino ad oggi abbiamo fatto con la stenografia, ma è un pochino troppo laborioso (senza contare che non abbiamo ancora individuato un segno grafico facile per rendere gli scaracchi). Quanto al noir: come sarebbe che è passato di moda? Quando? Cazzo, proprio adesso che avevo finito il mio romanzo (dal titolo “Il sangue scorrerà a fiumi, Jack: prega il tuo dio, se ne hai uno”)! Adesso devo scrivere un romanzo storico? Dio, che palle l’editoria!
(comunque son due ore che studio il tuo commento e ancora non ho trovato dove andava messo il congiuntivo)
Bianca è la risorsa politica del futuro
avrà sempre più seguito
peccato non si voglia impegnare in prima persona
ehm, ho riletto il titolo: fallo anche tu e, se scovi il refuso in meno di due ore, correggilo e poi cancella questo commento (son sempre io, quello che i refusi lo vanno a trovare come i lupi a San Francesco)
Refuso corretto. Adesso ci dormo su e poi decido se cancellare il commento. Ma penso di no: la gente deve sapere.
)
(deve sapere di questa tua fissa per i refusi, voglio dire
la figlia di Berlinguer si chiama Bianca, molto probabilmente quelli del PD non se lo ricordano, altrimenti avrebbero votato Nulla.
Chiara, questa tua battuta mi ha fatto prima ridere, ma poi piangere.