Varie ed eventuali

Malta for dummies

di Sauro, Aprile 23rd, 2008

Allora, rieccoci qui: sono tornato. Gli aerei non cadono, il miracolo si ripete, le hostess all’andata erano due discrete, una passabile, una non classificata. Al ritorno, grande sorpresa: le hostess erano tutti uomini, anche quella che si chiamava Nicole, che però di femminile aveva solo il nome scritto sulla targhetta e il fatto che non indossasse la cravatta. Non vi dico come ci sono rimasto: a me le cravatte della Ryanair piacciono molto, perché sembrano quelle dell’Inter.
Malta è bella. Ci sono un mucchio di cose da vedere: chiese, castelli, chiese dentro castelli (più raro il contrario), uno spiazzo pieno di pietre preistoriche, chiese, chiese, castelli, chiese. Se vi piacciono le chiese e i castelli, direi che siete nel posto giusto. Se invece vi piaccione le cose preistoriche, fate prima a guardarvi un documentario su History Channel.
Adesso vi imparo una cosa nuova: dovete sapere che a Malta c’è stata, a partire dal 1530 e fino a quando Napoleone non l’ha cacciata, una congrega di mattacchioni che si chiamava Ordine dei Cavalieri di Malta, già Ordine dei Cavalieri di Rodi, già Cavalieri dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni in Gerusalemme della Supercazzola Prematurata. Si trattava, in pratica, di una specie di frati benedettini che ammazzavano i musulmani e ne erano a loro volta ammazzati, perché all’epoca si usava così, e probabilmente tra poco userà di nuovo, non appena in Medio Oriente si accorgeranno che qua da noi stanno per fare Calderoli vicepresidente del consiglio. Questi frati guerrafondai erano grandissimi combattenti di mare, temuti da tutti e molto incazzosi. A differenza degli altri pii cavalieri Templari (talmente pii che sbudellavano la gente solo dopo aver fatto voto di castità e povertà), però, a loro non è stato dedicato nessun libro-pacco tipo il “Codice da Vinci”, cosa che ha fatto molto male all’amor proprio di tutti i maltesi e di tutti i benedettini.
Ora, questi cavalieri, a Malta, facevano un po’ quello che cazzo gli pareva, perché loro erano armati con le lance, le spade, i cannoni, tutto. Nel 1565 (bei tempi), dopo aver resistito ad un assedio di turchi durato 4 mesi durante il quale erano schiattati quasi tutti, i Cavalieri della Supercazzola fortificarono tutta l’isola. La Valletta, capitale maltese chiamata in questo modo in onore della Canalis, nacque in seguito a questa carneficina, e infatti si tratta di una grande città-fortezza-porto, con i vicoli che scendono dall’alto delle colline e arrivano al mare. Dovunque ti giri, a La Valletta, vedi torri, bastioni, mura, cannoni. E dove ti giri, a Malta, vedi torri, torrette, fortini, mura. Le tracce dell’Ordine sono sparse ovunque, ma soprattutto nella capitale. I cavalieri hanno lasciato molti palazzi (i quartier generali dove erano accasermati, divisi in otto “lingue” o nazionalità) e svariate chiese, tra le quali la più importante è la co-cattedrale di San Giovanni. Lo so, co-cattedrale. Sembra una cazzata, ma non me lo sto inventanto: è vero. Evidentemente a Malta c’era già una cattedrale, e quando fecero quella di San Giovanni non ebbero cuore di retrocedere l’altra, per cui optarono per un ex equo. La co-cattedrale di San Giovanni è un tripudio barocco talmente colmo di roba lussuosa e pacchiana che potrebbe benissimo averla arredata un Roberto Cavalli minimalista. Nella co-cattedrale ci sono anche un paio di opere di Caravaggio: “La decapitazione di San Giovanni” e il “San Gerolamo”. La prima, devo dire, è davvero imponente e fa impressione. Non è (chiaramente) come un tunnel di Ibrahimovic con successiva sciabolata di esterno destro in corsa, ma ci si avvicina parecchio. Di chiese, a Malta, ce ne sono moltissime. Anche il paesino più scrauso ha la sua immensa chiesona, con i campanili e le cupole che spiccano da tutti gli angoli dell’isola. Alla fine, dal punto di vista storico/artistico/culturale, Malta offre molte opportunità, cosa che probabilmente, in futuro, le risparmierà una visita di piacere da parte della quasi totalità del corpo elettorale del Lombardo-Veneto.
Ma veniamo alle cose serie: le maltesi sono molto carine. Piccoline, compatte, procaci, dal gradevole aspetto mediorentale: carnagione olivastra, capelli scuri, occhi verdi. Anche molti maltesi maschi rispondono ai suddetti requisiti (a parte le PVPPE, che non hanno), come dimostra il fatto che ogni tanto mia moglie trasaliva e bloccava per mezzore intere il suo sguardo su alcuni abitanti del luogo, bevendo lunghe sorsate d’acqua per contrastare l’azzeramento della salivazione. I maltesi mi sono sembrati simpaticamente chiassosi e aperti, molto mediterranei. Bella gente, piena di vita, che parla una lingua incomprensibile di chiare origini camitiche, un ottimo inglese (è la lingua ufficiale) e un decente italiano (quasi sempre). Ah, e ricordano molto i dayachi di Sandokan, anche.

La vita, a Malta, non costa molto. Certamente non più che in Italia. Sarà stata la bassa stagione, ma con dieci euro a testa abbiamo mangiato come sfondati, ogni sera. La cucina tipica maltese non è molto differente dalla nostra: pane, olio, formaggio, pesce, vino. Il loro piatto nazionale di carne è a base di coniglio, e quindi non l’ho potuto assaggiare: il coniglio mi fa schifo, sia da vivo che da morto, e prima di mangiare uno di quei cosi lì mangerei più volentieri una carogna di camaleonte. Per cui, sulla carne tipicamente maltese, nulla vi so dire. Il loro formaggio però è buono, fresco e forte tipo la feta greca, e il pesce idem (idem nel senso di buono, non nel senso di fresco e forte tipo la feta greca). C’è da dire che una sera hanno provato ad avvelenarmi dandomi a tradimento del fegato. Io il fegato lo odio. Vorrei che tutti i fegati di questa terra morissero in questo preciso istante. Fegato sucks. Vi prego, se avete intenzione di invitarmi a casa vostra pensando di darmi del fegato, ripensateci: cucinatemi una bella merda , ché io apprezzerò sicuramente di più. Bah, fegato. Disgustorama. Non voglio poi pensare al fegato del coniglio: dev’essere una cosa immonda, come votare la Santanchè.

A Malta ci si sposta con gli autobus, il cui tratto caratteristico consiste nel fatto di risalire simpaticamente al tempo dei Cavalieri di San Giovanni (alcuni sono addirittura dei tempi di quando San Giovanni andava alle medie). L’isola, infatti, è percorsa da queste centinaia di autobus gialli, vecchi di cinquant’anni come minimo. Visti da fuori, sembrano quelli dei film americani degli anni ‘30, mentre da dentro paiono presi pari pari da una pellicola neorealista con Sordi o De Sica. Ah, un’altra simpatica caratteristica di questi trabiccoli è di essere guidati esclusivamente da mentecatti. Se non sono mentecatti con chiari istinti omicidi, non possono fare gli autisti di autobus maltesi. A Malta si guida, come si dice dalle mie parti, come gli assassini. Ho visto fare incroci assurdi, disegnare traiettorie paraboliche che sfidano le leggi della fisica, ho visto lamiere fermarsi a un millimetro dal grattugiamento e ho visto autisti di autobus scaccolarsi in derapata mentre parlavano al cellulare, porgendo il biglietto ai passeggeri con i denti. Detto così non sembra molto rilassante, e infatti non lo è: fa proprio paura. Dulcis in fundo, a Malta guidano tenendo la sinistra, e questo ha fatto sì che rischiassimo la vita ogni singola volta che attraversavamo la strada, in quanto da noi si attraversa la strada guardando prima di là e poi di qua, mentre nei paesi barbari che tengono la sinistra bisogna farlo guardando prima di qua e poi di là, perché le macchine arrivano innanzitutto da qua, e solo in un secondo tempo da là. Tutto chiaro? No? Cazzi vostri.

Malta, comunque, è un bel posto. Civilizzato ma non troppo, con un bel mare (niente spiagge, solo scoglio), molte cose da visitare e della bella gente. Guardando Malta mi è sembrato di rivedere la Toscana costiera di quando ero piccolo, negli anni Ottanta: le aiuole non sono curatissime, nelle fontane l’acqua ristagna, i giardini sono spelacchiati e cespugliosi, le banchine delle strade non sono transitabili per un cazzo e in giro c’è più di una cartaccia. Però tutto questo me l’ha resa romanticamente vera, Malta, e anche un pochino più umana.

  • Commento di Ted/ 23 Aprile 2008

    Come prof. di Storia non saresti stato male, sai? Non avrei studiato un cazzo, ma almeno mi sarei divertito.

    Ma al casinò ci sei andato?

  • Commento di Antar/ 23 Aprile 2008

    Io ’sta storia di guardare prima di quà e poi di là [o viceversa] mentre si attraversa non l’ho mai capita.
    Non è più semplice guardare di quà e di là prima di attraversare?..
    Anche perché se ci si dovesse affidare al rispetto delle norme stradali saremmo tutti morti da un pezzo [e molti, infatti, lo sono]

  • Commento di Sauro/ 23 Aprile 2008

    Ted: al casinò ho già dato a quelli francesi e a quello di Sanremo. Tutte le volte sono uscito più povero di come ci sono entrato. E ti assicuro che non era facile.

    Antar: lo so, sembra un bischerata, ma è così: quando vai nei posti dove guidano al contrario, guardi sempre dalla parte sbagliata. Il fatto è che parli, hai la faccia in su per guardare il panorama o i monumenti, e ti ricordi di guardare la strada solo nel preciso momento in cui l’attraversi: troppo tardi, ti assicuro.

  • Commento di maia/ 24 Aprile 2008

    ammazza!
    avevi preannunciato un “due parole” sul viaggio, ma mica mi aspettavo questo popò di roba!
    però ora che me l’hai detta tutta che ci vada a fare a malta?

  • Commento di Sauro/ 24 Aprile 2008

    A controllare se quello che ho detto è vero?

  • Commento di maia/ 24 Aprile 2008

    sai che c’hai ragione?
    io mica mi fido

  • Commento di nikink/ 25 Aprile 2008

    terza riga del penultimo paragrafo: c’è un refuso (medei -> medie)

    te lo dico per affetto, non per affettazione (chiedi in giro: i refusi mi amano e non posso fare a meno di celebrarli; ma non li segnalo mica al primo che passa :)
    eppoi siamo fratelli nell’odio del fegato e del coniglio

  • Commento di Sauro/ 25 Aprile 2008

    Corretto, Nikink :-) (non è vero blog, senza refuso) (anzi, senza resfuo)

  • Commento di maia/ 25 Aprile 2008

    accidenti, c’è qualcuno che ti legge sul serio!
    voglio dire, che ti legge dall’inizio alla fine, parola per parola!

    (comunque anche io odio il fegato, ma i crostini toscani son buonissimi.
    perché son toscani, vero? mica solo fiorentini, me lo confermi?)

  • Commento di Sauro/ 26 Aprile 2008

    No, dovrebbero essere “toscani”, non solo fiorentini. Non è che avete l’esclusiva su tutto, fiorentini megalomani e imperialisti. (e comunque, toscani o non toscani: fanno schifo anche i crostini)

  • Commento di Ta*/ 26 Aprile 2008

    poveri conigli. però fai bene a non mangiarli: sono così carini. ma se vedi un coniglio, mettiamo… un coniglietto piccolo, bianco, con quel musetto un po’ così e con quell’espressione un po’ così, che fai, urli un “Aarghh, che schifo, bestia immonda!”?
    dài, non ci posso credere…

  • Commento di Sauro/ 29 Aprile 2008

    Di solito mi limito a guardarli con aria di superiorità. Inarco un sopracciglio tiro oltre, in uno sdegnato silenzio. Sono un signore, io.

Commenta pure. Ricordati che puoi usare i tag html base. Se non dovessi conoscerli, be', impara.