Pensieri

E’ la malinconoia, che uccide a quest’età

di Sauro, Marzo 3rd, 2008

Allora ci sono dei giorni che, oh, mi piglia una cazzo di malinconia dei tempi passati che, eh, mi verrebbe quasi voglia di mettermi a piangere per il fatto che quei tempi sono passati. C’è il pensiero di questa ragazza, una ragazza che avevo quando ero ragazzino, sedici o diciassette anni fa: ogni tanto mi viene in mente e quasi ci piango. Lì per lì mi sembra una cosa senza logica, perché sono passati sedici o diciassette anni (un’eternità) e perché dovete anche sapere che questa ragazza qui, all’epoca, l’ho lasciata io senza fare tanti drammi (io; lei poverina, ci rimase male, anche se poi si è ripresa alla grande), perché avevo capito che eravamo completamente incompatibili (andava alla messa, con convinzione). E poi perché (e a dirlo adesso me ne vergogno come un ladro) “mi volevo divertire”, che è la cosa più idiota che si possa dire, fare, pensare. Come se con lei non avessi portuto divertirmi (era anche simpatica). Eppure, nella mia testa, se avevi una ragazza non ti potevi divertire, perché le ragazze rompono. E all’epoca credevo anche di essere ganzo, eh? Mah, che vi devo dire, a quindicianni queste cose si fanno, specie se si è maschi e teste di cazzo. A volte ripenso a come glielo dissi, che non volevo più stare con lei (in due secondi, con la stessa gratuita naturalezza con cui si dice “porca puttana, è tutto il giorno che mi prude dentro le orecchie e non so come grattarmici”), e mi vorrei nascondere. E ancora oggi, quando la rivedo e faccio in tempo a farlo, lo faccio. Mi nascondo. Ma non è di questo che avrei voluto parlare. In verità avrei iniziato questo post per dire che, oh, ogni tanto mi pigliano delle botte di malinconia che porca miseria ladra, oh, mi fanno quasi stramazzare per terra. C’è questa ragazza che mi viene in mente, e mi viene in mente tutto il tempo che ci misi a corteggiarla, e mi vengono e lacrime agli occhi. Oltretutto io avevo pure il corteggiamento lento (in pratica, aspettavo di sapere con certezza MATEMATICA che una ragazza fosse interessata al sottoscritto, cosa che capitava molto di rado, e a quel punto passavo dall’immobilità assoluta, tipo manichino serio, all’immobilità moderata - tipo manichino che sorride - in modo tale che la ragazza fosse presa da sfinimento e facesse lei il primo passo), e quindi il ricordo di quando la corteggiavo, questa ragazza, dura un fottìo, e la cosa mi turba a lungo, essendo che il fottìo, per definizione, dura parecchio. E mi tornano in mente tutte le cose legate a quel determinato periodo della mia vita: il 125, gli amici che vedevo all’epoca, i compagni di classe o di squadra che sono secoli che non ci parlo, suonare la batteria, il fatto che mentre stavo con lei i miei mi fecero scartavetrare e ripingere tutta l’inferriata (i due fatti non erano legati), io che andavo a vedere lei che giocava a pallavolo e lei che veniva a vedere me che giocavo a pallavolo (e lei era molto più brava di me) il fatto che alle due del pomeriggio, mentre facevo “la siesta” (eravamo in estate), arrivava sempre il mio amico Otto (col suo cazzo di vespino) a svegliarmi (lui non dormiva mai), tutte le canzoni che ascoltavo. Le canzoni! Cazzo, c’è una cassetta, l’album Queen II, dei Queen (album con i controcazzi), che mi è rimasto impressa nel cervello e ogni volta che lo ascolto ripenso a quella ragazza e a quel periodo, con tutto quello che ci è connesso. Un po’ come la madaleine di Proust, la stessa funzione. Bene, adesso che ho fatto sfoggio della mia cultura e ho fatto capire a voi che sono a conoscenza della storia della brioscia di Proust, posso anche ammettere che tutto il post in questione è stato pensato e costruito proprio allo scopo. E poi posso anche affermare, a questo punto, che quando vi prende la nostalgia dei vostri partner del passato, ecco, non è che avete nostalgia di loro, specie se vi prende la nostalgia dei partner di quando facevate la seconda superiore: no, avete nostalgia di quando eravate giovani, che dopopranzo facevate la siesta e il vostro amico Otto vi veniva a svegliare per non fare un cazzo tutto il giorno, però da svegli. E io, oh, ci tornerei subito a farmi svegliare dal mio amico Otto, anche se a volte quel mattacchione lì, per svegliarmi, usava le secchiate d’acqua ghiaccia (eravamo in estate).

  • Commento di irene/ 3 Marzo 2008

    Che tra l’altro si scrive pure madeleine, pensa un po’.

  • Commento di Sauro/ 3 Marzo 2008

    E vai con l’ennesima figura di merda. Me lo ero anche detto, mentre lo scrivevo: “sei sicuro che si scriva così? Non sarà meglio se guardi sul Google, testa di cazzo?”. See, Google… troppo difficile.

  • Commento di Antar/ 3 Marzo 2008

    L’amichetto teppista che ti viene a chiamare, la staccionata da ridipingere…
    Sicuro che la nostalgia sia per la giovinezza tua e non per quella di Huckleberry Finn [controllato si google]?

    …Che poi quindici e sedici o diciassette fa 31o 32 e se hai nostalgia per quando “eri giovane” stai messo bene…

  • Commento di Sauro/ 3 Marzo 2008

    (Hai fatto bene a controllarlo su Google, perché Huckleberry Finn è uno dei nomi più difficili di tutto il continente americano)
    Eh, Antar… più che avere nostalgia di quando ero giovane (ché ora non è che sia vecchio), ho nostalgia di quando ero spensierato. Più si cresce, maremma stramaiala lurida, e più aumentano i pensieri. Io, poi, sono uno di quelli che se i pensieri non ce li ha, se li inventa…
    (metto questo lato emo-romantico-malinconico per vedere di far colpo sulle donne che mi leggono)

  • Commento di marta/ 7 Marzo 2008

    un po’ la condivido, questa nostalgia di “leggerezza”. Dei tempi in cui se alle elezioni vinceva Walter o Silvio, non è che facesse una gran differenza…
    (Esempio sbagliato, non è che la faccia nemmeno in questo preciso momento storico, la differenza!)

  • Commento di Sauro/ 7 Marzo 2008

    (No, anzi, questo è proprio il momento storico in cui la differenza tra due partiti non è mai stata così uguale. Mi duole dirlo, ma ha ragione Casini: chiunque vinca, il prossimo presidente del consiglio sarà Veltrusconi)

  • Commento di #6/ 20 Marzo 2008

    Forse guardare indietro e pensare a quanto si è stati inutilmente sciocchi o scorbutici è proprio la malinconia.
    Cioè, nessuno pensa con malinconia a “se non avessi bevuto come una spugna non avrei rotto il cerchione su quel marciapiede del Tufello”

    (Il tuo stile di corteggiamento somiglia drammaticamente al mio. Quello di adesso)

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