Pensieri

Post filosofico, molto teorico, probabilmente noioso, probabilmente devo dormire, perchè in questi giorni mi incazzo con niente.

di , dicembre 4th, 2007

Ora io, di filosofia e antropologia (che altro non è se non filosofia sul campo), me ne intendo come Calderoli di galateo, o come Tremonti di economia. Però, ecco, la mia su certi argomenti la voglio dire lo stesso. Sarò padrone? Saranno cazzi miei? O guardiamo un po’. Il mondo, ultimamente, ha cominciato ad andare a rovescio. La Juve in B, l’Inter che vince lo scudetto, Tozzi e Masini che fanno concerti a tutto spiano mentre i Led Zeppelin ne fanno uno solo, a Londra, e con i biglietti che per comprarli devi accendere un mutuo. Tutto va al contrario di come deve andare.

Tra le altre cose che hanno cominciato ad andare al contrario, c’è il fatto che adesso le conquiste culturali e intellettuali del genere umano vengono viste come iatture. Mi riferisco, e come ti sbagli, al papa. A questo suo discorso qui. Stavate in pensiero, eh? Erano già du’ giorni che non dicevo male dei preti. Non sul blog, almeno, perchè anche ieri mattina, mentre andavo al bar a fare colazione, ho incrociato tre vecchiette che andavano alla messa, e allora, con un gavettone di… vabbè, non importa. Insomma, adesso, questo crucco con la palandrana sostiene che il relativismo culturale non è più una conquista (costata milioni di morti, tra l’altro), ma un qualcosa di negativo. La motivazione con la quale giustifica questa sua affermazione è più o meno questa: “perchè sì”. Del resto, egli è grande teologo, e la teologia si basa tutta sul perchè sì.

- Questo è giusto.
- Perchè?
- Lo dice Dio.

Teologia. Ma entriamo più nel dettaglio. Il relativismo culturale, per quanto ne so, è un concetto piuttosto recente. Per fare un esempio comprensibile anche ai duri di comprendonio come me, i conquistadores che colonizzarono l’America latina a forza di ammazzamenti, ecco, loro questo concetto qui lo ignoravano di brutto. Gli europei colonialisti si sentivano autorizzati a prendere possesso delle nuove terre, ammazzando chiunque vi trovavano sopra, perchè si credevano superiori. E quando smisero di credersi superiori (dopo aver sterminato centinaia di migliaia di persone, forse milioni), cominciarono a credersi comunque “altri”. Gli indios non erano più inferiori, no, erano uomini anche loro: solo che non erano evangelizzati, non conoscevano la parola di Dio e quindi non erano certamente uguali a noi. Insomma, non si sposavano e non si battezzavano, e probabilmente si facevano anche un mucchio di seghe. Motivi, questi, che giustificarono altri e ulteriori stermini, portati avanti per far conoscere ai quei poveri disgraziati i vari Testamenti, vecchi e nuovi, e per inculcare loro un po’ del buon vecchio Senso di Colpa™. Poi, è chiaro, dietro a tutto qusto c’erano anche motivi più terra terra, tipo la volontà di appropriarsi delle ricchezze dei nuovi continenti. Diciamo che la scusa era quella dell’evangelizzazione, via. Una buona scusa, che funzionò alla grande perchè c’era gente che ci credeva davvero. Ad un certo punto, quando il pretesto religioso finì (anche perchè ormai non c’era rimasto quasi più nessuno da uccidere), il pregiudizio “io sono cento volte più ganzo di voi, popo’ di beduini” passò addirittura alla comunità scientifica, atea, razionalista, positivista. E questo è quello che fa più male, diciamo. Gli scienziati ottocenteschi avevano il mito del buon selvaggio: magari non ne desideravano la morte o la riduzione in ceppi, ma lo consideravano comunque un idiota da svezzare, uno a cui portare “il progresso”, magari a furia di scapaccioni. La schivitù dei neri d’America si spiega anche così. Il relativismo culturale è una cosa alla quale la razza umana è arrivata solo nel Novecento, e che in Padani deve ancora arrivare. Una cosa buona, da insegnare nelle scuole. Una cosa che non è arrivata gratis: è costata milioni di morti. Gente che si decise di uccidere solo perchè aveva molto oro e molta terra, e archi e frecce al posto dei fucili. Quindi, lo si capisce benissimo, gente inferiore. Dai, dove cazzo vai con archi e frecce? Alle olimpiadi? A vincere il pesce rosso al luna park? Sei per forza un inferiore. Ecco, il relativismo culturale impedisce di ragionare così. Non esistono migliori o peggiori, esistono solo diversi. Diversi che tutt’al più possono essere “studiati”, ma mai dominati. Diversi da capire, non da schiacciare o da rendere uguali a noi. Neanche per il “loro bene”. Il relativismo culturale cerca di non fornire alibi etici e/o scientifico culturali alla voglia di dominazione dell’uomo, specie di quello occidentale.

Io in questa cosa ci credo molto. Mi sembra uno dei pochi passi avanti fatti finora, eticamente parlando. E adesso me la vogliono rimettere in discussione. Ma col cazzo che mi metto a ridiscuterla. Discutiamo del diritto degli africani alle cure contro l’Aids e ai preservativi, piuttosto. Questo sì che sarebbe davvero rispettoso della dignità uaman. Ripeto, io di filosofia e antropologia non capisco niente. Ma quello che ha detto Ratzinger l’ho capito benissimo. Quello che vogliono fare loro, gli uomini più retrivi di questa Terra, riesco a vederlo molto chiaramente. Speriamo che non ci riescano. Sarebbe quantomeno seccante. Ma lo vedo solo io? Voi lo vedete quello che vogliono fare?

  • Commento di Lachi/ 4 dicembre 2007

    Fattelo dire: predichi bene e razzoli male. Dici che dobbiamo capire i diversi. Allora dovresti cercare di analizzare più oggettivamente quello che dice quella scimmia isterica e psicolabile che va in giro vestita di bianco dicendo agli altri cosa devono dire, fare o pensare.
    Non capisci il dramma umano… anzi scimmiesco di questo povero animale che nella confusione più totale dice di parlare der conto dell’onnipotente (ammetti, tra l’altro, che è notevole che una scimmia parli). Sei davvero un bruto.

  • Commento di Dullitt/ 4 dicembre 2007

    mi pare che B.Brecht abbia detto che l’uomo ha due modi di pensare: la religione è quello di quando le cose vanno male..
    Siccome, almeno per il momento, e almeno qui, le cose non vanno poi così male (nel senso che ancora non ci spariamo) mi riservo un certo ottimismo:
    le tre vecchiette e il pastore tedesco sono relitti di un epoca grazia al cielo destinata a finire. Tra 10 anni al bar ci incontrera Ranxerox, il magnifico coatto globalizzato™, profondamente ignorante, superficiale, edonista ma sopratutto impermeabile alle acrobazie logico-sintattiche di ratzy, il che, in prospettiva, è un miglioramento..

  • Commento di mario/ 4 dicembre 2007

    si che lo vedo, io ci faccio la tesi su quel che vogliono fare, su quel che hanno fatto all’epoca d’oro in cui l’illuminismo era di là da venire, mi tocca leggermi B. Russell per consolarmi ogni notte. Però grazie che ci sentivamo soli io e le parole opere ed omissioni peccaminose.

    Mi sa che sono fottuto.

  • Commento di Sauro/ 4 dicembre 2007

    Eh, Lachi scimmiesco… come se gli uomini dicendessero dalle scimmie! Con la terra impastata di saliva, ci fecero. Non te lo dimenticare.

    Dullit, credo anch’io che le cose che citi siano destinate a finire. Il problema, guardandola da un punto di vista un pochino egoistico, è che finirò prima io. Forse, se va bene, saranno liberi i nipoti dei nipoti dei miei nipoti, ammesso che prima mi riproduca. Quanto a Ranxerox, complimenti per la citazione. Quanti ricordi.

    Ma prego, Mario. Su cosa verte la tesi, di preciso?

  • Quindi secondo questo relativismo culturale tu, Sandroni, non saresti inferiore ma solo diverso?

    Boh, secondo me ha ragione Razzinghe.

  • Commento di Ted/ 4 dicembre 2007

    Manco a dirlo, mi accodo ad antonio p.

  • Commento di Sauro/ 4 dicembre 2007

    Beh, il fatto che voi vi accodaste, diciamo così, non era mica un mistero. Hai fatto bene a fare outing.

  • Però qualche antenato relativista di cui andar fieri ce l’abbiamo. Per esempio, vedi come Massimo Introvigne (e chi cazz’è? Uno che scrisse un panphlet in titolato Contro “Il nome della rosa” . Il bacchettone se la prende con Guglielmo da Occam:

    Le conseguenze del nominalismo occamista sono di straordinaria gravità: se si conosce soltanto l’individuale, ogni presunta verità che vada al di là dell’individuale singolare e provvisorio è del tutto malferma;

    Nota: STAORDINARIA GRAVITA’

  • Commento di Sauro/ 4 dicembre 2007

    Mah. Quella che lui chiama “straordinaria gravità” a me viene da chiamarla “grande speranza”. E’ proprio vero che tutto è relativo ;-)

  • Commento di mario/ 5 dicembre 2007

    la tesi verte su un romanzetto in francese antico del 1200 che prende per il culo la chiesa. Già d’allora stava sui maroni un po’ a tutti. Ma per capire bene mi sciroppo una ridda di santi, parabole e visioni e qua e là qualche emerita str… verità che ad ogni perché ragionevole diventava dogma. Grazie per avermelo chiesto. Sfogarsi fa bene, sa?

  • Il bello è che il buon introvigne è costretto a prendersela anche con Sherlock Holmes e il diabolico “metodo detettivo”. Neanche gli investigatori possono più dormire sonni tranquilli.

  • Commento di Sauro/ 5 dicembre 2007

    Mario: prego. La mia tesi invece vertirà su una miniera di rame dell’800. Faccio così, per fare conversazione. Senti, in cosa ti laurei? In VERITA’ ASSOLUTE? :-)

    Ferrigno: diglielo a Introvigne (so che tra voi filosofi vi parlate, magari tramite pubblicazioni varie): chi tocca Sherlock, muore. O, come minimo, chi tocca Sherlock, il budello di su’ ma’. Ho parlato.

  • Commento di mario/ 6 dicembre 2007

    quasi, la chiamano filoogia romanza però.

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