Benigni contro Nessuno.

Ieri sera, in televisione, c’era Benigni. Verso di lui nutro sentimenti contrastanti. Quando ero bambino, a casa mia, Benigni era un idolo. Era toscano, era comunista, era di origine contadine (come la mia famiglia, tutte e tre le cose). Poi diceva male dei preti, e dei papi addirittura. Lo sentivamo come uno di noi. Non era solo un comico della tua stessa parte, perchè di quelli ce ne sono sempre stati; no, era qualcosa in più, era proprio come uno di quei personaggi buffi che ci sono in ogni paese, quelli che li vedi tutti i giorni al circolo, alle poste, nell’unica botteguccia di alimentari/edicola/merceria/astanteria/chiesa di quel buco di culo dove vivi e che si comportano proprio come si comportava lui, che avessero un pubblico o meno. Mi ricordo che nella mia famiglia (e con famiglia intendo babbo, mamma, nonni paterni, sorella di babbo con marito e figli, fratello di babbo con moglie e figlie) ha girato per anni una cassettina di quelle che si infilavano nei mangianastri, e nella cassettina c’era registrato uno spettacolo dal vivo di due ore di Benigni; oh, allora tutta la famiglia allargata si riuniva intorno a questo registratorino per ascoltare quello che diceva. E giù risate. Ricordo che noi bimbi lo sapevamo tutto a memoria, per altro senza neanche capire il 50% delle cose che diceva. Ridevamo perchè ridevano i nostri genitori, e perchè sentivamo uno che parlava come noi. Ed ecco anche spiegata, forse, l’origine della mia naturale tendenza a dire parolacce. Imprinting. Sì, perchè all’epoca Benigni ne diceva un monte, di parolacce, e quindi gli sono anche debitore (grazie, Roberto). Questo, per me, è e rimane il vero Benigni. Quello caustico, sanguigno, davvero schierato, blasfemo, irriverente. Benigni mi è cominciato a scadere quando ha cominciato a parlare dell’amore. Dopo l’Oscar, per intendersi. A quel punto lì ha preteso di piacere a tutti, ed ha cominciato a non piacere più a me. Credo che se ne sia fatta una ragione, comunque. E l’amore di qui, e l’amore di là, e vi bacerei tutti, e com’è bello fare all’amore, e com’è bello l’amore di Dio (qui la pensava diversamente su dii, inferni e paradisi, minuto 3 e 55), e come sono belle le donne, e la donna è amore, e mi ricordo la mi’ mamma, quanto amore volevo a lei e quanto lei ne voleva a me… che palle. Benigni, io te lo dico, te lo dico da amico e amante deluso: a me mi suoni parecchio falso, ecco. Non è possibile che tu ti sia rincoglionito così, con l’amore e il buon Dio. L’amore che dici te non esiste. Sono cose passeggere, fugaci, che nella vita degli uomini occupano il 5% delle cose che accadono. Parlarne fa molto cool, unisce il popolo, coagula, rende praticamente invulnerabili dagli “attacchi” dei cinici biliosi come il sottoscritto, desiderosi solo di sentire l’odore del “sangue”. Però a me piacevi più prima. Adesso, poi, ti è presa la fissa con Dante. Opera più che meritoria, tra l’altro, degnissima e altissima, a prescindere da chi la fa. Portare in giro la Divina Commedia è una bella cosa: bravo. Se ti avessi conosciuto che facevi solo quello, il recitatore di canti dell’inferno, ti avrei guardato anche ieri sera e mi saresti anche piaciuto. Tra l’altro mi dicono (io non me ne intendo) che reciti i canti con molto pathos, anche se con tecnica non eccelsa. E invece (mi sono accorto che ho iniziato a rivolgermi direttamente a te, fai conto che siamo alla Casa del Popolo) ti ho visto poco, solo qualche spezzone in qua e là. La parte comico-satirica era piena di cose già sentite. Su quella in cui parli d’amore, amore, amore (minuto 3 e 46), non dico nulla perchè ho già detto. Sulla Divina Commedia, forse, c’è chi lo fa meglio di te. Tutto questo, lo ripeto, te lo dico da amante tradito. Non ti ho guardato perchè dovevo studiare, e perchè su Raitre davano uno dei miei film preferiti (quindi non ho studiato una minchia): Il mio nome è Nessuno. Grande fotografia, grande colonna sonora, grande storia. La storia di un giovane pistolero che vuol prendere il posto del suo idolo d’infanzia, un killer famosissimo. Però non vuole prenderne il posto facendolo fuori: vuole che uno come lui esca di scena in un modo che passerà alla storia, affrontando il mitico Mucchio Selvaggio. Tutto il film gira intorno al tentativo dello scanzonato Terence Hill e a quello dell’immenso Henry Fonda per sottrarvisi. Una storia così vorrei averla scritta io. C’è la comicità, c’è l’epica, c’è il gusto di raccontare storie. C’è una lettera finale, quella del vecchio al giovane, struggente, bellissima, viva e scevra da ogni retorica (“Non sempre chi ti mette nella merda lo fa per farti del male e non sempre chi ti tira fuori dalla merda lo fa per farti del bene. Ma soprattutto, quando sei nella merda fino al collo, stai zitto”). Andrebbe scritta, stampata e appesa in camera, sopra il letto.
Ieri sera, in televisione, c’erano due miei vecchi amori. Ho scelto di stare con quello che non tradisce mai. Chissà perchè mi è venuto così serio, questo post. E perchè l’ho scritto, anche.

Come si dice? quoto quasi tutto. Roberto e’ diventato imbarazzante, mi mette a disagio. Non rido piu’ da un pezzo, i suoi pipponi sull’amore sono noiosissimi, la comicita’ e’ forzata. E “la vita è bella” non mi è piaciuto per nulla. Ecco, l’ho detto.
Dante: se non fosse Benigni a recitarlo non se lo filerebbe nessuno e probabilmente pure tu avresti detto: ma cheppalle questo! (io lo penso da un bel po’)
Di solito la Divina Commedia “spiegata” mi cattura moltissimo, ammesso che sia spiegata “bene”. Benigni la spiega più con la pancia che non la testa, e su questo si può discutere se sia meglio o peggio. Il fatto che mi disturba non è questo suo “sentirla”, la Divina Commedia, o il fatto che la reciti più o meno bene: no, il fatto è che tutto questo suo sentimentalismo mi sembra sempre posticcio e artificioso…
Discorso più che comprensibile. Anche a me, il Benigni “pucci-pucci” ha sfrantumato quel che si può sfrantumare. La parte comica era praticamente assente. A parte qualche guizzo, Benigni non fa più ridere, su. Probabilmente, è stato Dante ad incantarmi. Ragionando in assoluto, non se ne può più della sua interpretazione dell’amore viscerale, quello di Dio etc etc. Ragionando in relativo, pensando ai palinsesti normali, l’evento di ieri sera è da apprezzare, senza dubbio. Potrei sbagliarmi, me lo auguro, ma temo che buona parte dei 10 milioni che han seguito il tuo Robertuccio – si scherza, eh (cit.) – sia un pochettino conformista (“Oh, c’è Benigni che recita coso, lì…”) e, che passata la buona tormenta televisiva, se ne ritorni ad ignorare Paolo, Francesca e pure Dante.
Quoto tutto, Lovejoy, parola per parola.
io temo invece, proprio perche’ uomo di pancia, che il sentimentalismo di benigni non sia artificioso. che almeno cosi’, sarem stati noi gli scemi.
Ma a me sta anche bene la storia dell’ammore, non mi infastidisce più di tanto, mettiamola così.
Il problema è che ha detto che prima di gesù gli uomini non conoscevano la pietà!
Lo racconta malvino
Secondo me Benigni potrebbe riabilitarsi leggendo in prima serata “Il sangue degli altri”. Allora sì.
Nel canto quinto dell’inferno Dante ci mette Paolo e Francesca, due personaggi grandi e sfortunatissimi perchè adulteri e morti in flagranza di reato… Benigni ha parlato di ottimi ed altissimi sentimenti (di Dante, di Dio, di Paolo e Francesca.. un pò di tutti quanti) ha però evitato di spiegare che, sebbene Dante riconosca la grandezza e la nobiltà di Paolo e Francesca, veri e propri personaggi positivi, lui li ha messi all’inferno perchè nonostante tutto è giusto così.
Ed è giusto così perchè il set di valori col quale il trecentesco Dante giudica non è dissimile da quello di un talebano dei giorni nostri o, se preferite, da quello del Pastore Tedesco a Roma. Sintetizzando: sei una brava persona e ciononostante ti sei ritrovato a letto con tua cognata? La soluzione è semplice: inferno.
Benigni sarebbe un buon chiosatore di Dante se si ricordasse di spiegare anche questi aspetti, invece di edulcorare un opera grandissima ma comunque storicamente collocabile per la sua stinta visione del mondo
Il fatto è che, secondo me, Patty ha ragione. Benigni parla di quelle cose perchè le sente. Il fatto è proprio questo: non è più lo stesso di prima, è cambiato, qualcosa è cambiato nella sua vita.
E siccome lui quando sente una cosa deborda, debordare col cinismo fa ridere, con l’amore – direi piuttosto stucchevole – e la religione molto meno, per non dire affatto.
Io non l’ho guardato in tv, nemmeno mi sono ricordata che c’era. E questo vuol dire qualcosa, perché in passato non me lo sarei mai perso.
Per quanto riguarda i film: La vita è bella a me è piaciuto moltissimo. Non gliene verrà mai un altro così. E quelli prima – il piccolo diavolo, johnny stecchino – non mi piacevano affatto e non mi facevano ridere.
Anzi posso dire che La vita è bella è l’unico film di Benigni che mi sia mai piaciuto.
Condivido quello che hai detto Sauro,ed anche Dullit,certo Benigni è cambiato,ha diversi anni e qualche milione di Euro in + e quindi la sua “ruffianeria” è comprensibile,adesso si è rifatto la “facciata” e quindi deve dare un colpo al cerchio ed uno alla botte,normale amministrazione,infatti non lo guardo +,così evito di sentire le solite “tiritere” su Silvio e la sua cricca,e le “smelensate” sull’amore e la religione ( ai tempi di Televacca International diceva proprio altre cose!)
i soldi fanno anche questo,non credo che bisogni cercare molto + in là……però che peccato….”Berlinguer ti voglio bene” è ancora grande!
Scusate, ma voi tutti siete identici a come eravate a vent’anni? Benigni è cambiato, si è orientato verso qualcosa che gli sarà sembrata più affine a come si sente ora: non lo so per certo ma non credo sia frutto d’un “calcolo”.
Secondo il mio modesto parere molto dipende da cosa desiderano da lui. Insomma, è un artista pragmatico e probabilmente utilizza il classico “what you see is what you get”: se mi vuoi solo perchè dica di male del Berlusca ok, accontentato. Se mi vuoi solo perchè legga qualche canto dell’Inferno, ok accontentato. Chi lo apprezza sul serio può non condividere tutto, ma senz’altro lo apprezza nelle sue molteplici sfaccettature.
Ok, ci ho pensato, nel frattempo ne ho visto un pezzo.
Benigni è cambiato. S’è tagliato i capelli, parla di amore, usa il fondotinta sant’iddio. Però ha un grandissimo merito:
ha dato un bel colpo a Vittorio Gassman e alla “prova d’attore”.
Ma vi ricordate Dante declamato con la voce impostata? Il narcisismo e forse il vuoto che c’era dietro quelle roboanti interpretazioni?
La d.c. è stata scritta in volgare e Benigni sta provando a restituirla alla gente, tutto sommato una grande idea tirata fuori al momento giusto.
Secondo me la cosa più benignesca degli ultimi anni, sicuramente più di pinocchio e secondo me anche più di La vita è bella.
Grande post, non posso che condividere le analisi. E poi non e’ questione di decidere se Benigni abbia o meno diritto a cambiare approccio e attivita’, quello e’ un problema suo. Ma io mi riservo il diritto di esprimere il mio parere e di non condividere tutta questa enfasi intorno a questa storia di benigni e la divina commedia. Io continuo a ritenere ben piu’ coraggioso e “avanti”, il benigni del passato.
La vita e’ bella e’ un film carino, in cui benigni ha il grande pregio di affrontare un argomento delicatissimo e “difficile” e di uscirne vincitore, e’ pieno di trovate geniali, ma io non l’ho mai visto come il capolavoro che si e’ detto tante volte. Molto semplicemente.
Il Benigni della Divina Commedia, poi, potra’ essere pure bravo, ma non credo che il distacco della gente dalla cultura, divina commedia compresa, lo si possa risolvere con questa semplificazione dell’opera ad uso e consumo di tutti, col trionfo dell’amore e dei tarallucci e vino.
E viva Televacca!
Sandroni, questo “fan” me lo devi. Sei in debito…
eh sì. tutti a dire di benigni. ma sauro, io e te lo sappiam bene, che quel film è uno dei più grandi film italiani del secondo novecento. col sorriso. “gli anni non fanno sapienti, ma solo vecchi. vero è che si può essere giovani di anni, e vecchi di ore…”
un viaggio che parte da un fiume, da un pescatore di pesci a mani nude, che pesca un uomo, e lo porta sino al mare…se ne potrebbero trovare di immagini forti in quel film. l’importanza della tecnologia. le distanze sempre più piccole fra i luoghi, e più grandi fra le persone (non dimenticare che fonda prende i soldi e lascia in vita il traditore del fratello, comunque) etc etc etc…
grande film.
ciao sauro;-)
ndr
Cara “Ladra”

è un pò “vendutello” e
certo che adesso che ne ho 50 non sono + lo stesso di quando ne avevo 20,ma su molte cose la penso alla stessa maniera,anche se ho (si fa per dire) + soldi di allora
cito: “non lo so per certo ma non credo sia frutto d’un “calcolo”.
Ecco appunto,non lo sai,io invece credo proprio di si,poi lo ribadisci anche il concetto:
“Secondo il mio modesto parere molto dipende da cosa desiderano da lui”
allora in pratica va dietro al vento,quello che vuole il mercato…glielo diamo,….come Silvio…uguale!
direbbero a Frittole…beh…che brutta fine…visto gli inizi
Ognuno è libero di farselo piacere,anche adesso,a me non piace + tutto qua
finto….
Quoto il messaggio iniziale di Sauro e tutte le perplessità espresse. Io non so se certi personaggi abbiano incontrato Dio o la CEI (due cose in antitesi) sulla strada di Damasco, ma il dubbio mi rimane (vedi Giovanni Lindo Ferretti)…
Benigni nella prima puntata non ha fatto altro che ripetere a memoria il Tuttobenigni 1995-96 cambiando un po’ di cognomi. Patetico e quasi da schiaffi il solito elogio a Prodi (oh, sveglia !!! Prodi è uno che ha rincretinito un esercito di fedayn a sinistra così come Berlusconi a destra. Ed è pure un Bilderberg, massoneria molto più potente della P2), al suo “intoccabile” D’Alema (ogni commento è superfluo). Satira filogovernativa, quindi non satira (quella è materia dei Guzzanti e di Luttazzi -ridefenestrato per la terza volta-).
Con gli ingaggi di Rai1 per lui “La vita è bella”, per davvero. Ma i suoi monologhi sul vivere nel paese migliore del mondo e quanto siamo belli bravi intelligenti abbiamo fatto tutto e siamo noi i migliori a me ricordano quelle simpatiche cose che faceva Emilio Fede quando (durante il SilvioGoverno) deviava i dati italiani (drammatici) sul consumo di psicofarmaci. Quali psicofarmaci per depressione ? C’è Silvio e siamo tutti contenti e siamo i migiori i più intelligenti etc etc etc…
Tornando all’elogio nazional-popolare, compreso il monte di falsi storici (che gli avranno fatto i greci a Benigni ? Furto in albergo a Salonicco ?) tipici da nazionalisti di ogni paese ed infarciti di leggende metropolitane, segnalo alcune cose: È un elogio femministico quello di Benigni sulle donne ? Magari, Magari ! Ma sparita l’illusione e riscontrata questa visione angelicato-trecentesca della donna (tutt’altro che femministica) resta il fastidio per una certa cosa, per questo “vuoi mettere le straniere”… Premettendo che io gli occhi ce li ho per le connazionali per cui ho perso il cervello vorrei capire una cosa… Ma che k-a-t-z-o significa vuoi mettere le straniere ? A parte che uno gli occhi ce li ha a casa come all’estero, il fastidio resta per questa classificazione ai limiti del razzismo etnico (qualcuno ricorda la scena della scuola elementare in La vita è bella, quella in cui sfotteva la dottrina sulla razza ariana italiana ? Che fa, ritratta ?), per cui con quel “vuoi mettere” diciamo che le donne di Gorizia sono tutte cloni di Monica Bellucci col cervello della Hack, mentre quelle di Nova Gorica (distante 2 metri da GO, in Slovenia per chi non lo sapesse) forse saranno dei ciclopi pelosi e purulenti che portano più sfiga di Samara Morgan. Altro delirio è quello di dare, in pratica, dell’afasico o dello scribacchino a Shakespeare… Dopo sta cosa, nella seconda puntata, subito seguita da un’omelia di madonne e santi non ce l’ho fatta ed ho cambiato canale. Vorrei capire con tutti questi deliri di amore, e amore, e amore e siamo i migliori del mondo po-po-po-po-po-po-po ! Benigni in quale paese abiti, quale il suo timbro quantico parallelo perché ci farei un salto anch’io. Lo squallore del manicomio nazionale è sotto gli occhi di chi non se lo benda col prosciutto, la regressione dinamica come libertà di stampa negli ultimi 20 anni, idem per quelle civili e, ciliegina… Qualcuno ha letto il quadro 2007 del rapporto del Censis sulla società italiana ?
Cito testuale: >… inutile ogni commento… Questo entusiasmo nazionalistico da medico pietoso (che fa le piaghe purulenti) che non vede e non sente il male e lo lascia espandere, va bene per i bambini di 8 anni…
Caustico, arrabbiato, sto delirando ? E ti credo ! Il buon cattivo Roberto castigamatti e fustigatore del P.S.I. s’è reso conto in quale partito si è cementato ? Il Partito Democratico, il PIDDI !!! Dio mio il PIDDI !! Che nella migliore delle ipotesi è una bruttissima copia del PSI di Craxi e nella più realistica un mostro-aborto pentapartitico stile La Mosca 2. Ma ammettiamo che il PD sia una brutta copia del PSI: Allmeo queste 2 cose le riconosco a Craxi: La vicenda di Sigonella e la revisione del concordato. Veltroni le @@ di fare 2 cose come le sopra elencate ce le avrebbe ? Ma quando mai ! Quanto a magna magna, nel PD se magna eccome… Che brutta fine che hai fatto Roberto, scivolato nella brutta copia del PSI, stesso clientelismo ma politica 10 volte peggiore e molto più servile !
A me La vita è bella è piaciuta molto… Un artista si può completare parlando d’amore, facendo commuovere ed incastonando una storia in modo eccellente, basta che sia sincero, per chi lo apprezza è facile capirlo… Ma questo continuo volemose bene tutti stomachevole e FALSO, l’inizio della fine cominciato dopo l’oscar del 1999 e finito nel tripudio di Ceppaloni (e passare da Berlinguer a Mastella ce ne vuole)… Vogliamo parlare della difesa a Mastella mangiatutto nella prima puntata ? Ma anche no. Vogliamo parlare dell’elegia commovente per Prodi, per questo lavoriamo tutti insieme ? Vogliamo parlare della chiusura dell’omelie in prima puntata col patetismo stile Cucuzza-Giletti col “ragazzi non drogatevi che vi fa male” ?
Parliamo della “Commedìa” sessuofobica autocensurante ? Svegliamoci un po’, che ogni nazione è convinta di essere la migliore. Quel che dice il NazionalRoberto ha valore fino a Ventimiglia e dopo basta. Così come qui ci si convince che i templi di Paestum siano meglio del Partenone (sic!), sono sicuro che l’inglese medio è certo che la sua cucina (?) sia la migliore dell’universo e la dieta mediterranea sia una m…a pazzesca. Tanto per non illuderci… Ma torniamo alle cose tragiche, si diceva Dante:
Riguardo Dante, Paolo e Francesa, quoto in toto Dullit. È dalla terza liceo (ho 31 anni, un po’ di anni fa) che mi chiedo perché mai Dante, se pur si rispecchi nei 2 amanti, poi li sbatta all’inferno. Mentalità trecentesca, per l’appunto, della cara vecchia LETTERATURA REPRESSA E SESSUOFOBA ITALIANA (Manzoni vs Flaubert, tanto per dire) buona oggi per i talebani, il pastore tedesco & friends… Benigni ne parla per 2 ore ma di questo NON SPIEGA NULLA (Censura postuma di 700 anni ?). Non ipotizza nemmeno quella sottile vigliaccheria di Dante nel negare i suoi stessi sentimenti, autoflagellandoli per iscritto. Venditti, all’epoca in cui era ancora Venditti, Dante lo spiega chiaro in 2 righe: > (Compagno di scuola, album Lilly, 1975)…
Tolgo da questo verso Dante e ci metto Roberto… E per quel che ho sentito fin’ora la mia idea è “LA TERZA CHE HAI DETTO” !
Cara ladra di caramelle, su sta cosa non ci siamo: A parte che Benigni lo vorrei anche un po’ contro Prodi e D’Alema (e non solo Berlusconi), un artista VERO non è una scimmia che balla a seconda di come richiede il mercato, o non dovrebbe esserlo. Io rispetto ai miei 20 anni ? Meno ingenuo, meno illuso, ma la mia etica è quella e se possibile s’è pure rafforzata nel tempo.
Se Benigni parla delle magagne di questo governo diventa di destra ? Non credo, ritorna ad essere quello che era: un satiro e non un comico di partito.
Un’ultima nota: Grandi apprezzamenti a Benigni da parte del cardinale Angelo Bagnasco (uno più a destra di Ruini) e lodi su Il Giornale (quello di Feltri)… Ite Robertus est, amen !
CHE TRISTIZIA
Un idolo, Henry Fonda.