Musica

I’ll see you on the dark side of the moon.

di Sauro, Giugno 14th, 2007

I Pink Floyd, per me, non sono un gruppo normale. In questi giorni li sto ascoltando a getto continuo, in un trip da rincoglionimento. Ascolto sempre le stesse cinque o sei canzoni: The great Gig in The Sky, One of These Days, Time , Brain Damage, Echoes. Niente “lati B” o perle nascoste, dunque. Sono molto mainstream anche in questo caso (”Mainstream”? Ma sono proprio io che parlo? Ma cosa cazzo mi sta succedendo? Una volta non ero così, lo giuro! Io non so neanche cosa cazzo significhi, “mainstream”!). A dire la verità, ammetto di stare ascoltando anche Take It Back, roba che i fans più integralisti mi potrebbero sputare in un occhio; però a me piace, e i veri fans mi perdoneranno.
I Pink Floyd sono uno dei pochi gruppi stranieri con canzoni che hanno parole davvero pesanti. Alcune, porca miseria, sono di una tale, dolce malinconia, ma di una malinconia… vabbè. Vale proprio la pena di ascoltarle, di sapere cosa dicono. Non è come certe canzoni, che mentre le ascolti le canti in inglese inventato (tipo Black Dog degli Zeppelin: “eheh mama si iu mei iu gu, gonbeghiusuè gonbeghiuglù…“) senza sapere il significato preciso di quello che senti. Oddio, puoi farlo anche per i Pink Floyd, ma secondo me ti perdi molto della bellezza della loro musica.
Ma dicevo che per me i Pink Floyd non sono un gruppo normale. Visto che l’ho detto, è forse il caso che spieghi il perchè. Non vorrei vi suicidaste per eccesso di curiosità insoddisfatta. Io mi sono sempre sentito come uno che guarda a quel passato che guardava al futuro (va bene anche se la dite al contrario, basta coniugare i verbi al presente). Visto che si tratta di un concetto abbastanza complesso (e inquietante), mi pare che sia necessaria una spiegazione. Dunque: io, fin da piccino, sono sempre stato un po’ fissato con i greci antichi, i miti del Mediterraneo, l’epica classica, Ulisse, Achille, queste cose qui. Ulisse, soprattutto. Credo sia colpa di mio padre. Mi ricordo le notti d’estate al mare, a Marina di Cecina, quando lui ci raccontava (a me e ai miei cugini) le storie della guerra di Troia, del cavallo di legno con dentro i guerrieri, degli dei che facevano il tifo, ecc. Mio padre ha sempre saputo raccontarle bene, le cose; probabilmente inventava, perchè non credo che in fatto di epica classica sia ferratissimo; fatto sta che pendevamo dalla sua bocca, come tre cretini. Fin qui ci siamo? Occhei. Allora dovete sapere che poi, nella stessa sera, dopo averci parlato di antichi greci che combattevano praticamente a sassate, mio padre poteva anche passare a parlarci di pianeti, nebulose, astronavi, e sempre con lo stesso risultato: ci ipnotizzava. Praticamente, pur di farci stare un secondo zitti, ci parlava di tutto. Ma non divaghiamo. Per farla breve (ma credo che sia troppo tardi), è da quelle notti lì, da quelle notti buie con il cielo nero pieno di stelle, che nella mia testa il passato mediterraneo e il futuro spaziale si sono incastrati insieme. E’ come il riflesso condizionato del cane di Pavlov: se penso all’uno, penso subito anche all’altro (con la differenza che io però non sbavo). Poi mi ricordo che quando ero bambino (ancora l’infanzia: uno psicanalista ci farebbe i miliardi, con me) c’era questo cartone animato, Ulisse 31, che praticamente era l’Odissea ambientata nel futuro. Non so se vi rendete conto: l’Odissea ambientata nel futuro. Roba che mi è rimasta impressa nel cervello come se ce l’avessero messa dentro col trapano a colonna. Insomma, per me un certo tipo di passato e un certo tipo di - eventuale - futuro sono legati a doppio filo. Un po’ come in 2001: Odissea nello Spazio, non a caso un film con il quale si erano fissati anche i Pink Floyd. E sempre per questo, a suo tempo, mi entusiasmai per la serie della Fondazione di Asimov.

Ecco, i Pink Floyd in queste cose qui ci sguazzano. Le stelle, i pianeti, le presenze, l’infinitamente grande; loro sono bravissimi a parlare (e suonare) di questo e a legarlo con l’infinitamente piccolo, e cioè con l’Uomo. A me sembra che quando parlano dell’uno, stiano sempre parlando anche dell’altro. Forse mi sbaglio, ma voi non perdete tempo a dirmelo, perchè tanto continuerò a pensarla come cazzo mi pare. I Pink Floyd erano visionari, nel senso buono del termine. La loro musica si prestava moltissimo ad essere messa in immagini, e anche loro ci tenevano, all’aspetto visuale della cosa: basta vedere le copertine dei loro dischi (qui, cercatevele). Piccoli capolavori. E’ un peccato che all’epoca di alcuni loro album storici i video non li facessero, perchè secondo me abbiamo perso una grande occasione per vedere una bella commistione di musica e imagini.

Vorrei chiudere questo inutile post sulle mie seghe mentali musicali, con un video dei Floyd che dimostri la bontà delle mie tesi circa la loro attenzione per i video (o videi). Provo a postare da Youtube il video di Confortably Numb. Su quello che mi provoca questa canzone (anche senza immagini), non sto a dire niente. Vi dico solo che quando entra la dolce voce di Dave Gilmour (”there is no pain, you are receding…“) la mia reazione è tipo questa qui: “Un usignolo era entrato nel milkbar. E tutti i più malenchi peli del mio intero plotto si drizzarono dall’emozione. E brividi su e giù come malenche lucertoline su e giu. Perché l’aria io la sapevo. Era un pezzo della gran nona del Ludovico Van.”

[video]http://www.youtube.com/watch?v=tkJNyQfAprY[/video]

p.s.

in questa canzone ci sono due parti cantate: in una Roger Waters interpreta il cattivo/furbo; nell’altra, Dave Gilmour interpreta il buono/deboluccio. Un po’ la vera storia dei Pink Floyd post-barrettiani, secondo me.

  • Commento di elisabetta/ 14 Giugno 2007

    :)

  • Commento di marco_gherardi/ 14 Giugno 2007

    che bello questo post!!! Ci ritrovo tutto il Sauro che conosco (o credo di conoscere) e tutti i nostri viaggi Chianni Pontedera Pontedera Chianni (sopratutto nelle citazioni e nelle parentesi).
    Sottoscrivo ogni parola per quanto riguarda i pink floyd.
    La mia indole di chitarrista mediocre mi porta ad aggiungere che il solo in fondo a Confortably numb è qualcosa capace di farti dimenticare di botto tutte le brutture che tocca puppassi da mane a sera. Chissà se un giorno riuscirò a scrivere qualcosa di così bello.

  • caro giovanotto,

    che dire, se non che ‘The lunatic is in my head’?

    suo

    cav. Stacchia

  • Commento di marco_gherardi/ 14 Giugno 2007

    Preg.mo Cav. Stacchia,
    sicuramente non son degno di rivolgerle parola però davanti a cotanta citazione mi sciolgo… Si può scrivere qualcosa di più semplicemente geniale di quell’arpeggio iniziale (Re - Sol 7)…. :-)

  • caro giovanotto,

    con i Pink ci sciogliamo tutti, altro che. Pensi che l’unico modo per ammansire lo Steregoni - che quando si infuria è un bel problema - è fargli sentire If cantata dal Fiunda: su “If I were a good man, I’d understand / The spaces between friends” ci gommuoviamo tutti fino alle lagrime.

    suo

    cav. Stacchia

  • io i Pink me li ricordo ancora, agli inizi della loro carriera, in una indimenticabile jam session con la brunetta dei Ricchi e Poveri. Che tempi!

  • Commento di Sauro/ 14 Giugno 2007

    Elisabetta: 8-)
    Marco: e certo che in questo post mi ci ritrovi… l’ho scritto io! Mica c’ho il gost writer :-)
    Esimio Cavaliere,
    ormai non sto più neanche a dirLe quanto Lei sia per me divenuto fonte di continua sorpresa. Adesso scopro che Ella (e con Ella anche lo Steregoni) è un estimatore del complesso chiamato Pink Floyd. E saper che anche Lei (Lei o Ella è la stessa cosa) si gommuove ascoltando le musiche del suddetto gruppo, ebbene, non mi vergogno a dirlo, mi tocca nel profondo.

    Con immutata stima

    Antonio: e che te tempi saranno stati mai… un quattro quinti, o un sette ottavi. Tutt’al più un tre quarti. Se era un sette ottavi, comunque, è probabile che fosse Money.

  • E la splendida “How is beautiful to make love from Triest in down”, magnifica cover di un pezzo della immortale Carrà, l’hai mai ascoltata? Ah! Che tempi. Sono sicuro che in casa editrice Stacchia ce n’è una copia e che magari il Cavaliere ci farà il dono di ripubblicarla (io l’allegherei alla prossima opera del Muco).

  • cari giovanotti,

    grazie per le belle parole. l’unica traccia della sig.ra Raffaella Roberta Pelloni (in arte Raffaella Carrà) alla Stacchia è nell’armadietto del Frenia; il quale, nello stupore generale, una sera, al quinto Fernet, ci ha confessato di esserne un grande fan, e di conservarne gelosamente la locandina di una lontana Canzonissima (”Quell’ombelico mi fece impazzire”, ci confidò).

    con la prossima opera del Muco pensavamo di allegare una bustina di tè.

    vostro

    cav. Stacchia

  • Commento di sauron/ 15 Giugno 2007

    Confortably numb è un pezzo pieno di ricordi ed emozioni anche per me..

  • Commento di marta/ 16 Giugno 2007

    [ Sauro, son due giorni che, mentre leggo 'sto blog, cerco d'avere le mani occupate per non correre il rischio di lasciare un commento... ho resitito, so' stata brava, eh ;) ]

  • Commento di Sauro/ 16 Giugno 2007

    Signore e Signori, vi presento Marta, la donna a cui i Pink Floyd fanno venire sonno. Dichiaro aperta l’escalation di offese. La base d’asta è “iscritta a Forza Italia”, chi offre di più? Quel signore lì in prima fila: prego. “Pazzerella”, benissimo. Chi offre un “fan di Tiziano Ferro”? La signora in fondo alla sala, bene. Nessuno offre un “zuzzurellona”? :-D

  • Marta è certamente il nickname di MichelA bRambilla viTtoria.

  • Marta è certamente il nickname di MichelA bRambilla viTtoriA.
    (la a minuscola stonava)

  • Commento di Sauro/ 16 Giugno 2007

    Eh, vabbè. Anto’, avevo detto via con le offese, ma tu esageri! Pora Marta…

  • Ahimè Sauro, non puoi fare più niente per me: ormai sono stata smascherata… e ora che ne sarà del mio diabolico piano di epurare il paese dai fans di D’Alema e dei Pink Floid (ma solo post-Barrett)?!!!

  • Commento di Sauro/ 18 Giugno 2007

    Marta (continuo a chiamarti col nome finto, tanto siamo tra parenti), continua pure con l’epurazione dei fans di D’Alema, eh? Anzi, già che ci sei, se ce la fai ad epurare anche lui… :-D

  • Commento di angela/ 15 Luglio 2007

    anche io adoro i pink floyd, ma forse non esageri con ste seghe mentali??! insomma cercare di spiegare a tutti i costi il significato dei loro testi fa disperdere la bellezza, il mistero e i vari significati dei loro testi…è come scrivere il significato di una poesia sotto i versi! goditeli proprio perchè sono così strani senza interrogarti troppo, altrimenti non serve a niente ascoltarli: ti ritrovi semplicemente con la fissazione che soltanto i pink floyd contano…ma se ascolti musica lo fai perchè quella musica ti piace o perchè sono i pink floyd??
    comunque complimenti per la tua passione per i miti greci..ah sembri anche vagamente nostalgico quando parli di sto gruppo..non so la tua età ma sembra che tu abbia vissuto nel loro periodo…

  • Commento di Sauro/ 15 Luglio 2007

    Angela, ma dov’è che avrei spiegato il significato dei loro testi? A parte che poi, secondo me, non c’è niente di sbagliato nell’analizzare i testi. Forse che l’analisi dei versi della Divina Commedia sono una perdita di tempo? La poesia, come le altre forme di espressione artistica umana, non è solo istinto. E’ anche richiamo, rimando, applicazione di codici prestabiliti: tutte cose che rintracciabili, che vanno studiate. Quanto alla mia presunta fissazione si Pink Floyd… questo post era dedicato a loro, ma mi piace un mucchio di altra gente. Te ne devo parlare?

  • Commento di angela/ 18 Luglio 2007

    Forse non mi sono spiegata decentemente…lo so che analizzare dei testi è importante, ma intendevo dire che spesso a me piace ascoltare una canzone o leggere una poesia tenendo dentro i rimandi, le sensazioni, le emozioni che queste evocano…ma vabbè abbiamo semplicemente due modi diversi di vedere le cose..! poi comunque anche io sono fissata con pink floyd, jimi hendrix, led zeppelin ecc…

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