Letture

Cinque incipit.

di Sauro, Maggio 24th, 2007

L’amico Patrick mi passa una catena che, come mi capita spesso, arriva proprio nel momento del bisogno, e cioè quando non so cosa scrivere. In questo caso, poi, si tratta pure di una catena letteraria, cosa che mi permette di fare sfoggio della mia sterminata (e finta) cultura bibliografica, filologica e pornografica (questa è vera). A quanto ho capito, si tratta di scrivere gli incipit dei cinque libri che si hanno più a portata di mano. Siccome non mi pare il caso di ammorbarvi con “L’analisi delle vicende storiche dell’Europa agli inizi di quella che si usa chiamare prima età moderna” o con “Nell’autunno del 1799 vide la luce a Parigi la Società degli osservatori dell’Uomo” eccetera, ho deciso che i cinque incipit non li piglio a caso, ma me li vado proprio a cercare tra quelli che più mi sono piaciuti. Partiamo, come d’uopo, dal primo (poi verranno il secondo, il terzo, il quarto ed il quinto. No, facevo per avvertirvi e non prendervi troppo di sorpresa con la mia geometrica precisione, ecco).

Numero uno: E. Vittorini, Conversazione in Sicilia

“Io ero, quell’inverno, in preda ad astratti furori. Non dirò quali, non di questo mi sono messo a raccontare. Ma bisogna dica ch’erano astratti, non eroici, non vivi. Furori, in qualche modo, per il genere umano perduto. Da molto tempo questo, ed ero col capo chino. Vedevo mainfesti di giornali squillanti e chinavo il capo; vedevo amici, per un’ora, due ore, e stavo con loro senza dire una parola, chinavo il capo; e avevo una ragazza o moglie che mi aspettava ma neanche con lei dicevo una parola, anche con lei chinavo il capo.”

Numero due: J.P. Manchette, Posizione di tiro

“Era inverno e scendeva la notte. UN vento gelido, che proveniva direttamente dall’Artico, soffiava sul mare d’Irlanda, spazzava Liverpool, sibilava attraverso la pianura di Cheshire (dove i gatti reclinavano le orecchie per il freddo, quando lo sentivano sbuffare nel camino) e, infilandosi attraverso il vetro abbassato, andava a colpire gi occhi dell’uomo seduto nel furgone Bedford. L’uomo non batteva ciglio.”

Numero tre: A. Dumas (padre), il Conte di Montecristo

“Il 24 febbraio 1815 la vedetta di Nostra Signora della Guardia segnalò il tre-alberi Pharaon che arrivava da Smirne, via Trieste e Napoli.
Come al solito, un pilota costiero partì immediatamente dal porto, costeggiò il castello d’If e raggiunse la nave tra il Capo Morgiou e l’Isola di Rion. E tosto, come al solito, il belvedere del forte Saint-Jean si riempì di curiosi poichè a Marsiglia l’arrivo di un bastimento, soprattutto se è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Phocèe e appartiene a un armatore della città, è sempre un grande avvenimento.”

Numero quattro: A. Levi, Se questo è un uomo

“Ero stato catturato dalla Milizia fascista il 13 dicembre 1943. Avevo ventiquattro anni, poco senno, nessuna esperienza, e una decisa propensione, favorita dal regime di segregazione a cui da quattro anni le leggi razziali mi avevano ridotto, a vivere in un mondo scarsamente reale, popolato da civili fantasmi cartesiani, da sincere amicizie maschili e da amicizie femminili esangui. Coltivavo un moderato e astratto senso di ribellione.”

Numero cinque: R. Matheson, Io sono leggenda

“Nei giorni di cielo coperto Robert Neville non era mai sicuro del tramonto del sole e capitava che loro uscissero in strada prima del suo rientro.
Se fosse stato più analitico, avrebbe saputo prevedere il loro arrivo con una certa approssimazione; ma si ostinava a mantenere l’abitudine di tutta una vita di calcolare il cala delle tenebre guardando il cielo, un metodo che nelle giornate nuvolose non funzionava. Ecco perchè in quelle occasioni non si allontanava mai troppo.”

Finito. A questo punto dovrei passare la catena. La passo a Maia e Marta, e a chiunque sia nella mia stessa situazione, e cioè in crisi di ispirazione. Venite e scrivetene tutti.

  • Commento di sauron/ 25 Maggio 2007

    Mi hanno parlato benissimo di Io sono leggenda, mi sa che sarà il mio prossimo acquisto..
    Tu cosa mi dici?

  • Commento di V/ 25 Maggio 2007

    Ok, visto che non mi passi la catena, metto qui:

    1) Hermann Melville, Moby Dick
    Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa - non importa quanti esattamente - avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. E’ un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione. Ogni volta che m’accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell’anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in istrada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare al più presto.

    2) Franz Kafka, La metamorfosi
    Una mattina, svegliandosi da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò nel suo letto trasformato in un insetto mostruoso. Era disteso sul dorso, duro come una corazza, e se alzava un poco il capo poteva vedere il suo ventre bruno convesso, solcato da nervature arcuate, sul quale si manteneva a stento la coperta, prossima a cadere per terra. Le sue numerose gambe, pietosamente sottili in confronto alla sua mole, gli si agitavano davanti agli occhi.

    3) Hunter S. Thompson, Paura e delirio a Las Vegas
    Eravamo dalle parti di Barstow al limite del deserto quando le droghe cominciarono a fare effetto. Ricordo che dissi qualcosa come: “Mi sento la testa un tantino leggera; magari potresti guidare tu…”

    4) Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde
    L’avvocato Utterson era un uomo dall’aspetto rude, non si illuminava mai di un sorriso; freddo, misurato e imbarazzato nel parlare, riservato nell’esprimere i propri sentimenti; era un uomo magro, lungo, polveroso e triste, eppure in un certo senso amabile.

    5) Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore
    Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c’è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: «No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo piú forte, grida: «Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!» O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace.

  • Commento di Grace/ 25 Maggio 2007

    Ci avrei scommesso un botto di soldi sulla presenza di Manchette nella lista…

  • Commento di Sauro/ 26 Maggio 2007

    Omonimo con una N in più, ti dico che si tratta di un gran bel libro. La tematica è un po’ particolare, diciamo (in genere le storie con premesse simili - il genere umano che diviene “genere vampiro” tranne uno - non mi sconfinferano), ma in questo caso la storia è solo il pretesto per trattare temi molto più grandi (tipo la solitudine o tipo la disumanità del genere umano). Ogni tanto il romanzo si perde un po’ nell’inazione, ma rimane comunque un libro leggendario.

    V, devo ammettere che hai tirato fuori (nonostante io non ti avessi autorizzato :-D) cinque incipit da applausi.

    Grace, per favore non mi parlare di scommesse, eh? Maledetto Liverpool… non ci puoi mai fare affidamento…

  • Posizione di tiro davvero molto bello. Comprato e divorato in seguito alla lettura di questo post.
    Quello di ‘Se questo è un uomo’ non lo ricordavo, ma forse è il più bello di questo lotto.

    ps Sauro, io non me la prenderei con il Liverpool squadra ma con Benitez e le sue scelte sconsiderate

  • Commento di Sauro/ 26 Maggio 2007

    Ma davvero, Patrick, hai letto e apprezzato Posizione di Tiro dopo averne letto l’incipit qui? Beh, non sai il piacere che mi fa. Quanto al post scriptum… anche tu sei un tifoso del Liverpool (o perlomeno lo eri mercoledì :-D)?

  • Sì. E sì, naturalmente!!!!

  • Comunque sono io a ringraziarti per Posizione di tiro.

    p.

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