Pro loco.
In questi giorni sono poco presente. Poco presente qui, poco presente sul lavoro, poco presente a casa. Non sto leggendo niente di giallo o noir, per cui non ho molte cose di cui parlare (anche se, pensandoci bene, potrei sempre fare un post sui referrer, chè non c’è niente di meglio quando non sai cosa scrivere). Sto facendo il tirocinio per la laurea, e lo sto facendo in un posto bellissimo. Si tratta del Museo delle Miniere di Montecatini Val di Cecina. Montecatini è un piccolo paesino, un borgo medievale piantato in cima ad una collina della Val di Cecina. La Val di Cecina non la nomina mai nessuno. Nell’immaginario collettivo, quando si parla di Toscana si pensa automaticamente al Chianti, alla Val d’Orcia (molto), al Mugello (già meno). Di altri posti, ugualmente belli e forse anche di più, non si parla mai. Eppure la campagna della Val di Cecina è molto simile a quella del Chianti. Qui e qui metto qualche foto che lo testimonia. Come nel Chianti (e nel resto della Toscana iconograficamente corretta) ci sono campi coltivati (di biondo grano, ja, uno spettacolo in estate), vigneti (il Sassicaia, per dire, lo fanno a pochi chilometri da qui), uliveti. In più, però, ci sono dei boschi talmente boscosi che fanno paura e, soprattutto, il mare. Sì, perchè la Val di Cecina finisce direttamente in mare, sulla Costa Etrusca che comprende Cecina, San Vincenzo, Castagneto Carducci, Rosignano, Castiglioncello. E questa cosa (Chianti + mare, intendo) passa completamente sotto silenzio, o quasi. Del resto, del mare toscano si parla molto poco. O perlomeno se ne parla molto meno di quello che si dovrebbe. E’ come se gli stessi toscani abbiano voltato le spalle al proprio mare. Ma è un discorso lungo, antropologicamente complicato e, soprattutto, totalmente campato in aria (è una mia teoria). Perciò propongo di glissare. ecco. Insomma, la Val di Cecina (con i paesi di Volterra, Montecatini, Castelnuovo, Pomarance, Montescudaio, Monteverdi, Guardistallo) è un posto relativamente sconosciuto, per certi versi pure incontaminato. Da riscoprire. C’è di tutto: arte, storia (antica, medievale e moderna/contemporanea), natura, tecnologia (provate ad andare a Larderello e poi mi rammenterete) buona cucina. E in più somiglia tantissimo al sud-ovest degli Stati Uniti. Per dire, se mentre siete lì vedete passare il Generale Lee e sentite una colonna sonora tipo Eagles, non vi dovete stupire: è normale. Più avanti vi parlerò (ammesso che ve ne freghi qualcosa) del rustico paese di Montecatini Val di Cecina (da non confondere con lo snobistico Montecatini-Terme), della sua vecchia Miniera e del suo Museo. Ciao, bimbi.

Caro Sauro,
per quanto dispiaccia anche a me che la Val di Cecina e tutto il suo patrimonio paesaggistico non vengano elogiati tanto quanto meriterebbero preferisco tuttavia che la si lasci nell’ombra piuttosto che vederla invasa da turisti crucchi, orde di “immobiliaristi” e speculatori edilizi vari. La sua bellezza sta nello stato di apparente abbandono in cui si trova.
Confesso che ti invidio un po’ a pensare che te ne stai al museo delle miniere e che tutte le sere, magari all’imbrunire, te ne vieni via con “l’apino di macerie ” gustandoti i colori unici che questa stagione regala al viandante che percorre le strade del Volterrano.
ammazza come siamo romantici…
ma l’omo che addapuzzà che fine ha fatto?
se siete così delicati, io con chi me la prendo?
rivoglio i bruti di una volta, da sbertucciare come si deve!
Bulleri è di Cecina. Son cose importanti.
Certo che il sito del Comune di Montecatini V.d.C. è inquietante…
Sul menù, le uniche voci senza un link son salute e lavoro. Mi sa tato che son messi come da queste parti!
Marco, in effetti la Val di cecina va bene così: ignorata. Però dispiace sentir sempre decantare le lodi di luoghi che non sono più belli, ma solo più famosi. Guarda sono talmente sempre i soliti “luoghi”, che alla fine diventano “luoghi comuni”. Quanto all’immagine di me che, al tramonto, me ne vengo dal ridente paesino percorrendo le tortuose vie collinari dell’area coll’apino carico di macerie, beh, devo dire che l’immagine è effetivamente suggestiva (e quasi veritiera); l’importante è stare attenti alla curva dove il Cavicchi si rovesciò per scommessa coll’apino carico di boNbole del gas.
Maia, lascia che ti tranquillizzi: continuo a puzzare. Marco è già un po’ che non lo vedo, ma presumo che tutto sia rimasto come prima e che anche lui avelli di pettoruta e virile mascolinità (o forse mi sbaglio Bobo Vieri).
V, in effetti Bulleri è di Cecina: credo che sia il primo personaggio moderatamente famoso dell’area dai tempi di Persio Flacco.
Marta, ma come ti permetti di fare queste allusioni? Eh? Evidentemente a Montecatini sono tutti sanissimi e pieni di lavoro, no?
(sai, c’ho un cugino che ci fa il consigliere comunale)
Anche la mia amica Nicoletta e le sue tette sono di Cecina. E son cose ancora più importanti (le tette dico. Importanti in molti sensi, aggiungo).
In effetti le tette di Nicoletta sono cose da non sottovalutare, soprattutto per te e per lei. Sono meno famose di Bulleri e Persio Flacco, però (o almeno così mi risulta). Per esserne sicuro dovrei vederle.
Ma non è che per caso è vicino a posti come Fauglia? Che io a Fauglia e zone limitrofe ci sono stata un paio di volte - a primavera inoltrata, quasi estate - e ho pensato che non avevo mai visto i prati d’erba muoversi al vengo come fossero onde del mare. Anche io oggi ho dato la mia bella botta di poesia, eh? (astenersi diabetici)
il venGo è da leggersi come venTo
(una fa una faticaccia a scrivere un commento ispirato e scivola su bucce di banana di siffatta sciocca banalità)
Ladra, Fauglia è sempre in provincia di Pisa, un pochino più spostata a nord-ovest. Come “aspetto” non siamo molto distanti; quello che cambia è la storia del territorio, che è un po’ diversa (la parte di Fauglia, da questo punto di vista, è un pochino più “povera”). La Val di Cecina è infatti una distretto piuttosto isolato; pensa che la strada più grande che collega Volterra al resto della provincia fu considerata piccola anche dagli esploratori Sioux di Toro Seduto (”Augh, nostri sentieri essere molto più grossi, Grande Capo Sindaco di Volterra”), quella volta che vennero in tournè in Toscana. Un paio di particolarità su Fauglia: è l’unico comune non “rosso” della provincia di Pisa e, soprattutto, ha il campo sportivo (dotato di un ricercatissimo manto in mattaione & sabbia) che nella stagione 84/85 vide l’esordio del giovane pulcino Sauro Sandroni (schierato a incredibilmente in attacco) nella partita Fauglia - Stella Azzurra 1-2 (doppietta di Zazzeri per gli ospiti)
ma come in attacco? Non ci posso credere…
Per quanto riguarda la provocazione di Maia è meglio tacere.
D’altro canto non è mica semplice crescere con quel nome in mezzo ai compagni maschi che si ostinano a commutare l’abitudine tutta milanese di aggiungere l’articolo davanti al nome. Spero sia abbastanza criptata da non essere bannato.
Grande! Ho calcato il medesimo terreno… ignara… Peccato per lo schieramento, ma io comunque ci vado per i panorami e quelli non hanno bandiera, fortunatamente.
mumble mumble…
dunque, facciamo un po’ di prove…
IL sauro? no, non mi pare abbia senso.
IL marco? uhm… no, è vero che sei pur sempre del campo, ma una battuta economico-finanziaria mi sembra troppo terra-terra anche per te.
LA marta? no, non mi dice niente.
LAV o LOV sembrano il primo un acronimo ed il secondo un amore mancato. me in entrambi i casi non avrebbe senso…
dunque dunque…
ah, ecco, LA elica!
deve essere per forza questo, non ne rimane più nessuno!
però non l’ho mica capita marco, sai
(IL TED?)
Marco: se ci ripenso non ci credo neppure io. Ti giuro, in attacco. Mah. Come vedi la tua fine stoccata era abbstanza criptica. Credo che Maia sia ancora lì che fa le prove, mettendo un “LA” davanti a tutti i nomi che conosce.
Ladra, se ti capita di tornare da queste parti, e specialmente in questo periodo, fatti un favore: allunga il viaggio e da’ un’occhiata alla Val di Cecina. Segui la strada che da Pontedera ti porta a Volterra, a Saline gira a destra e prendi la 68 fino al mare. Vedrai poi mi rammenti. E se passi da Montecatini fammi un fischio.
Maia: LA Ted?
che pirla che sono…
marco, sottoscrivo!
dunque…
LA ladradicaramelle
LO eio
LO andrea branco
LO antoniop
LO lou andreas
…
non me ne vengono proprio più…
Ammetto. Questo giochino mi si è rivolto contro.
marco si scherza, eh!
un bacio