Pensieri

Post concettuale (Secondo me, la corazzata Potemkin…).

di Sauro, Maggio 17th, 2007

Ho sentito al telegiornale che un quadro è stato venduto all'asta per 72,8 milioni di dollari. La prima cosa che mi viene da dire è: il budello di su' ma' chi l'ha comprato. Ma questo tizio non poteva dare un milioncino a me e il resto berselo di ponci, visto che gli piace tanto buttare via i soldi? Minchia, quando facevo l'imbianchino ho fatto cose migliori rovesciando per terra il bussolotto con la vernice. Quasi quasi ci riprovo, hai visto mai che qualche coglionazzo mi paghi pure. Il quadro, di un certo Rothko (credo sia Rothko del Grande Fratello) è questo qui. Giudicate voi. Io l'arte moderna non la capirò mai. C'erano dei momenti, quando la studiavo per un esame, nei quali pensavo di riuscire ad intuire quello che stava dietro alle tele imbrattate da Pollock o alle Merde d'Artista di Manzoni (Piero); meteore di comprensione, più che altro, molto sporadiche e comunque piene di dubbio. A me pare che l'arte contemporanea abbia abbandonato il pubblico non colto per diventire fruibile solo agli intenditori (a quelli veri e a quelli che fanno finta). Tutto è considerato "arte". Impicchi tre manichini ad un albero? Arte. Saldi con gli elettrodi due parafanghi della Vespa? Arte. Metti una ventina di ragazze nude che ruttano con la maschera da strega Bacheca in una specie di stanza finta? Arte concettuale. Bof. Ma non è un po' troppo facile? Basta così poco per essere artisti? Allora hanno ragione Nek, Tiziano Ferro e compagnia cantante (è il caso di dirlo) quando si autodefiniscono così? Anche Cicciolina si definiva "artista": è vero? Lo era? Mah. Lo so che non ci passo bene a dire queste cose, che sembro gretto, ignorante e qualunquista, ma è quello che penso (e che sono, anche, se si eccettua il qualunquista). E' come se gli artisti contemporanei facessero arte pensando solo per sè e per i critici. Ma alle persone semplici come me non ci pensano? Perchè sono così ermetici? Perchè non lasciano che anche io, piccolo uomo della strada, ignorante come il pane di saggina, possa fruire del loro lavoro? E non mi dite che sono io che non mi sforzo di pensare, che non mi sintonizzo sulla stessa lunghezza d'onda delle opere d'arte contemporanee, perchè io ci provo, mi faccio in quattro per capire il significato di certe cose, ma non c'è proprio niente da fare… Cosa cacchio mi deve rappresentare, a me, un quadro che raffigura una pipa con scritto "questa non è un pipa"? E ti ringrazio, hai fatto bene a dirmelo, sennò non me ne sarei mai accorto… cioè, mi volevi dire che la realtà è diversa da quello che sta sulle tele dei pittori? O che i pittori o gli artisti in generale non possono riprodurre la realtà? Embè? E non potevi scrivere un saggio? Dovevi farci un quadro, sulla scoperta dell'acqua calda? E ancora: lo scopo dell'arte figurativa, oggi, qual è? Stupire, far nascere polemiche, rovesciare la realtà? Ma non è un po' poco? Davvero è tutto qui? Dai, aiutatemi a capire: ma sono io che sono ignorante come una capra, o sono loro che fanno di tutto per non farsi comprendere?

 

(forse vi stupirete del mio tono polemico, stasera. Il fatto è che mi è toccato guardare un film su di un uragano che doveva avere un budget di sei o settecento euro: era fatto con le macchinine, i modellini dei grattacieli e le secchiate d'acqua. Degli elicotteri inquadravano solo il muso, perchè la coda era retta dalle mani dell'attrezzista che probabilmente faceva anche "bruuuuuuum" con la bocca. I fratelli Lumiere avrebbero apprezzato lo sforzo, anche se forse avrebbero trovato gli efetti speciali un pochino antiquati. Mi dovete scusare, ma la cosa mi ha messo un po' di cattivo umore e sono diventato un pochino polemico, anche sulle bischerate)

  • Commento di eio/ 17 Maggio 2007

    qualche giorno fa ho pubblicato su http://phonkmeister.tumblr.com un link a questo post: http://oseculoprodigioso.blogspot.com/2007/03/rothko-mark-expressionismo-abstracto.html che illustra (per immagini) l’evoluzione pittorica di rothko. è un po’ come vedere la serie degli alberi di mondrian che culminano nella divisione dello spazio che noi scemi identifichiamo come la studio line de l’oreal. io continuo a pensare che rothko sia stato un grande. di qui a pagare un suo quadro 72 milioni di dollari, boh.

    stai bene.

    alessandro

  • Commento di maia/ 17 Maggio 2007

    dunque
    1) ma il film è quello in cui un uomo illustre (il sindaco di londra? il presidente dell’inghilterra? il presidente del mondo? ho cambiato troppo in fretta e non ho fatto a tempo a capire chi fosse) era interpretato da poirot?
    facevo zapping e sono rimasta flashata.
    prossimamente ci nascerà un post.

    2) Sauro, ma sei te che non ti sforzi di pensare, che non ti sintonizzi sulla (non dulla) stessa lunghezza d’onda delle opere d’arte contemporanee! ma davvero non cogli il significato dell’opera? ma se la sofferenza gronda da quel quadro!
    come fai a non vedere la disperazione che ha preso l’artista davanti alla finestra arrugginita della sua cucina che è rimasta bloccata e lui non riesce ad aprirla per gustarsi il tramonto che c’è fuori?

    caprone e insensibile!

  • Vogliamo parlare del fatto che un tale con cui uscivo, persona perbenissimo, ci mancherebbe altro, aveva l’insolita passione di fotografare deiezioni canine? Che se vai su google e cerchi quelle due parole lì ti viene fuori anche il blog. Che poi faceva anche le mostre. Figurati i vérnissage che voglia che ti veniva di salatini e brioscine e fettine di torta e rotolini con il wurstel e patatine e anacardi, con davanti agli occhi qualche bel susanello prodotto da un alano che ha mangiato pesante.

  • Commento di V/ 17 Maggio 2007

    Io devo confessare che l’arte moderna mi piace. Non tutta, ma un po’ sì. Tipo Rothko ma più ancora Yves Klein, e anche lo spazialismo a volte mi interessa. Intendiamoci, non lo capisco assolutamente, non riesco a “leggere” l’opera, il mio è soltanto piacere estetico, però posso dire che mi piaccia.

    L’unica cosa che mi sono sempre chiesto è: quand’è che il concetto e l’esecuzione si sono divisi in maniera così netta? Prima c’era l’artista con un’idea, e doveva pure realizzarla con le sue proprie mani (aiutanti e allievi permettendo, sempre), ora magari per eseguire una scultura si dà il disegno ad un altoforno e lui te la realizza: manca la parte di esecuzione, c’è l’ideazione e basta. E anche: a volte l’esecuzione è così elementare che l’importante è avere l’idea per primi, dopo non vale più nulla. Ma se allora è arte che dipende dal momento in cui è ideata, quella che l’arte è senza tempo è una bufala.

    No?

  • Commento di marco_gherardi/ 17 Maggio 2007

    non sono degno di aggiungere niente a quanto sopra detto in quanto la mia ignoranza in fatto di arte potrebbe essere definita ROBOANTE.
    Non posso che concordare con V il quale ammette che, di fronde ad un’opera di arte moderna, egli non “capisce” ma può provare “piacere estetico”.
    Ecco, io penso che nel caso di un’opera d’arte visiva, questa si possa definire tale quando sia astrattamente idonea o meglio realizzata al fine ALMENO di procurare “piacere estetico”.
    Ammettiamolo! E’ troppo facile sparare sulla “semplicità” di un opera, sul fatto che “sarei bono anch’io…” etc.
    Penso che in fondo sia questione di fiducia… ce lo vedo non ce lo vedo. Tutto qui.
    Per esempio: per me Tiziano Ferro si può definire a pieno titolo un’artista in quanto conosco tantissime persone che si emozionano davanti alle sue canzoni e confesso che, sebbene le parole siano RAGGELANTI, anch’io tante volte mi sono sorpreso ad ascoltare le sue musiche e provare qualcosa.

  • Commento di marco_gherardi/ 17 Maggio 2007

    adesso spero di non essere bannato a vita :-)

  • Commento di Sauro/ 17 Maggio 2007

    Eio, io però continuo a non capire (non Rothko in particolare, ma un po’ tutta l’arte contemporanea). E’ come se non si riuscisse a penetrarla a meno che non si sia studiosi della materia. Io voglio godermela, l’arte! E’ un mio diritto di essere umano: perchè ci dev’essere bisogno di studiarla, perchè non fanno cose che possono essere penetrate anche dalle persone come me (e non mi riferisco a delle bambole gonfiabili col viso alla Picasso)?. Poi, arrivato alla fine di questo pistolotto, ci sta anche che qualcuno mi dica: “sei tu che non te ne intendi e che non capisci niente”. Ed io, lo ammetto, avrei ben poco da obiettare.

    Sì, Maia, il film (se così lo vogliamo chiamare) era quello. Quanto alla tua dotta spiegazione dell’opera rothkiana, beh, devo dire che mi hai aperto un mondo. Grazie! Mannaggia, era il tramonto!

    Ecco, Ladra, quello che tu citi è un altro aspetto dell’arte moderna che io non capisco. Sembra che la cosa importante sia stupire, imbarazzare, dare pugni nello stomaco. Cosa che, in determinati momenti storici, può anche essere salutare… ma sempre? A me sembra che molti artisti puntino soprattutto a far parlare di sè, che poi da Soteby’s ci facciamo i migliardi… secondo me l’arte è un’altra cosa, però.

    V: sì! Guarda, metto la firma a tutte le cose che dici…

    Marco, prima di bannarti a vita, volevo dirti che noi pontederesi non possiamo parlare di arte contemporanea a cuor leggero: le rotatorie del nostro circondario sono lì a severo monito! :-D E guarda che anch’io penso che l’arte contemporanea sia effettivamente “arte”; il fatto è che non è fruibile se non a persone di una certa cultura (o che facciano finta di avercela). Come dici anche tu, non si va oltre il piacere estetico. Ma l’emozione? L’arte è emozione, no? Le sculture sparse per Pontedera che emozione ti danno? A te è mai venuta la sindrome di Stendhal guardando le balle di fieno colorate allo svincolo della FI-PI-LI? Spero di no…
    (quanto poi a definire “artista” Tiziano Ferro… sarà che secondo me di artisti veri nella scena mainstream italiana ce ne sono molto pochi, - i Vick Frida e pochi altri - ma secondo me per lui è troppo. Io, uno come Tizianone - che non è uno stupido - lo chiamerei “musicista”. Mica è poco. E dicendolo a te sono sicuro che sfondo una porta aperta :-). Anche i musicisti danno emozioni, ioboia)

  • Commento di marta/ 17 Maggio 2007

    Resta il fatto che fa tanto arredamento!
    (di tutte le banalità possibili, questa non s’era ancora detta)

    V, io credo (ma non ci metto mica la mano sul fuoco) che il casino sia nato quando hanno fatto quadri con tipo 50 barattoli di zuppa Campbell in fila; probabilmente gli fregava più del concetto di mettere questi 50 barattoli su uno scaffale che dell’immagine retinica che potevano creare. E dopo il passo è stato breve perché quegli stessi quadri (che poi eran stampe) diventassero molto simili ai barattoli di zuppa.

    Però questo non è esaustivo e tra l’altro potrebbe essere solo un’altra banalità.
    Una cosa è certa: è solo mia la sensazione che ogni tanto ci prendano per il culo?

  • Commento di marta/ 17 Maggio 2007

    ma sono in moderazione perchè ho scritto culo ?!!!

  • Commento di Ele/ 17 Maggio 2007

    Non so, a me l’arte moderna piace, mi piace dare un senso a quello che vedo, mio personale, non imposto da coloric he riassumono la realtà e che mi impongono una sola visione delle cose, è come, a volte, qundo guardo alcuni film, mi lasciano spazio alla mia fantasia, vengo rapita da atmosfere che riesco a fare mie, è come, a volte, quando leggo qualche poesia, mi lascai sensazioni, per me la parola arte non vuol dire poii granchè, si tratta di sensazioni, di quello che mi lascia dentro qulcosa, sì, a me le sensazioni le lasciano anche, che ne so, i suoni dei clacson quando si mischiano al vento che accarezza un prato verde, è arte?
    Boh, che me ne frega, è arte la merda d’artista, boh me ne frega allo stesso modo, per me arte è solo “qualcosa di personale”.

  • Commento di maia/ 18 Maggio 2007

    mah… avrei qualcosa da ridire, ma sono troppo stanca per farlo… (e poi sto vomitando da due ore, ma non mi sembra che quello che ho prodotto possa essere venduto bene ad un’asta).
    meglio andare a dormire, và.
    buona notte.

  • Commento di Sauro/ 18 Maggio 2007

    Marta, sei in moderazione perchè ti tengo d’occhio di persona. Pensa, non ho voluto neppure delegare il compito al robottino, no: vaglio i tuoi commenti proprio io, con la lente d’ingrandimento, pronto a coglierti in fallo. E poi conta anche che hai cambiato mail e che il robottino, non appena vede una mail nuova, mette il commento in moderazione. Comunque anche lui ti tiene d’occhio. Non gli piaci, sappilo.
    (la sensazione che ci prendano per il culo ce l’ho anch’io. Ogni tanto lo fanno e lo dichiarano; ogni tanto lo fanno e NON lo dichiarano. La seconda è molto peggio della prima)

    Ele, la cosa grave è che a me la maggior parte dell’arte contemporanea non lascia proprio nessun tipo di sensazione. E’ quella la cosa grave.

    Maia, non buttarti così giù. Lo hai fatto vedere ad un critico quello che hai prodotto? Non sottovalutarti così, che l’asta milionaria può essere dietro l’angolo…

  • Come ho già scritto sul mio blog, anche se in un altro contesto, brillare per mancanza di “delicatezza” è un talento un po’ scarso. Io al mio ex voglio un sacco di bene e so che si è sbattuto tanto per ’sta cosa qua eh? Non mi riferisco difatti a lui, che non ci ha mai guadagnato credo un ghello (=soldo) però a tutti quei sedicenti artisti che fanno, putacaso, la cacca nel barattolo e poi se la fanno strapagare io dico: eccheddiamine, no.

  • (in questo caso mio padre so già che direbbe: ah ma finché c’è qualcuno che gliele compra valà che fa bene)

    (non ha tutti i torti)

    (mio padre, intendo)

  • Commento di marta/ 18 Maggio 2007

    Pensavo che avessi messo su il rilevatore di cazzate nei commenti… a quel punto, avevo chiuso.

    Maia, che hai da ridire? Su quello che ho detto io? (mah… come ti permetti!!!)

  • Commento di maia/ 18 Maggio 2007

    ma marta, quello che hai detto tu l’ho visto solo stamani!
    poi sii buona con me, ché il post di sauro mi ha fatto vomitare tutta ieri notte e pure un po’ stamani…

  • Commento di maia/ 18 Maggio 2007

    (e guai a te se mi fai la solita battuta. NO, NON SONO INCINTA!!!)

  • Commento di marta/ 18 Maggio 2007

    un po’ mi posso preoccupare per te, però?

  • @ marta. quella dei 50 barattoli di zuppa campbell. ho scoperto che il primo non è stato quello dai capelli sgaruffati e la banana di nico, ma un matto di un matticomio all’inizio del 900. o giù di lì. comunque abbastanza prima del tipo biondo cui bowie somigliò per poco e che girava film lunghissimi su persone che dormivano.

    @ sauro. non è rothko, è chi ci spende 72 milioni. che poi arte è più in chi guarda, che in chi fa. altrimenti perché certi artisti si scoprono….dopo? perché è cambiato lo sguardo, mica l’opera. si fa per dire, eh, sauro. ciao;-)

    ndr

  • Commento di maia/ 18 Maggio 2007

    un pochino sì, dai

  • Commento di Ted(C)/ 18 Maggio 2007

    Sauro, t’ammazzo di botte. Ma sul serio, ti massacro di botte.
    Ci sarebbe tanto da scrivere, ma mi hai fatto incazzare quindi non scrivo e t’ammazzo di botte.

    L’arte è sempre una visione del mondo. L’arte come la intendi tu (immagino classica, prospettica, monofocale, pittorica) ha alla base una versione antropocentrica e un sistema filosofico umanistico.

    Il problema del non-capire, del non-sentirsi-coinvolti, beh, è un problema di strumenti messi a disposizione. L’arte didattica è una bufala. E’ una questione di strumenti. Nel 1500 pochi capivano a pieno le Stanze di Raffaello. Anzi, pochi le vedevano. Poi calcola che noi consideriamo opere d’arte roba come la Nike di Samotracia, che altro non era che una guida di una nave. Insomma, mi pare ovvio che cambiano gli strumenti, cambia l’arte.

    Rotchko viene dopo la prima fase di avanguardie. Futuristi, Dadaisti, Cubisti, avevano avviato un processo di rottura dalle regole della composizione pittorica classica. Ovviamente quello che dice EIo è sacrosanto.

    Detto questo, i prezzi rimangono ingiustificati. Quella è una deformazione del mercato che non ha appigli. Rotchko poveraccio è morto pure suicida, penso anche in miseria.

    Poi ne parliamo su gtalk, anche se mi hai fatto incazzare.

    PS: i manichini impiccati, come li chiami tu, sono di un materiale sintetico capace di riprodurre i pori della pelle. Sono sculture iperrealiste che viste da vicino fanno impressione, tanto sono verosimiglianti. Di questi tempi, visto i video che girano sulla pedofilia, meglio un monumento del genere, che ha l’effetto di un pugno allo stomaco, che un qualsiasi stracazzo di retorico monumento ai caduti.
    Ah, realizzarli costa un fracco di soldi, eh.

    Con affetto e calci in culo.

  • Commento di Ted(C)/ 18 Maggio 2007

    Ah, una cosa sulle sensazioni. Al di là che non è del tutto vero. Basta vedere le pagine e pagine dedicate ai manichini di Cattelan, alla reazione del tipo salito sull’albero. Insomma, sono anche quelle reazioni/sensazioni.
    Va be’, io son strano e mi emoziono con Duchamp, ma guarda una foto di Cindy Sherman, guarda i servizi sulle violenze del marito di Nan Goldin, le immagini di Diane Arbus, un video di Bill Viola, quasi poetico.

  • Commento di Sauro/ 18 Maggio 2007

    Andrea, io ho paura che gli sguardi cambino, è vero, ma cambino perchè ad un certo punto va di moda dire che quell’artista lì, quello che è morto povero perchè non riusciva a vendere un quadro, era un genio. Lo dice uno, lo dicono due, e allora lo dicono un po’ tutti. Con Franco e Ciccio, ad esempio, era così: quando erano vivi ed attivi tutti li trattavano da idioti; adesso che sono morti, su quei due ci fanno le retrospettive :-D (io sono un grande fan di Franco e Cicciuzzo)

    Ted, ti rispondo quotando una tua frase particolarmente signficativa: “Va be’ io son strano e mi emoziono con Duchamp”; ecco, io no, ma credo di essere strano lo stesso. :-D A me vedere un orinatoio rovesciato non provoca nessuna emozione. Dove sbaglio? Quanto a Cattelan: allora ho ragione io? L’unico motivo che ha di fare arte è “stupire” e provocare reazioni come quella del leghista che ha provato a staccare il manichino dall’albero? Secondo me è un po’ poco. E poi: a me neppure la Nike di Samotracia dice niente, così come non mi dicono niente i bronzi di Riace o i fregi del Partenone; eppure credo che avrei gli strumento per capirli (diciamo che quasi tutta l’arte figurativa ha poca presa su di me). Un De Chirico invece mi parla parecchio, perchè i suoi quadri mi provocano una ridda di sensazioni diverse (curiosità, vaga inquietudine, rimembranza atavica) e mi fanno pensare. Dimmi: perchè De Chirico mi dà emozioni, Warhol no, Dalì sì e Rotchko no (per dirne alcuni)?
    Non penso che l’unica arte “buona” sia quella classica, prospettica, monofocale e antropocentrica: anzi, nel novanta per cento dei casi non mi dice niente neppure quella, ripeto; solo che a quel punto posso almeno apprezzare lo sforzo tecnico fatto dall’artista per realizzare l’opera. Di un gabinetto rovesciato o del volto di Marilyn ripetuto 4 volte con i colori tutti sfasati, invece, non apprezzo neppure quello. Poi, ripeto: non sono nè un intenditore nè un appassionato, e forse è normale che questo succeda. Lieto comunque di averti fatto incazzare :-D
    Posso dire la mia verità? L’arte, il suo dare o non dare emozione, è una cosa relativa e soggettiva. Inutile girarci troppo intorno. Quindi si arriva anche ad un’altra conclusione: ho sbagliato io a fare questo post inutile e voi a commentarlo :-D

  • Commento di Ted(C)/ 18 Maggio 2007

    Bah, la cosa strana è che De Chirico, tu non ci crederai, è molto ma molto simile a Duchamp. Molto. Il procedimento di decontestualizzazione è molto ma molto simile. Cmq anche De Chirico, poi, ripeteva e ripeteva e ripeteva. Pensa che si faceva anche i falsi da solo. Tant’è che Warhol lo considerava il suo maestro (assieme a Duchamp) e gli ha dedicato una serie intera. Ci sono fotografie che documentano l’amicizia tra i due.

    Comunque io non parlavo, a proposito di Cattelan, di semplice provocazione o stupore. Parlavo di rabbia, indignazione, sgomento.
    Io sono fermamente convinto che il ricevere emozioni da Dalì piuttosto che da Warhol è dovuto alla diffusione che ha l’arte. Fossi stato uno statunitense Dalì non t’avrebbe detto un cazzo.
    Cmq io alla questione soggettività credo anche poco, sinceramente. Non nego l’influenza dei gusti, ma il contesto (sociale, culturale, filosofico, tecnologico) è necessariamente e strutturalmente più influente. Non è un caso, ma in Italia si è poco ricettivi alle contemporaneità. Come, sarò scontato, ma a un Indiano l’arte rimbalza come un pallone di pallavolo schiacciato dal buon vecchio Zorzi.

    Detto ciò, ti rompo il culo.
    Oh, ma che è successo al tuo tema?

  • Commento di Sauro/ 20 Maggio 2007

    Il fatto che, se fossi stato statunitense, Warhol mi avrebbe detto molto e Dalì niente, conferma tutta una serie di mio teorie crca l’arte moderna e, soprattutto, circa gli statunitensi :-) Cos’è successo al mio tema? Oh, ma è facile: ci ho smanettato ed ho fatto casino. Percè, così ‘un ti garba? Io lo trovo molto minimal…

  • Commento di maia/ 20 Maggio 2007

    oddio, ma siamo sicuri che questo sia il blog di Sauro?
    secondo me ho fatto casino coi link e sono finita su un blog serio…
    Saurooo?

  • Commento di Ted(C)/ 20 Maggio 2007

    Sai benissimo che non mi garba niente di quello che fai quando maneggi html css o php, Sauro…
    Hai visto che basta citare Pierantozzi per fare odienz?

  • Commento di Sauro/ 21 Maggio 2007

    Maia, in effetti per qualche secondo mi sono sentito un po’ coso, lì, Philippe Daverio. Poi, per fortuna, mi sono ripreso e sono tornato ad essere una persona non antipatica.

    Ted, io manco so chi sia, Pierantozzi…

  • Commento di marta/ 21 Maggio 2007

    Andrea, vuoi che riformulo usando per esempio il pisciatoio maschile?

  • Beh, ma quelli che citi sono un’altra arte moderna: hai messo insieme uno scultore/installatore realistico come Cattelan con fotografi in cui le immagini sono spesso urticanti, grottesche, disturbanti. Sono moderni ma figurativi, può esserci un significato “altro” nelle immagini ma il primo livello di lettura è già lì, a disposizione di chiunque.
    Poniamo invece quello della foto qui in alto, Jackson Pollock: la body paint nasce come arte immediata, priva del passaggio tra ispirazione e razionalizzazione intellettuale della materia da dipingere. Ecco allora che Pollock (quella è una scena del biopic con Ed Harris, vero Sa’?), dipinge da sopra, di fianco, dentro la tela, non più soltanto di fronte come in precedenza. Però io, lì, come cacchio ci entro? Lo stesso Pollock sosteneva che per lui, mentre era dentro il dipinto, era tutto in perfetta armonia, mentre quando terminava e guardava il quadro si accorgeva che era, con i suoi termini, “a mess”.
    Dunque, quello che chiedo io è: dove stanno gli strumenti per capire quello che l’artista vuole dire, se non lo sa bene nemmeno lui? Se si muove su un piano così diverso, oltre alle decontestualizzazione dell’oggetto, oltre alla sua decostruzione, oltre a qualunque aderenza all’esperienza di noialtri, dov’è che c’è spazio per una lettura - ahia - “critica” dell’opera?

  • Marta!!! Sì, va bene ;-) Pensavo solo che era da più tempo di quel che immaginavo. Boh. Che poi pensavo ai soldati di terracotta cinesi. Quanti ne avevano fatti!!!
    Comunque, davvero, il pisciatoio maschile va bene. Come dicevano tre testimoni in un caso di Maigret…e poi sono andato a liberarmi la vescica…
    ciao marta;-)

    ndr

  • Commento di Sauro/ 22 Maggio 2007

    V, ho capito circa 1/4 delle tue argomentazioni (sì, è il biopic con Ed Harris). Il resto cos’era, arte contemporanea?

  • Commento di il III°/ 28 Maggio 2007

    volevo aggiungere a questo bel post la mia personale visione..condivido quello che scrive Ted (C) sul fatto che l’ arte vive all’ interno di un determinato contesto culturale; ed è il contesto stesso che la valorizza,
    Un artista può essere definito tale quando porta avanti le frontiere di un determinato linguaggio.
    E’ di fatto un ricercatore.
    Esplora le possibilità comunicative con i mezzi della sua contemporaneità.
    E questo non sempre combacia con l’ emozione che un fruitore può andare a cercare.
    Emozione per altro soggettiva.
    Per questo parlando del linguaggio musicale nella cultura occidentale del ventesimo (/21°) secolo non credo che il buon Tiziano (Ferro) sia da considerare un artista a meno che nei prossimi lavori non maturi una volontà di ricerca maggiore rispetto a quello che ci ha proposto fino ad oggi. Tale da diventare materia di studio per gli artisti futuri che si cimenteranno con il linguaggio musicale.
    Questo a prescindere dai gusti personali.
    Per esempio a me personalmente la sua musica “leggera” :) non dispiace.

Commenta pure. Ricordati che puoi usare i tag html base. Se non dovessi conoscerli, be', impara.