Letture

Buone notizie.

di Sauro, Maggio 10th, 2007

 

 

L'ottimo Sauron (anche se credo che Gandalf e Frodo non sarebbero molto d'accordo con quell'"ottimo") rilancia una notizia che di gioia e tripudio mi riempie il cuor: è prevista a luglio la pubblicazione dell'ultimo (o penultimo, dipende un po' da cosa farà l'Einaudi) libro di Jean-Patrick Manchette. Credo che me lo comprerò a luglio e me lo leggerò ad agosto, quando sarò in vacanza e potrò permettermi di stare attaccato ai libri anche due o tre ore di fila, perchè Manchette non merita certo di essere letto nei ritagli di tempo (che di solito si concretizzano nelle sedute al bagno - non di gabinetto, quelle sono un'altra cosa - o mentre mi asciugo i capelli o mentre aspetto che bolla l'acqua per la pasta).

Insomma, grande soddisfazione. Si sente parlare spesso di come, nelle nostre vite disgraziate, difficili e piene di cose tristi (un giorno vi parlerò del mio innato ottimismo), ciò che ci faccia tirare avanti siano le piccole cose. Io, con questa affermazione, mi trovo abbastanza d'accordo.

Qualche giorno fa, nelle pagine culturali di Repubblica, c'era una articolo del premio nobel per la letteratura, il turco Oran Pamuk. Vi dico subito che io non l'ho letto: qualche pagina prima c'era un pezzo sul fatto che il Papa esortasse le suore a non vivere nel lusso e la cosa ha occupato la mia attenzione per tutto il giorno. Alla fine della riflessione, durata ore ed ore, ho concluso che ero d'accordo con l'esortazione di Benedetto XVI: le suore facessero come lui, facessero, che vive nella capannuccia a Betlemme. Ma, tornando a Pamuk, anche lui, come ho sentito fare a tanti, declama la valenza catartica della scrittura, la necessità di scrivere per sopravvivere intellettualmente e non solo. In pratica anche per Pamuk è valida l'equazione scrittura = terapia. Mah, sarà che nella mia testa le terapie hanno sempre a che fare con dottori, punture e supposte, ma io una cosa del genere non l'ho mai provata. L'impulso di "scrivere per guarire" non mi è mai venuto. Ho provato, invece, quallo di leggere per consolarmi. Mi è successo tanto volte di non vedere l'ora di arrivare a casa perchè avevo un bel libro che mi aspettava, un libro che magari la sera prima mi aveva fatto fare le due a leggerlo e che avevo dovuto chiudere a malincuore, un libro che era la cosa migliore della giornata. Quindi, a volte, le piccole cose come i libri sono quelle che ti fanno svegliare la mattina ed arrivare alla sera. Tutto questo per dire che stavolta una piccola cosa come un libro avrà il potere di farmi arrivare almeno fino a luglio e poi (se ce la faccio a resistere) ad agosto. Come dite? Ho detto una cosa inutile? Vabbè, Rutelli può e io no? Siamo in democrazia, eh?

  • Commento di maia/ 10 Maggio 2007

    caro sauro, penso per via dell’emozione, mi sa che ti sei perso un “avanti” per la strada (qui: ciò che ci faccia tirare siano )

    ps se oltre ai dottori e alle punture, tu pensassi anche alle infermierine, forse…

  • Diciamo che manchette necessita di lettura più approfondita. Compreremo certamente

  • Commento di sauron/ 10 Maggio 2007

    Sei un menestrello nato… :-)

  • Commento di Sauro/ 10 Maggio 2007

    Maia, da come l’avevo messo io, in effetti, il mio discorso sembrava incolpare le piccole cose dell’ormai dilagante consumo di cocaina :-D
    Maurizio, certo che merita! E chi merita, sennò? Alain Elkann?

    Sauron, “piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell’ingiuria, mi agguanto solo, per sentirmi vivo, alla mia capigliatura…” :-)

  • Commento di Ele/ 10 Maggio 2007

    Scrivere per guarire o scrivere per sentirsi meno tristi…a me è capitato spesso…ma forse faccio solo parte di quei “casi pietosi” che cercano modi di comunicare quasi distanti….

    Questo non è un commento a questo post, forse solo un urlo (anche se scritto minuscolo), per on dire nulla, ma solo per sentirsi parte di qualcosa…

    Evviva l’ottimismo…

  • Commento di marta/ 10 Maggio 2007

    Ah sì???
    Io pensavo che l’unica ragione per cui tiravamo tutti a campa’ un altro mesetto era per vedere chi vince gli Z-blog Awards di Sw4n…
    Avevo preso un abbaglio?
    [ops... mi sa che certi nomi qui non si posson fare... come Sauron nella Terra di Mezzo, approposito ;) ]

  • Io ti consiglio comunque la lettura del libriccino di Pamuk “la valigia di mio padre”, dal quale quell’articolo è tratto (Einaudi, le Vele). Sono 60 pagine, si legge in un’ora. Per Pamuk - scrittore che amo - la letteratura è una medicina, afferma, ma a leggerlo bene - e scrive pagine bellissime -, sembra che la letteratura e soprattutto la scrittura, siano qualcosa di molto più simile a una specie di dipendenza, più che a una medicina.
    E forse con questo ti puoi sentire più in sintonia, come me.

    patrick

  • Aaaarghhhh Alain Elkann, pensa che l’ho pure visto sulla sua Porschescee (comecazzosidice) sulla tangenziale di milano!!

  • Commento di Sauro/ 11 Maggio 2007

    Gianni Ele, l’ottimismo è il profumo della vita! L’ottimismo vola! :-)
    Marta, ma certo che si possono fare, i nomi. Noi siamo come Harry Potter, l’unico che non ha paura a nominare Voldemort (ebbene sì, me li sono letti tutti, i libri di Harry Potter).

    Patrick, non volevo mettere in dubbio che Pamuk fosse sincero, eh? Volevo dire che, nel mio caso, è la lettura a creare dipendenza, non la scrittura; non faccio però fatica a credere che per altri (e Pamuk tra questi) sia vero il contrario. E grazie per la dritta sul libro, non tarderò a prenderlo (tra l’altro mi incuriosisce pure, Pamuk, anche se di lui ammetto di non sapere niente).

    Maurizio, ma davvero se ne andava in giro con una Porsche? Ma, come, la Ferrari è praticamente tua (per parte di figli) e te ne vai in giro con la concorrenza? Ora mi spiego molte cose… :-)

  • Commento di lou andreas/ 13 Maggio 2007

    A proposito di libri… ma a quando il prosieguo del tuo? Quello della ragazza suicida e del padre orsetto… non ricordo il titolo.. l’ho cercato nel tuo archivio ma non lo trovo. Lo hai forse cancellato?

  • Commento di Sauro/ 14 Maggio 2007

    Eh, Lou… in effetti l’ho cancellato, per tutta una serie di motivi. Non ha influito poco il fatto che facesse abbastanza schifo :-) (ti ho mandato un mail, forse)

  • Commento di lou andreas/ 14 Maggio 2007

    Tranquillo è arrivata… ti ho appena risposto. (ma “mail” è maschile? Pofferbacco, non lo sapevo!)

  • Commento di Sauro/ 14 Maggio 2007

    No, a dire la verità sarebbe femminile… mi è rimasta una “a” nella tastiera :-)

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