Letture

Nazi Paradise.

di Sauro, Aprile 30th, 2007

 
 

Io sono come i politici in campagna elettor, i marin, il mio capuff gli esattori del fisco: mantengo sempre le mie promesse. Avevo promesso che avrei letto il secondo libro di Angelo Petrella, e l'ho letto. Se mantenere le promesse fosse sempre così piacevole, manterrei anche quella che feci una decina d'anni fa, quando promisi che avrei salito in ginocchioni le scale del santuario di Montenero nel caso in cui l'Inter avesse vinto lo scudetto. Col cazzo che lo faccio. Troverò un cavillo al quale attaccarmi, tipo che abbiamo vinto lo scudetto però non c'era la Juve ed era una cosa troppo facile, chè tanto ora come argomentazione va anche di moda. Ma veniamo al libro di cui al titolo.
Questa, fratelli miei, è una conferma. Confermo che Petrella è un bravo scrittore. Rispetto al primo libro lo stile è meno convulso, perchè meno convulso è il narratore: siamo passati dal poliziotto tossico, marcio e schizzato ad un giovane naziskin leggermente (ma neanche tanto, poi) più posato e riflessivo. Un naziskin che pensa ed agisce proprio come ci si immagini pensi ed agisca un naziskin, e cioè molto male. Un naziskin che, come i suonatori di Brema, parte per suonare (picchiare un nero) e torna suonato (uno degli inaspettati sodali del nero, infatti, gli piazza una pallottola in una gamba). A questo punto interviene la polizia, che per salvare il naziprotagonista da un sei o sette anni di galera gli propone un affare poco chiaro: dovrà copiare, lui che è una bravo hacker e che con l'hackeraggio si guadagna di che vivere, l'hard disk di una persona che loro gli indicheranno. Inutile dire che la cosa sarà diversa da come sembrava all'inizio e che il libro dovete leggervelo, perchè la trama non ve la racconto di certo, razza di smidollati pigroni. Sappiate solo che a me è piaciuto parecchio, proprio come mi piacque Cane Rabbioso. I punti di forza: stile e dialoghi realistici (anche quelli che riportano le conversazioni in chat), ritmo vertiginoso, esposizione concisa e per niente letteraria o posticcia, personaggi grotteschi. Il libro poi è anche corto, mentre sembra che al giorno d'oggi gli scrittori abbiano il terrore della brevità e debbano per forza scrivere tomi di 700 pagine, delle quali almeno 550 inutili. Boh, probabilmente li pagheranno a cottimo, un tanto a pagina. Concludo. Il fatto che Angelo Petrella sia una bravo scrittore è determinato da molte cose; che nei ringraziamenti finali ringrazi (essendo appunto dei ringraziamenti) Jean-Patrick Manchette per i libri che ha scritto, beh, è una di queste cose.

  • Commento di maia/ 30 Aprile 2007

    no, decisamente non sei come gli esattori del fisco.
    ma se proprio ci tieni a fare il paragone, te ne mando subito uno, eh.

    ps sui marinai… beh, non ci sono più i marinai di una volta!
    o non erano bellimbusti che giravano di continuo da una città all’altra?
    e allora mi sapete dire perché c’ho un marinaio installato in casa mia da una settimana, ormai?
    e non accenna a fare le valigie!
    si decidesse a fare il bellimbusto, almeno mia sorella avrebbe le sue soddisfazioni.
    invece se ne sta tutto il santo giorno sul divano a giocare al pc!

    (qualcuno sa come si fa a mandare via un marinaio da casa?)

  • Commento di Sauro/ 2 Maggio 2007

    Non ho capito una cosa: il marinaio che dici te è arrivato a Firenze risalendo l’Arno?

Commenta pure. Ricordati che puoi usare i tag html base. Se non dovessi conoscerli, be', impara.