Letture

Nero Marsiglia.

di Sauro, Marzo 29th, 2007

 
 
Con questo libro proseguo nella mia personale sfida con la città di cui al titolo: ennesima storia ambientato a Marsiglia, ennesima storia che mi è piaciuta parecchio. Inizio dicendo che il libro di René Frégni è una libro un pochino spiazzante. Se mi chiedessero: tu in che reparto della libreria lo metteresti? Io risponderei subito: nel reparto "noir", porco boia. Però poi ci ripenserei e direi: no, forse è meglio se lo mettiamo nel reparto "noir atipici". Mi spiego.
Cominci a leggere Nero Marsiglia e scopri che Frégni ha scritto l'inizio della storia come se fosse una fiaba. Nelle prime pagine si apprende che a Marsiglia vive un postino, Antoine, e che questo postino è la persona più buona della città, benvoluta da tutti. Si scopre poi, leggendo, che Antoine è vedovo e che sua figlia Marie, di sette anni, è la cosa più preziosa della sua vita. I primi passaggi del libro sono occupati dalla descrizione di come si svolga la vita dei due, di come vivano insieme, di come siano uniti, di come il padre sia completamento perso nell'amore per la figlia. Bene, tutto questo Frègni lo rende con il tono fuori dal tempo tipico delle fiabe, per mezzo di un registro poetico e sognante. Ora, qualcuno di voi conosce i miei gusti letterari, e sa che sono tutto fuorchè tendenti al mieloso o allo sdolcinato (io sono cresciuto in un circolo Arci dove la parola più romantica era "vaffanculo", perdio); eppure devo ammettere di essere rimasto ammaliato. Frégni è stato infatti abile nello sfuggire al "patetico" e nel limitarsi al solo "poetico", miscelando sapientemente il sublime (già arrivato) e il tragico (ancora da arrivare). Insomma, tutto è estremamente godibile, specie se si considera che la vicenda è pur sempre una vicenda noir con tutti i crismi del genere.
La storia diventa nera quando Marie sparisce un giorno che Antoine arriva tardi a prenderla a scuola. La va a prendere e lei è sparita. Non si trova più. Cominciano le ricerche. Il tempo passa e Antoine è sempre più disperato, una disperazione che Frégni è ancora una volta bravo a far trasudare dalla sua scrittura (praticamente non ha sbagliato uno virgola, porca miseria). L'unico indizio nelle mani della polizia è la segnalazione di una vecchina che ha visto la bambina salire su un macchinone nero, insieme ad una donna. Poi più niente, per mesi. La situazione per Antoine si farà disperata fino a quando non incontrerà Crystal, un suo vecchio amico d'infanzia che nel frattempo è diventato un boss della malavita. Crystal sfrutterà il suo sapersi muovere in un certo ambiente per aiutare il suo vecchio compagno, in un rapporto che ricorda molto quello tra l'Alligatore di Carlotto e il suo amico Beniamino. Da qui in poi, la storia ve la dovete leggere. Ho detto anche troppo.
Il libro è strano, dicevo. E' strano per il suo essere "noir fiabesco", ma non solo; è strano anche per il fatto che la storia è semplice, semplicissima, a volte quasi elementare nel suo svolgimento, eppure coinvolgente come poche altre. Il punto di forza del libro non è la trama, che ha pure un finale che in altre occasioni avrei trovato risibile, ma la scrittura di Fregni, leggera e terribile nello stesso tempo, capace di descivere perfettamente i personaggi con le loro emozioni più pure e toccanti (ma anche quelle più infide) così come le situazioni più rivoltanti e trucide. E tutto questo, si badi bene, mantenendo sempre il registro "semplice" (nell'accezione migliore del termine) tipico delle fiabe, anche quando parla dell'"orco" di turno (figura che non poteva mancare, in una favola). Insomma, un libro diverso, spiazzante, ma che mi ha toccato proprio dentro; un libro nella quale la scrittura ha un valore maggiore della trama. Se fossi Paolo Ziliani che fa la pagella del posticipo della domenica sera e dovessi dare un giudizio in una parola, direi: "Nero Marsiglia" di René Frégni: struggente.
 
Due note, per chiudere. Di Meridiano Zero, in precedenza, non avevo mai letto niente e ora mi ha fornito due libri che mi sono piaciuti parecchio (molto diversi tra loro, per altro): Cane Rabbioso di Petrella e, appunto, Nero Marsiglia. Adesso ne provo un altro, di Meridiano Zero, a caso: se mi dovesse piacere anche quello, lo dico subito, sento se è possibile fare l'abbonamento. Casomai disdico quello a Corna Vissute, che ultimamente mi sembra aver perso un pochino lo smalto dei vecchi tempi. 
 
Seconda (e ultima) nota: Frégni è il terzo autore che mi piace, dopo Bunker e Izzo (che tra l'altro conosceva: ll libro è dedicato "a Jean -Claude Izzo, abbattuto da due stecche di sigarette in pieno petto"), ad essere stato in prigione. Ecco, dico io: magari se Previti l'avessero tenuto dentro ancora qualche giorno, a quest'ora avrei potuto fare la recensione del suo, di libro. Un'occasione persa? Parliamone.
 

  • un’occasione persa? no. davvero, no. ti volevo dire che fino a domenica (forse compresa) non farò la mia visita quotidiana qua, aiAi. sarò al mare. per andarci passerò dalle tue parti, strade vecchie. eheheh. ciao!! buon cabaret (anche lì c’è una persona che pure è in bs…ahahah…) ciao sauro. ndr

  • Commento di Sauro/ 31 Marzo 2007

    Andrea, speriamo che siano delle belle giornate, che il mare non sia troppo mosso, e che insomma, beh, ci siamo capiti.

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