Cazzeggio

Nuova rubrica.

di Sauro, Febbraio 27th, 2007

A volte faccio la pausa pranzo guardando La Prova del Cuoco. E non ne posso più di mangiare scatolette di sgombro guardando questi stronzi di cuochi d'alto bordo che cucinano escargots de foie gras avec fondue dell'enjembement du la brasserie montblanc apres midì de stocazzò (non ho la minima idea di cosa abbia scritto, scusate). E non è che ce l'abbia con la Prova del Cuoco in particolare, badate. No, ce l'ho anche con i vari "Gusto", "Terra Mia", "Mela Verde", "Linea Verde" e altri simili che ora non mi vengono in mente, ma che sicuramente esisteranno. Ma lo vogliamo capire che qui la gente non arriva alla fine del mese, signora mia? Eh? Lo vogliamo capire che qui non si sa più cosa mangiare e ci tocca andare a cercare les escargots negli champs, dopo ogni acquazzone, sennò ci si puppa i diti? Lo vogliamo capire che con le buste paga che abbiamo noi proletari è già molto se, tolti i soldi del mutuo della casa al mare, le bollette, la rata del SUV, della Playstation del bimbo che sennò rompe i coglioni, del macchinario per la ginnastica passiva e del vibratore nuovo asciugacellulite a tre velocità (alle prime dieci telefonate in regalo una multipropiretà a Chernobyl), ci rimane sì e no il minimo necessario per un botta o due al mese a un travestito sull'Aurelia a Migliarino? E neanche un travestito di quelli belli, gli stangoni: no, uno di quelli tozzi come Riccardo Cocciante, che la barba se la fanno sì e no due volte alla settimana e che sono femminili come Franco Nero quando faceva Garibaldi. Senza contare le offerte che facciamo tutte le domeniche alla messa quando passano i chierichetti col cestino, che quelle le facciamo perchè sennò il cuore della madonnina sanguina e affinchè i nostri beneamati vescovi dall'anello d'oro tempestato di brillanti possano continuare a riunirsi nella Conferenza Episcopale Italiana, che ha tanto a cuore le sorti delle nostre anime (sulla mia si potrebbero anche astenere, grazie, chè io apprezzerei moltissimo) madeicorpoglimportaunasega. Dico, ma la vogliamo finire di fare queste trasmissioni da schiaffo alla miseria dove si cucinano i filetti alla Strogonoff e i tripudi di voulevant avec baudelaire de moulin rouge de la rive gauche eccetera? Risposta: sì, la vogliamo finire. Ed è propio per dare un segnale forte (come quando dopo una riunione sindacale particolarmente infuocata andiamo tutti quanti a bere una spuma da 1000 al bar della sala corse e giù rutti paurosi, osando forse un po' troppo) che ho deciso di inaugare qui e ora una nuova rubrica:
 
 
RICETTE PROLETARIE PER CHI HA POCHI SOLDI
 
Con essa si cercherà di dare prima di tutto sfoggio di cultura culinaria fine a sè stessa e di grande e irritante supponenza; e poi anche altre cose che adesso non mi vengono. Vado con la prima ricetta, ideale per il cassaintegrato in carriera della Piaggio che, troppo preso dai suoi impegni (sopravvivere, tipo) ha poco tempo da dedicare alla cucina e, soprattutto, poco cibo da dedicare alla famiglia.
 
 
"Wurstel alla povera".
 
Comprate una confezione di wurstel (o viuste, se siete la mi' nonna). Esistono in commercio diversi tipi di wurstel: ci sono quelli di pollo, di tacchino, di pollo e tacchino insieme, di zampe e ossa di pollo e tacchino (insieme). Pare che esistano anche quelli di carne umana; vanno bene tutti, basta che non siano troppo cari, troppo affetti da morbi dal nome poco orecchiabile (tipo sigle con acronimi e numeri) e che non siano scaduti da troppe settimane (diciamo sei; se non sono proprio verdissimi possono andare bene anche se sono della settima). Avete preso la confezione? Bene, il più è fatto. Adesso vanno cotti, quindi vi servono due elementi fondamentali: un fuoco e una teglia. Notare che la teglia, in realtà, non è basilare. Nei filmi dei caoboi, infatti, i civilissimi conquistatori del West erano soliti infilzare le loro salsicce su alcuni bastoni puntuti che poi mettevano sul fuoco, con il risultato (molto apprezzato nei suggestivi canyons del Montana e dell'Arkansas) di bruciare i bastoni. Però, se posso darvi un consiglio, io vi suggerirei di procurarvi una teglia. Se non avete i soldi per procurarvela, uccidetevi, ma prima sterminate tutta la vostra famiglia. Ma stavamo dicendo: mettete i wurstel nella teglia e cuoceteli a fuoco lento (50 km orari, al massimo. Attenzione perchè ci sono le macchinette, specialmente sull'Aurelia, nella zona di Migliarino, che poi ve le mandano a casa e sono cazzi). Qualcuno, prima di metterli sul fuoco, opera anche sugli sventurati pipini di carne pennuta dei tagli trasversali, per lungo: dice migliori la cottura. In verità si tratta solo dello sfogo di alcuni sadici che, non potendo operare lo stesso tipo di taglio sugli esseri umani per timore del'azione sconsiderata della magistratura, lo fanno su questi feticci che ricordano, nella loro forma falloide, la testa di Calderoli. A voi, se vi garba fare questi tagli, fateli pure: ricordatevi però che a forza di fare tagli si corre il rischio di diventare ministri delle finanze e di assumere una erre particolarmente moscia. Io ve lo dico, poi sono cazzi vostri. Dove eravamo rimasti? Ah già: avete messo i wusrtel sul fuoco? Bene. Non ce li tenete troppo poco, perchè sennò poi sono crudi e fanno schifo; non ce li tenete troppo, perchè sennò poi diventano tutti neri e sanno di carbone, e li potete dare al budello di Vs. Madre, che tanto è di bocca parecchio bona. Adesso aggiungete sale quanto basta e servite guarnendo la pietanza con due o tre ghirigori a forma di cazzo (o di culo, che forse è meno volgare) da disegnare con la pasta d'acciughe (chi ce l'ha; chi non ce l'ha va bene anche la più comune forfora). Si raccomanda di accompagnare il tutto con un bel bicchiere di acqua dal rubinetto del 2007 (Eau par l'acquedotte) o, in alternativa, con una bella scarica di moccoli, che ci sta sempre bene. Et voila.
 
 
 
 
 

  • Mi ricorda le mie Ricette del Dottor Binellork, tipo: “Tonno e fiocchi di latte”, “Tonno e mais” e “Prosciutto in divano”

  • Commento di marco_gherardi/ 1 Marzo 2007

    a me ricordano le ricette de l’Esperto di Federico Maria Sardelli. (bellissima quella del fuoco lento!!!!)

  • Commento di antoniop/ 1 Marzo 2007

    Ma la data di scadenza dei viusten (ché conosco chi lo dice così) è fittizia, che importa se sono sei settimane o sei anni? Sono in plastica e incorruttibili.

  • Commento di Sauro/ 1 Marzo 2007

    Maurizio, la ricetta “tonno e fiocchi di latte” deve essere davvero squisita. Un po’ come “coniglio in umido con cocomero”. Complimenti, buongustaio!

    Bentornato, Marco, polito utente: hai appena nominato il sommo Vate, colui che in questo luogo è tenuto più in considerazione anche di artisi tipo Pippo Franco o Solange (pensa un po’ te). Il maestro Federico M. Sardelli è infatti una continua fonte di ispirazione, e io mi dichiaro suo umile ammiratore. A proposito: hai mai visto ciò che ti linko qui e ora, visto che anche tu ti annoveri tra i più grandi FANZ del Maraviglioso?
    (oltre che, naturalmente, dei Teich Det)

    Sul fatto che i viuste siano incorruttibili, caro Antonio, mi permetto di dissentire: forse dimentichi di quel wurstel Aia iscritto al PSI che, durante Mani Pulite, fu beccato con una bustarella appena incassata da una commessa della Coop del reparto gastronomia, non si sa a che titolo. Nessuno è incorruttibile, caro lei, a parte John Wayne e, forse, il fulgido senatore De Gregorio.

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