Letture

Henry.

di Sauro, Febbraio 17th, 2007

 

 

 

A me piace leggere gli esordienti. Faccio anche parte de iQuindici, e questo qualcosa vorrà pur dire. Mi piace leggere chi non è mai stato pubblicato, quindi, ma anche gli scrittori che pubblicano le loro prime opere. Leggendo esordienti, si può trovare di tutto: cose buone, puttanate, capolavori, cose medie, cose copiate e chi più ne ha più ne metta (sognavo di scriverlo da anni, insieme a "compagnia bella". Un giorno troverò il coraggio di farlo). "Henry", di Giovanni Mastrangelo, secondo me è una cosa media. 

L'Henry del titolo non è un personaggio del romanzo, ma il termine gergale con cui viene chiamata l'eroina. L'eroina è al centro della vicenda, che si svolge a Roma. I personaggi sono molti, e tutti vengono trattati sia in terza persona, sia in prima. A tutti, cioè, Mastrangelo concede qualche momento nel quale sono loro a raccontare la storia. Il tutto, alla fine, risulta abbastanza "corale", come oggi va abbastanza di moda nei libri e nei film (e io non ho niente contro le mode, se sono "buone" mode). I personaggi (in ordine di come mi vengono in mente) sono:

  1. tre spacciatori africani a Roma, di cui due clandestini. Dei tre, uno fa il capo sadico e sanguinario, uno fa il manovale ottuso e violento, uno fa il ragazzo bello e bravo che a fare il lavoro di spacciatore più che altro ci si è trovato, perchè lui non è nè violento, nè stupido.
  2. un vecchio fotografo, eroinomane da una vita, quasi completamente perso. Vive praticamente in funzione di farsi.
  3. un ventenne anche lui eroinomane (ma meno), amico del vecchio fotografo. Molto amico, ma proprio parecchio, tanto che per diverso tempo hanno vissuto quasi in simbiosi. Poi il ventenne ha trovato una ragazza, e col fotografo ci sta un po' meno, perchè adesso scopa.
  4. la ragazza di cui sopra. E' di qualche anno più vecchia del ventenne, ma non arriva a trenta. Originaria della provincia abruzzese, è arrivata a Roma praticamente scappando di casa, dopo che la mamma era morta e il patrigno l'aveva cacciata. Lei è pochissimo eroinomane. La roba la prende soprattutto quando si tratta di divertirsi a letto con il ventenne.
  5. un commissario di polizia, sezione narcotici. Il commissario prima era decisamente destrorso: poi ha sposato una ragazza no global che ha conosciuto quando due suoi colleghi pischelli l'hanno picchiata ad una manifestazione, e adesso sta diventando un pochino più di centro, diciamo. Per questo motivo adesso il commissario non è più visto di buon occhio dai suoi superiori e dai suoi inferiori, specie dopo che il tapino ha testimoniato in tribunale contro i giovani poliziotti picchiatori.
  6. uno spacciatore, che viene ammazzato quasi subito e comincia il casino.
  7. due malviventi, camorristi, che gestiscono il giro di eroina a Roma e che entrano in conflitto con gli spacciatori africani.
  8. vari ed eventuali (moglie del poliziotto, vice del poliziotto, sgherri dei due camorristi).
Naturalmente le vicende di tutti costoro si intrecciano. A quasi tutti, ripeto, Mastrangelo concede il canonico quarto d'ora di celebrità (o di narrazione in prima persona, non ricordo bene). E' bravo anche a tratteggiare la città di Roma, Mastrangelo. C'è una certa abbondanza di nomi di vie, strade, piazze. La sua Roma, però, non è quella turistica: è quella dei palazzoni, dei condomini, dei Lungotevere trafficatissimi, degli argini del fiume. Non è certo stato ruffiano in questo, e la cosa va certamente a suo onore. 
 
 
Mastrangelo scrive bene, un po' come il suo omonimo è bravo a fare i muri. Però la storia non mi è piaciuta granchè. O meglio: non mi ha detto niente. Poca azione, poco intreccio. Tanto spazio ai personaggi, alle loro storie travagliate e ai loro pensieri, ma vicenda un po' esile. Ci sono dei bei libri dove la trama è inesistente, certo, ma sono supportati da una scrittura davvero sopraffina: secondo me non è il caso di questo libro, che pure è scritto bene. 
Non so cosa pensare. Mi ha convinto, questo libro? Non saprei. Qualcosa sì, qualcosa no. Forse mi comprerò il secondo libro di Mastrangelo, quando arriverà. Vi saprò dire.

  • Commento di maia/ 17 Febbraio 2007

    non so, così ad occhio non mi ispira molto…

  • Commento di Sauro/ 19 Febbraio 2007

    Ma infatti. Niente di particolare, diciamo. Il fatto è che a noi quindicini piace leggere gli esordienti, non c’è niente da fare. Ne sai niente, tu, di noi quindicini? :-)

  • va buò, ho capito, mi risparmio ’sti dodici leuri

  • Mah, quindi niente rivelazione alla Izzo. Peccato! Dai scriviamo un noir, io c’ho già la trama…

  • Commento di Sauro/ 20 Febbraio 2007

    Sì, Antonio, mi sento di consigliartelo. Mangiateli di pastasciutta, magari; casomai il libro te lo presto io.

    Maurizio: io ne ho gia scritti due, di noir, entrambi rimasti nel cassetto. Sto scrivendo il terzo. E individure le trame è sempre stata la cosa più difficile, per me… mi fai sapere?

  • Commento di maia/ 21 Febbraio 2007

    iQuindici? Hai detto iQuindici? No, non capisco…
    (perchéééééééé??????????)

  • Commento di Sauro/ 24 Febbraio 2007

    Eh, iQuindici… iQuattordici, ormai. Certo… che tempismo, eh? :-)

Commenta pure. Ricordati che puoi usare i tag html base. Se non dovessi conoscerli, be', impara.