Letture

Pregiudizi.

di Sauro, Febbraio 5th, 2007

Nella vita non si finisce mai di imparare. E non esistono più le mezze stagioni, anche. Ma io vorrei oggi concentrarmi più sulla prima perla di saggezza che sulla seconda. Mi scuserete.

A cosa è riferita la frase? Al fatto che non si dovrebbe mai giudicare un libro dal posto che gli assegnano nelle librerie, e in special modo in quelle Feltrinelli. Mi spiego. Io ho diversi pregiudizi, come tutti. Per me, ad esempio, se voti Lega Nord sei un razzista. Che ci vogliamo fare? Nulla, per me è così. Fini pensatori come Borghezio non aiutano certo a sfatarlo, questo pregiudizio, ma devo dire che a me, in definitiva, m’importa anche una ricca sega se qualche leghista si offende (ma non credo). Si iscriva all’Arci o diventi un Missionario Comboniano, e poi forse ne riparliamo, di razzismo. Un altro pregiudizio che ho è quello che mi fa comprare o meno i libri a seconda di dove siano messi in libreria. Esempio: i libri che da Feltrinelli a Pisa sono nel reparto “gialli” (c’è scritto sulla targhetta), sono tutti più o meno valutabili. Si possono prendere in mano, cioè; possono essere sfogliati, leggiucchiati, annusati: non è peccato, nè perdita di tempo. Via libera anche per quelli che stazionano sotto la targhetta “cinema”, “storia” e “terrorismi vari” (la materia mi appassiona, ma il nome preciso della targhetta non me lo ricordo). Anche quelli che sono nel reparto “fantascienza” vanno bene. Naturalmente, tra essi ci sarà il libro bello, il libro brutto e il libro medio: è comunque cosa buona e giusta soffermarsi davanti ad essi (i libri o i reparti: fate voi) e prendersi un pochino di tempo per scegliere.

Dove è invece assolutamente inutile (secondo il mio pregiudizio) fermarsi, è davanti al reparto “letteratura”. Letteratura generica, voglio dire. Il mio limitato intelletto, infatti, ogni volta che passa davanti a quella targhetta, perde un pochino di lucidità. I miei occhi non leggono “letteratura”, ma “libri loffi”. E il mio cervello invia al corpo il seguente ordine: “TROPPO GENERICO: PERDITA DI TEMPO IN AGGUATO. PASSARE OLTRE. DA ORA IN AVANTI, SILENZIO RADIO”. E silenzio radio è, in effetti. Nella mia testa non vola più una mosca e vado diretto nei miei reparti preferiti, nelle mie riserve indiane letterarie (sai che, e son senza metafore). Il fatto è che il reparto delle letteratura tout court è troppo ampio. Ad esempio ci sono insieme D’Annunzio (che mi sta sui coglioni) e Calvino (che amo); Baricco (del quale me ne stracatafotto) e Pennac (che invece mi piace abbastanza). Allora? Allora che? Niente. Questo è un blog, e quindi è scritto per soddisfare il mio ego, mica per fare discorsi di senso compiuto. E’ finito qui, il post, non devo dire altro. Che vi credevate? Finito.

Anzi no. Vi volevo dire che in questi giorni ho letto un libro di quelli loffi. Si chiamava “Troppo buoni con le donne”, di Raymond Queneau. Mi è stato consigliato da una persona speciale, i cui gusti sono al di sopra di ogni sospetto, e mi sono fidato. E, porca puttana, non è per niente loffio. Mi sono divertito parecchio a leggerlo. Scoppiettante, dissacrante, esilarante. Porca miseria, se non me lo avessero messo praticamente (se da qui alla fine del post dovessi scrivere un’altra parola con desinenza in -ante o -ente vi autorizzo a clonarmi la carta di credito) in mano, quel libro, io mica mi sarei divertito. E questo mi fa venire dei dubbi: ma non è che, effettivamente (cazzo!), mi perdo qualcosa? Cioè: passo spesso davanti a libri che si chiamano “Il petalo cremisi e il bianco”, “Narciso e Boccadoro”, “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, eccetera, e la mia reazione varia di solito da “pfui” a “yahwn”; ma io non credo che questo sia un atteggiamento intelligente. Vuoi vedere che ci sono un mucchio di libri belli anche al di fuori del reparto “gialli” o da quello “terrorismo anni ‘70″? Fantascienza? Sì, anche fuori da quello. Mi pareva di averlo detto, prima.

 

  • Si, ci sono molti libri belli anche al di fuori del noir, hai già citato Calvino che anche io adoro, ma ci sono autori veramente coinvolgenti (se vuoi te ne dico qualcuno, ma non qui).
    Ma non è questo il punto. Il punto è “scovarli” nella marea di libri che ci sono nella sezione Best Seller e Letteratura. E’ difficile, addirittura impossibile, vuoi per la dimensione (le sezioni che hai citato non sono molto grosse) che per la quantità di titoli. Quindi come trovarli?

    Quindi ci si fida del passaparola, non sempre ci si azzecca, ma molte volte sì, anche per la differenza dei gusti. E in effetti conservo libri bruttissimi consigliati da persone che stimo e libri belli che ho trovato per caso o su riviste/siti.

    Non è male comunque mettersi a leggere ogni tanto i classici come Moby Dick (difficile!) o Le affinità elettive (Bellissimo) o Memorie di Adriano (Strabellissimo) o altro, per capire come è nato tutto.

    Conviene sempre esplorare, qualcosa di bello trovi.

  • Commento di lou andreas/ 5 Febbraio 2007

    Ma tu guarda il caso… anch’io venerdì avevo allungato la manina per l’acquisto, ma dovendo scegliere tra Queneau e “I Simpson e la filosofia” (che avevo già dribblato ben due volte), ho infine scelto il secondo. La prossima volta non me lo farò scappare. Grazie per la stringata ma convincente recensione.

  • Commento di Sauro/ 5 Febbraio 2007

    O Maurizio: mi voglio fidare del tuo passaparola. Me la passeresti una parola, quindi? Su cosa mi devo buttare, secondo te? La mail ce l’hai: mo’ mi metto seduto e aspetto qualche tua dritta.

    ma prego,Lou Andreas. Capisco che quando ci sono in ballo “I Simpson e la filosofia” la bilancia non possa che pendere dalla loro parte (e lo dico senza ironia alcuna, si badi); Queneau è stato una piacevolissima sorpresa… spero lo sia anche per te.

  • Commento di lou andreas/ 5 Febbraio 2007

    Se non ho mal compreso questo è stato il tuo primo Queneau? Permettimi allora di segnalarti dello stesso: “Esercizi di stile”, “Zazie nel metrò” e ultimo ma non ultimo “I fiori blu”. Altrimenti scusa la mia pedanteria… (e tanto per parlare a voce alta, che dire dei libri di Vonnegut classificati come “fantascienza”… GULP!!!)

  • Commento di Sauro/ 6 Febbraio 2007

    Sì, trattasi del mio esordio queneaesco. Tutti quelli che lo hanno letto me ne parlano estasiati. Leggerò. Quanto a l’errore di catalogare Vonnegut tra i libri di fantascienza, ah ah ah… io non potrei mai fare un errore simile. Anche se devo dire che il fatto di non averlo mai letto, Vonnegut, mi facilita non poco. E’ grave? Merita?

  • Commento di maia/ 6 Febbraio 2007

    menomale che ci sono le persone speciali…

    (visto che anche un altro ti consiglia le memorie di adriano?
    non è loffio ti dico!)

  • Per me, sarò banale, ma “Le Memorie di Adriano” è uno dei libri della vita, insieme al “Gabbiano…” di Bach e pochi altri. Comunque vado a nella mia libreria e ti consiglio:

    La famiglia Winshaw - Jonathan Coe
    Guida galattica degli autostoppisti - Adams (ma penso tu la conosca)
    Ogni cosa è illuminata - Safran Foer
    Margherita dolcevita - Benni (ma anche “bar sport” o mi dicono “La compagnia dei Celestini”)
    Seta - Baricco
    Novecento - Baricco (io non amo molto Baricco, lo trovo un po’ fighetto, ma questi sono bei libri)

    per ora basta, eh!

  • Commento di marta/ 6 Febbraio 2007

    E comunque tra la S e la U ci sono i veri punti saldi della vita: Tex, Topolino…

    Sauro, te sei proprio archivista DENTRO! (complimento o meno, vedi te)

    Di cosa parla questo “Troppo buoni con le donne”? E’ un romanzo?

  • Commento di lou andreas/ 7 Febbraio 2007

    Sauro credimi, Vonnegut vale, eccome! E a giudicare da quel che scrivi e da come lo scrivi credo ti piacerà leggerlo. Magari inizia con “Ghiaccio nove” o da “Mattatoio n°5″ o da dove ti pare, non importa. Fidati.

  • Commento di Sauro/ 7 Febbraio 2007

    Maia, come se io adesso mi potessi fidare di te… sei forse tu una persona speciale? E comunque a me di sapere cosa si ricorda Celentano non me ne frega proprio niente. Lo si sappia. :-D
    Maurizio, per quanto riguarda le memorie di Coso, vedi la risposta a Maia. Lei insiste parecchio per farmelo leggere, adesso anche tu. Che vi devo dire? Capitolerò. Degli altri ho preso diligentemente nota, a parte Benni (già letto l’opera omnia) e Baricco (non lo so mica se ce la faccio con lui… mi sono letto I Barbari, pubblicato su Repubblica, e beh… mi è sembrato un po’ troppo innamorato delle sue parole).

    Marta, mi pregio di ricordarti che ti sei dimenticata Tiramolla, un caposaldo della letteratura disegnata, pregno di significato e significante (se qualcuno mi spiega la differenza tra i due mi fa anche un favore, chè io non l’ho mai capita). Grazie per l’archivista! Naturalmente la considero un’offesa mortale da lavare col sangue. Io, per tua norma e regola, sono un uomo d’azione. Troppo buoni con le donne parla di un gruppo di bifolchi irlandesi che a Dublino (e già per questo dovrebbe piacerti) prende parte ad una rivolta antinglese ed occupa un palazzo delle Poste reali. Qui i ribelli repubblicani prendono in ostaggio una donna e…

    Lou Andreas: mi fido. Fai conto che lo abbia già letto.

  • Dimenticavo un punto fermo della letteratura mondiale:

    “Storia e Gloria della Dinastia dei Paperi”

    (e comunque poche palle: è vero!)

  • Commento di marta/ 7 Febbraio 2007

    La Rivolta di Pasqua del 1916, Sauro! Si chiama Rivolta di Pasqua, e ne parlano anche nei libri di storia…hai presente quando dicono “l’evento più importante nella storia moderna d’Irlanda”? Ecco, spesso si riferiscono a quel fattaccio lì ;) Se mi capita tra le mani mi sa che lo leggo!

  • Ho letto un libro sull’Irlanda bellissimo, la storia di una famiglia nella zona dell’attuale irlanda del nord a partire dalla Grande Carestia fino appunto alla Rivolta di Pasqua. Si chiama Trinità di Leon Uris.

  • Commento di Sauro/ 8 Febbraio 2007

    La Rivolta di Pasqua, Marta e Maurizio? Ma vedrai vi sbagliate con l’Isola di Pasqua, o anche con l’ovo. Informatevi meglio, perchè io di rivolte di Pasqua non ne ho mai sentito parlare (e quindi…).

  • Commento di maia/ 8 Febbraio 2007

    non ci posso credere, sauro serve a qualcosa!
    a che cosa poi, alla diffusione del sacro Raymond!

    il libro di Coe l’ho letto anche io, è molto carino quasi sino in fondo, peccato quel finale…

  • Commento di baxx/ 9 Febbraio 2007

    Sauro, fidati di Lou. “Mattatoio n°5″ è un piccolo capolavoro. che dovrei decidermi a rileggere, prima o poi.
    bello, proprio bello.

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