Pensieri

Ricorrenza.

di Sauro, Gennaio 11th, 2007

Oggi sono otto anni che è morto Fabrizio De Andrè. Qualche post fa, quando dicevo che la canzone italiana era morta l'11 gennaio del '99, mi riferivo a questo. Più la mia vita va avanti, e più mi rendo conto che di certezze, in questo mondo, ce ne sono poche. La morte, e poco altro. Lui, che di certezze diceva di non averne alcuna, è forse una delle poche che ho. Riusciva a dire cose complesse attraverso la semplicità, e viceversa. Parlava della vita di tutti i giorni, dei problemi di tutti i giorni, degli uomini di tutti i giorni: eppure lo faceva usando un linguaggio alto. Che però avrebbe capito anche mio nonno Evaristo, di professione boscaiolo. Può esistere, nelle varie forme di espressione umana, qualcosa di più apprezzabile?
Di lui potrei dire molte cose. Che era ateo, ma che era molto più "cristiano" di tanti intolleranti che si autoproclamano credenti, perchè al centro di tutto il suo pensiero c'era un elemento che oggi non va più di moda: la pietà. Potrei dire che era relativista, oggi che ognuno di noi è convinto di essere più nel giusto degli altri. Potrei dire che era vicino alla gente umile, e che cercava di guardare il mondo con i loro occhi. Ma sono tutte cose che si sanno già. Non occorre certo che le ricordi io. 
Non so come si possa ricordare uno come lui, che certe celebrazioni non credo le apprezzasse troppo. Forse è meglio se faccio parlare direttamente lui, eh?
 

 

Preghiera in gennaio 

Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l'ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch'io
perché non c'è l'inferno
nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all'odio e all'ignoranza
preferirono la morte.

Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l'inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.

Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.

 

Dedicata a Luigi Tenco, dopo il suicidio (a proposito di pietà). Se cliccate sul cosino qui sotto, forse riuscite anche a sentirla. 

[audio:Preghiera in gennaio.mp3]

 

 

 

 

  • uh. grazie sauro. ho il cervello in pappina, così grazie. un po’ di cose solide mi ci volevano.

  • Commento di baxx/ 11 Gennaio 2007

    ciao Sauro, sai che non mi ricordavo che fosse accaduto oggi? e nemmeno sapevo che “Preghiera in gennaio” fosse dedicata a Tenco.
    da molto tempo non la sentivo e mi sa che se l’ascoltassero pure quelli che han deciso di lasciare Welby fuori dalla chiesa, mica gli farebbe male. forse però non servirebbe a molto, la pietà mica si impara.
    bom, sei riuscito a farmi commuovere.
    umphf.

    vado a sentirmi “Creuza de ma”.

  • Faber.
    La definizione di questo grande uomo è complicata. Poeta, uomo, anarchico. In fondo è parte di noi e in noi vive.

    Grande Faber

    (e grande Sauro, stavo per dimenticarmene)

  • Commento di Sauro/ 12 Gennaio 2007

    Andrea, stai a studia’, eh? Coraggio. Quando hai bisogno di un po’ di cose solide fammi un fischio, chè un post sulla crisi filosofica e politica del diritto naturale nel dibattito tra Helmut Kuhn e Leo Strauss non te lo negherei mai.

    Baxx, anche a me, mentre riascoltavo Preghiera in gennario, è venuto in mente Welby. Soprattutto per la strofa dei signori benpensanti. A me piace molto il De Andrè che parla di cose “identificabili”: ad esempio, quando ascolto Hotel Supramonte e penso a lui e sua moglie prigionieri dell’Anonima Sarda, porca miseria, mi vengono i brividi.

    Eh Maurizio… magari vivesse. Il mondo è pieno di stronzi disumani, invece. Quelli non muoiono mai… e qualcuno scrive pure canzoni del cazzo. Non c’è giustizia, per niente.

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