Narrativa
di Sauro, Dicembre 3rd, 2006
Mi sveglio. Apro gli occhi, all'improvviso. Poi li richiudo, all'improvviso. Poi li riapro. Poi li richiudo. Poi li riapro (tutto questo sempre molto all'improvviso, chiaro). Intorno a me è tutto buio, specie quando (all'improvviso) chiudo gli occhi. Ma che strano! Non mi abituerò mai al fatto che con gli occhi chiusi non ci si vede. Cioè, è un'ingiustizia, secondo me. E' la prova che, se Dio esiste, ce l'ha con noi. Come Può essere così crudele? Dai, ad occhi chiusi non ci si vede! Io non credo più in Dio, da quando ho scoperto questa cosa. Invece con i Raeliani mi sono trovato molto bene. C'è anche la remota possibilità che mi facciano trombare con un'aliena bionda clonata e con le puppe grosse, ma non voglio farmi troppe illusioni. E non voglio neppure divagare. Torniamo a noi. Mi sveglio, dicevo, all'improvviso. All'inizio non capisco dove mi trovo. Nei momenti in cui non ho gli occhi chiusi, riesco a vedere una stanza squallida, con le pareti sporche e incrostate. Ai muri sono appesi dei vecchi poster con donne nude, in pose talmente oscene che risulterebbero troppo forti anche per Vittorio Emanuele di Savoia (vabbè, adesso non esageriamo). C'è sporcizia dappertutto. Stoviglie, cartacce, carogne di gatti morti, bambole gonfiabili in disuso e non. Ad un certo punto realizzo: sono a casa mia (il fatto di aver riconosciuto Francesca - che ha sempre quell'espressione così maliziosetta, anche da sgonfia - mi ha facilitato la cosa). C'è un problema, però: sono inchiodato al letto, immobilizzato da corde legate strettissime. Provo a muovermi, a vedere se posso liberarmi: niente da fare. Chi ha fatto questi nodi conosce il suo fottuto mestiere. Dev'essere un barrocciaio, sì. Sono prigioniero di un dannato barrocciaio. Maledetti. O potrebbe anche essere un marinaio. Magari uno di quelli che ha una donna in ogni porto e fa le promesse che poi non mantiene, brutto cattivaccio. Un biondone con tutte le braccia tatuate, magari… mmhh, però… Cristo, se solo potessi ricordare quello che è successo ieri sera…
Flashback. Open Bar Chillout Happy Hour Paninetterineria Oreficeria CHIESA "Da Moccolo", all'angolo tra la Fifth Avenue e Lungarno Buoritto, dopo il chiosco dei lupini. Avete presente dove si rovesciò il Cavicchi con l'apino carico di macerie? Ecco, lì. Dieci ore prima.
Un uomo è seduto da solo a uno dei tavoli del locale. Sta leggendo un libro, in silenzio, mentre sorseggia una tazza di caffè della capienza di 8,5 litri (lo voleva piuttosto bassino). Il libro è quello di un famoso studioso di logopedia (niente a che vedere con Wikipedia), uno di quelli che vanno a fare gli opionionisti nei reality e poi si inalberano quando qualcuno, per strada, sputa loro addosso. Il libro si chiama "E' inutile che leggi: tanto non capisci una sega lo stesso". L'uomo al tavolo sembra concentratissimo. Non distoglie lo sguardo dalle pagine neanche quando percepisce la presenza di un nuovo arrivato, un uomo tarchiato, alto, completamente calvo, con i capelli lunghi e biondi, moro, scuro di pelle ma un po' pallido, dall'età indefinibile compresa tra i trentatre anni e i trentatre anni e due mesi, di cui uno è febbraio che, come tutti sanno, ha solo 28 giorni a meno che non siamo in un anno bisestile, e allora se nasci il 29 febbraio hai proprio una sfiga della madonna, come successe al mio amico Mirco, che il compleanno lo festeggiava un anno sì e quattro no, povero Mirco come ci rimaneva di merda tutte le volte che dal 28 feb. si passava al primo mar., mi sembra di vederlo ancora da piccino quando lui piangeva e noi per consolarlo si prendeva a manate sul coppino come si fa tra piccoli maschi che non vogliono mostrare la loro sensibilità e la mascherano con le rudi maniere tipiche delle caserme che ora non ci sono più perchè la naja l'hanno levata e se ci vuoi andare, in caserma, devi fare la firma o devi farti arrestare da' carabinieri come fece quell'altro mio amico Franco, quella volta che per scommessa spaccò una cabina del telefono con una chiorbata con pochissima rincorsa, saranno stati du' metri a di' tanto, che la scommessa la vinse, ma il maresciallo gli fece un culo come una bocca di somaro, poveraccio, che figura.
- Interrompo qualcosa? - Lo apostrofa il tipo alto/basso. La sua voce è strascicata, stanca, come quella di Giordano Bruno Guerri. Questo qui però è vestito meglio (peggio era difficile).
- Niente di importante. Tanto non mi ricordo mai se si legge da sinistra a destra o da destra a sinistra.
- Già, è un tale casino. Una volta ho visto un libro, "La settimana enigmistica", nel quale le parole si scrivevano addirittura dall'alto al basso…
- Io non la capirò mai, questa cultura. Siediti. Allora? Cos'hai da dirmi?
L'uomo scosta la sedia, mettendoci sopra il piede destro. Poi si china ed inizia ad allacciarsi la scarpa sinistra. Da giovane era stato carabiniere, e un po' la cosa gli era rimasta. Poi, dopo aver finito quest'importante operazione (una volta uno che conoscevo è inciampato su un laccio slacciato ed è morto per la vergogna), si siede al tavolo.
- E lei cos'ha per me, commissario? - Chiede.
Il commissario Sant'Assurbanipal (sì, perchè di ELLO si tratta) sorride. Poi si infila una mano in tasca e ne trae una banconota da 100 dollàri (pronunciare come Stanlio e Ollio, please). L'appoggia sul tavolo, tenendoci una mano sopra.
- Non starai tirando troppo la corda, Smilzo/Palla di Lardo? - chiede (l'altro si chiamava Smilzo/Palla di Lardo. Mi rendo conto che come narratore faccio abbastanza schifo, perchè forse avrei dovuto dirlo prima. Ma sono giovane, eh? Sto imparando).
Lo Smilzo guarda sotto il tavolo. Effettivamente Oriundo, il suo Chiuaua, aveva assunto il colorito tipico delle corone di fiori ai funerali, quel bel viola che mette quel non so che di allegria. Allenta leggermente il guinzaglio. Oriundo vivrà, per oggi, anche se con le facoltà cerebrali, che già prima non erano quelle di Rin Tin Tin, un pochino più assopite.
- Come hai fatto ad accorgertene, commissario?
- Sono un poliziotto, amico. Notare quello che gli altri non notano è il mio mestiere. E il fatto che, nello sforzo di respirare, il tuo cane del cazzo mi stesse cacando sulle scarpe dell'Harley Davidson, porca puttana, mi ha aiutato non poco. Mi vuoi dire quella cosa, adesso?
-Prima i dollàri, commissa', - disse Smilzo/Palla di Lardo. E gli sfila la banconota da sotto le dita.
- Occhei, li hai avuti. Adesso spara.
- Lei sta cercando gli autori della rapina alla Banca del CREDITO ASSASSINO & VSVRAIO, vero?
- No.
- Eh? Allora starà sicuramente cercando i rapitori della piccola Cunegonda Lillina Mascheroni Ruffo Di Valle Velata, l'ultima erede della famosa dinastia di cassaintegrati della Piaggio, vero?
- Nemmeno.
- Ah no? Certo, perchè lei si starà interessando di cose più importanti, tipo scoprire chi ha rubato il famoso rubino "Cazzo di Cane" dal Museo della vanga di Montecatini Val di Cecina, dove era finito per sbaglio invece che al Mo.Ma. di New York…
- Veramente, a me, del rubino m'importa una sega.
- Sì, eh? Sta forse cercando di scoprire chi era davvero Jack lo Squartatore?
- Acqua.
- Allora il motivo per cui Annibale non puntò su Roma dopo la battaglia del Trasimeno?
- Naaa. Quello lo sanno tutti. Perchè il suo esercito era indebolito dai combattimenti e pieno di manfruiti.
- Forse vuole sapere perchè a Superme' gli dà noia la criptonyte?
- No.
- Si è mai chiesto perchè si dice "menare il can per l'aia"?
- No. Casomai mi compro Focus, per quello.
- 6 x 6?
- 42, Smilzo/Palla di Lardo. Come vedi non mi sei di molto aiuto. Come informatore vale di più Igor Marini. Quella sì che è gente seria, porca puttana. Sono venuto qui per niente, maledizione. E' tutto qui quello che hai da dirmi? Ridammi i miei dollàri, allora, stupìdo che non sei altro.
- Va bene, commissario, va bene. Questa soffiata voleva serbarmela per i momenti di magra, ma gliela dico ora, sennò poi lei va in giro a dire che non so fare il mio lavoro. E' pronto?
- Yhawn…
- Prontissimo, vedo. Forse so chi è Il Killer delle Ragazzine.
- Cosa? Intendi l'Assassino dei Pensionati?
- Certo. l'Uccisore dei Lattai, proprio quello.
- E come fai a sapere chi è lo Sterminatore dei Dottorandi in filosofia?
- Ho le mie fonti, commissario. Una è sul Monte Serra, dopo Buti, sulla salita per andare alle antenne della tv. Un'acqua pura, cristallina… pensi, le fa la pubblicità coso, lì, Pippo Baudo.
- Impressionante. Allora, Smilzo/Grassone: dimmi chi è e, se si tratta davvero dell'Ammazzatore (?) degli Elettrauto, ti faccio diventare consulente della commissione Mitrokhin, che ora si è liberato un posto. Come sei messo a polonio? Ce l'hai o te lo devo procurare io?
- Ma come si permette?! Sono un delatore onesto, io. Mi basta diventare spia di Questvra di quarto livello, con la tredicesima, il cellulare aziendale e le ferie pagate.
- D'accordo. Spara.
Smilzo/Palla di Lardo fece segno al commissario di avvicinarsi, con l'indice. Sant'Assurbanipal porse l'orecchio, tutto contento. Si aspettava un bacino, e quando il delatore non glielo diede ci rimase anche un po' male, devo dire.
- Vede quella cameriera lì, commissario? - disse lo Smilzo/Palla di Lardo. Il commissario guardò verso il bancone, dove una cameriera provocante come un cucciolo di cocker stava armeggiando con dei grossi boccali di Cyf Ammoniacale.
- Sì, - disse, - la vedo benissimo.
- Bene: me la sono scopata ieri sera. Ma questo non c'entra niente, facevo così per dire. Sa, non mi capita spesso, bisogna che ogni tanto me lo rammenti. Per il morale, soprattutto. Comunque, vada a questo indirizzo qui. Ci abita una donna, una donna che forse sa qualcosa. Anzi: che SA SICURAMENTE. E' una prostituta d'alto bordo, commissa', una che guadagna milioni e milioni del vecchio conio al dì, pria et dopo i pasti. In città la conoscono tutti. Questo non è l'indirizzo di casa sua, ma solo l'appartamento dove lavora, trombando come un riccio. Stia attento! E' pericolosa come una tigre, non so se mi spiego.
- Una tigre morta o un tigre viva?
- No no, una tigre viva. Non so se mi spiego. Adesso vado. La cameriera si è appena tolta le mutande. E' il nostro piccolo segnale in codice per dirci: "ho le mie cose, mi vai a prendere i Tampax in magazzino?"
Ariflasback (un po' più tardi di quello di prima. Facciamo due ore dopo, vai). Quartiere Sventrapapere, zona V.I.P.S. (plurale) della città. Sant'Assurbanipal è fermo con l'auto davanti all'indirizzo segnalatogli dal suo informatore scientifico, anzi no, informatore e basta, senza scientifico. Si accende l'ennesima sigaretta di quella giornata. Tossisce. Scaracchia (espettora, per chi ha studiato). Bestemmia. "Bisogna che la smetta di fumare" si dice tra sè, il commissario. "Oppure bisogna che almeno il filtro non lo fumi, ecco, perchè secondo me non fa mica bene alla salute, secondo me". Esce dall'auto e spegne la sigaretta con la suola della scarpa, togliendosi la scarpa e picchiandosi forte il tacco sulla bocca. "Altro ap
punto mentale: ricordarsi di individuare un modo meno doloroso per spegnere le sigarette". Gli appunti del commissario erano famosi in tutto il commissariato di Poggibonsiville, la metropoli dove prestava servizio. Ne ricordo uno in particolare: "Ogni tanto (diciamo un paio di volte al giorno) inghiottire la saliva, anche se mi fa un po' schifo". Se lo era appuntato quella volta che, con uno starnuto, aveva annegato un edicolante. Si diresse verso la porta della casa. La puttanazza non si aspettava certo la sua visita. Adesso le avrebbe dato il fatto suo. L'avrebbe presa per un braccio, torcendoglielo, e l'avrebbe immobilizzata con una mossa del Divino Okuto, l'arte marziale nella quale era maestro. Poi le avrebbe detto chi era e cosa voleva, con una voce tipo quella che in Profondo Rosso dice al pianista impiccione che tanto l'avrebbe fatto fuori, da dietro la porta. Brrr. Non vorrei essere nei panni del troione, in questo momento.
Bussò. Tre colpi forti, secchi, perentori. Era pronto. Sarebbe entrato fulmineo, non appena la prostituta avesse (avesse o avrebbe?) aperto. Nessuno si sarebbe accorto di nulla, forse neanche la stessa peripatetica (un po' ho studiato anch'io, cari i miei gagaroni). Guardiamo la scena nel dettaglio, ora.
(Rallenty)
Colonna sonora: Lo Squalo (quando sta per azzannare la ragazza che fa surf, non so se vi ricordate).
Santa'Assurbanipal si stringe il bavero del cappotto.
La serratura della porta scatta.
Sant'Assurbanipal si guarda intorno. Le auto continuano a correre dietro alle sue spalle. I passanti passano, indifferenti.
La porta si dischiude. Si intravede un lembo della vestaglia della prostituta.
Primo piano su Sant'Assurbanipal, che stringe le mascelle.
La porta si apre (siamo sempre al rallentatore, lo ricordo). La puttanazza appare in tutto il suo splendore. E' il classico tipo di prostituta d'alto bordo (ma anche di basso, se serve, e non si disdegnano neppure i cani, se pagano): truccatissima, babydoll nero trasparente, reggiseno assente, vestaglia di raso rosa (o rosa raso). I due si guardano negli occhi. Il primo a parlare è Sant'Assurbanipal:
- Ciao! Cosa ci fai qui, Mamma? Mi sa che ho sbagliato indiriz…
Non riesce a terminare la frase. La mamma è stata più svelta. Un colpo alla nuca e via.
(continua)
GRANDISSSSSSSSSSSSSSSIIIIIIIIMMMMMMMMOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!
non l’ho letto. era solo per il gusto del primo commento. ahahahah!!!!!
BASSSSSTARDIIIIIIISSSSSSIMMMMMMMOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!
(mi sa che dopo l’astinenza da maiuscole, ora siamo a rischio overdose)
No, guarda, io non ho parole… Mi sto rotolando dalle risate e ogni riga è una sorpresa.
Raccogli SUBITO tutti gli episodi di Sant.Comecazzosichiama in pdf e spediscili a qualcuno. Insomma datti da fare che merita.
Maurizio, lo sai che ci avevo pensato? Mi sono detto: “adesso raccolgo tutti i pezzi e li mando all’Accademia della Crusca, con la minaccia di organizzare dei reading in tutta Italia se non mi danno subito due milioni di dollàri, un Pontiac del ‘73 col pieno di benzina e un aereo pronto al decollo, destinazione ignota”. Poi ho pensato che una Pontiac del ‘73 consuma come una mietitrebbia John Deere del ‘69 (un numero a caso) e non ne ho fatto più niente. Però ogni tanto ci penso, devo dire.
il mio commissario preferito!
finalmente!
e poi?
e poi che succede?
Eh, Maia, e poi che succede… “boh” va bene, come risposta?
Fosse stata una Pontiac Tempest del ‘63 ti avrei potuto citare Mona Lisa Vito…
Grace, ecco perchè avevo in testa questa Pontiac del ‘63/’73… c’era qualcosa che mi sfuggiva, qualche ricordo… grande film.
ai funghi. e non l’ho ancora letto, quaggiù il tempo scarseggia.
ripasserò, te lo prometto
un anno sì, e tre no. un anno sì, e tre no. gli anni bisestili vengono ogni quattro. 2000 sì, 2001, 2002, 2003, no, 2004, sì.
un anno sì e tre no.fra l’altro, l’anno sì sembra non arrivare mai perché davanti ha un tre-no.
ahahahah!!!
…
cazzo fai? ridi!
…
ho detto, ridi!!!! RIDIIIIIII!!!! questa è la miglior battuta del secolo e tu devi ridere, ok?
…
stump! tomp! stututututump! beng!!! cresch! fruop! swap! stuomp!
allora, adesso, RIDIIIIIIIII!
(arriva un tipo)
ps.
eh?
ps.
eh, che cazzo vuoi tu? chiccazzossei?
ps.psps.ps.ps.
a. (pausa. il tipo arrivato se ne va) scusa eh, non sapevo della paresi. vieni va, tirati un po’ su. ecco, così. bravo. eh, cosa vuoi che sia…fatto nulla. non ti sei proprio fatto niente. come un pavimento di cotto dopo la lucidatrice. uguale spiccicato. ciao amicoeh. ciao. ciao. anvedite…(tra sè - fading)
Mosak: che piacere risentirti, ogni tanto.
Andrea: hai scritto un commento a metà tra il tarantiniano e il futurista. Tarantirista. E il bello è che, secondo me, non lo fai mica apposta…
ummm sauro, qua ci deve stare sotto qualcosa. il mio orologio segna le 21.10 del 6 dicembre. il tuo commento data le 21.23 del 6 dicembre. mi rispondi dal futuro? hai un fuso orario diverso?
e poi, come non lo faccio apposta? io ci metto venti minuti a scriverti un commento e tu mi dici che non lo faccio apposta? mah. cioè, come si dice, sì, non è che non hai ragione…ma insomma, sputtanarmi così…gli altri potevano pensare, no, guarda quello, ha inventato il tarantirismo, l’unico modo per rendere tarantino scritto e il futurismo in 16:9, wow, che figata! invece così, così tutti penseranno, eh, bella lì, gli è venuta fori ’sta cosa, ma unnera mia cosciente, ullàmiafattapposta!!! porc.
guarda dr.house, dr.house…
No, Andrea, non rispondo dal futuro: sono solo un casino avanti. Ma tanto, eh? minimo due o tre metri. E poi, mi meraviglio di te: tu scrivi in preda all’ispirazione, no? Come Pollock, che dipingeva (?) facendo sgocciolare il pennello. Tu lo fai sgocciolare, il coso, il pennello? Il tarantirismo è pura ispirazione, cribbio!
se quella è ispirazione, Sant’Assurbanipal è direttamente la madonna!-)
Madonna, che esagerazione…