- Dolcetto o scherzetto? - Fottiti, nano di merda.
Oggi è Halloween, la festa più idiota del mondo dopo San Valentino e l'adunata di Pontida. Cioè, domani, col calar delle tenebre, stormi di bimbetti travestiti da mostro, vampiro, strega e mago si muoveranno verso casa mia e, dopo aver suonato il campanello, con l'aria di chi la sa lunga mi chiederanno: "Dolcetto o scherzetto?".
E pare, signori, che tutto ciò sia legale.
Ora. Se io, quando avevo dieci anni, mi fossi permesso di andare in giro per il paese vestito da talebano insanguinato a suonare campanelli e a profferire frasi imbecilli come quella di cui sopra, ebbene, mi sarei preso tanti di quei vaffanculi (io e tutta la mia famiglia), che per convincermi di non fare "Vaffanculo" di secondo nome ci sarebbe voluto il diretto intervento del presidente Pertini. Invece oggi pare che la cosa sia perfettamente tollerata. Cioè, una società come la nostra, che vieta a due persone omossessuali di regolare la loro posizione davanti alla collettività, e che vieta a chi soffre pene indicibili di finire con dignità la propria vita, permette a dei piccoli mostri in miniatura di terrorizzare le persone perbene all'interno delle proprie case. Del resto mi hanno appena fatto notare che Calderoli è stato ministro della Repubblica, e che una come Wanna Marchi gode della più totale libertà. Quindi è tutto chiaro: il mondo ha preso a circolare al contrario. Ormai non ci rimane che aspettare che Ratzinger termini il suo prossimo discorso in mondovisione con una apocalittica bestemmia: a quel punto l'effettivo stato della nostra misera condizione su questa Terra dovrebbe divenire ancora più palese, e tutti (Prodi compreso) si renderanno conto di quanto in realtà siamo messi male.
Io ho la sventura di abitare al piano terra, e questo, in occasione di eventi calamitosi quali terremoti, alluvioni e, appunto, Halloween, è un handicap di non poco conto. Non c'è anno, da quando abito nella mia attuale casa, nel quale i piccoli mostri non si siano presentati. La prima volta ci presero completamente alla sprovvista. Ero lì che stavo mangiando, e non era ancora finito "Un posto al sole", quando suonarono alla porta. Vado ad aprire, e realizzo che a suonare in quella sacra ora erano stati un vampiro, un prete demoniaco e una dodicenne secca e lunga che pareva la reclame della Strega Bacheca. "Dolcetto o scherzetto?", mi fanno da sotto le maschere. "Eh?", faccio io, che non ho ben afferrato la situazione. Il tutto era piuttosto inquietante, col buio, i vestiti neri, il sangue finto, la sigla finale di Un posto al sole in sottofondo e tutto il resto. Poi sento mia moglie, da dietro, che dice: "Ah già. E' Halloween". Naturalmente il mio primo istinto fu quello di replicare che a me non m'importava veramente un segone nulla di Halloween e di chi ha sdoganato quella festa da yankee, e che per me se ne potevano andare tutti quanti affanculo, loro e tutte quelle zucche del cazzo. Poi ci ripensai, e dissi: "No no, scherzetto". A quel punto, con mia grande soddisfazione, vidi che il trucco dei giovani assassini si stava crepando, e che dietro alla maschera da strega feroce c'era una bambina che la vita aveva appena messo davanti alla sua prima prova (fallita): che qualcuno volesse subire lo scherzetto invece che pagare il pizzo non l'avevano proprio messo in conto. Cosa avrebbero potuto fare quei piccoli gnomi a uno grande e grosso (e tirchio) come il sottoscritto, che oltretutto entro pochi istanti si sarebbe barricato in casa con la precisa intenzione di resistere all'assedio di Troia (si prega di non fare facili battute sulla consorte, prego)? Cosa, cosa avrebbero potuto? Ve lo dico io: nulla. Mia moglie, però, riuscirebbe ad essere gentile anche con un testimone di Geova incrociato con un venditore di Folletto che ti sveglia la mattina alle 6 del tuo primo lunedì di vacanza dopo un anno di lavoro, come dice Jovanotti: quando la vidi aggirarsi attorno al mobile della cucina per cercare qualcosa da donare ai giovani maniaci (qualcosa DI MIA PROPRIETA') capii che il mio spelndido piano era andato a fari fottere. Non mi restò che guardare il malefico trio allontanarsi con i MIEI Kinder fetta al latte. "Ti sei rovinata con le tue mani", dissi a mia moglie. "E' come col canone Rai: te l'avevo detto di non pagarlo, la prima volta. Adesso sanno che abbiamo un televisiore, e non potremo evaderlo mai più. Adesso SANNO. L'anno prossimo saranno ancora qui."
E infatti l'anno successivo (l'anno scorso, cioè), puntuali come la muerte, i tre si ripresentarono; solo che stavolta non erano tre, ma quattro. Si era aggiunto, infatti, un bassotto vestito da Brandon Lee ne Il Corvo (o perlomeno credo; non è che il travestimento gli fosse venuto granchè bene, complice anche un fisico più vicino a quello di Paolo Villaggio che al figlio del grande Bruce; più che il Corvo sembrava Fantozzi con i capelli lunghi e il viso bianco). "Dolcetto o scherzetto?", mi chiesero, e ridevano, ridevano come se io fossi rassegnato, come se io, da un anno a quella parte, non avessi pensato altro che alla loro venuta e a come metterglielo in tasca. Illusi! "Aspettate un attimo", dissi, e mi avvicinai verso il mobile. Presi una confezione di merendine del Mulino Bianco, intonsa, e la consegnai all'infernale quartetto.
"E buon divertimento", aggiunsi.
"Cosa gli hai dato?"
Temevo questa domanda. "Niente. Delle merendine".
"Quali merendine? Non abbiamo merendine…"
"I …ego..ni".
"Eh? Non ho capito".
"Ma niente… i ..ego…i…ni".
"Cosa? Non gli avrai…"
"Si, cazzo… i Tegolini, gli ho dato. I TEGOLINI!"
"Ma sei scemo? Quelli erano scaduti dal primo maggio dell'anno scorso!"
"Umpf".
L'ultima immagine che ho di quella sera, è mia moglie che insegue i piccoli assassini con una confezione di Enterogermina in mano.
E oggi ci risiamo.
"Domani è Halloween", mi ha detto ieri mia moglie.
"Già".
"Senti, perchè non andiamo a mangiare una pizza?"
"Ho gli allenamenti".
"Ah. E se non ci vai?"
"Impossibile. Non vorrei perdere il tono muscolare. Perché vuoi andare fuori?", sogghigno.
"Così."
"No, dimmelo. Cosa ti spaventa? E' per Halloween? E' una bellissima festa, no?"
"Certo. A me piace tantissimo. Sei tu che sei un orso e non ti vuoi travestire."
"Infatti. Ti chiedo scusa, ma non posso farci niente. Sono fatto così."
"Oh, non ti preoccupare. Senti, allora oggi vai all'allenamento?"
"Ci puoi giurare. Qualche problema? Tu ami Halloween. E allora cosa c'è?
"Ma niente, cosa vuoi che ci sia? Niente…"
"Però…"
"Però niente. Vai e divertiti."
Poi, stamattina, prima di uscire, mia moglie mi ha fermato sulla porta. Aveva sul viso un'espressione di terrore.
"Ti prego", mi ha implorato: "non lasciarmi sola con quei mostri!"
Credo che stasera mi divertirò, all'allenamento.


Settimana scorsa (era venerdì 27 ottobre, perdio) si presentano due ragazzini alla porta di casa: “Dolcetto o scherzetto?”
V: “uh? Ehm… bambini, guardate che Halloween è tra 5 giorni”
Bambini: “Eh ma noi la settimana prossima siamo via dai nonni, non possiamo:”
V (tra sé e sé): “Sono dei fottuti geni, questi.”
Gli ho dato una tavoletta di cioccolato: quello nero al 99%, che poi per dolcificarti la bocca puoi bere anche il fondo di un caffé turco non zuccherato.
A me piacciono i bambini vestiti da mostri: sono fermamente convinto che l’infante sia genìa demoniaca, e che solo una ventina d’anni di frequentazione con la razza umana lo rendano degno di prendere parte al consesso degli uomini. Halloween lo esplicita soltanto.
Che se la facessero dare dai nonni, la cioccolata! Non farti fregare da quei mostri, V! Quelli ora sono capaci di tornare a pigolare fino all’università, magari in luglio, perchè a novembre saranno impegnati in un Erasmus. Vade retro! (la tua teoria sullorigine demoniaca del bambino è davvero interessante: bisognerebbe approfondire)
i bambini SONO di origine demoniaca, specialmente quelli dei vicini. ma non solo, il male alberga accanto a noi, semplicemente in attesa di essere risvegliato… tempo fa un amico ha rimproverato sua figlia non so per cosa e la pargoletta, senza scomporsi, ha replicato: “Papà, se non la pianti chiamo Telefono Azzurro e dico che mi molesti”. Lui non ha fiatato ed è andato ad ascoltarsi gli mp3 con le cuffiette.
quanto ad Halloween, pensavo di preparare un bel gavettone da tenere accanto alla porta, pronto ad aprire alla prima scampanellata e lanciarlo prima che i nanerottoli riescano a proferir verbo.
Una figlia come quella del tuo amico mette i brividi. Altro che vestiti da strega… e poi mi chiedono perchè non faccio figli. Il gavettone lo fai con l’acqua? No, perchè esistono anche altri liquidi…
nessun nanerottolo vestito da mostro ha osato suonare al mio campanello. meno male: gli avrei attaccato la filippica del “questa festa non ci appartiene, bimbi cari. è una ricorrenza che da noi non riccorre una ceppa. è una storia che qui non trova radici. qui da noi le streghe le bruciava l’inquisizione su una pira in pubblica piazza, e c’è poco da festeggiare su questo. perfino le zucche, noi preferiamo quelle lunghe a quelle tonde. etc…” e mi sarei sentita rispondere proprio come mi ha risposto mio figlio di dieci anni l’altro ieri: “… sì, va bene, mamma, è una festa degli americani che abbiamo importato solo per far vendere stupidi gadget! però quella volta che siamo andati in giro a fare dolcetto/scherzetto io mi ricordo che ci siamo divertiti, volevo solo dire questo.” segue sbuffo di fastidio misto a noia.
Oh, a casa mia sono venuti, e pure prima che me ne andassi per l’allenamento. E’ un incubo, come in Nightmare. Senti, anche tu ti sei divertita a fare dolcetto o scherzetto? Tu! Tu sei complice di questa usanza metà commerciale, metà tribale e metà (tre metà, sì) rompicoglioni! Avete raccattato qualcosa di buono, perlomeno?
no, sauro. io non mi sono affatto divertita, ieri (è mio figlio a sostenere di essersi divertito in anni passati a farlo, e per mia fortuna io non c’ero). per quanto, ora che ci penso, ho passato la sera di halloween in un posto dove nei corridoi di gente più o meno mascherata, più o meno pesantemente truccata, più o meno mostruosa, se ne incontra davvero parecchia. e per tutto l’anno, mica solo a halloween. (basta farsi un giro per un qualunque centro di produzione tv)
Non avevo capito niente: nella mia testa ti avevo già immaginato travestita da vampira che accompagnavi i bimbi a fare razzie. Sapevo che eri giornalista, ma da come scrivi (bene) avevo immaginato che tu lo fossi della carta stampata… e invece mi sei giornalista televisiva? Non avevo capito niente neppure lì…
perché, perché, PERCHE’ nessuno sa che ANCHE la televisione INNANZITUTTO si SCRIVE? (eh eh eh eh, vexata quaestio…)
Valeria, guarda che io ero certo che in televisione si scrivesse. Guarda i reality: qualcuno i copioni li dovrà pur scrivere, no? O lasciano tutto all’improvvisazione degli “attori”? Non ci credo…
Parlando seriamente, credo che la differenza tra i programmi dove si scrive e quelli nei quali non lo si fa (o lo si fa in maniera approssimativa), si veda. Ad esempio, dove ci sono molte risse, urla e offese non credo si scriva poi molto. Le fictions sono scritte, invece (non parliamo poi dei vari Lost, Doctor House, Simpsons… anche se lì siamo in un altro settore); possono essere scritte più o meno bene, ma c’è comunque gente che ci impiega tempo ed energie. Sono scritti anche i programmi di Corrado Augias, di Lerner, della Gabbanelli, di Ferrara/Armeni e via discorrendo. Mi si potrebbe obiettare che ho citato solo trasmissioni di approfondimento, che molti potrebbero anche trovare barbose; ci sono invece anche programmi d’intrattenimento, leggeri, ma che pure hanno alle spalle un notevole lavoro autoriale, che si sente (eccome): ci sono Presta e Dose, Chiambretti, Bignardi, le Iene… Tutte cose con luci ed ombre, ma che hanno alle spalle gente che perlomeno ci prova, a riempirle di contenuti.
Ma tu davvero non scrivi niente niente di tuo? Con la tua firma, intendo, qualcosa che sia più facilmente ed inequivocabilmente attribuibile a te. Non ti interessa? Io ti seguirei, eh? Giuro. O forse sono io che non sono informato?
nessuno. non ne è passato nemmeno uno quest’anno. ci sono rimasto male, a dir la verità. stupidi nanetti che non sono altro. una scampanellata me la potevan pure fare, dico io.
mica ci si comporta così, che diamine.
ero al mare con Lei, la mia, Lei. e devo dire che (siamo andati martedì sera, e tornati ieri notte) sono stati un giorno e qualche ora davvero belli. solo per noi due. oggi, trovo in treno una persona (la metà di una coppia cui avevamo chiesto di unirsi a noi, e che poi non è venuta) e le dico che sono molto, molto stanzo. e lei: ma come, dopo due giorni di riposo? a questo punto, c’è stata la tentazione di dirle, ma scusa, voi due, quando siete solo voi due, e siete via da casa e non dovete tornare ognuno alle vostre casine e potete passare il cazzo di tempo che volete nel modo che più vi aggrada….VI RIPOSATE? No, perché noi, anche seguendo il ben noto proverbio “a tavola ed a letto non si invecchia” non è che, ecco, come dire, no? è stato un bell’Halloween. Si è giusto sentito qualche petardo. ecco.
In tv si scrive, eh sì.
non è consolante saperlo, mentre guardi alcuni programmi.
volevo chiedere a valeria se le era mai successa una cosa che mi ha raccontato una persona che scrive per la tv, che dalla rete dissero a loro autori di non far sì che i telespettatori aumentassero, che le pubblicità le avevano fatte pagare per un tot di pubblico, e se questo fosse cresciuto loro ci avrebbero perso. una cosa del genere, ecco, mi pare. non che ricordi troppo bene le cose, ahimè. ma se accadono ’ste cose, uno come si regola? vabbuò, ciao Sauro!!!!
andrea
Baxx, tu non sai quanto sei fortunato. Guarda che quelli fanno davvero paura, eh? A me è venuto uno (o una) con la maschera di Scream che… brrr.
Andrea, che piacere! Avete fatto addirittura i botti? Altro che riposo… bene!
mah, andrea! potremmo essere di fronte a una cosa che ha il grado di credibilità della storia di quelli che tornano a casa da un viaggio in un paese lontano, che scoprono che il cane che si son portati dietro è un topo gigante. più o meno.
Perchè, Valeria? Vorresti dire che la storia del topo/cane non è vera???
(l’hanno citata anche Elio e le Storie tese in “Mio cuggino”)
ecco, ti trovo in forma, se permetti. grazie per sant’assurbanipal, mi ci voleva, in questo periodo, ora che ho capito che la vita non è solo essere belli belli, belli, belli in modo assurdo.
Ma d’altronde.
ti lascio con una blue steel, che la magnum la serbo per le signorine, e non so se sono stato capito. chi ha orecchie per in tendere intenda, gli altri incamper.
ah. quindi vuoi dirmi che, come tutte le leggende, anche questa si basa in fondo su cose vere. però mi intriga lo stesso la cosa delle pubblicità. per esempio, sapere quali sono le cose che si prendono in considerazione per valutare gli spazi pubblicitari mi sembra molto interessante, e mi chiedo come funziona quando una trasmissione, o una fiction, che ha molto successo, viene spostata nel palinsesto della rete, o addirittura spostata di rete. come funzionano i contratti pubblicitari. si sa per esempio che uno spot di trenta secondi nel mezzo della finale della NFL costa milioni di dollari. so che sto andando da altre parti, sì. è che ultimamente mi è venuta la curiosità di capire come funziona la pubblicità, o meglio, le inserzioni pubblicitarie.
a proposito, è accaduto, che uno si sia portato in casa un povero cane abbandonato, e abbia scoperto dal veterinario che era un lupo!-)
ciao valeria, grazie!-) alla prossima.
Mosak, è bello risentirti. Sono contento che hai capito il senso della vita. Come va l’edificazione del centro Mosak per bambini che non sanno leggere bene?
Sono onorato per il fatto della blue steel. E’ forse questa? O è quest’altra? Grazie, comunque.
(nota: chi non ha visto Zoolander non capirà niente di questo commento. Chi ha visto Zoolander, invece, è destinato a non capire mai niente di qualsiasi altra cosa)
è la prima, sauro! se passo in toscana ti avviso, così hai tutto il tempo di organizzarti un viaggio fuori dalla toscana, magari in sardegna.
Vado a farmi il bagno con la benzina, sai com’è, oggi ho lavorato in miniera!

oh, Mosak… se passi dalla Toscana vienimi a trovare, invece… quanto alla Sardegna, invece, ci tornerei subito, anche a nuoto.
Buon bagno! Un’unica raccomandazione: se ti capitasse di sentire “relax” dei frankie goes to hollywood, tappati le orecchie!
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