Andrea Parodi is Lost. Viva Andrea Parodi.
E’ cominciata la nuova serie di Lost, finalmente. Non che questo vada ad incidere sulla pochezza dell’attuale offerta televisiva: la terza serie di Lost non la danno in televisione, ma casomai sul computer (o comunque anche in tv, certo, ma bisogna avere un masterizzatore…). Lost è una delle serie tv più curate che abbia mai visto. Se vado indietro con i ricordi, di paragonabile (anche solo per il battage pubblicitario che ebbe) mi viene in mente solo Twin Peaks, che ho rivisto quest’estate in replica (ad un orario da licantropi), trovandola un pochino più lenta rispetto a come me la ricordassi, e soprattutto un pochino più lenta rispetto a quanto avrebbe dovuto essere per passare davvero alla storia. Del resto oggi Twin Peaks se la ricordano in pochi, e questo dovrà pur dire qualcosa.
Lost non è un giallo, anche se del giallo ha l’elemento principale: il mistero. Ecco, di quello ce n’è a bizzeffe (minchia, se qualcuno mi avesse detto che un giorno avrei scritto "bizzeffe" in un luogo pubblico, gli avrei riso in faccia. Poteva andare anche peggio, però: avrei potuto scrivere "a josa"). Dopo due serie di puntate, la vicenda è talmente incasinata e intricata che comincio a credere che neanche gli autori ci stiano più capendo qualcosa. Autori che, del resto, sono tiratissimi con gli indizi da fornire allo spettatore. Ho fatto un calcolo: visto che viene fornito un nuovo indizio (e tutt’altro che risolutivo, per altro) all’incirca ogni quattro puntate, ho previsto che mia cognata comincerà a capire qualcosa della trama all’incirca quando a suo figlio (che per ora è ben lontano dall’essere anche solo concepito) saranno scesi entrambi i testicoli nello scroto (ciao Ale). L’elemento "mistero", quindi, è più che presente. C’è quasi più mistero in Lost che nella strage di Piazza Fontana, per dire.
Un’altra cosa che mi piace è quella della coralità: i personaggi sono almeno una dozzina, e tutti hanno il proprio spazio e la propria caratterizzazione. Coordinare le vite passate e presenti di tutta quella gente deve essere costato un bello sforzo di fantasia a chi scrive la serie: questo, in tempi di reality show dove i copioni li decidono Ciccio Graziani e Simona Ventura (per dirne due), vale già molto. Io, poi, amo molto i film e i libri corali: Magnolia, ad esempio, per me è un grande film, così come Romanzo Criminale è un grande libro. Sono cose difficili da realizzare, perchè richiedono grande dispendio di energie mentale, e sono cose che basta un niente, un infimo particolare sbagliato, per farle crollare rovinosamente nelle opere che (aarghh!!!) non hanno nè coerenza interna nè aderenza con la realtà. E guardate che io sono un maestro nel trovare questo tipo di discrepanze: ditemi un solo film o un solo libro che io abbia visto o letto e sarò in grado di trovarvi nella sceneggiatura almeno un errore che mina l’opera alle fondamenta. E guardate che non ce n’è uno che si salvi, eh, da questo punto di vista, neppure i capolavori. Ditemene uno, forza, e io vi trovo un errore o un punto quantomeno discutibile. Accetto scommesse (lo so che è da malati ragionare così, ma non posso farci niente. E’ più forte di me: scoprire delle magagne nelle sceneggiature mi fa godere come un porco). Comunque Lost, se potete, guardatevelo: merita.
Vorrei chiudere questo post con una notizia triste che non centra niente con Lost, la televisione, il giallo, il noir. E’ morto Andrea Parodi, ex voce dei Tazenda. Io non credo agli angeli, ma penso che se esistessero canterebbero con la sua voce. Aveva un timbro antico come il Mediterraneo, che solo a sentirlo tossire mi metteva i brividi. Era malato di tumore, una delle cose più spaventose del nostro tempo, e una delle cose che più mi spaventano. Alle persone che in estate erano accorse per applaudirlo al concerto della reunion dei Tazenda, Andrea Parodi aveva detto più o meno questo: "Non siate tristi per me: questa è la vita". Le parole di uno con i controcoglioni. Ecco, adesso è morto, ma grazie alle sue parole il tumore, il più grande figlio di puttana della storia occidentale recente, mi fa un po’ meno paura.


già.. sono pienamente d’accordo con te.. qualcuno trova lost pesante, semplicemente per il fatto, che non si arrivi ad un senso. E’ proprio questo il bello di lost. il non trovare il senso, una fantasia infinita, una trama molto intrecciata e ricongiunta al contempo cosi bene. Bè tween peax lo ricordo anche io… una venticinquenne che licantropa come te, ha rivisto qualche puntata quest’estate, su raidure mi pare.. Ma allora lo avresti immaginato che l’assassino fosse il padre? per quanto riguarda magnolia, lo trovo anche io un film fantastico e romanzo criminale (il film almeno, in quanto il libro non l’ho letto, non mi è piaciuto per niente) forse perchè fatto troppo sotto il punto di vista dei colpevoli. ? Anna
Andrea ha lottato.. ha portato avanti questa battaglia fino alla fine.. senza mai arrendersi..ciò gli fa onore..
Arrivederci Andrea…
:’(
Ok, ci provo.
Trovami un’incongruenza in… Saw. No, ok, lì è difficile trovare qualcosa che non sia un buco di sceneggiatura.
Facciamo in Minority Report? (io uno ce l’ho in mente, vediamo se è lo stesso).
OT: ho riaperto il blog (notizia who cares, detta anche)
Tazenda, Star’s End, Fine di Stella… Sarà arrivato lassù…
V, su Saw ti sei risposto da solo: gran bell’incastro di situazioni, ma verosimiglianza zero (non che sia nevessaria, comunque, perlomeno quando la spettacolarità è così forte da far passare tutto il resto in secondo piano).
Dunque, Minority Report… bisognerebbe che lo riguardassi, anche se nel campo della fantascienza non si può certo pretendere troppa aderenza alla realtà. Ti farò sapere, comunque (e ti verrò a trovare sul blog).
Radiofax e Ladyasuka: che dire? La scomparsa prematura delle persone in gamba mi fa sempre incazzare. Una prova in più del fatto che siamo governati dal caso e che Dio non esiste (o che, se esiste, ce l’ha col genere umano). Grande Radiofax per la citazione asimoviana. Chissà quanta gente crede che “Tazenda” sia una parola sarda…
Eccomi, pant, pant!
Allora, Lost. Direi una delle più belle serie mai trasmesse, l’intreccio dei protagonisti ed il linguaggio è innovativo per una serie americana. Io ho però un dubbio sulla durata, secondo me doveva finire la stagione scorsa o quantomeno questa stagione. Tirarlo in avanti per 5 o 6 stagioni (in tutto) come sembra vogliano fare non è proprio il massimo.
Ma, e sottolineo ma, ci sono serie che stanno decisamente decollando e sono al pari se non superiori a Lost. Mi riferisco a Battlestar Galactica 2003, credo la più bella serie di fantascienza di tutti i tempi. Che poi fantascienza prende lo spunto per descrivere le paure di tutti i giorni in questo particolare momento in questo mondo.
Andrea… sono sicuro che ora sta cantando con Pierangelo… lassù…
maurizio
bravo
Che brutta notizia porti, Maurizio: cinque o sei stagioni? Allungano il brodo in questo modo? Mi chiedo come faranno a mantenere la tensione per altre trenta o quaranta puntate… se ci riescono sono dei veri geni. Ma Battlestar Galactica ha a che fare con la serie degli anni Settanta, quella con Apollo, Scorpio e i robot cattivi che non mi ricordo come si chiamavano ma mi ricordo che finivano in -oni? Eh? Ha a che fare?
Salvo: per un giornalista avere il dono della sintesi è una cosa buona, ma mi sembra che tu esageri… non ho capito a chi e a cosa si riferiva il tuo “bravo”.
Sauro, si avevo letto quello, parlavano di 5 serie, ma se ci pensi è più che normale, se c’è pubblico ci sono gli sponsor e si fanno serie in più. adesso non so, sai che JJ Abrahams, il creatore è andato alla Paramount (e sembra lavorerà al prossimo film di Star Trek)
BG2003 è il remake della serie originale, i robot si chiamano Cycloni, ma è lontana eoni dalla serie originale, ti avverto che è molto cupa, mistica e cruda. Per me è un capolavoro vero. Scar… oops, trova (eheheh) la miniserie di 2 puntate (mi sembra) e guardatela, poi hanno fatto 2 serie di 13/14 episodi e ora è ricominciata. te lo consiglio.
Mauri
Abrahms è già stato il regista di M:I.III (che tra parentesi a me è piaciuto, meno barocco di Woo e De Palma, ma solido e compatto).
A proposito: ma ’sta sempre maggiore permeabilità di cinema e tv. sarà un bene o un male?
Maurizio, la miniserie si trova con i sottotitoli? Ho qualche difficoltà a seguire l’inglese parlato. La serie anni ‘70 mi piaceva parecchio, con tutti qeugli agganci alle civiltà antiche della Terra… bello. Mi metto in caccia.
V, il terzo episodio di M:I non l’ho visto, schifato dalla quantità industriale di slow motion del secondo. Se dici, che merita, però, potrei farci un pensierino (anche se prima mi devo riguardare Minority Report per trovare l’mmanvabile magagna; è un fatto d’onore, ormai). Quanto alla permeabilità di cinema e tv: intendi dire che diventa difficile distinguere se una cosa è stata fatta per l’uno o per l’altra? Se è questo che vuoi dire, non so se la cosa sia positiva o negativa. Dipende: se il livello della tv si avvicina a quello del cinema (di determinato cinema) è una cosa buona (Lost, ad esempio); se avviene il contrario siamo alla catastrofe.