Il mio amico Scerlocco Olmi
Sherlock Holmes è stato l’eroe della mia gioventù. Ognuno ha gli eroi che vuole (o che si merita): ai miei tempi, chi aveva Maradona, chi aveva Che Guevara, chi aveva Jim Morrison. Io avevo Sherlock Holmes.
Tra Sherlock e me ci sono parecchie differenze. Eccone alcune.
- Lui aveva scarsa considerazione delle donne, mentre io le ammiro moltissimo*;
- Lui suonava il violino e io suono la batteria;
- Lui fumava la pipa e si faceva di eroina; io fumo i cigarillos alla vaniglia e mi faccio di Nesquik;
- Lui allevava api, mentre a me mi fanno venire una fifa blu, perchè da piccino una mi punse e rimasi in uno stato semicomatoso per mezza giornata (io le api le ammazzerei tutte);
- Lui era un grande esperto di chimica e fisica, mentre io in chimica e fisica ho sempre fatto schifo (ma schifo forte, eh? Schifo-schifo);
Per fortuna, però, ho con il mio eroe anche qualche punto in comune: Lui è alto e magro e io lo stesso; Lui ha il naso aquilino, e io lo stesso; Lui aveva un’amico baffuto poco più che cretino e io lo stesso (ciao Mirko); Lui faceva pugilato e io Wing Tsun. Non è poco, eh?
Sherlock è sempre stato rassicurante. Lui è la parte razionale dell’uomo che supera ed elimina quella irrazionale. E’ quello che vorrei essere e quello che vorrei succedesse nel mondo. E’ l’essere umano che usa la ragione per vincere quello che "ragionevole" non è. Sherlock è illuminista, razionalista, materialista: tutte cose che io aspiro a diventare, e tutte cose che oggi non vanno più di moda. Sembra che oggi, per essere al passo con i tempi, occorra essere niu eig, spirituali, religiosi (nel senso più ampio e meno nobile del termine). Tutte cose che non sono.
Ma come si fa a non amare Sherlock? Mi si potrebbe obiettare che il suo mondo non è quello di oggi; nel suo mondo il cattivo è sempre preso, il mistero sempre risolto, le leggi dell’universo sempre rispettate: Mi si potrebbe dire, come sosteneva Manchette, che il suo è appunto un mondo "giallo", mentre il nostro è invece un mondo "noir", dove il cattivo e il buono non si distinguono, dove le leggi ognuno se le fa un po’ come cazzo gli pare, dove il lieto fine c’è, se va bene, una volta su cinque. E allora, alla luce di questo, ripeto: come si fa a non amare Sherlock Holmes?
*questa va spiegata: a parità di doti personali, tra un uomo e una donna preferisco sempre una donna.

è un punto di vista. il buono e il cattivo sono connotazioni contingeziali, non assolute. comunque, si, anche io avevo sherlock, come mito, come si poteva notare nella apposita lista di libri letti, nel mio vecchio template.
un’ultima cosa. non credo proprio che sherlock fosse materialista. direi più che altro pragmatico.
Si, in effetti SH (per gli amici) infonde sicurezza, lui conosce e riconosce il bene ed il male, non basandosi su esorcismi, ma sull’osservazione (e pragmatismo come dice MosakSlot). Come non si può riconoscerlo come mito, come mito della gioventù.
Ma poi ti rendi conto che è tagliato per quel periodo e quei film, che appunto oggi è un casino capire le differenze tra angeli e diavoli. Insomma, certo, vorremmo essere tutti Yanez, quando bastava una lettera “falsa” per accreditarti alla corte del governatore della Malesia.
Ma non è così, abbiamo un gusto che è relativo all’epoca che viviamo, che cerchiamo in autori diversi più “mixed” e in alcuni casi schizoidi.
Sempre con in testa lui, che, siamo sicuri, non si perde una puntata di CSI…
Pur non avendo paura degli insetti posso capire chi soffre di melissofobia.
Anche perché riesco a farmi inquietare dal pensiero di qualche locusta che mi passeggia addosso (si vede che ho visto troppe volte *L’abominevole Dottor Phibes*, però è troppo divertente…).
[Mai suonata una Tama verde smeraldo?]
Accolgo il rilievo di Mosak: Sherlock era pragmatico, non materialista. Il materialismo è roba per filosofi, e Sherlock, come Watson insegna…
«Cognizioni di Sherlock Holmes
1. Letteratura - zero.
2. Filosofia - zero.
3. Astronomia - zero.
4. Politica - scarse.
5. Botanica - variabili. Conosce a fondo le caratteristiche e le applicazioni della belladonna, dell’oppio, e dei veleni in generale. Non sa nulla di giardinaggio e di orticultura.
6. Geologia - pratiche, ma limitate. Riconosce a prima vista le diverse qualità di terra. Dopo una passeggiata, mi ha mostrato delle macchie di sui suoi calzoni indicando, in base al loro colore e alla loro consistenza, in quale parte di Londra aveva raccolto il fango dell’uno e dell’altra.
7. Chimica - profonde.
8. Anatomia - esatte, ma poco sistematiche.
9. Letteratura sensazionale - illimitate. A quanto pare, conosce i particolari di tutti gli orrori perpetrati nel nostro secolo.
10. Suona bene il violino.
11. è abilisimo nel pugilato e nella scherma.
12. è dotato di buone cognizioni pratiche in fatto di legge inglese.»
Siamo d’accordo, il buono e il cattivo non sono valori assoluti (anzi, sono MOLTO d’accordo: io sono ancora relativista); nel mondo di Sherlock, invece, i buoni sono innegabilmente buoni e i cattivi innegabilmente cattivi. Un mondo noioso, forse, ma più facile da vivere.
(molto minimal quello di adesso, molto elegante)
Ho visto la girandola di template sul tuo blog: complimenti, collega! Anche tu cambi il template con le sfilate di Pitti Uomo?
Maurizio: ah, Yanez… solo il suono di questa parola mi rievoca ricordi stupendi…
Dici che Sherlock non può non essere riconosciuto come mito? Io non credo che la cosa sarebbe così sicura. Molti lo disprezzerebbero, oggi, i teocon in primis. E forse anche qualche ragazzina dark/satanista con il blog nero con le scritte nere, piccolissime, e le immagini di qualche angelo caduto e sanguinante…
Quanto a CSI, se SH vedesse Horatio Caine lo identificherebbe subito con il Professor Moryarty, genio del crimine. Uno con quella faccia a bischero doveva fare il criminale, mica il poliziotto…
Melissofobia, Solitaire? Non credevo si chiamasse così… Comunque le locuste non mi fanno paura: mi fanno proprio schifo. Mi ricordo che una volta, infilandomi la giacca, ne trovai una nella manica e… brr.
(mai suonata una Tama verde smeraldo, mi sembra. Ho avuto tre batterie: una economicissima da bambino della quale non ricordo il nome, una Yamaha bianca molto rock e molto anni 80 e una Premier XPK fusion Red Wine che ancora oggi rimpiango. Adesso che vivo in un condominio sto valutando l’acquisto di una batteria elettronica, un triste surrogato)
a me holmes è sempre rimasto sulle scatole
troppo rigido, troppo superiore, troppo freddo…
io ho sempre amato quelli più “umani”, più morbidi
per dire, nero wolfe era insopportabile caratterialmente, eppure quelle sue ciccie, quelle sue fissazioni, quelle sue fobie…
io l’adoravo
(ehm, ho dimenticato un fondamentale: “quelle sue birre”
a me piacevano i film di sherlock. ho letto più maigret, però, e nero wolfe. (per modo di dire, ecco). Io avevo Cabrini. Zoff. Jascin. sh, uh, ma ora comincia NCIS!-)
Beh, i Teocon per via dell’illuminismo ? Beh, antica è la lotta tra scienza e spirito e detto tra noi, se la sono inventata, perchè le cose possono coesistere (Così DB smetterebbe di fare dei libri del c…).
Mah, sui miti per i giovani d’oggi (…ci scatarro su. cit.). Si, forse SH non è adatto… è difficile parlarne, ti posso postarre la mia esperienza personale (mia figli) e la risposta è hai ragione, però spero sempre, gli ho regalato 2 o 3 libri di Salgari, si comincia da lì…
Beh, scusami per il mancato log e per gli errori incredibili di scrittura, volevo dire portare (son stanco, nanna…)
Maurizio
a me Holmes è sempre stato simpatico, e Watson pure. è un mondo superato, il loro, ed è proprio questo a renderlo meraviglioso: un mondo dove i buoni sono buoni e i cattivi sono cattivi. è irreale, poetico e struggente, come un vecchio cartone di Betty Boop o un disco di Sidney Bechet.
il noir è molto più vicino alla realtà, è senz’altro vero… però la realtà ce l’abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, con tutti i suoi personaggi che non capisci mai da che parte stanno.
però che si facesse mica lo sapevo. e bravo lo Sherlock.
e bravo pure il Watson, che se tanto mi da tanto…
però sherlock in realtà è un personaggio nerissimo, foudre. in questo sta la sua modernità. lui si droga (e pure di brutto, ma col laudano non con l’eroina, che all’epoca non andava) per sopportare il mondo in cui vive, i mostri che gli tocca affrontare fuori che gli rimangono poi dentro. lui è un pragmatico all’apparenza cinico, un razionale deduttivo che però, a conti fatti non ja fa’. non è buono, non vuole esserlo, e non è cattivo perché combatte il male. secondo me è molto noir, invece. e gli sceneggiatori di doctor house amavano molto conan doyle quando si sono messi a tavolino a creare il loro medico.
Maia, Holmes non era freddo: era inglese. È quasi uguale, ma non proprio J
Andrea, ma… Cabrini, Zoff… non sarai mica (suspance)… GOBBO? Anche se quel jascin messo lì alla fine del discorso mi lascia qualche speranza. L’hai visto poi NCIS? Io sì. Sempre più godibile.
Maurizio, ma chi è DB? Dino Baggio? Mi ci sono scervellato, ma non riesco a capire… ti prego, rispondimi!
Quanto ai miti dei giovani d’oggi. Provare a proporgliene qualcuno che non sentono come proprio è inutile, credo. Se li sceglieranno sempre (giustamente, per altro) come pare a loro. L’unica cosa, spererei che i miti dei giovani d’oggi non siano Mondo Marcio e Simona ventura, per dire. (sto parlando praticamente come avrebbe potuto farlo il mio trisnonno. Preoccupante, direi).
Baxx, secondo me hai inquadrato bene il mondo di SH. È rassicurante, quel mondo, perché sai sempre quello che potrai trovare. La Londra nebbiosa, la brughiera umida, l’esercizio di induzione di Sherlock, i passi del cliente su per le scale di Baker Street…
Non sapevi che si facesse? Guarda che però lui lo faceva solo quando non aveva niente con cui tenere occupata la mente: non era mica un parlamentare, lui…
Absolutely, Holmes può essere anche considerato “nero”: dipende da cosa si intende per nero. Sicuramente è nera la Londra dove si muove, anche se più che nera la definirei “misteriosa”. E’ sicuramente vero che Holmes sia più passionale di come lo consideri l’immaginario collettivo: si appassiona ai casi umani che gli vengono proposti, si impegna, parteggia, si rammarica… però sa sempre dove sia il limite tra il bene e il male (e ammetto che questo, al giorno d’oggi, possa essere considerato un “limite letterario” per un personaggio di fantasia). Non mi sembra che Holmes sia tormentato come lo furono Sam Spade o Dashiell Hammett, o come lo è il protagonista di 1974 di David Peace (uno tra i più tormentati, davvero). Penso che Holmes sia l’emblema di un’epoca, quella positivista. O perlomeno è l’emblema di un’umanità che si sforza di usare il cervello. Questa è la parte di Sherlock che mi piace di più.
Non è che il Doctor House è un po’ più cinico di Holmes? Holmes era più bonario nelle sue prese in giro, mentre House è proprio uno stronzetto… (comunque la figura che ispirò Conan Doyle per la creazione di Sherlock fu proprio un dottore, Joseph Bell, che usava il metodo induttivo per le sue diagnosi…)
P.S. Non credo che SH si facesse di laudano (è roba da romantici, quella). Penso che fosse cocaina, o morfina. Mi pare che la cosa sia citata all’inizio di Il segno dei quattro. Stasera controllo.
etere?
(non ne ho idea, in realtà
la droga di holmes dovrebbe essere sul serio eroina. la assumeva per riordinare le idee, fare un po di pulizia, e in base alla mia cultura sommaria sulla droga in questione (50% trainspotting, 50%robevarie) il suo effetto dovrebbe essere proprio quello, senza contare che poi si metteva a suonare il violino, che ci sta in pieno, nell’ordinare le idee -io lo faccio con l’audizione, lui con la composizione, magari, no?-
il nuovo template è decisamente… vuoto. si vede? mi fa piacere che tu lo abbia apprezzato.
tra l’altro mi son visto una tua foto, e ti dirò quello che i miei amici mi ripetono ogni volta che faccio lo splendido, senza tema che tu ti offenda.
“hai un volume nasale non indifferente.”
che vuol dire
“hai un naso “importante.”"
Signori, è ufficiale: Holmes era dedito a cocaina e morfina. E’ tutto scritto ne “Il segno dei quattro” e in “La soluzione sette per cento”, dove si fa disintossicare da un certo Dottor Sigmund Freud.
Mosak, puoi ben dire senza tema che io abbia un volume nasale importante. Anche tu fai parte della famiglia? A vedere il tuo avatar (mi piace sfoggiare ’sti termini telematici) non si direbbe. Comunque, quando ci prendono in giro per le dimensioni del naso, noi nasoni toscani diciamo “chi nappa, tappa”. Traduco: chi ha tanto naso (nappa) è solito tappare molti buchi (e non con il naso, ma con altre protuberanze corporee). Puoi ben dirlo ai tuoi amici; sappi, però, che tale detto popolare non corrisponde a verità: e lo dico per esperienza personale
Il tuo nuovo template non è vuoto: è minimal. Molto elegante, sì.
ehm…gobbezza di gioventù…sai quando si è piccoli e non si capisce molto, poi ti acquistano Zavarov e Aleinikov dopo che la URSS ti ha eliminato agli Europei in semifinale, e mandi in quel posto…ora Samp…anche se sempre meno calcio…
vista la parte finale della seconda, e la terza puntata serale. sono divertenti (nonostante qualche battuta sugli italiani non bella…ma c’è Di Nozzo). aldilà delle storie, ci sono proprio dei bei dialoghi. ciauz
Ma va? Samp? La mia seconda squadra. Anche tu lo devi ai gemelli Mancini-Vialli? Comunque anche io sempre meno calcio e sempre più volley.
Concordo sui testi di NCIS. La battuta sugli italiani l’ho sentita anch’io (era comunque rivolta ad un italiano, come dici anche tu). Ma sei sicuro sicuro che il dottore battutista non avesse ragione?
p.s. Oggi ho iniziato Testadipazzo: non male…
ehi, sia chiaro, di Sherlock Holmes ho letto quasi tutti i romanzi ed ho
visto con molto gusto i film e soprattutto i telefilm inglesi che ne hanno tratto
però mi sta proprio antipatico, non ci posso fare niente…
sempre
tranne in quel film scemissimo di cui non ricordo il titolo, in cui holmes è in realtà un’invenzione di un intelligentissimo watson (mi pare fosse b. kingsley) che paga un attoruccolo (m. caine) per impersonare il grande investigatore davanti ai clienti di prestigio…
cavoli, mi ricordavo male davvero, allora! grazie, foudre. ho imparato una cosa nuova. adesso mi rimarrà sempre la curiosità di sapere con quale altro personaggio stavo confondendo le droghe…
Ha ragione, sì, il dottore. Vedi me. Di Testadipazzo non ti dico niente perché mi pare tu abbia abbastanza esperienza nel genere. Non è Sherlock Holmes, ma io ci ho riso tanto!-)
Non mi parlate di volume nasale che anche io non scherzo!!! comunque foudre era Dan Brown (naaaaaa).
Maia, ho visto anch’io quel film. Senza Indizio, mi pare si chiamasse. Bellino. Il fratello più furbo di Sherlock Holmes l’hai visto? E’ con il grande Marty Feldman, un mito.
Oh, prego Absolutely. Tra l’altro avevamo toppato tutti: per me era eroina… cioè ero sicuro che si facesse di qualcosa che finiva in -ina, ma non mi ricordavo cosa (avevo comunque escluso a priori la candeggina e l’Ovomaltina). Per il laudano: Poe non c’entra niente? Mi pare di ricordare qualcosa che abbia a che fare con lui (o con un suo personaggio) e il laudano, ma la mia mente stanca non riesce a ricordare ormai più nulla. Sai, la vecchiaia, quelle cose lì.
La lettura continua, Andrea, ed è sempre più proficua…
Maurizio, anche tu fai parte della grande famiglia dei Bob Rock? (lo leggevi Alan Ford?). Mettiamo su un blog per gli ipernasuti?

DB era Dan Brown? Guarda, preferirei leggere un libro di Dino Baggio…
Utente anonimo, ’stacippa: ero io. Del resto l’avevo appena detto che il cervello è andato…
Ancora sulla questione Sherlock Holmes/tossico: Maia (che essendo fiorentina non riesce a postare su un blog, poverina) mi ha passato questo link qui. Il laudano qualcosa c’entrava, allora…
no. daniele marrone no.
fuoco e fiamme.
Ho detto che ho un naso importante, non enorme!! bob rock è anche basso! (bunker è il mio fumettista prediletto, insieme a sclavi..)
comunque, per esperienza personale…
…il naso rende.. si, foudre, mettilo alla prova e ti darà bei risultati. :DD
ok, credo che mi farò di coca per risolvere il mistero dei grandi nasi. a piu tardi.
Confermo MosakSlot eheheheheh!!
Mosak e Mauricio, quando il naso rende più di altre propaggini corporee… la cosa si fa preoccupante. Comunque, per risolvere il mistero dei grandi nasi, farsi di coca mi sembra appropriato, sì.