Tutto è relativo
Non mi ricordo in quale sua raccolta di racconti “enigmatici” e non fantascientifici (o “Gli enigmi dell’Union Club” o “Il Club dei Vedovi Neri”; dovrei controllare) Isaac Asimov affermava di essere sempre stato un grande ammiratore degli investigatori empirici alla Sherlock Holmes o alla Poirot. Asimov, per la cui figura di scienziato e scrittore nutro una grande deferenza, introduceva questi suoi racconti facendo notare ai suoi lettori che Holmes e Poirot la soluzione finivano per trovarla sempre, ed erano così bravi nell’esporre ai protagonisti della storia tutti i loro ragionamenti logici, che alla fine il colpevole dell’omicidio non poteva far altro che confessare il delitto o addirittura uccidersi, stritolato dalla logica ferrea dei due ficcanaso. Asimov ammirava questo approccio al mistero, il tentativo di indagarlo in maniera scientifica, basandosi sull’osservazione dei fatti; ma era anche dell’idea che nella realtà, per ottenere una confessione da parte di un assassino, ci sia da sbattersi un pochino di più tra intimidazioni, urla e qualche schiaffone. Le dimostrazioni geometriche dei teoremi, insomma, con gli assassini veri non funzionerebbero. Si arrampicherebbero sugli specchi, si appellerebbero al V Emendamento (anche qui in Italia, dove non conta niente), si rifiuterebbero di parlare senza (e avolte anche con) il proprio avvocato. Insomma, come il marito faccia di bronzo beccato dalla moglie in pieno amplesso con l’amante, negherebbero l’evidenza.
Nel mio piccolo, Professor Asimov, io posso essere anche d’accordo con Lei: i criminali incalliti negherebbero l‘evidenza, sì, ma solo quelli con una certa dose di attributi e che a trattare con le divise e i giudici ci sono più o meno abituati. I Riina e i Felice Maniero, ecco, quelli che per una vita hanno sempre fatto dentro e fuori (più fuori che dentro, a dire la verità); ma i Saurisandroni qualsiasi non lo so mica se reggerebbero alla pressione… tutto è relativo, credo (e i nostri odierni teocon non mi convinceranno mai del contrario), e quindi anche la teoria asimoviana esposta qui sopra non mi pare dimostrabile. Qualche esempio? Volentieri.
Caso n. 1 (Poirot contro la Banda della Magliana)
Poirot ha riunito in un salone una decina di persone, tutte sospettabili dell’omicidio della vecchia Signora Moulinsky.
Poirot: …ed è per questo, signore e signori, che Madame Rudford non avrebbe potuto conoscere i movimenti dell’assassino. O forse dovrei dire i movimenti di…(suspence) (si volta platealmente verso Aristide Cecioni, membro della Banda della Magliana, e lo indica col dito) monsieur Cecionì!
Cecioni: Ah sì? E ‘sticazzi.
Poirot: Pardon?
Cecioni: E ‘sticazzi. Ma chi sei? Ma che voi? Ma chi te conosce? Anvedi questo…
Poirot: Ma, monsieur, lei ha prodotto un alibi palesemente falso, come appena dimostrato…
Cecioni: Ma che stai a di’? A ‘nfame pedofilo! Ma levate da li cojoni te, er Belgio, l’Omino che piscia e ‘sti quattro fregnacciari che te so’ venuto dietro… ‘sto stronzo…
Cecioni si alza, compie un roboante gesto dell’ombrello, e se ne va (ruttando). Poirot, singhiozzando, tira fuori un piccolo revolver e si spara alla tempia.
Caso n. 2 (Sherlock Holmes contro Sauro Sandroni)
Holmes e Watson stanno correndo per la brughiera.
Holmes: Watson, immonda testa di cazzo, eccolo là!
Watson: Dove? (Pant…) Non riesco a vederlo…
Holmes: Laggiù… è quello che corre come se avesse il mastino dei Baskerville che cerca di mordergli le chiappe. Ma glielo doveva proprio dire che conosco almeno dieci modi scientificamente sicuri (tutti basati sull’osservazione della forfora) per sapere chi si è appena masturbato?
Watson: Ma io cosa ne sapevo che fosse così sessuofobico? Stavamo parlando del più e del meno… ha detto che se lo sanno le suore poi lo mettono in ginocchio sui ceci…
Holmes: Povero Sandroni (pant), quando deve aver sofferto…
Caso n. 3 (Horatio Caine contro Bernardo Provenzano)
Horatio: Allora, mister Provenzano… pare che un suo capello sia stato rinvenuto sul luogo del delitto…
Bernardo: ??? Ma dove minchia guardi, fetusissimo sbrirro? Qua sono! E levati gli occhiali scuri quando parli con me, cugliune…
Horatio: Mister Provenzano, vorrebbe per favore aprire la bocca in modo tale da poter procedere con un esame del DNA? Non mi costringa a tornare con un mandato.
Bernardo: Ma che minchia vai dicendo? Dienneà, quaquaraquà… io la bucca la posso anche apriri, ma per mandarti a prenderlo dint’a u culu…
Horatio: (guardando un palma come per costringerla ad abbassare lo sguardo): Come vede, Signor Provenzano, sto cominciando ad inquietarmi.
Bernardo: Ah, e perché, tu saresti uno che si inquieta? Ma tu mi hai mai visto incazzato a mia, ah?
Provenzano si avventa sulla testa di Horatio e gliela stacca dal collo a morsi.
Bernardo: chomp… ‘stu curnutu… l’esame di Qui Quo Qua a mia voleva fare… chomp…
Caso n. 4 (Horatio Caine contro Sauro Sandroni)
Horatio: Signor Sandroni, pare che qualcuno abbia visto il suo cane passare a 612 km. dal luogo del delitto.
Sauro: …
Horatio: Ehm… signor Sandroni?
Sauro: Senta, io non c’entro niente, signor Horatio! È quel cane di merda, che va sempre in giro da solo, è una gran vacca, il mio cane… pensi che una volta, con un muflone…
Horatio: Ma guardi che non c’è nessun problema… mi chiedevo solo…
Sauro: Dov’ero stanotte tra le tre e le quattro? Ero con Armanda, il travestito brasiliano, quello alto due metri che batte sulla strada per Altopascio… chieda a lui, chieda…
Horatio: No, veramente mi stavo chiedendo che razza…
Sauro: Che razza di uomo sia? Va bene, mi piace andare coi travestiti, ma questo non vuol dire che sia stato io ad uccidere quella suora! Era lei che mi provocava, non faceva altro che guardarmi, a mani giunte, mentre biascicava qualche parola sottovoce con quella collana di perle in mano…
Horatio: Come sa che è stata uccisa una suora?
Sauro: Eh?
Horatio: Signor Sandroni…
Sauro: Che suora? Chi l’ha detto? Io ho detto suoLa, quella delle scarpe. Non le fanno più come una volta. Guardi qua (togliendosi i Camperos) : tutta scollata… non è una vergogna?
Horatio: (infilandosi i guanti di lattice) Signor Sandroni, vuole aprire gentilmente la bocca?
Sauro: Guardi, la aprirei volentieri, ma è già un paio di settimane che non mi lavo i denti… sa, non vorrei mi si consumassero, con quello che costano i dentisti… il mio, poi, non mi rilascia mai neppure la ricevuta…
Horatio: (riponendo il tampone) Ecco fatto. Vuole gentilmente seguirmi alla centrale, signor Sandroni?
Sauro: Come? Alla centrale? Quale centrale? Quella del latte? Il fatto è che io proprio non lo digerisco… faccia conto che abbia accettato! Ossequi alla signora, signor Caine…
Horatio: (rivolgendosi al collega) Prendilo, Eric. Così. Lei ha diritto di rimanere in silenzio, signor Sandroni. E comunque io volevo solo chiederle di che razza era il suo cane…
Sauro: Golden Retriever, perché? Le interessa un cucciolo? Glielo metto da parte? Per lei faccio un prezzo da amico… e comunque mi guardi in faccia, quando le parlo. E si tolga quegli occhiali del cazzo!
Caso n. 5 (Ricky Memphis contro Vallanzasca)
Sala interrogatorio del X Tuscolano: Ricky Memphis (ispettore Belli) interroga Vallanzasca, seduto al tavolino mentre fuma una sigaretta).
Ricky Memphis (isp. Belli): E rispondi, li mortacci tua!
Vallanzasca: Non ci provare, ispettore: io non parlo senza il mio avvocato. Tra l’altro è anche una gran bella fica, e ma la sono pure trombata.
Ricky Memphis (isp. Belli): Ma va? A Vallanza’, ma come te la sei presa? Da dietro? Alla pecorina?
Vallanzasca: Da dietro? Caro ispettore, alla pecorina lo fanno i cani e i burini. Il sottoscritto, se permette, se le fa tutte a scosciagalletto.
Ricky Memphis (isp. Belli): A scosciagalletto? Ammazza, Vallanza’, te sì che te ‘a godi, ‘a vita! Mica come me, che sto qua a rompemmi li cojoni pe’ ‘sti quattro sordi che ce danno…
Vallanzasca: (sottovoce, con fare complice): Ispettore, avrei questo colpo per le mani che se mi va bene… Prima la rapina in banca, e poi solenne puttan tour. Interessa?
Caso n. 6 (Ricky Memphis contro Sauro Sandroni)
Ricky Memphis (isp. Belli): Sandro’, nun ce prova’. Ce ‘o so che sei stato te.
Sauro Sandroni (sorridendo strafottente): E’ inutile, ispettore: io non parlo senza il mio avvocato.
Ricky Memphis (isp. Belli): Avvocato? Quale avvocato? Ma che, nun te l’hanno detto? Gli avvocati so’ tutti fuori legge. Mo’ ar governo ce stanno le toghe rosse, e all’avvocati l’hanno messi tutti ar gabbio…
Sauro Sandroni: Uhmm…
Ricky Memphis (isp. Belli): Beh? Che nun ce credi?
Sauro Sandroni: Ma veramente, io… e pensare che li ho anche votati… Comunque non mi fregate con i vostri trucchi. Conosco i miei diritti, io.
Ricky Memphis (isp. Belli): Ah sì? E dimmene uno.
Sauro Sandroni: Eh? Beh, adesso… così, su due piedi…
Ricky Memphis (isp. Belli): Ahia… che nun avemo studiato?
Sauro Sandroni: No, le giuro che a casa li sapevo… aspetti: ecco, sì, ho diritto a fare una telefonata.
Ricky Memphis (isp. Belli): Telefonata? Ma che sei scemo, Sandro’? Ma qua semo tutti spiati! Ce sta ‘a Telecom, a’mbecille… ma ‘ndo vivi? Pure Moratti spiava, e questo vo fa’ ‘a telefonata… Dinne n’antro, de diritto, Sandro’, che pe’ stavorta faccio finta de nun ave’ sentito.
Sauro Sandroni: Eh? Dunque… ho diritto a rimanere in silenzio.
Ricky Memphis (isp. Belli): Ahò, ma te me farai morì. E che t’ho detto, de mettite a canta’? E siamo seri, per favore…
Sauro Sandroni: … allora, vediamo… comincio ad andare un pochino in confusione…
Ricky Memphis (isp. Belli): Ma no, ‘n te preoccupa’… stamo tra amici. Vai tranquillo…
Sauro Sandroni: …bene… allora… ho diritto a un rimborso dall’agenzia di viaggi se l’albergo faceva cacare e non me l’avevano detto prima.
Ricky Memphis (isp. Belli): (facendo l’occhiolino al grande specchio appeso alla parete): E Bravo, Sandroni. Mo’ cominciamo a ragiona’. Te spetta er rimborso, certo. Te pio er modulo, va bene?
Sauro Sandroni: (sollevato): Va bene, ispettore. Io lo sapevo che mi potevo fidare delle forze dell’ordine. La caserma di Bolzaneto, la scuola Diaz… tutte stronzate, gliel’ho sempre detto ai compagni della Rinascita…
Ricky Memphis (isp. Belli): Ma certo, no? E che te paro, violento io? So’ un agnellino, so’! Senti, cominciamo a scrive’ la richiesta der rimborso, eh? Allora, io detto e te scrivi: “Io, Sauro Sandroni, dichiaro di essere l’autore materiale dell’assassinio della settantenne Suor Assunta Addolorati…
Sauro Sandroni: Scusi, ispettore, settantenne con quante T si scrive?
Ricky Memphis (isp. Belli): (sorridendo come se si stesse rivolgendo a un bambino): Co’ quattro, Sandroni. Co’ quattro.
Stacco sulla stanza dall’altra parte dello specchio. Ardenzi sta parlando con Parmesan.
Ardenzi: Nun ce credo. Avemo trovato uno più scemo de Belli…
Parmesan: Non fare il furbo. Paga.

Mi hai fatto morire dalle risate!
Ma come ti vengono??
Ciao,
A.
minchia, geniale.
comunque il rimborso, l’agenzia di viaggi, te lo da col chispios.
nun ce provà, sandrò. mica semo scemi.
E’ bellissimo!! Complimenti veramente, mi ha fatto venire il buonumore in una giornata così così. Splendido poi Ricky Menphis (che però è alquanto ingrassato!)
E mi dica sig.Sandroni, con Holmes&Watson come è andata?
Maurizio
Alessandra (posso chiamarti così?), non c’è cosa che non farei pur di non studiare.
Mosak, a me una volta l’agenzia di viaggio mi rimborsò col Chiapas: però dive dire che ero stato in Messico.
Maurizio, quei due non mi avranno mai vivo (pant).
Il mio preferito è quello con Horatio Caine. Mi ricorda Troisi: “Se mi dovessero dire che c’è una remota possibilità, che forse mi torturino, io già parlo”. Non ho ancora letto niente della produzione giallistica di Asimov (ho letto tutti i cicli dei robot e delle fondazioni varie), com’è? Ne vale la pena?
Riguardo alla tortura la penso esattamente come Troisi… brr…
Sulla produzione gialla di Asimov ho trovato questo link, molto esaustivo. Lessi la produzione gialla di Asimov da ragazzino, quando ero un seguace accanito di Sherlock Holmes (lo sono tuttora, vabbè) e i libri li prendevo in prestito alla biblioteca comunale: la trovai celestiale.
bellissimo post!
vero, i bei tempi di Nick Carter con l’ “Ebbene sì, dannato Carter! Hai vinto anche stavolta!” grugnito dal genio del crimine Stanislao Moulinsky alla fine di ogni avventura sono ormai lontani… pur senza scomodare i vari Provenzano e Vallanzasca, i nostri attuali inquisitori non sono ancora riusciti a far confessare neppure Wanna Marchi!
che nostalgia.
Baxx, ma guarda che Wanna Marchi non è Wanna Marchi, ma Stanislao Moulinsky in uno dei suoi migliori travestimenti
(magari lo fosse…)
ho letto entrambe le raccolte gialle di asimov tempo fa e le ho trovate molto carine…
però non ricordo assolutamente niente delle trame
delle due l’una: o sono molto rincoglionita (cosa molto probabile) oppure i racconti sono gradevolissimi da leggere ma poco “sostanziosi”
io propendo per la prima ipotesi…
ps i complimenti all’Autore del post li tengo per ultimi, tanto mi costa farli…

dì la verità, da chi hai copiato?
Maia, neanch’io ricordo niente delle trame. Ricordo che si trattava di piccoli rompicapo, dei divertsim… dievrtissiman… delle cose che Asimov si era divertito a scrivere usando la logica e le regole del giallo a chiave classico. Il bello non erano le trame in sè per sè, ma il ritrovare in ogni racconto tutti i crismi del genere. Poi, quanto al fatto che tu sia un pochino rincoglionita, chi sono io per contraddirti?
Quanto a copiare, le mie fonti di ispirazioni sono effettivamente parecchie (al giorno d’oggi è difficile inventare qualcosa di totalmente nuovo); credo che il miglior “dialoghista” (perlomeno su internet) sia il grande Chinaski. Un genio.
concordo su cinaski, in pieno
Sauro, sei andato a vedere cosa fanno su Oscarblog, a proposito di racconti gialli? In pratica devi scrivere un racconto su un omicidio strano legato ad un blog.
Accettano anche prove fuori concorso, sarebbe interessante partecipare.
si, qualche genialata la sforna. ma ultimamente mi sembra giù di tono.
Ho visto, Maurizio. Devo ammettere che l’idea mi stuzzica. Se avessi un po’ più di tempo…
Mosak, se ti riferisci a Chinaski, effettivamente i suoi ultimi post sono un pochino andati in calando (a parte il mitico “Soglia, Mezzasoglia e Sogliamarina”). Se ti riferisci a Oscarblog, non mi pronuncio, perchè l’ho conosciuto solo oggi tramite la segnalazione di Elica; se tiriferisci a me, considerati bannato: nessuno può mettere in dubbio la mia genialità, poffarre.
Grande pezzo, come al solito.
La stessa cosa che mi fa arrabbiare quando vedo Perry Mason: è mai possibile che il colpevole, messo alle strette dall’avvocato, crolli sempre e confessi il delitto? Vorrei vedere un Perry Mason contro Previti.
P.S. Ho rovistato tra le mie copie dei Vedovi Neri e dell’Union Club e non ho trovato la citazione.
scusa. guarda, mi metterò a scrivere dialoghi per te, vedo che ne hai bisogno…;-)
Perry Mason contro Previti, Zuck? Secondo me finisce come Horatio Caine contro Bernardo Provenzano: a mozzichi. Anzi no: Previti se lo beve, uno come Perry Mason…
Sono quasi sicuro che la citazione di Asimov fosse ne “Il club del Vedovi Neri”. Mi pare che fosse una specie di auto-prefazione al libro, come un’introduzione. Il fatto è che quel libro non ce l’ho proprio, e per vedere che edizione sia dovrei andare a prenderlo in prestito alla biblioteca comunale… quanti ricordi.
P.S. Oggi ho comprato “1974″ di Peace… ti farò sapere.
Andrea, più che altro mi ci vorrebbe uno che studiasse al posto mio… te la senti?
P.S. Oggi mi sono comprato anche “Testadipazzo”. Ti farò sapere anch’a te.
trovato l’edizione Marco Tropea, quindi? c’era anche quella NET, col titolo originale, che costava un po’ meno. oddio, sauro, ora ho davvero paura. se poi non ti piace temo di subire le conseguenze…che dio m’aiuti. guarda, se non ti piace sono disposto a non consigliarti mai più un libro!-)
Ciao, Foudre, leggi il racconto per Oscarblog che ho postato. Come l’altra volta è estremamente gradito ogni tipo di commento. Leggi il primo commento che ho scritto, e, attenzione, hai una piccola particina anche tu… (mi sono permesso dopo questo post fantastico)
Andrea, secondo te un tirchio come il sottoscritto poteva scegliere l’edizione più cara?
(ci metto la faccina per sottolineare che si tratta di autoironia… anche se…) Mi sono preso (su IBS, perchè a Pisa non c’è stato verso di trovarlo) l’edizione della Net. Trema, perchè ora so anche dove abiti, e se il libro non è di mio gradimento vengo a farmelo rimborsare (se i soldi per la benzina ce li metti te, naturalmente).
Elica, avrai mie notizie via mail. Mi hai fatto fare il poliziotto… Bestiale, come direbbe Coliandro.
no aspetta chi ti ha detto dove abito? no! io? ahahah!!!!! com’è facile dare informazioni sbagliate…
Un cameo
Pare che, nonostante tu abbia cercato di mascherarlo con abili sotterfugi, nella figura di Aristide Cecioni si sia riconosciuto il temibile Ragade, ex braccio destro der Pajata e ora momentaneamente ospite di Regina Coeli.
Quindi, a Fou’, si tto chiedeno io nun te conosco, nun t’ho mai visto, si tt’ho visto nun guardavo daa parte tua, si guardavo da quaa parte nun te badavo.
non c’ero e se c’ero dormivo.
novità, magari la sapevi già:
il club dei vedovi neri, è ora minimum fax, se non erro, che lo ristampa. ciao!-) visto stamani in libreria
Un bel cameo, Maurizio! Io poliziotto… cazzutissimo!
Che, poi l’hanno beccato Ragade? Li mortacci sua, li possino cecalli loro e chi glie coce er pane, ’sti ‘mbecilli. Me riccomando, V: si beccano pure te nun da’ fiato alle trombe, che sennò te pio pe’ l’orecchi e te scarto come ‘na Golia. ‘ntendo?
Mosak, e se dormivo sognavo che non c’ero. Bisogna finirle le cose, una volta iniziate.
Andrea, so per certo che sei di Casalguidi (il mi’ cognato lavora alla Telecom, e sa diverse cosette interessanti). L’edizione della minimum fax l’ho vista proprio ieri, da Feltrinelli! La vita è piena di coincidenze…
Esilarante.
p.s. (hai qualche errore nella formattazione del testo)
Grazie Aquatarkus, non me ne ero accorto perchè si vedono solo con Internet Explorer. Mo’ guardo se riesco a toglierli.