Letture

Ragionevoli dubbi

di Sauro, Settembre 24th, 2006

Comincio subito col dire che i libri della Sellerio, quanto ad eleganza, danno dei punti a tutti. La copertina blu, la carta pregiata, il formato piccolo e compatto… anche l’occhio vuole la sua parte, e l’occhio, quando guarda i libri della Sellerio perfettamente impilati sulla libreria, la sua parte ce l’ha. Non so perchè, ma le edizioni Sellerio mi ricordano quando ero bambino e trascorrevo le mie vacanze sulla Costa Etrusca. Ogni paese aveva la sua bancarella di libri usati, e io ci passavo intere serate, sempre indeciso su quale libro scegliere (sono sempre stato un indeciso, io). Ancora oggi mi viene spontaneo associare la lettura e l’estate, i libri e Cecina Mare. La mente umana lavora in modo strano. In mezzo a tutte queste associazioni involontarie, c’è n’è una che riguarda pure i libri della Sellerio: vedo uno dei libri in questione e mi vengono in mente i salotti letterari che animavano l’estate cecinese, le anziane signore che vi partecipavano, la baracchina dei libri nella pineta, io che leggo sotto l’mbrellone… mah.

Bene, adesso che l’occhio e la memoria hanno avuto la loro parte, passo a parlare del libro in questione. Gianrico Carofiglio è un magistrato pugliese che lavora alla procura distrettuale antimafia di Bari. Non so come sia nella sua attività di pubblico ministero: se è bravo come lo è a scrivere, però, non vorrei essere nei panni dei mafiosi che hanno a che fare con lui. Carofiglio è spesso associato ad altri autori che, come lui, provengono dal mondo dell’amministrazione della giustizia: mi riferisco principalmente a Piergiorgio  Di  Cara (commissario di Polizia) e  Giancarlo di Cataldo  (giudice di corte d’Assise). Diciamo che i tre sono associati nella mia testa (tutti e tre mi piacciono, sebbene abbiano stili completamente diversi l’uno dll’altro) e nelle pagine di quei periodici che ogni tanto se ne escono con un servizio intitolato "E il poliziotto divenne scrittore" o qualcosa del genere. Ignoro se tra di loro si associno, ma credo di no.
"Ragionevoli Dubbi" è il terzo libro con protagonista l’avvocato Guerrieri (e un p.m. che sceglie un avvocato come protagonista dei suoi libri mi sta simpatico a prescindere). Guido Guerrieri è un quarantenne divorziato che si è appena allontanato anche dalla sua ragazza, Margherita. Il suo lavoro non gli piace più (forse non gli è mai piaciuto) e in questo non è solo, nel libro: incontriamo anche giudici ormai nauseati dal dover spedire gente in galera. Insomma, ce n’è per tutti. In questo terzo capitolo, l’avvocato Guerrieri si trova a dover difendere un ex picchiatore fascista, Fabio Paolicelli, che una volta, da ragazzo, picchiò anche il bambino Guido Guerrieri. Il picchiatore, che sembra aver messo la testa a posto da diversi anni, è sposato con una donna di origine giapponese, Natsu, e insieme hanno una bambina Midori. Di ritorno da una vacanza in Montenegro, appena scesi dal traghetto, l’auto su cui i tre viaggiavano viene fermata per un controllo e vengono trovati quaranta chili di cocaina. Paolicelli si dichiara innocente, ma finisce ugualmente in carcere e Guerrieri è chiamato a difenderlo.
A questo punto ci si aspetterebbe, da parte dell’avvocato, l’inizio di una indagine che gli permetta di far scagionare il suo asistito. E questo accade, anche se non è la vicenda più propriamente poliziesca quella che sta al centro della storia. Al centro di essa ci sono invece i pensieri dell’avvocato, i suoi dubbi deontologici su quanto sia opportuno per lui difendere qualcuno che lo ha ossessionato sin da quando era bambino, i suoi tentennamenti di fronte alla bellezza della moglie del suo assistito, il suo disamore per la professione forense, un mucchio di altre cose. Carofiglio scive davvero bene, secondo me, e riesce a rendere in maniera molto credibile la figura dell’avvocato. E’ un tipo problematico, Guerrieri, ma la sua figura non soffre di quegli eccessi di caratterizzazione che spesso mi rendono indigesti i personaggi dei film o dei libri. I suoi problemi sono quelli comuni a molta gente: l’insoddisfazione per il proprio lavoro, per la mancanza di un amore, per gli obblighi che la vita ti mette davanti e che  non sai come eludere. Guerrieri è una persona normale, credibile, che si trova ad afrontare una vicenda poliziesca che però rimane quasi sullo sfondo. Il fatto che la trama sia poco articolata e che alla fine non si sappia neanche come siano andate davvero le cose potrebbe, in altri casi, decretare la morte letteraria di un libro come questo, che in teoria potrebbe essere classificato alla voce "legal thriller": invece si tratta di un gran bel libro, senza etichette, e questo lo si deve al fatto che Carofiglio è uno scrittore con la S maiuscola, che per ammaliare il lettore non si serve di una storia forte, ma di una scrittura bella.
 

  • internet ti spia….gmail, in questo senso, è un gran spione, no? la recensione, naturalmente, non l’ho letta. è che me ne hanno parlato male, se tu ne parli bene, poi che faccio? nel dubbio, l’ignoranza. è che non lo comprerò mai, capisci? magari potrei farmelo prestare, però. vabbè, leggo. ciao (stai guardando Commando, ammettilo!-)

  • Gmail è ficcanaso assai: confermo. Se , ad esempio, mi mandi una mail che abbia per oggetto o per argomento “Moana Pozzi” (non che ti ci veda, eh? Mi è venuto un nome a caso), gmail mi fa vedere un mucchio di cose inerenti all’argomento. Non accade proprio così, ma più o meno ci siamo. Quindi, d’ora in poi, mail con oggetto “Pozzi Moana” sono più che gradite. Ti hanno parlato male di Carofiglio? Beh, ci sta. Per quanto mi riguarda è uno dei miei italiani preferiti (di quelli viventi, perlomeno) e secondo me ha i numeri dello scrittore vero. Può darsi che, giunto al terzo capitolo, l’avvocato Guerrieri abbia bisogno di rinnovarsi un po’, ma Carofiglio rimane comunque un grande scrittore. Mia opinione, eh?

    (comunque non sto guardando Commando. Provavo a studiare, a dire la verità. E poi che bisogno c’è di guardare una cosa che sai praticamente a memoria? “Mi sei simpatico. Per questo ti ucciderò per ultimo”… minchia, come direbbe Coliandro. E pensare che ora fa il governatore della California…)

  • Uffa, ma splinder cosa diavolo ha! Non sono riuscito a postare un commento, ogni tanto si inchioda, meno male che è la migliore piattaforma per Macchianera. Ripeto il post, se poi Splider me lo raddoppia scusami e trova le differenze, perchè non mi ricordo cosa avevo scritto prima.

    Allora, avevo sentito parlare di Carofiglio sulla Repubblica e mi era rimasto impresso il fatto che era un magistrato, di più non ricordo ma mi aveva incuriosito allora e credo che lo acquisterò (tra l’altro su internetbookshop.it danno come voto 4.64/5, molto buono)

    Ho letto Manchette (Il caso N’Gustro). Bello, mi è piaciuto, lo stile di scrittura è molto scorrevole, efficace. Certo che i francesi sono bravi in questo. Tra l’altro, hai visto il film “36 quais des orfevres”, a porposito di noir?

  • Guarda, di post ne è arrivato solo uno. Peccato, perchè “Trova le differenze” sulla Settimana Enigmistica, è uno dei miei giochini preferiti.

    Carofiglio, secondo me, merita. Se posso darti un consiglio, io comincereri con la prima storia dell’Avvocato Guerrieri, Testimone Inconsapevole. Gli “episodi” non sono legati, ma è sempre meglio partire dal primo, che forse è anche il migliore dei tre.

    Ti è piaciuto Il caso N’Gustro e l’hai trovato scorrevole? Pensa, è il romanzo di Manchette che a me è piaciuto di meno (e mi è piaciuto parecchio comunque). Prova NADA, Posizione di Tiro, Piccolo Blues e Fatale, e poi mi dirai…

  • Sì, volevo comprare Piccolo Blues, ma da Feltrinelli non l’avevano. Pensa, cercavo dei libri di Fenoglio, (che io considero uno dei più grandi scrittori italiani, ma è anche una cosa personale) ma non ne avevano manco uno. A Torino, considerando il fatto che Fenoglio è di Alba e scrive delle Langhe/Monferrato, è quasi un sacrilegio. Ah, l’ho poi trovato a Bologna. Mah

    Il film che ti ho scritto non l’hai visto?

  • L’ho appena visto in cima alla classifica dei più letti sul sito di Mel Bookstore (la mia libreria preferita, nonché il posto in cui ho speso buona parte dei miei averi…).

  • Maurizio, non ho visto “36 quais des orfevres” (a dire la verità non mi ero neanche accorto che ne avevi scritto). E’ un film recente? Merita?

    Credo che l’ultimo film francese che ho visto sia Nido di Vespe: pura azione, e di alta scuola.

    Che intenzioni hai, Grace? Ti fidi dei miei gusti e aumenti il debito con Mel Bookstore oppure no? :)

  • Onore a Ricky memphis, che ha lasciato Distretto di Polizia.

  • Commento di Foudre/ 6 Ottobre 2006

    Onore (sei un ultrà? :-) a Ricky Memphis perchè ha lasciato una serie fatta in maniera non curatissima? E’ questo il senso del tuo commento? Se sì, sono d’accordo con te.

    Abbasso Distretto di Polizia, viva la Squadra!

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