I Guerrieri della Notte

"Se sei nato nei ‘70 non puoi non amare gli Aerosmith", mi pare cantino da qualche parte i R.E.M. E se sei nato nei ‘70, aggiungo io (e conterò qualcosa più dei R.E.M, cazzo), non puoi non riconoscere a prima vista (e amare) questo tizio nella foto.
Per chi, come me, è nato nei grandi ‘70 e cresciuto nei pessimi ‘80, I Guerrieri della Notte (da un romanzo di Sol Yurick) è più di un film. E’ una Storia (con la S maiuscola) semplice, quasi elementare, ma che sconfina nell’epica. E’ l’Anabasi e l’Iliade fuse insieme. Al centro di tutto c’è un gruppo di "soldati metropolitani" che qualcuno ha infilato in una trappola e che si deve guadagnare il mare e la salvezza attraversando il territorio nemico; e ci sono i nemici, appunto, gli eserciti da battere e dai quali fuggire, che sfilano con le loro armature, i loro condottieri e i loro colori di guerra. I Baseball’s Furies come gli Etiopi, i Turnbulls come i Mirmidoni, dunque. Qualcuno storcerà la bocca di fronte a questi miei paragoni; ma certamente quel qualcuno non potrà mai diventare un Guerriero della Notte e cercare la fuga nell’oceano color del vino (scusate, credo che l’epica mi abbia preso un po’ la mano).
Cosa si può chiedere di più a un film? Come sfruttare meglio la madre di tutte le storie, e cioè il ritorno a casa dei guerrieri partiti per la guerra? Come passare indenne là dove Omero è passato tremila anni prima di te? Cazzo ne so io? Domandatelo a Walter Hill, che del film in questione è il regista. Non lo so come ci è passato, Walter (forse si sarà tappato le orecchie con la cera), ma fatto sta che gli è venuto fuori un gran bel filmone, porca vacca.
Ai Guerrieri sono legato dai mieri ricordi di bambino, quando il film lo vedevo passare la sera sulle reti Mediaset e il giorno dopo, sul pulman che ci portava a scuola, il dialogo era più o meno questo:
- Ma te l’hai visto ieri sera i Guerrieri della Notte?
- Eh, l’ho visto sì, porca troia! Bestiale!
- Bestialissimo!
- Hai visto quando ci sono quelli vestiti da beisbol, quelli col muso tinto…
- Tanta roba!
- Triviale!
- Hai visto che legnate che beccano? Pum, pam, crun…
- Spettacolo!
- E quello sui pattini? Bastardo!
- Figlio di puttana! Ma gliele danno sode! E gli Orfani? Che rincoglioniti! La molotoff, gli tirano…
- Già! Teste di cazzo! E i cosi, li hai visti, i cosi?
- Eh? Che cosi?
- Merda, non mi viene, i così, lì, i… quelli tutti neri… no via, ‘un mi viene. Senti ma te l’hai studiata geometria? Ma Talete cazzo dice? Io non c’ho capito un ber segone nulla…
La storia. Il territorio della città di New York è stato spartito tra alcune decine di bande giovanili, che si combattono in una sorta di tutti contro tutti. Una notte, il capo dei Riffs, la gang più potente, riunisce nel Bronx nove delegati per ogni banda, con il progetto di unire gli intenti di tutti e di prendere il controllo della città. Cyrus (così si chiama), viene però fatto fuori dal capo dei Rogues, i rivali dei Warriors, che vengono incolpati dell’omicidio. A questo punto i Warriors devono tornare nel loro territorio, a Coney Island, e cioè al mare, e per farlo dovranno attraversare le zone d’influenza delle altre bande, che li cercano per far loro la pelle. Una delle cose più riuscite del film credo sia proprio la caratterizzazione delle varie tribù: ognuna di quelle che i Warriors incontrano ha le sue specificità, qualcosa che le rende differenti le une dalle altre. Proprio le bande sono al centro del film, e la storia, sin dai titoli di coda, è tutta per loro con la sfilata visiva dei partecipanti al raduno del Bronx: una cosa che non può non ricordare le descrizioni omeriche dei grandi guerrieri dell’Iliade e dei loro popoli in armi. Mi ripeto: niente di nuovo sotto il sole, anzi: Hill pesca a piene mani nel più classico dei repertori; ma lo fa con passione e rispetto, e questo, nel film, si vede.


Insomma, I Guerrieri della Notte è un grandissimo film. Forse, però, occorre averlo visto in condizioni particolari, quelle che si realizzarono nel mio caso. Insomma, occorre essere maschi (le bimbe guardavano Laguna Blu e Il tempo delle Mele), giovani, scalmanati. Allora il film vi piacerà. Se invece siete femmine, anziane e placide come mucche al pascolo, ma il film vi piace lo stesso, allora beh: una bella stretta di mano virtuale non ve la leva nessuno.

Per chi fosse interessato ad approfondire il tema, consiglio questo sito qui, in italiano.

Allora io sono nato negli anni ‘70. Allora questo post mi appare solo ora, che è martedì ore 20.39, mentre in tutta la giornata di oggi, mi veniva visualizzato sullo schermo come ultimo post quel racconto che non ho letto. Allora io sono nato in Toscana. Allora sono masculo. Allora, io, questo film, non l’ho visto. Ma sono un caso particolare. Pensa che l’altra sera ho visto per la prima volta Benvenuti in casa Gori, ed è dalle elementare che sento risuonare tutt’intorno a me…”Babbo Natal facci tr…., facci trombà penNatale…” e tu pensa come sono strano, che non guardavo neanche Laguna Blu e il tempo delle Mele. Ma Ho sposato Simon Le Bon, sì. Ma Gordian, Goldrake, Vultus V, SuperGattiger, Ken Falco, Hurricane Polimar, TigerMan, il tipo vestito di bianco con la falce di luna in fronte…oddio…e poi….Voltron, Mazinga Z, il grande Mazinga, Jig Robot d’acciaio, Ulisse nello spazio, Takaia Todoroki (non mi ricordo il titolo del cartone), e Starzinger, e Sasuke, e Ryu, e Conan e Lana, Hello Spank, Gigi la trottola, Sampei, Hollyver Hutton e Benjiamin Price e Tom Becker e Marc Lenders e i gemelli Derrick e Ross il malato di cuore eccetera, e, per tornare ai robot, Daltanious, Trider g7, Daikengo (chi se lo ricorda, Daikengo?) e Calendar Man, e il tipo che diventava un superfigo sui pattini a rotelle, e quel telefilm giapponese (che mi metteva una paura) con il tipo con la maschera da leone, mi pare, e con i nemici che gli arrivavano da sottoterra, e il mago Pancione etcì, etciù, e Grisù il drago pompiere, e Don Chuck castoro, e i puffi e Bem…insomma, io, i guerrieri della notte, non li ho visti, capito? ciao sauro, bel post. il sito l’avevo già visto, guidatoci dai tuoi link. grazie.
Eh, mi ricordo che l’ho visto al cinema, era vietato ai minori di 14 anni, mi sembra. Comunque facevo le superiori in quel di torino e mi ricordo il casino che ci fu alla presentazione del film. Tutti protestavano: un film violento qui, un film che non dice niente là. Un pò come adesso per la croce di Madonna o le parole di Ratzi (ehm, meno, forse)
Oltretutto era un periodo “politico”, forse l’ultimo colpo di coda prima delle TV commerciali, quindi anche questo film entrò nel tritacarne. E chi andava a vederlo era fascista, non capiva un cazzo ecc.. Ora, io sono stato saldamente di Sinistra fin da tenera età, ma mi ha sempre fregato la curiosità, quindi decisi di andarlo a vedere con un mio amico, più o meno con gli stssi pensieri. Il problema è che non potevamo dire niente dopo, pena lo sputtanamento. Ti dirò, non mi era piaciuto granchè all’inizio, ma poi l’ho rivalutato e ora lo considero un film di culto, anche di intrattenimento sì, però chissenefrega. Non ho mai considerato questi film di serie B, ma ho cercato di capire, di formarmi un’idea senza etichette. A volte sono cagate, a volte sono belli, come in questo caso.
Io ho una teoria, magari sballata, ma che per me funziona: se un libro o un film è bello o ha qualcosa di particolare non me lo dimentico, mi rimane e riaffiora ogni tanto, magari solo qualche scena, ma vuol dire che ti ha detto, anche solo per un momento, qualcosa.
Dunque, Andrea:
Non hai letto il racconto? Non sai cosa non ti sei perso! Sei stato fortunato, stavolta. Sei maschio, nato nei settanta, ma non hai visto il film. Qualcosa mi sfugge. Uhm… forse che non ti hanno cresciuto a moccoli? Può darsi, se sei delle parti di Lucca. E poi, ohè, ma come ti permetti di insinuare che io guardavo Laguna Blu e Il Tempo delle Mele? Quella era roba DA FEMMINE, porco cane. Io, per tua norma e regola, da bimbetto giocavo con i soldatini, chiaro? Erano tutti soldatini che travestivo personalmente da viados brasiliani, ma l’onore era comunque salvo. Sposerò Simon Le Bon l’ho visto anch’io, quello sì. Un film bello come una discarica abusiva. I cartoni che citi li ho tutti presenti (il tipo che viaggiava sui pattini a rotelle si chiamava MUTEKING); l’unico che non ho presente è il telefilm giapponese di quello con la faccia da leone. Ma non ti sbagli mica con Megaloman?
Quanto ai Guerrieri della Notte? Vedevetelo, su Rieducational Channel!
Elica, per quanto riguarda la questione dei film violenti, oggi I Guerrieri della Notte è una bucciata. La stessa Arancia Meccanica, ancora oggi vietata ai minori di 79 anni per (si diceva all’epoca) eccesso di violenza, oggi iimpallidirebbe di fronte alla truculenza dei vari Enigmisti contemporanei. Tutto si è evoluto, anche la violenza al cinema. L’accusa di violenza mossa ai Guerrieri della Notte, poi, fa particolarmente ridere. A me sembra più un film di Bud Spencer, dove tutti prendono un casino di legnate e tutti, alla fine, si rialzano da soli… mah. La mente dei censori segue vie molto contorte. Quando vidi il film per la prima volta in tv avrò avuto dieci anni, e la politica era lontana da me quanto l’educazione da Calderoli. Sarà per colpa di quell’imprinting, ma io la connotazione politica fascista del film non l’ho mai registrata, anche se ne avevo sentito parlare. Ci sono film di ispirazione fascista, ma non mi pare questo il caso. Erano tempi belli, quelli che tu citi, ma anche molto idioti, per molti versi.
A me de I Guerrieri è rimasta impressa più di una scena. Quasi tutte, a dire la verità. Il fatto che l’abbia visto più o meno trenta volte, anche in inglese e francese, con i sottotitoli, può avere influito.
Il tipo con la calza in faccia (tipo Inside Man) e la mezzaluna (tipo Fratelli Musulmani) è Moon Mask Rider, ammazza la fantasia, mentre Takaya era Grand Prix (questo invece spicca per originalità).
I Guerrieri non è un film di puro intrattenimento, non è un film per ragazzi, è un film. Personalmente, un cazzo di film. Che, come tutti i grandi film, non ha alcun bisogno di “dire” qualcosa, di avere un “messaggio”. Per dirla con le parole del Maestro, “i messaggi li portano i postini” (R. Rossellini, mica cotica).
I Guerrieri della Notte si fa forte della sua storia e di come questa è raccontata, del fatto che il mestiere di Hill è di quelli puri, capace di trovare la tensione nei dettagli e nella costruzione dell’immagine (io ho in mente sempre quando strappa un pezzo di gonna alla tipa per fare la molotov e lei gli fa uno sguardo tra il sadico e il lascivo), fino alla resa dei conti sulla spiaggia, specie di approdo al contrario.
Comunque il tuo template è tutto sballato, almeno con explorer.
You Warriors are good. Real good!
[Non tutte le bimbe guardavano *Laguna blu* e/o *Il tempo delle mele* (io, ad esempio, mi son "persa" entrambi e non credo che ormai li recupererò...), oh.]
Gran film, ed in versione originale vi si scoprono slang e inflessioni che fanno la gioia dei maniaci come me.
Grace
non solo
ti dirò che ci son bimbe degli anni 70 che si son perse sia le lagune blu ed i tempi delle mele, sia il “filmone” in questione (ed alle quali simon lebon faceva schifo anche nei titoli dei film)
e che non sono per niente pentite delle rinuncie
queste bimbe di solito son di quelle guardano con estremo sospetto tutti i film pompatissimi mediaticamente, a prescindere
perché è vero che così rischiano di perdersi capolavori, però spesso si risparmiano delusioni cocenti…
V, accidenti ad Internet Explorer. Ma che ci fa uno avanti come te con I.E.? Get Firefox! (se lo dici in inglese è più fico).
Moon Mask Rider… io mica me lo ricordavo più… credevo che nel suo commento Unpoapolide si riferisse a kyashan…
Bella la frase di Rossellini. Riassume bene il mio pensiero per quanto riguarda cinema e letteratura. Get Firefox!
Grace, in effetti la versione in lingua originale è davvero una miniera di novità, soprattutto se prima ti sei imparato a memoria i dialoghi in italiano. Tra l’altro riesci a capire quanto gli adattatori siano costretti a cambiare il senso di molte frasi per rendere in una lingua quell che in un’altra viene detto in maniera più lenta o più veloce (ci vorrebbe un adattatore anche per far capire a chi legge quello che ho appena scritto). Who are the Warriors?
Maia, se pensi di esserti persa dei capolavori non guardando Il tempo delle mele e Laguna Blu, beh, vai tranquilla. Non ti sei persa niente (ebbene sì, mi hai beccato: me li sono visti). Se ti capita di dare un’occhiata ai Guerrieri, invece, guardateli. Secondo me a una come te quel film piacerà.
in che senso scusa?
guarda che sono già in clima prepartita, mi sto abbigliando da hoolingan, attento a quello che dici…
UFF, ’sti fiorentini…
nel senso che, siccome mi sembri una bimba piuttosto aGUERRIta un film che ha per protagonisti i GUERRIERI della Notte ti dovrebbe piacere! Oppure credevi che te lo consigliassi perchè i gilet dei guerrieri sono all’ultimo grido della moda di Pitti Uomo? Eh?
poi forse non mi sono spiegata bene
a me i film tipo il tempo delle mele e laguna blu e via discorrendo, mi hanno fatto sempre schifo, anche da ragazzina
quasi quanto i titanic ed i ponti di madison county (o come si chiama) da adulta
il fatto che siano anche film pompati mediaticamente, li rende ancora meno appetibili ai miei occhi…
Vabbè, ma questo film qua, mediaticamente parlando, mica lo pompa nessuno. A meno che tu non mi consideri un media. E io so che mi considero diverse cose (tutte più o meno negative), ma non un media.
E comunque avevo capito. Ti ricordo che io sono della città di Galileo, e te sei della città di Carlo Conti.
caro amico mio,
guarda che se la butti su quale fra le nostre due città ha dato i natali al maggior numero di cittadini illustri in arte e cultura sei messo mooolto male….
Guarda, chiudiamo subito l’argomento: la mia città ha dato i natali a me. Sei rimasta senza parole, eh? Ah ah ah…
(in effetti sono consapevole che Pisa non può reggere il confronto con Firenze quanto a uomini illustri. Maledetti. Tutto cominciò alla Meloria, nell’agosto del 1284…)
ok, hai vinto
come te qui non ce ne sono (…)
comunque quando dicevo che il film è stato pompato mediaticamente, mi riferivo al gran polverone che si scatenò quando uscì in tv
fu tutta pubblicità gratuita
ed a me passò tutta la curiosità
(vuoi laciarmi l’ultima parola si o no? guarda che son capace di andare avanti per giorni…)
No.
ok allora, risolviamo tutto da adulti, usciamo fuori di qui
ti aspetto dietro al convento delle carmelitane
Mi introduco nella tenzone amorosa solo per dire che Titanic è Cinema con all’incirca sei maiuscole, e i Ponti di Sticazzi Country è Clint, e pure se è un suo minore è sempre un Eastwood. Boia de’. (non c’entra, poi io sono pavese, ma mi volevo da’ un tono)
Ehi V, stanne fuori, ok? E’ una cosa tra me e lei. (non è vero, puoi starci dentro, ma mi piaceva la frase. Del resto, quando una frase comincia per “ehi”…)
In effetti Titanic non è un brutto film (non è Kubrick, ma non è nemmeno un “fratello Vanzina”); il fatto è che quando uscì tutti (e tutte, soprattutto) non facevano che parlare di Di Caprio e di quanto fosse bello e romantico, e allora viene spontaneo comprendere nel giudizio sul personaggio anche quello sul film che lo ha lanciato (lo lancerei io, Di Caprio, sì, ma dalla Torre di Pisa). I Ponti di coso Country, invece, non l’ho proprio visto.
(complimenti per il boia de’: pur non essendo livornese l’hai usato nel contesto giusto al momento giusto).
Dalle Carmelitane, Maia? Vuoi giocare in casa, eh?
Scusa, foudre, ero fuori per lavoro e solo adesso accendo il PC. Quoto in tutto e per tutto ciò che hai detto, a volte mi guardo indietro e penso come eravamo stipidi e settari, poco aperti alla fine.
Al paragone con i film di Bud Spencer non avevo pensato, ma direi che hai centrato anche lì. Naturalmente tutto con gli occhi di oggi.
ma io mica ho fatto un commento sulla qualità dei film in questione
riguardo a titanic ed i ponti quelli là dico solo che son così pieni di melassa da farmi venire l’orticaria…
poi, non metto in dubbio che clint sia un gran regista
questo non vuol dire però che sia bello tutto quello che fa
(per dire, sono una fan adorante di hitchcock, ma per me marnie è un film proprio malriuscito)
ps
guarda che io ho studiato dalle mantellate
Mi si stanno accavallando i commenti, non ci capisco più niente.
Elica, siamo d’accordo su diverse cose, mi pare. Che i tempi in questione fossero bislacchi lo dimostra la leggenda metropolitana che vuole che Fini sia diventato missino dopo che un picchettaggio di ragazzi di sinistra li impedì di entrare al cinema a vedere Gion Uein. Mah. Secondo te quelli del picchettaggio li dobbiamo ringraziare o maledire?
O Maia, ma allora lo vedi che i Guerrieri è un film per te? Non ti ho mica consigliato di vedere Io ballo da sola…
Mah, è una domanda veramente difficile, la suddivido in decenni (e chi vuole intendere intenda)
anni ‘70, decisamente maledire per altre leggende metropolitane tramandate. Compagni, eccheccazzo, ci facciamo male da soli!!!
anni ‘80, mmh… continuamo a maledirli, poveri ragazzi, ma non sapevano a cosa andavano incontro.
anni ‘90-oggi. Mi sa che oggi qualcuno di quelli è iscritto a FI ;-), e si starà dicendo “che lungimiranti siamo stati!!”
Foudre, leggi cosa ho scritto e dammi una tua opinione, mi interessa. Grazie.
Non ho capito bene se ti devo dare la mia opinione su questo o sull’altro tuo commento. Sul tuo ultimo intervento non posso che dichiararmi d’accordo. Probabilmente a fare il picchettaggio a Fini quel giorno c’erano i vari Bondi, Cicchitto, Guzzanti, Saponara e quell’altro servo che non mi ricordo mai come si chiama, quello con la barba. Ma quali sono, in riferimento agli anni ‘70, le altre leggende metropolitane? Al momento mi sfuggono…
Mah, io avevo sentito (ripeto magari leggende) che lui era diventato un picchiatore. Qui a Torino erano diventati tristemente famosi alcuni personaggi di questo stampo e lui era citato, cioè io l’avevo sentito dai miei amici… vabbè leggende metropolitane :-).
Comunque erano tempi veramente strani.
No, ti chiedevo di leggere il racconto che ho scritto nel mio blog e darmi un opinione. Grazie.
ah ecco, Kyashan! era Kyashan! Non Moon Mask eccetera. Mi veniva Shynkan, a me! Allora ve lo devo di’, a voi di pisa e firenze. noi stasera c’abbiamo i pearl jam, qua. e io non ho il biglietto, porca eccetera. e magari qui ‘un ci so’ nati chi sa chi e chi sa cosa, e magari siamo i secondi consumatori di viagra e ai primi posti per gli psicofarmaci in Italia…ma…oh, noi c’abbiamo Licio Gelli, insomma, gli archivi, insomma, la cosa lì, quella che ha fatto (purtroppo) l’Italia com’è ora (e non è un gran bel vedere, ahinoi)….vabbè, mi ritiro…
Adornato? O Guzz padre?
Pensa che di Adornato avevo letto un libro, quando aveva fondato Alleanza Democratica, che si chiamava “Oltre la sinistra”.
Risposta di qualcuno, non ricordo più chi, forse D’Alema stesso: “Ferdina’, oltre la sinistra c’è la destra”. E infatti.
Fini picchiatore? Ma se lo chiamavano “Er Cachetta”! I picchiatori erano Storace, La Russa e Alemanno-celtica-al-collo. Ecco, quelli (e i loro omologhi di qua) sono stati la cosa più vicina alle bande dei Guerrieri della Notte che abbiamo avuto in Italia (giusto per non sembrare definitivamente OT)
Andrea, io non ho ancora capito di dove sei. Da i messaggi che ci siamo scambiati ho capito che giri tutta la Toscana peggio di un Eurostar (mi hai parlato di Firenze, della Maremma, della Costa Etrusca, della Lunigiana…), ma il tuo punto di partenza mica l’ho capito… anche se Licio Gelli… Pistoia o Arezzo? Non mi ricordo.
V, volevo dire Adornato. Che comunque, come registrava D’Alema, una certa coerenza ll’ha dimostrata… che poi scusa, ma oltre la sinistra, sui banchi del parlamento, non c’è uno spazio vuoto, una specie di strapiombo? Se proprio doveva andare “oltre”, poteva anche cadere lì…
La Russa, Alemanno e Storace “Guerrieri della Notte? Eh, mi immagino i dialoghi:
Storace: - Ehi, fratelli, chi sono quelli?
La Russa: - Sono quei bastardi degli Arcigay’s. Stanno su nel Bronx.
Alemanno: - Rompiamogli le chiappe, a quella banda di debosciati!
La Russa: - Vacci piano, amico: sono alleati con i Giacobins di Garibaldi Street. E poi c’è la tregua imposta da Ciampus, dei Liburnia Smoccolators.
Alemanno: - Vigliacchi fottuti…