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di Sauro, Settembre 11th, 2006
A volte mi capita di pensare a quali colonne sonore sceglierei per i film che mi immagino nella testa (…certo che detta così non suona molto bene… non vi preoccupate, eh? Tutto a posto, è solo un po' di stanchezza). Provo a dirlo meglio. Mi piace il cinema e sono venuto su guardando e riguardando i film del mio tempo (quelli belli, quelli brutti, quelli originali, quelli fatti in serie…), e quando penso a una storia, ad una possibile trama (anche letteraria), mi viene spontaneo visualizzarmela come se fosse una scena di un film. Ne parlavo da qualche parte qualche post fa. Oggi non avevo voglia di studiare (oggi?) e allora pensavo. Pensavo a questa scena qui: c'è questo pazzoide, seduto da solo in una stanza piuttosto buia, con la luce che filtra dagli scurini (oppure troppo illuminata, con un numero esagerato di lampade). E lui, il pazzoide, è lì con le gambe incrociate, le dita delle mani intrecciate davanti al viso e lo sguardo fisso davanti a sè. La stanza è tutta incasinata, con i vestiti sparsi, il resto dei pasti consumati, la televisione accesa senza volume (niente di originale, come si può vedere. Un po' come Bob Geldof in qualche scena di "The Wall"). La ripresa si alterna tra primi piani (frontali e di profilo) e una ripresa fissa, dall'alto. Poi comincia una carrellata, con la macchina da presa che gira lentamente intorno al pazzo. Ecco, a questo punto mi son detto che qui ci sarebbe stata bene una qualche musica. Allora c'ho pensato ancora di più, a questa cosa (l'esame di storia moderna può aspettare), e mi sono suonato nella testa tutta una serie di canzoni che conosco e che potrebbero andare bene alla bisogna. Sono stato tutto il pomeriggio indeciso su "One of these days" dei Pink Floyd e "Ho visto Nina volare" di De Andrè. E' stata dura, ma secondo me quest'ultima "fa più paura" e rende meglio l'idea di un tizio al quale stanno passando per la testa pensieri non proprio paradisiaci. A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi:1. Ma perchè questo rompicoglioni (che io sul suo blog del cazzo ci sono capitato per caso cercando "ragazze dicianovenni" su Yahoo, con una sola N, provare per credere) non studia invece di perdere tempo con le trame, le storie, i film e le altre stronzate? 2. E se proprio sente il bisogno di fissare da qualche parte le sue seghe mentali, perchè non scrive su un bel diario chiuso con il lucchettino come tutte le personcine sensibili di questo mondo?" La risposta alla domanda 2. è semplice: ho una pessima calligrafia. Quanto alla prima domanda, invece, non posso che dare ragione a chi se la pone. Qui comunque c'è il testo:
Mastica e sputa da una parte il miele mastica e sputa dall'altra la cera mastica e sputa prima che venga neve luce luce lontana più bassa delle stelle quale sarà la mano che ti accende e ti spegne ho visto Nina volare tra le corde dell'altalena un giorno la prenderò come fa il vento alla schiena e se lo sa mio padre dovrò cambiar paese se mio padre lo sa mi imbarcherò sul mare Mastica e sputa da una parte il miele mastica e sputa dall'altra la cera mastica e sputa prima che faccia neve stanotte è venuta l'ombra l'ombra che mi fa il verso le ho mostrato il coltello e la mia maschera di gelso e se lo sa mio padre mi metterò in cammino se mio padre lo sa mi imbarcherò lontano Mastica e sputa da una parte il miele mastica e sputa dall'altra la cera mastica e sputa prima che metta neve ho visto Nina volare tra le corde dell'altalena un giorno la prenderò come fa il vento alla schiena luce luce lontana che si accende e si spegne quale sarà la mano che illumina le stelle mastica e sputa prima che venga neve Il tutto cantilenato con un ritmo lento, profondo, ossessivo. Una nenia (solo la parola nenia, se associata a questa canzone, mi mette addosso un po' di inquietudine) che di sicuro non mi stupirei se risuonasse di continuo nella testa del mio squilibrato. La strofa "stanotte è venuta l'ombra/l'ombra che mi fa il verso/ le ho mostrato il coltello/ e la mia maschera di gelso", invece, mi fa proprio paura. Questo dimostra due cose: 1. Che De Andrè (e anche Ivano Fossati, in questo caso) è un grande e sa evocare grandi emozioni con poche, semplici parole (e musiche); 2. Che io la notte devo dormire di più, perchè sennò poi di giorno mi agito e non studio un cazzo.
C’è questo pazzoide, con la luce che filtra dalla persiana della finestra (una sola finestra) e c’è la luce della luna, fioca, e ogni tanto le macchine, giù in strada, che fanno lame di luce su per tutto il soffitto, e poi c’è una luce, sempre più forte, e il tipo che si alza, e la luce sempre più forte, e il tipo che arriva alla finestra, ed è praticamente accecato, e guarda, guarda fuori (se si può guardare qualcosa che ci acceca) e la persiana si apre, e la finestra si apre, e lui non sa che fare, dove andare, si volta a destra, poi a sinistra, e tutto questo è molto veloce, veloce, e lui guarda fuori, e c’è, cazzo, c’è, cazzo, la Luna fuori della sua finestra, che apre la sua piccola boccuccia e gli fa “ma com’è che l’hai presa a Nina? che ti faccio un culo così!”
grazie per la canzone.
ciao,
andrea
adoro questa canzone… ma da oggi in poi mi farà paura, ogni volta che la sentirò penserò ad un folle seduto in una stanza vuota…!!! Meglio farsi i film mentali che studiare storia dai!! complimenti per il blog!
ciaaauuu
Toh, hai scelto una delle mie canzoni preferite in assoluto. E’ da brividi, davvero.
oddio. hai ragione, inquietante è dir poco (anche su moggi).
[Grace]
Andrea, una luna non propriamente romantica la tua…
La canzone ti farà paura, Palletta? Potenza della grande musica! Non credo che con i Gemelli DIversi avresti lo stesso effetto, neppure se ti facessero bubusettete a metà canzone
Macubu, io fatico a scegliere, con De Andrè, UNA canzone preferita. Chissà di preciso cosa aveva in mente quando l’ha scritta. Quante cose avrei da chiedegli se ci fosse ancora…
Absolutely, se chiudo gli occhi riesco ad immaginarmelo, Moggi: chiuso in una stanza buia, lo sguardo fisso, il telefono in mano… “Chiama e rispondi/da una parte Carraro/chiama e rispondi/dall’altra Pairetto…” brr, che paura
Grace: ???
Una volta ho detto ad una mia amica che, quando sono incazzato, ascolto “la bomba in testa” di De André, così l’incazzatura aumenta e mi sento meglio (ché le incazzature a metà mi fanno incazzare). Lei, stupita, mi disse che per un’incazzatura ci vuole un pezzo rock, con una chitarra distorta, o qualcosa del genere. Bisogna spiegare sempre tutto a queste ragazze di adesso…
[Non era una scena *limitrofa* a quella da te citata?]
G.
Radiofax, cercare di sublimare un’incazzatura con un pezzo rock è in effetti come volersi ubriacare con l’acqua. Ci vuole qualcosa di più profondo e meno scontato: sono d’accordo con te (anche sulle ragazze di adesso).
Grace, il dubbio mi era anche venuto, ma credevo che fosse uno di quei commenti “carino il tuo blog, vieni a visitare il mio”, una cosa così (non mi chiedere perchè). Il fatto che tu non avessi messo il link al tuo blog non mi è neanche passato per l’anticamera del cervello…
Eh, in effetti la tua immagine da abbastanza bene l’idea dell’ossessione così come io me la sono immaginata. Il fatto che sia all’aperto invece che al chiuso (come certi De Chirico) l’amplifica ancora di più.
Il perché non te lo chiedo. Però non pensarlo più, eh?
Ché io giro sloggata apposta, e tu mi prendi per spammer…ecchediamine! E poi il tuo blog non è carino, è davvero bello (*carino* secondo me è un termine che si usa per dissimulare uno scarso gradimento).
Comunque avevo cercato l’immagine proprio per sublimare la tua descrizione.
[Fine del commento inutile]
G.
Grace, immagine molto bella. E’ roba tua creata appositamente, o trovata in rete, o altro? (Saluto il padrone di casa, ben felice di fare la sua conoscenza)
Lou Andreas
Grace, chiedo venia per l’accusa di spamming (che su internet ci sono poche cose più infamanti). “Carino” di solito si usa in casi come questi:
Tizio: “Ti devo far conoscere una!” (o uno)
Caio: “E com’è? Bella?”
Tizio: “Eh, bella… carina…”
Caio: “Carina? Ho capito: è un tipo. Falla conoscere a qualcun’altro.”
Caro Lou Andreas, il piacere è tutto mio.
Punto 1: c’è che legge i profili, soprattutto quando ci sono tutti questi cambiamenti
Punto 2: io cambierò foto, ma tu cambi tutto
Punto 3: Quindi sei un “enta”? (notare la delicatezza, please)
Punto 4: sei un grande!-)
aurevoir!
Punto 1: Eh, in effetti prima il profilo non era pubblicato, quindi non lo leggeva nessuno…
Punto 2: se potessi la foto me la cambierei anch’io, nel senso che mi cambierei proprio i connotati.
Punto 3: Sono “enta” da qualche mese. Brutta sensazione.
Punt 4: sono un grande, sì, ma un grande bischero. Un bischerone.
Ian Curtis dei Joy Division, prima di impiccarsi, deve aver vissuto una scena molto simile, solo che lui guardava la televisione spenta.
Però le canzoni dei Joy Division non valgono, tutto Closer è un film horror di quelli crebrali, tipo la Metà Oscura o robe così.
(Foudre, ovviamente la mia imprecazione era ironica…)
Lou Andreas: l’immagine l’ho presa in rete, ma ho visto così tante volte quel film che ormai potrei ricrearlo fotogramma per fotogramma. Poi lì il protagonista stava guardando *I guastatori delle dighe*, come potrei dimenticarlo?
Per i complimenti rivolgiti direttamente ad Alan Parker e Roger Waters (e pure a Gerald Scarfe).
Grace
carino il tuo blog, vieni a visitare il mio!
apparte gli scherzi, mi ha ricordato certe litanie che ascoltava un amico. molto orientaleggianti quelle, ma l’atmosfera che creava era quella.
ora non potrò fare a meno di associare de andrè a moggi. grazie eh!
ehmm… Foudre… non perché sia poi così importante… capisco che il nome risulti ambiguo, ma sono una “cara”, non un “caro”. Detto così, tanto per conoscersi…
Lou Andreas
V, non ho mai ascoltato molto i Joy Division; li associo ad un periodo (fine ‘70-inizio ‘80) che non riesco musicalmente a digerire (io “sono” per il rock-blues e il progressive). Quegli anni sono (in generale) troppo “cupi” (con il dark elettrico e non) e “incazzosi” (con il punk) affinchè io possa appassionarmici veramente. Per quel poco che posso dire, le canzoni dei Joy Division mi hanno sempre dato una sensazione di scura inquietudine, molto “sentita” e molto poco commerciale. Per semplificare: mi fanno molta più “paura” loro che tutte le band horror-metal degli anni ‘90 messe insieme…
Grace: naturalmente, l’avevo capito. E’ che mi piace sempre fare il brillante nei commenti…
Mosak, mi dispiace assai (l’associazione De Andrè-Moggi); per farmi perdonare: clicca qui
CarA Lou Andreas: sei donna? Meglio così
Che ne pensi del casto Immanuel?
Lostfan, perdonami ma vengo da una giornata di lavoro infernale e non sono molto lucido: chi è il casto Immanuel?
dai un’occhiata qui: http://www.killertv.splinder.com/post/9217694/Deflorato+in+un+uggioso+pomeriggio+di+settembre+inoltrato
Lostfan: grazie. Sono commosso che tu abbia pensato a me dopo averlo visto. Con questo artista ho trovato qualcuno che mi fa più paura dei Joy Division (ma molta, molta, molta molta, molta, molta, molta più paura).
O_O perdonato foudre.
moggi? chi?
Ci aggiungerei una regia tipo alex Infascelli in Almost Blue, con la camera che si muove in maniera impazzita intorno al pazzoide.
Sta venendo fuori un buon clip, bisognerebba farlo e metterlo su YouTube, chi fa il pazzo ?
visto foudre? il peggio non muore mai, se vuoi cmq oggi ho ufficialmente aperto il fan club
Elica, ti rispondo con una citazione di Murdock, indimenticato componente dell’A-Team (ah, quanti ricordi!): io non sono pazzo, e non sono neanche un pezzo di pizza in un pozzo che puzza. Pura poesia.
Lostfan: ancora una volta, come potrò mai ringraziarti? Davvero, mi voglio sdebitare. Dimmi tu come. Grazie ancora. La tessera numero uno è già andata via? Immagino di sì…