Cazzeggio

Ancora consigli per scrittori e sceneggiatori. Oh, io lo faccio per loro!

di Sauro, Settembre 8th, 2006

Chi è avvezzo alla frequentazione del genere giallo, sia al cinema che in letteratura, sa che il delitto perfetto non esiste, o meglio: sa che non è contemplato. Cioè, ci sono questi assassini che cercano di ammazzare la gente senza farsi beccare, ad esempio mettendo il veleno nel librone che poi i frati si leccano le dita e muoiono, oppure mettendosi d’accordo in venti (di assassini) e trovandosi tutti e venti sullo stesso vagone letto che poi dovrà prendere la loro vittima desginata e così la fanno fuori reggendosi il gioco a vicenda ma poi arriva l’investigatore belga con i baffi che a lui gli importa una sega se loro si reggono il gioco perchè lui li sputtana lo stesso tutti e venti del resto lì ce l’hanno messo apposta per mandarli al gabbio.
Già, perchè in questi casi interviene sempre lui, l’investigatore (che può essere di volta in volta un eroinomane misantropo, un grassone amante dei fiori e della culinaria, una vecchia ficcanaso simoatica come un dito nell’occhio, un omino simpatico come un dito in un altra parte), che riunisce i vari sospetti in una sala e poi parte con lo "spiegone" finale, incastrando inesorabilmente l’assassino con la sua logica stringente e costringendolo, in alcuni casi limite, al suicidio immediato. Non c’è dunque nessuna speranza per l’assassino onesto che vuole solo fare quello per cui è venuto al mondo, e cioè per ammazzare? Lo deve sempre prendere in tasca lui, alla fine? Io dico di no. Nei libri, perlomeno.
Quello che mi prefiggo, con questo post, è fornire allo sceneggiatore e/o scrittore di giallo 5 modi per compiere il delitto perfetto, dimodochè il di lui assassino (di lui, dello scrittore voglio dire… no, via, mi sono incartato. Procediamo con l’elencazione, chè a me piace far parlare i fatti (e infatti con il mio comportamento sono solito dare ai tossici del Sert vicino a casa mia più di un argomento di conversazione). L’elencazione, dicevo.

  1. Fate in modo che l’assassino costringa la sua vittima designata a iniziare a fumare, bere e a fare uso di droghe. Se la vittima designata è un adolescente di 14-15 anni è probabile che la cosa risulti più facile del previsto. In questo modo, ipotizzando 2 pacchetti di Marlboro e 4 cubalibre al giorno più una decina di pasticche di ecstasy alla settimana, la vittima non dovrebbe arrivare ai cinquanta. Lo so, sarebbe una morte un pochino lenta e forse il ritmo del libro e del film ne potrebbe leggermente risentire, ma qui sta l’abilità dell’autore: dev’essere bravo a tirarla per le lunghe. Vi potrei fare più di un esempio, se solo ne avessi voglia… Se poi proprio si volesse essere sicuri della dipartita della vittima, l’assassino dovrebbe portarla spesso a cena da Macdonald; però vi avverto che a me il genere splatter non è mai piaciuto.
    E se la vittima designata già fuma, beve, si droga? Uff, ma è facilissimo: basta che l’assassino la faccia smettere dall’oggi al domani. La morte per suicidio, in questo caso, sarebbe rapidissima. Quanto alla motivazione, trovi l’assassino una scusa. Che ne so, che sennò la Madonna piange, che se non smette non gli masterizza più i discorsi di Schifani alla Camera, cose così. Ingegnatevi. Ah, sempre se la vittima designata è un adolescente, ma solo se è maschio, può risultare utile la tecnica detta "polsorovente": essa si attua accertandosi che al suddetto adolescente non manchi mai una robusta dose giornaliera delle riviste "Puledre in Calore", "Buchi Roventi" e "Le Pornocasalinghe". Se i miei calcoli sono giusti, prima della morte per consunzione non dovrebbero passare più di tre settimane. A tale proposito, ricordo che a me, all’epoca, mi salvarono per il rotto della cuffia facendomi sentire per dieci secondi la voce di Maria de Filippi, cosa che non mi ha fatto pensare al sesso per i
    successivi quindici anni.
  2. Fate in modo che l’assassino acquisti una miniera di carbone in Cina (chè lì la roba costa poco), e che vi chiami a lavorare la sua vittima designata con la mansione di addetto al piccone solista. Meglio ancora se il responsabile per la sicurezza dei lavoratori lo fate fare a una persona che abbia la stessa moralità di Gambadilegno. No, Calderoli non va bene: ho detto come Gambadilegno, non di meno. Di solito in miniera se non è oggi è domani: una bella esplosione a quattrocento metri sottoterra e il delitto perfetto è servito. Varianti da tenere in considerazione alla miniera sono: la cava di marmo nelle Apuane, un traliccio dell’Enel o un cantiere stradale sulla Salerno-Reggio Calabria. L’importante, per rendere la cosa credibile, è che inseriate nella storia il subappalto del subappalto del subbappalto e tre ore di sciopero a fine turno dei sindacati. Mi rendo conto che può sorgere un problema se la vittima designata è, per fare un esempio, un manager che guadagna 600.000 €. al mese. In questo caso l’unica cosa da fare è offrirgliene 600.001, e tutto si dovrebbe aggiustare. Se invece la vittima designata è un parlamentare, non provate nemmeno ad offrirgli un lavoro, perchè si potrebbe offendere.
  3. Inscenate l’assassinio a Roma, in via Poma: non lo beccheranno mai.
  4. Fate in modo che l’assassino dica alla vittima che mentre lui (lui la vittima) era a insegnare catechismo si è presentata a casa sua (della vittima) Monica Bellucci, nuda, unta e nell’evidente atto di masturbarsi; fategli inoltre sapere che era arrivata fino lì perchè aveva deciso di farsi suora, ma prima lo voleva trombare bene bene (la vittima) perchè aveva visto la sua foto sul sito della Polisportiva Tripalle (alla voce "terzini fluidifcanti") e lo aveva trovato piuttosto sexy, e che però non trovandolo era andata via, concedendosi prima un’ultima sveltina con il senzatetto rumeno che vive in un cartone vicino ai cassonetti della spazzatura. Io, se mi dicessero una cosa così, mi ucciderei subito prendendo a capate il mobile del salotto, quello di massello con tutti gli spigoli a punta.
  5. Inscenate l’assassinio della vostra vittima tramite una bomba alla stazione di Bologna, o su un treno di nome Italicus, o in una piazza a Brescia, o sparando un missile su un DC9 in volo sopra Ustica: il vostro assassino non lo beccheranno mai, specialmente se si tratta del mandante.

Ecco, mi sembra che una bella mano ve l’ho data. Però non è che posso sempre fare tutto io.

  • d’accordo, vado a scrivere. ricoapitolando:

    comprare una miniera cinese in via poma , fondarci una piazza bresciana dentro, chiamare dicendo la manfrina della bellucci, e poi offrirgli un lavoro: mettere una bomba. se è parlamentare si suicida, giusto?

    ma non è che poi mi arrestano per tentata strage, con la storia della piazza bresciana?

  • Appendice al punto 1:

    La vittima designata dovrebbe essere una donna single dopo i 30 fresca di divorzio o appena tradita dal partner oppure un gay sopra i 40 in libera uscita con camicia a fiori a maniche corte.

    Le due categorie sopra descritte vanno giu’ come mosche

  • non hai messo la più semplice. anche…diventare presidente degli stati uniti…:-) scherzo, io…(però mi sembra in un film con clint eastwood…ma forse faccio confusione, boh…)

  • Tranquillo, Mosak: nessuno ti toccherà mai. E’ ampiamente dimostrato.

    Lostfan, in che senso le due categorie vanno giù come mosche?

    Andrea, in effetti diventare Presidente degli USA non è difficile, soprattutto ultimamente: pare che basti non capire un cazzo. Però non ne muiono mica tanti, di presidenti USA. Forse Clinton ci andò vicino dopo un prelievo della Levinski… ‘na bella morte, cazzo.

  • uh. intendevo, per l’assassino. basta che diventi presidente USA, e poi…chi ti becca più? notte…

  • allora, andiamo con ordine

    caro sting della costa ovest, hai citato in un unico post un sacco dei miei amori mancando loro di rispetto

    primo fra tutti il mio dio in terra (e non voglio sentire discussioni, ognuno si sceglie gli dei come meglio crede!) ovvero umberto eco

    poi autori e personaggi che mi hanno rallegrato l’adolescenza fra un mattone e l’altro (e che ogni tanto ancora leggo con diletto, come stuzzichino rilassante della mente, come aperitivo, come una settimana enigmistica in cui sei sicuro di riuscire a risolvere il “rompicapo”, cosa necessaria all’ego di chiunque, come sano concime della presunzione sulle proprie capacità intellettive, altrimenti io, single ultratrentenne non tradita ma uscita da una storia troppo lunga con un impotente e/o gay non confesso andrei giù troppo facilmente…)

    in particolar modo ti diffido di dileggiare assassinio sull’orient express, da cui fra l’altro è stato tratto un film da uno dei miei registi preferiti, pieno di attori che amo…

    punto secondo, non è necessario limitarsi a via poma

    in zona romana evidentemente è difficilissimo risolvere delitti, anche se ci si spinge verso il mare, come insegna il caso montesi

    sarà mica una specie di nuovo triangolo delle bermuda in cui, invece di aerei, spariscono belle ragazze invischiate in giri strani?

    terzo

    usare bombe, aerei che esplodono, miniere che crollano, non ti sembra un pò esagerato per ammazzare una persona sola?

    va bene sviare le indagini, ma non ti sembra un tantinello esagerato? perché così si rischia che la psicologia dell’assassino rientri nel campo delle manie di onnipotenza, riportando il romanzo/film in zone creative che non ti piacciono

    punto quarto

    ma “Puledre in Calore” e “Buchi Roventi” esistono davvero?

  • Perchè Sting della costa ovest? Cioè, della costa ovest va bene, ma Sting? Io tutt’al più della costa ovest posso essere un Pupo o un Nek (bellissimo nome, tra l’altro)…

    Il fatto che abbia citato molti tuoi amori mancando loro di rispetto non è casuale: prima mi sono informato.

    Su Umberto Eco poco da dire: forse solo un pochino troppo verboso, ma la sostanza c’è. Per quanto riguarda gli enigmi che ti bei di risolvere con i libri gialli: io non sono mai riuscito una sola volta in vita mia a capire in anticipo l’assassino, e se non ci sono riuscito io, che sono pisano, figurati se ci sei mai riuscita te, che sei di dove sei. Quindi non ci provare. Sul gay impotente invece non mi pronuncio. Sarebbe inelegante nei confronti di un collega.

    Via Poma: ho citato il primo che mi veniva in mente, ma ne avrei potuti citare qualche altro centinaio. Ci sono più assassinii misteriosi in Italia che nel paese della Signora in Giallo…

    Le bombe per uccidere una sola persona: trattavasi evidentemente di paradosso, e il mio intento era quello di fare un’amara ironia sul fatto che in Italia le stragi sono rimaste tutte più o meno impunite. Ma mi rendo conto che tu, essendo che sei originaria di dove sei originaria (”per andare dove vogliamo andare, dove dobbiamo andare?…), possa avere qualche problema a capire le cose al volo ;-) Niente di male.

    Puledre in calore e buchi roventi non mi risulta che esistano, anche se non mi stupirei del contrario. Se vuoi mi posso informare…

  • allora, caro sting dei miei stivali (sei stato tu stesso a paragonarti a lui, poi sono io che non capisco!) se non sei capace di risolvere non dico un ellery queen (che in effetti barava non dando tutti gli elementi ai lettori) ma una qualunque christie, non è certo colpa mia!

    (anche se mi dà la soddisfazione di vedere palesata una volta di più la scarsa prontezza mentale di quelli che vengono da dove tu vieni…)

    in effetti la mitica signora in giallo (quella vera) seguiva sempre le stesse regole auree, tanto che una volta individuate nel romanzo, si potrebbe anche chiudere il libro, se non fosse per vedere come l’omino coi baffi o la vecchina impicciona (o la coppia di giovani innamorati) arriveranno a capire quello che tu sai già da tempo

    una dritta

    la regola numero uno è molto semplice ed infallibile: quando un personaggio, di solito il più insospettabile, scampa miracolosamente ad un attentato alla propria vita, è SEMPRE ed INVARIABILMENTE l’assassino.

    non se ne scappa

    ora non vorrei averti rovinato la sorpresa, svelandoti il colpevole di tutti i filmini della serie di poirot su rete 4 che son sicura ti registri anche…

    poi, l’ironia sulle bombe ecc l’avevo colta benissimo

    ed in fatti ti prendevo per i fondelli, ma visto che vieni da dove vieni, non ti riesci a rendere conto di quando ti si piglia per le mele…

    poi sulle riviste citate, mi fido; se non le conosci, di certo non esistono

    ps su eco vorrei anche vedere, anche se avrei non poco da dire sul suo ultimo romanzo, deludente oltre ogni dire

    che colpo al cuore!

    ma si sa, il vero amore sopravvive anche a questi piccoli inciampi di percorso…

  • Vanno giu’ come mosche o letteralmente schiattano!

    Sere

  • Maia, ma perchè “dei miei stivali”? Cioè capisco lo “sting”, ma “dei miei stivali”…

    :-)

    Tranquilla, la sorpresa non me l’hai mica rovinata. Di Agata credo di aver letto tutto quello che c’era da leggere. Quanto all’omino coi baffi su retequattro, non è vero che lo registro, e per un preciso motivo: non ho ancora capito come funzioni il videoregistratore nuovo.

    Visto che vengo da dove vengo, capisco benissimo quando mi si vuole prendere per le mele, ma siccome so anche da dove vieni te, è impossibile che uno (o una) che viene da dove viene te possa prendere per le mele uno che viene da dove vengo io. Sì, mi sembra che fili.

    Su Eco non è che possa parlare con troppa cognizione di causa. Ho letto solo i suoi classici, Il Nome della rosa e Il Pendolo di coso, lì, di Foucault (spero di averlo scritto bene). Niente diari minimi o fiamme delle regine Loane. Mi sono perso qualcosa?

    Lostfan, mo’ ho capito. Le donne sopra i trent’anni appena uscite da un divorsio o appena tradite dal partner, oltre a schiattare loro stesse possono anche avere un’altro effetto: possono far schiattare chi sta loro vicino. Grazie per le idee! :-)

  • no, non leggendo “la misteriosa fiamma della regina loana” non ti sei perso nulla, anzi, ti sei risparmiato una delusione (e mi chiedo come sia possibile che nel sito rai venga definito il “più felice romanzo di eco”)

    i diari minimi invece secondo me meritano

    come “apocalittici ed integrati”, anche se un pò sorpassato, è sempre interessante

    bellissimi “lector in fabula” e “sei passeggiate nei boschi narrativi”

    ma assolutamente da non perdere, secondo me, “baudolino”

    insomma, ho due scaffali interi della mia libreria dedicati solo a lui

    quanto lo amo…)

  • maia, posso solo postrarmi ai piedi della tua libreria. io sono rimasto un po indietro, ma l’ammirazione è la stessa.

    voglio spezzare una gamba di foudre a suo favore, comunque. Non voleva parlare male di umbertino caro. è che odia le repliche di sceneggiatura e le cose troppo cervellotiche, ma non è malvagio.

    E leggiti almeno il secondo diario minimo, cacchio, foudre!

  • Caro Mosak, ti ringrazio per la gamba (ne ho tre, come tutti sanno) che hai spezzato in mio favore.

    Giammai mi sognerei di parlare male del Prof. Eco, anche perchè ho letto solo due libri suoi e mi sono anche piaciuti. Il secondo diario minimo? Mi faresti partire da quello? Ma vanno letti in sequenza, i diari? No, perchè io odio iniziare una cosa non dall’inizio.

  • no, non vanno letti in sequenza, ma ci vuole una buona dose (sui quindici grammi, n.d.r.) di cultura generale smorzata da una soluzione fisiologica di cultura generale.

    Ti farai una carriolata di risate colte, e oltretutto stimola la produzione creativa, una lettura come quella, oltre che consolidare il tuo amore per Umbert.

  • Cultura generale? Io sono ferratissimo: vengo da anni e anni di dura gavetta sulla Settimana Enigmistica. “Forse non tutti sanno che…”, “Strano ma vero”, “Spigolature”, “Vero o falso”… ah, quante cose ho imparato leggendo quel giornale! E del resto, se non l’avessi letto, non avrei mai potuto sapere (ad esempio) chi sono i nativi della città di Parise e Piovene. Ma per dirne solo una, eh?

  • O che in veneto esiste una città che si chiama “Priori”, e il libro di saviane “il papa” inizia così: faceva freddo quell’inverno a priori (non esattamente, ma la resa poetica è fondamentale.

    errata corridge: la soluzione fisiologica era di latino e greco, o all’eventualità, pratica etimologica

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