Pensieri

In morte di Giacinto Facchetti

di Sauro, Settembre 4th, 2006

Mi ero ripromesso di non parlare mai di calcio, su questo blog. E guardate che io il calcio lo amo come poche cose al mondo: ho giocato, ho allenato i bambini, ho tifato, mi sono anche picchiato, per il calcio. Solo che il calcio, in questi ultimi tempi, mi faceva proprio schifo. Ma un’eccezione, oggi, va fatta.

Sono nato nel 1976 e sono sempre stato interista. Dal ‘76 ad oggi, l’Inter ha vinto due scudetti (tre, se si considera quello "degli onesti"), uno nel ‘79, che non mi sono goduto, e uno nell’89, talmente "mitico" nei numeri e lontano nel tempo che a volte mi chiedo ancora se non si trattò solamente di un sogno. A parte questo e qualche coppa Uefa, dal ‘76 in poi l’Inter e gli interisti hanno mangiato solo merda. Hanno visto il Milan e il suo odioso presidente trionfare con merito in Italia e nel Mondo; hanno visto la Juventus trionfare in Italia (avanzo qualche dubbio sul merito), e nel mondo. Si sono dovuti sorbire le prese  per i fondelli di romanisti, laziali, sampdoriani e fiorentini (quest’ultimi non si sa a che titolo).

Non lo nego: uno dei motivi che mi hanno fatto smettere di seguire il calcio (insieme ai giri truffaldini e sotterranei che ci stanno sotto), era il fatto che l’Inter facesse sempre più schifo, ogni anno che passava. Sempre di più, secondo il motto di "Freak" Antoni: "Quando un uomo arriva a toccare il fondo, non può che risollevarsi. A me capita di cominciare a scavare". Io, ad un certo punto, dell’Inter me ne sono lavato le mani, perchè ero semplicemente stufo di soffrire. Solo una persona mi convinceva a non recidere anche l’ultimo, sottile legame che mi univa ancora alla mia squadra.

Questa persona era Giacinto Facchetti. Quando lo vedevi apparire in televisione, alto, pacato, persino bello, ti veniva da pensare che se rimaneva lui, allora qualche speranza c’era ancora. Non la speranza di vincere, certo, perchè ormai non aveva più l’età per giocare; ma la speranza di conservare una certa eleganza anche nella sconfitta. Finchè la faccia dell’Inter fosse stata quella di Facchetti, nel mondo avrebbero continuato a portarci rispetto, anche se come squadra avessimo continuato a fare schifo. Cosa che per altro continuiamo a fare.

E’ facile avere stile quando si vince. Tutti ce l’hanno. Più difficile è dimostrare di avere stile quando si perde. In quei casi, semplicemente, o sei un signore o non lo sei. Facchetti, semplicemente, lo era.

Da ex calciatore, so quanto contino i dirigenti, e so quanto sia diverso il loro ruolo da quello dell’allenatore. L’allenatore è uno che ti fa giocare, sì, ma è anche uno che ti può mettere in panchina per settimane, uno con cui puoi arrivare ad offenderti o con cui puoi non parlarti per mesi. Il dirigente no: il dirigente è qualcuno con cui ti sfoghi, uno che ti sta ad ascoltare, uno che ti consiglia. Io, se penso ad un dirigente, penso a Facchetti. Se penso all’Inter, uguale.

Questo post ha preso inevitabilmente i toni smielati che non mi sono mai piaciuti nei "coccodrilli" sui giornali. Non mi piace, e la finisco qui. Su Facchetti non ho altro da dire. La sua vita parla da sè. Una cosa: con questo post non ho voluto "difendere" L’inter e gli Interisti (che spesso non meritano difesa alcuna); ho voluto solo parlare di qualcuno che se n’è andato, e che non meritava di andarsene. Sì, perchè la vita è ingiusta: la gente per bene se ne va, e gli stronzi rimangono. Non c’è nessuna logica in tutto questo, non venitemi a dire il contrario. Come diceva Malet, la vita è uno schifo.

  • Commento di utente anonimo/ 4 Settembre 2006

    se ne va una persona onesta in mezzo ad un mondo di lupi..lo dico da interista prima di tutto, poi da amante del calcio giusto

  • non ero loggata..almeno lascio la mia firma…ciao presidente

  • mi unisco ai saluti ad un vero uomo di sport e gran signore che lascerà sicuramente nostalgia nei cuori di chi, nonostante tutto, questo sport lo ama ancora

    sono casi eccezionali quelli in cui il valore di un giocatore, come calciatore e come persona, supera i colori che ha rappresentato

    penso anche a scirea (di cui ieri ricorreva l’anniversario della morte)

    manca anche lui, anche ad una fiorentinaccia come me

    ps di motivi per prendere per i fondelli gli interisti ne hanno tutti, quindi anche noi fiorentini, tanto più che in casa spesso li si spazzola…

  • Eilan, se ne va una persona onesta che in un mondo di lupi era considerata anche stupida, proprio perchè non faceva parte dei furbi. Un brindellone lungo, lo chiamò qualcuno.

    Maia, quanto al fatto che ci spazzoliate spesso, non posso che darvi ragione. Mi ricordo che una volta, a Firenze, l’Inter giocò un anticipo di campionato al sabato motivato con il fatto che il martedì successivo avrebbe avuto la finale di Uefa con lo Shalke 04 (poi persa, per altro). Io c’ero, allo stadio a Firenze, e fu l’ultima volta che ci andai. In vent’anni che seguivo il calcio, non avevo mai visto niente di simile: l’Inter passo la metà campo solo due volte (di cui una fu il rinvio del portiere), e non entrò mai nell’area della Fiorentina; Fiorentina al contrario che fece più o meno venti tiri nella porta dell’Inter, senza mai riuscire a segnare. Pagluca parò anche le mosche, e prese (se non sbaglio) 9,5 sulla pagella della Gazzetta dello sport. Non credo che un portiere abbia mai preso un voto più alto. Ti lascio immaginare quanto mi divertii, quel giorno. Riconosco che siete la nostra bestia nera. Anche se oltre questo non è che possiate spingervi. O vi siete già dimenticati della Florentia Viola? :-)

  • simpaticissimo foudre, qui non ci si dimentica di niente…

    dunque sabato non vieni?

    peccato, secondo me ti perdi uno spettacolo…

  • Non ci vengo neanche se mi ci tirano per i capelli. Se io sono allo stadio di Firenze, l’Inter farà schifo. E io voglio che l’Inter faccia schifo con le sue sole forze. Ci tengo proprio.

  • [Il silenzio assenso. piu o meno quello che provo io.]

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