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Visti in tivvù.

di Sauro, Agosto 31st, 2006

Un doveroso avvertimento ai naviganti: questo post è chilometrico.

Dunque, che in televisione non c’è mai un cazzo l’ho già detto due o tre post fa. Ieri sera, invece, oltre a C.S.I. Miami (una delle poche cose che si salvano) c’era pure "Fuga da Alcatraz", con Clint.

(E qui apro una parentesi. C’è un teorema specifico o una legge tipo quella di Murphy per quanto riguarda la televisione? Mi spiego: capita che in televisione non ci sia nulla per dieci giorni di fila, e che in quei dieci giorni tu sia costretto a non muoverti da casa tua per svariati motivi (ti chiami Robert Neville e fuori ci sono i vampiri, l’uragano Catrina sta bussando alla tua porta, ecc.); ecco, in quei dieci giorni non potrai neppure scaricare film da E-mule perchè la Finanza, tra i milioni di scaricatori a ufo, ha beccato proprio te mentre rubavi (perchè prendere roba da internet è un furto, e tu lo sai) l’ultimo di Fabri Fibra, e ti ha segato l’ADSL. Quindi in quei dieci giorni ti romperai inesorabilmente i coglioni. Poi capita che fuori i vampiri muoiano perchè hanno sbagliato a rimettere l’ora solare, che Catrina si sposti giustamente sulla Casa Bianca e che tutto, insomma, si liberi. Tu a quel punto potresti anche uscire, e vaffanculo la televisione e chi la guarda. Anzi no: ora DEVI proprio uscire, ci sei costretto, perchè quella sera hai la riunione settimanale degli scaccolatori anonimi, che un giudice ti ha obbligato a seguire come condizione per la libertà vigilata dopo che ti avevano arrestato al semaforo rosso mentre ti esploravi oscenamente le narici. Ed ecco, allora, la mia domanda: come si chiama quella legge per la quale quando sei in casa in televisione non c’è mai una minchia e come metti anche un solo piede fuori ci sono 26 prime TV? E inoltre: come si chiama quell’altra legge per la quale in televisione non c’è mai un cazzo per mesi e poi, improvvisamente, una sera ci sono in contemporanea la finale di Coppa del Mondo, 2001:Odissea nello Spazio, una tavola rotonda sul poliziesco tra gli spiriti di Manchette e Willeford e, su TelevaldiCecina, Le calde labbra di Moana? 
Faccio così, per chiedere. Semplice curiosità. Chiusa parentesi)

C.S.I. e Fuga da Alcatraz, dicevo. Sono stato indeciso fino all’ultimo, poi ho pensato che IL PIU’ BEL FILM DELL’UNIVERSO SU UN’EVASIONE DAL CARCERE lo avevo già visto, e ho deciso di guardare quella sagoma di Horatio Caine e dei suoi mattacchionissimi amici. "C.S.I. raramente delude", ho pensato. Ecco, ieri era una di quelle rare volte.
Mi riferisco all’episodio della barca che prende fuoco: mai visto tante discrepanze, tante inesattezze, tante soluzioni tirate per i capelli (mia moglie, più tranchant di me, le ha definite "stronzate"). La puntata inizia con una famiglia su una barca, e la barca prende fuoco. La famiglia è composta da padre, madre (quarantenni) e da figlio e figlia (diciotto-dicianovenni). Ora, all’inizio della puntata, mentre il panfilo va a fuoco, si sentono chiaramente i due pargoletti chiamare con voce tonante sia "Papà!" che "Mamma!" e non, badate bene, "Papà! e "Matrigna!". Ricordatevelo, questo particolare. Poi i due, impauriti, si buttano in acqua per sfuggire al fuoco e vengono (pare) mangiati dagli squali. Squali-toro, per la precisione. Anche un bambino sa che l’unico squalo che attacca l’uomo è lo squalo bianco (come, bambino, non lo sapevi? Adesso lo sai, tesorino), ma tant’è. Questo è errore veniale, e passiamo oltre. La mammina e il paparino non sembrano disperarsi molto. Horatio, zuzzurellone che non è altro, li interroga entrambi. Entrambi, anche la mammina, dicono "trovate mio figlio di quà, trovate mia figlia di là". MIO FIGLIO, MIA FIGLIA. La puntata va avanti per altri venti minuti e tutti noi umili spettatori siamo convinti che i quattro che erano sulla barca fossero legati da legami di sangue. Nessuno ci ha mai fatto capire il contrario, e del resto, se così non fosse stato, il babbino e la mammina lo avrebbero riferito a quel simpaticone di Horatio, come il buon senso e la logica vorrebbero. E invece no. Dopo mezzora di puntata si scopre, tramite CONTROLLO INCROCIATO DEL DNA dei membri vivi e defunti della famigliola, che i quattro non sono parenti. La mamma non è mamma: è solo seconda moglie del paparino. "I figli non sono miei", dice quella che per tutti gli spettatori era stata fino a quel punto la genitrice dei due ragazzi mangiati dagli squali; "sono i figli di mio marito" ("come, non ve l’avevo detto?", ci si aspetta che aggiunga da un momento all’altro). Notare, ripeto, che era passata più di mezzora dall’inizio della puntata, e perlomeno un giorno e un paio di interrogatori da parte di Horatio (quella testa matta) nel tempo narrativo della storia. "E porca puttana, ma me lo vieni a dire ora che non sono figli tuoi? Ora che ho fatto il test del DNA a tutta la famiglia (in cinque minuti, tra l’altro. Per farlo in Italia, un test come quello, ci vuole un semestre)? Ma mi prendi per il culo?" Questo ci si aspetterebbe che il vivace Horatio dicesse, a quel punto, alla signora. Macchè. Niente. Tutto come se fosse normale. E intanto allo spettatore hanno nascosto una cosa che invece nella realtà (perchè i gialli/polzieschiscientifici un minimo di aderenza alla realtà la dovrebbero conservare, sennò non vale) sarebbe stata subito palesata, guadagnando così una mezzora buona di telefilm.
Ma passiamo ancora oltre. Le indagini continuano e si scopre, tramite ricerca nel database della polizia, che babbo, bimbo e bimba, oltre a non essere parenti neppure tra loro (anzi, i due "fratellini" trombicchiavano pure assieme) erano tre truffatori matricolati e professionali. Adesso fate bene attenzione, perchè sto per dirvi quello che avrebbero escogitato per truffare prima la signora/finta mamma, e poi anche altra gente. Un piano semplice semplice, e assolutamente credibile.

  • TRE ANNI PRIMA (non ieri mattina: TRE ANNI PRIMA), la signora/finta mamma era sposata, e pure felicemente. I tre la adocchiano, TRE ANNI PRIMA, e decidono di ucciderle il marito. Così, alla volè. E come lo uccidono? Gli sparano? Lo avvelenano? Gli dicono che la Juve è in B e l’Inter ha vinto lo scudetto? NO. Sarebbe troppo facile. Decidono di inscenare un incidente d’auto. E come lo inscenano? Manomettendo i freni, giusto. Un classico che funziona sempre. E come li manomettono, i freni? Svitano qualche brugola, tagliano qualche filo? Ma no, che poca fantasia! No, loro METTONO NELLA MACCHINA UN MARCHINGEGNO PICCOLISSIMO CHE QUANDO IL MARITO DELLA SIGNORA METTE LA FRECCIA A SINISTRA PARTE UN IMPULSO ELETTRICO CHE DICE A UN’ALTRA MACCHINETTA DI BLOCCARE IL PEDALE DEL FRENO E AD UN’ALTRA ANCORA DI FAR ACCELERARE L’ACCELERATORE, COSI’ IL MARITO VA A SBATTERE E MUORE DI SICURO. Già, perchè SICURAMENTE, anche se il marito in questione è legato con una cintura di sicurezza spessa 10 cm e guida un Mercedes lungo di qui a laggiù con 129 airbag, quello, come sbatte, muore. Anche se sbatte contro il Tenerone del Drive In, non c’è niente da fare: quello muore. GARANTITO AL LIMONE.
  • Insomma, il marito muore, come volevasi dimostrare. A quel punto, il capo truffatore, il babbo, si iscrive a un CORSO DI SOSTEGNO PER VEDOVI, PERCHE’ LUI SAPEVA CHE ANCHE LA SIGNORA, ADESSO CHE NON AVEVA PIU’ IL MARITO, VI SI SAREBBE SICURAMENTE ISCRITTA. Eh, che menti superiori. Ma come mai io non ci ho mai pensato? E sì che di corsi del genere ce ne sono moltissimi (milioni e milioni solo a Pisa), e uno lo facevano anche al cricolo Arci accanto a casa mia. Vai lì, ti lavori una ricca vedova, magari ancora piacente e…
  • Dopo un serrato corteggiamento, il capo truffatore sposa la signora fresca vedova e adesso finta mamma dei due truffatori giovani. Molto bene.
  • "Certo, la mamma c’ha i soldi, e loro adesso glieli possono fregare", penseranno subito i miei piccoli lettori. Col cazzo, piccoli lettori: non era questo lo scopo dei truffatori, no. Il loro scopo era invece quello di ENTRARE NELLA CERCHIA DI CONOSCENZE DELLA FRESCA VEDOVA/FINTA MAMMA, PERCHE’ IN QUEL MODO SAREBBERO POTUTI ENTRARE NELLO YACHT CLUB DA LEI FREQUENTATO, E A QUEL PUNTO IL FINTO FIGLIO AVREBBE POTUTO CIRCUIRE LA FIGLIA DI UN RICCO SOCIO DEL YACHT CLUB STESSO, COSA CHE GLI AVREBBE PERMESSO DI ENTRARE NELLA DI LUI (DEL RICCONE) CASA, DOVE ESSI (I TRUFFATORI) SAPEVANO ESSERE CUSTODITI 10 MILIONI DI DOLLARI IN LINGOTTI D’ORO. Ma non solo: PER MAGGIOR SICUREZZA, LA FINTA FIGLIA AVREBBE POTUTO CIRCUIRE, ADESSO CHE ERANO ENTRATI NELLO YACHT CLUB, IL RAGAZZO ALLA PARI DELLA FAMIGLIA RICCA CON I LINGOTTI; UN ULTERIORE ACCESSO ALLA CASA DA DERUBARE.  Non si sa mai.
  • A questo punto, vi chiederete, cos’è che mi va a sputtanare il perfetto (un po’ ingenuo magari, ma la forza delle cose a volte sta nella loro semplicità) piano dei tre truffatori? Ma la figlia del riccone, naturalmente, che becca i due fratelli a scopare insieme e, guarda un po’, si adira. Allora che fa? Una scenata? Li denuncia al Vaticano? Li sputtana davanti ad un congresso di antropologi che stavano dibattendo del tabù dell’incesto? Ma no, ma no, ma no! Ma un po’ di fantasia, cribbio! No, LEI METTE DEL LIQUIDO INFIAMMABILE NEL CYRUM CHE IL TRUFFATORE GIOVANE E’ SOLITO FUMARSI OGNI SERA, COSI’, PER DARGLI UNA LEZIONE. E quale amante tradito non l’avrebbe fatto? Ma tutti noi, suvvia! Non nascondiamoci dietro ad un dito!

Ricapitolando: tre anni prima i tre hanno ucciso il marito della signora tramite un marchingegno che in confronto la fissione nucleare a freddo è una bucciata, e poi sono diventati la sua famiglia. Poi lei li ha fatti entrare allo Yatch Club, così poi loro hanno conosciuto una famiglia facoltosa, alla quale hanno rubato 10 milioni di dollari in lingotti ("Non mi fido delle banche", dice durante la puntata il furbissimo padrone dell’oro. Che coincidenza). Per arrivare a tutto questo, in pratica per fare un semplice FURTO in una casa (furto nel quale, tra l’altro c’è pure scappato il morto, il ragazzo alla pari; quindi non l’hanno fatta neppure pulita), ci hanno messo TRE ANNI DELLA LORO VITA. Minchia, un piano brillantissimo!

Ora mi chiedo:

Ma gli sceneggiatori chi erano? La Premiata Ditta? Loro cosa ci avevano messo, nel cyrum? Non è un pochettino forzata tutta la storia? Ma quanto hanno preso, gli sceneggiatori, per scrivere una stronzata del genere? Chiedo che per fare luce su tale spreco di dAnaro venga formata una apposita commissione parlamentare.

Scusate, ma non so di preciso come sia andata a finire, perchè ad un certo punto ho messo su Clint che scappava dal Alcatraz, e vaffanculo a C.S.I.. So solo che alla fine la signora/ex moglie/finta madre, in lacrime, si rivolgeva allo scoppiettante Horatio con le seguenti parole:

"Come è potuto accadere? Io volevo solo una famiglia!"

Ah, volevi una famiglia? Ma fai come tutti quelli con i soldi, no? Compratela, cazzo!

Ho scritto tutto questo pappie’ per ribadire come le motivazioni che muovono i personaggi di un film/libro debbano essere il più possibile sostenibili e verosimili. E’ importante. E per dire che ogni tanto anche i grandi sbagliano. Anche CSI, a volte, è un concentrato di puttanate.

(Sulle questioni prettamente tecnico/scientifiche, poi, non mi pronuncio: a me potrebbero tranquillamente dire che un rutto fatto l’anno scorso dall’assassino sul luogo del delitto può portare alla sua identificazione tramite il Luminol, e io ci crederei senza battere ciglio).

Questo per quanto riguarda C.S.I. di ieri. L’altra cosa che ho visto in tivvù in questi giorni è la trasposizione televisiva (avendola appunto vista in tivvù) dell’Ispettore Coliandro, di Lucarelli. Coliandro, che nei libri non mi pare fosse ispettore ma qualcosa meno, è  l’unico, vero antieroe che io riconosca.
Occorre adesso fare alcuni distinguo. Nell’accezione corrente, l’antieroe è un personaggio dotato delle seguenti caratteristiche:

  1. E’ duro fuori, ma in fondo è un buono; Sembra scorbutico, ma in realtà è un simpaticone;
  2. Non rispetta la legge che rispettano tutti gli altri, ma la sua, che alla fine risulta migliore;
  3. E purissimo di cuore, e l’ultimo degli idealisti romantici;
  4. Sembra politicamente scorretto, ma alla fine lo è solo con chi è più politicamente scorretto di lui;
  5. E’ un solitario che però ama tutto il genere umano, ed è incline a capirne gli sbagli, e a perdonarli;
  6. Alla fine, l’antieroe, che quando è cominciata la storia aveva tutti contro, dimostra di aver ragione. Alla fine lui era nel giusto, e gli altri nel torto.

Quindi, attualmente, l’antieroe è visto praticamente come un eroe.

Coliandro no. Coliandro è vagamente razzista, di un razzismo ignorante e stereotipato. Il suo razzismo non si ammanta di "elevate" teorizzazioni sulla superiorità di una razza sulla altre; no, lui prende in giro i cinesi perchè "sono gialli", perchè "sono tutti uguali" perchè quando parlano fanno "cin ciun cian". Poco più di un bambino, quindi. Perciò Coliandro è sempre politicamente scorretto, con una coerenza che gli fa onore. A smentire le sue convinzioni, pensano (nei libri e nei telefilm) le vicende che di volta in volta affronta. E lui ci fa la figura del bischero. Coliandro, il primo razzista simpatico.

Coliandro ha torto dall’inizio alla fine del libro (o del film). Alla soluzione ci arriva perchè gliela fanno cadere addosso, e lui nemmeno se ne accorge. Se è ad un bivio, Coliandro sceglie la strada sbagliata, sempre.

Coliandro non è molto puro di cuore. E’ velleitariamente arrivista, spesso meschino, invidioso. Non rispetta la legge che tutti gli altri rispettano, ma quando la infrange, se la fa addosso. E’ incapace in molte cose che fa.

Sono contento che questo suo essere davvero "antieroe", nel senso letterale del termine, sia stato mantenuto anche nei telefilm. Se così non fosse stato, avremmo solo avuto un altro Maresciallo Rocca in più. E di Marescialli Rocca ce n’è uno solo, perdio.

  • commento una cosa alla volta, altrimenti mi dimentico.

    dalla legge di murphy (likata sul mio blog):

    “se in un mese ci sono due avvenimenti interessanti, stai pur sicuro che capiteranno nella stessa serata, alla stessa ora.”

  • nessun altro inciso. ma io in CSI ho sempre trovato (guardato cinque volte) toppe sdrucite e fuori misura tipo quelle di cui quest’episodio è pieno.

    mi hai convinto a guardare coliandro.

  • Mi piacerebbe leggere la tua analisi di una puntata di Law and Order…. lo segui?

  • C.S.I. Miami resta comunque il migliore dei tre, per me: lo preferisco al Gary Sinise che ha perso la moglie e la mobilità facciale il 9/11 ed a quello di Las Vegas, dove la trepida Catherine sospira ad ogni pie’ sospinto (allittero con voluttà).

    Però devo tirarti le orecchie su una cosa: lo squalo toro. E’ tra le specie più pericolose per l’uomo, forse anche più del bianco e del tigre. A differenza di questi ultimi due, infatti, che sono specie essenzialmente pelagiche (di mare aperto), il Carcharinus Leucas - un carcarinide, ovvero della stessa famiglia del bianco - è uno squalo costiero, che non si fa problemi ad avvicinarsi ed ha una certa dimestichezza con l’uomo. Inoltre, non soffrendo la bassa salinità, è stato avvistato nelle acque di grandi fiumi, quali lo Zambesi, il Mississippi ed il Rio delle Amazzoni, anche decine di km nell’interno. E’ uno squalo veloce ed aggressivo, a suo agio nelle acque poco profonde e dall’indole territoriale. La distribuzione nell’atlantico centro-meridionale è frequente, soprattutto nel Mar dei Caraibi e nel Golfo del Messico, quindi direi che un naufragio fuori dalle Keys che si conclude con un’abbondante mangianza (si dice?) per squali toro non rappresenta uno sfondone, anzi è forse la cosa più verosimile della puntata. Che però non ho visto.

    Mi scuso per questa digressione, lunga e quasi totalmente OT, ma da subacqueo e appassionato di squali fatico a trattenermi dal concionare.

    Ah, complimenti per la segnalazione su MN, ampiamente meritata.

    V

  • Mosak, le leggi di Murphy e simili riescono a fotografare pienamente la realtà delle cose. Per quanto riguarda CSI, credo che sia una delle serie tra le più difficili da sceneggiare, per la grande perizia tecnica che occorre e per il fatto che le possibili situazioni, alla fine, sono sempre quelle. E’ quasi naturale che a lungo andare le sue storie si deteriorino.

    Lostfan, Law and Order l’avrò visto due o tre volte, ma in maniera piuttosto distratta. Mi è sembrata una cosa senza grandi picchi virtuosi, ma comunque piuttosto curata. Mi sembra male?

    V (come vedi, non appena mi hai ripreso è scomparso il “caro”), faccio pubblica ammenda. Non so dove abbia beccato l’informazione dello squalo bianco, ma ne ero quasi sicuro: che non lo fossi totalmente è dimostrato dal fatto che, attribuendo l’errore agli sceneggiatori, avessi parlato di errore veniale :-)
    Tu te ne intendi di squali, eh? Senti, nel Mediterraneo c’è? No, perchè a questo proposito ho una sorta di contenzioso in sospeso con mia moglie…

    Per quanto riguarda CSI e i suoi spin-off, anche secondo me il migliore è quello di Miami (anche solo per l’ambientazione, più solare e marittima); New York e Las Vegas sono troppo oscure e pesanti (anche se New York ammetto di averlo guardato poco). Quanto a Catherine, in effetti sembra più una pornostar travestita da poliziotta che mentre lavora ricorda i bei tempi in cui girava i film con Rocco Siffredi. Mi sbaglio o anche nella finzione è un ex spogliarellista?

  • Coliandro non sono riuscita a vederlo: solo pochi minuti, però gli attori mi sembravano dei tali cani (compreso il protagonista, che io trovo davvero bellino) che ho cambiato canale. Poi l’episodio era già a tre quarti e io odio guardare i polizieschi solo nella parte risolutiva. Non c’è gusto.

    Per quanto riguada CSI, io invece prefersico CSI Las Vegas - l’unico originale, gli altri sono tutte brutte copie - e ho un’adorazione per Grissom.

    E non che non ci siano vaccate in CSI LV, ma certo meno di quelle davvero troppo macchinose degli altri spin off.

  • Certo che ci sono!

    Ci sono verdesca - percoloso - e gattuccio - innocuo -, squali comuni nei nostri mari, ma anche il Carcharodon Carcharias o grande squalo bianco (proprio non ce la faccio, a non fare il saputello) è presente, soprattutto nel Canale di Sicilia. E poi mako, smeriglio, più di una varietà di squalo martello… insomma, per farsi venire la psicosi da bagno al largo ce n’è, se si vuole.

  • Oh Coliandro. L’avevo sbirciato la scorsa settimana, e mi pareva brutto. Poi questo martedì e giovedì ho dovuto ricredermi. è stupendo. è una presa di culo delle fiction seriose alla Distretto di polizia, o meno, come Carabinieri. E gli piacciono l’ispettore Callaghan e c’ha espressioni tipo…oh ma qual è quel personaggio…c’hanno fatto un remake l’anno scorso con Amendola come protagonista…a parte tutto. Sono personaggi irreali, quelli in Coliandro, e la recitazione è, secondo me, una parodia. Non sono dei cani gli attori, ma fanno dei cani. Però cani molto espressivi, a ben guardare. E ora mi spiace non aver visto gli episodi precedenti. ciao sauro!-)

  • Commento di utente anonimo/ 1 Settembre 2006

    O gesù! Uno che ha ancora il coraggio di protestare contro la scarsa qualità dei programmi TV? Ma tu sei un sognatore, mio caro, un utopista direi! E proprio in quanto tale ti omaggio idealmente di un crisantemo, che avendo tu visto “Fuga da Alcatraz” sai benissimo cosa simboleggia…Ciao

  • BMV, credo che Unpoapolide abbia centrato la questione: gli attori non sono dei cani (non tutti, almeno) ma recitano da. Guarda, credo che per farsi un’idea di chi davvero sia Coliandro, occorra leggersi i libri di Lucarelli, così uno si accorge di come la trasposizione del personaggio sia stata la più fedele possibile (considerando che va in prima serata e che un minimo di politicamente corretto lo devono comunque mantenere).

    V, mia moglie ha già la fobia dell’attaco da squalo… io invece sostenevo che non ce ne fosse motivo. Ma se adesso mi dici così, la fobia viene anche a me.

    Andrea, d’accordo con te, per quanto riguarda il giudizio su Coliandro. Non ho capito il riferimento ad Amendola: lui avrebbe fatto il remake di un personaggio? Non mi viene in mente nulla…

    Anonimo, più che il coraggio, la voglia… ma faccio così,tanto per parlare (scrivere) di qualcosa. Sono sempre stato bravo a lamentarmi.

    Ah, e grazie del crisantemo… in senso alcatraziano, s’intende.

  • Monnezza?! Mi pare. Ha un che, no? Un po’ Tomas Milian, ecco. magari è uno sfondone. ciao.

  • Giusto, ma quale sfondone! Amendola ha rifatto er Monnezza, sì. Io non l’ho visto, ma non credo di essermi perso un capolavoro…

  • questo post mi ha fatto talmente ridere (almeno, la parte su csi) che ho perso tempo al computer e adesso piove che dio la manda e io dovevo uscire mentre ora mi toccherà rimanere qui per TRE ANNI DELLA MIA VITA in attesa che smetta.

  • Ricordati, Fulmine (ma dai! anch’io sono un fulmine, ma in francese, però): mai leggere un mio post quando il tempo è indeciso (”fa culaia”, si dice dalle mie parti), perchè la lettura di quello che scrivo provoca il pianto degli angeli in cielo, e quindi la pioggia.

Commenta pure. Ricordati che puoi usare i tag html base. Se non dovessi conoscerli, be', impara.