Musica

A volte succede. A volte capita che una mente…

di Sauro, Luglio 25th, 2006

A volte succede. A volte capita che una mente umana, una delle tante che si sono state, che ci sono o che ci saranno sulla Terra, produca qualcosa di stupendo, un frutto del suo ingegno che riesce a catturare totalmente la mente di un altro uomo (o di altri uomini). Succede con la musica, succede con il cinema, succede con un mucchio di altre cose. Voi non avete mai avuto una canzone, un’aria, una sinfonia che vi ha fatto suo, che avete ascoltato 50 volte di fila e non vi è mai venuta a noia? Un film che rivedreste di continuo, titoli di coda e zac, titoli di testa, senza aspettare neanche un secondo? Io sì. Io ho sia la musica che i film.

In questo post, però, mi voglio limitare solo alle musica. Anzi, a una sola canzone.

La canzone in oggetto è “Baba O’Riley”, degli Who. Più sotto vi metto un affare tecnologico che ve la farà anche sentire. Prima, però, volevo descriverla a chi non l’avesse mai sentita in precedenza.

La canzone inizia tentando di ipnotizzarti. E ci riesce pure, con me. Fate caso alle note che si susseguono, sveltissime, che vorticano e rimbalzano. Secondo me, le sirene di Ulisse avevano questo tipo di voce qui.

All’inizio ci sono “solo” i suoni centrifughi del sequencer, che, come ho appena detto, vorticano e rimbalzano là dove devono rimbalzare. Ad un certo punto, da lontano, arriva una gabbia, una gabbia fatta di note di pianoforte, che cominciano a dare ordine alle schegge impazzite sparate dal sequencer. Poi entrano, proprio quando uno si aspetta che lo facciano, all’unisono, i crash della batteria e i “vooom” del basso della chitarra. L’effetto è scioccante, uno di quegli shock salutari che ti fanno svegliare all’ultimo secondo quando sei al volante, la sera tardi, e ti stai per addormentare. “Vooom… vooom, vooom… vooom… vooom, vooom…”

Sembra che nulla debba arrivare a turbare un equilibrio così perfetto. “Ogni elemento che si aggiungesse ora”, ti dici, “rovinerebbe tutto”. E invece no, perché all’improvviso una voce umana, calda, potente, rabbiosa, comincia ad urlare.

Out here in the fields
I fight for my meals
I get my back into my living
I don’t need to fight
To prove I’m right
I don’t need to be forgiven…

E la voce, ripeto, è lì perché ci deve essere. Perché il suo destino è quello di esserci, perché lei è nata per sovrastare le note impazzite e i “vooom… vooom, vooom…”.

Quello è il suo posto.


Non mi soffermerò ad analizzare quello che dice la voce. Questo non è importante. La voce parla di qualcosa che ha un senso, in una qualche lingua che non è la mia. Io, comunque, non ho bisogno di traduzione, per dare un senso a quello che dice.


Non ascolto le parole, ascolto i suoni.

E’ arrivato il momento che la sentiate, la canzone. Penso di avervi preparato abbastanza bene. Adesso fate una cosa: ascoltatela, ciccate sul tasto “play” del marchingegno qui sotto, e ascoltatela. Poi andate avanti con la lettura del post.


Ricordate: PRIMA ascoltate la canzone e POI andate avanti con il post.

Ascoltato? Bene. Cosa ve ne sembra? Anche a voi ha fatto lo stesso effetto che ha fatto a me? Anche voi siete stati catturati?



Sì?




No?




Questo non è importante.



Non è detto che a voi capiti quello che è capitato a me (intendo l’essere catturato per sempre dalla canzone, chiaramente). Ognuno è preda delle proprie personali benedizioni. Ognuno ha le proprie, e questa, per fortuna, è una delle mie.

Dunque:


forse sono riuscito a farvi capire quanto amo questa canzone. Spero di sì. Mi sono sforzato molto per rendere in maniera adeguata una cosa che invece “rendibile” non è.





Però, a questo punto, mi capirete se mi chiedo (non trovando una risposta):





ma perché?





Ma perché qualcuno ha fatto questo?



Beh, adesso ciao. Vado a studiare, che oggi non ho ancora aperto libro.

  • ho seguito le istruzioni. canzone ascoltata fino ai 2:38 poi è entrato un cliente in ufficio XD

    ci stava bene. sfortunatamente non fa parte del mio bagaglio culturale, stona troppo. ne valeva la pena dirtelo? boh, comunque una bella canzone, al di la di tutto.

    sulla voce non posso dirti altro che

    si

  • minchia, tu sei la mia anima gemella, compare. Io quando sento Baba O’ Riley mi stacco di trenta centimetri dal suolo.

    E quando mi sparo il gran finale di A quick one (while he’s away) versione live, mi proietto in un’altra dimensione.

  • Commento di Foudre/ 27 Luglio 2006

    Mokaslot, devo arguire che non sei arrivato fino in fondo e non hai visto nel link che ho messo il losco figuro alla batteria? Sei un uomo fortunato…

    Salvo, You Are Forgiven. Non ti facevo estimatore degli Who: una piacevole sorpresa. Io sono nato troppo tardi, è ufficiale. Mi son perso, tra gli altri, gli Who, i Led Zeppelin, i veri Genesis… e sono invece cresciuto attorniato da donne che mi facevano venire la nausea con i Duran e gli Spandau. Ma ti sembra giusto?

    E che dire di Keith Moon? Io sono un batterista, e la tecnica che aveva lui (anzi, che non aveva proprio) io ce l’avevo a quindici anni (e non sono niente di speciale). Eppure un suono riconoscibile come il suo, una furia come la sua io me posso solo sognare (Per farti un esempio: non mi verrebbe neanche se adesso mi venissero a dire che la Juve ha fregato, negli ultimi anni, un paio di scudetti o tre all’Inter. Non lo so, mi è venuta così. Chissà perchè? So’ malizioso!). Moon lo riconoscevi subito, anche “solo” a sentirlo; vederlo, poi, era spettacolare: sembrava che fosse la batteria a suonare lui. Bah.

    Comunque, visto che apprezzi A quick one dal vivo, forse questo link qui ti farà piacere:

    http://www.youtube.com/watch?v=Jo01Y48Q9XQ&search=a%20quick%20one

  • ascoltato fino alla fine no, non potevo.

    il link non mi funziona.

  • Io sono un grande estimatore degli who. Il mio nick su internet è sempre stato happyjack, a qua su splinder qualcuno se l’era già fregato.

    Suonicchiavo il basso e per me la buonanima di The Oak John Entwhistle è un mito. Quello aveva 25 dita.

  • Commento di baxx/ 18 Ottobre 2006

    sono commosso: che altro aggiungere a tali magnifiche lodi?

    quanto al video artista, spero solo che si penta e cancelli il vile documento prima che il fantasma di Keith Moon si decida a fargli un servizietto.

  • Uhmm… ma sei sicuro che Keith se la sarebbe presa? Secondo me a un “artista” come quell del video gli stringeva la mano e gli faceva pure i complimenti… :-)

  • Commento di baxx/ 20 Ottobre 2006

    sul fatto che gli avrebbe stretto la mano non ho dubbi, ma sul trattamento che gli avrebbe riservato immediatamente dopo… bè, non oso immaginare quanto in là avrebbe potuto spingersi una mente come la sua!

Commenta pure. Ricordati che puoi usare i tag html base. Se non dovessi conoscerli, be', impara.