Cazzeggio

Esperimento

di Sauro, Luglio 22nd, 2006

Ho allevato cani e allenato bambini. Non ho mai fatto il contrario. I cani, oltre ad allevarli, li ho anche addestrati. I bambini non li ho mai addestrati. Ho scoperto che con entrambe le categorie (cani e bambini) serve una cosa: coerenza. Devi mettere delle regole, chiare e che valgano per tutti (tutti i cani e tutti i bambini) e per tutte le occasioni, e poi le devi far rispettare. Nel senso: non esistono eccezioni. Vado con qualche esempio.

Esempio valevole per i cani.

Se fai capire al tuo cane che le ciabatte non si devono mangiare (ai cani che ho avuto io - quasi a tutti - piaceva mangiare le ciabatte; ai cani degli altri non so) non gliene devi far mangiare nessuna; non quella di Prada, certo, ma neppure quella della bisnonna defunta. Questo perchè il cane (beato lui) ha scarsa consapevolezza del fatto che per comprare le ciabatte (plurale, di solito le vendono a coppie) di Prada tua figlia neonata non ha mangiato per una settimana e che invece quelle vecchie della nonna morta in verità le gradisci come un cazzotto in bocca, ma la mamma ci è tanto affezionata. Per il cane non sono altro che pezzi di materia da strappare, tritare, imbevere di bava. Tra l’altro - ma ora sto divagando - spesso mi sono messo a guardare l’espressione dei miei cani mentre rosicchiavano qualcosa (ciabatte, appunto, ma anche zampe di tavolo, ossa di mucca, piedi di uomo); di solito le espressioni che assumono sono di due tipi. Dalla prima si evince facilmente come il cane stia pensando: "Aah, cazzo, tanta roba, che rosicchiata, merda, questo scemo qui non sa cosa si perde a non mordersi mai le scarpe, che idiota" (so per certo che i miei cani, se potessero parlare, lo farebbero in maniera piuttosto scurrile, e con gergo molto giovanile); dalla seconda espressione traspare invece il pensiero: "Mah. Io rosicchio rosicchio rosicchio, è una vita che rosicchio, e non ho mai capito chi cazzo me lo faccia fare. Che vita di merda". Sono sicuro che i miei cani pensino questo, mentre mi tritano le zampe del tavolo. Sicuro. Ma, come dicevo, sto divagando.

Stavo scrivendo che un cane non lo puoi cazziare quando osa dare una leccatina alle ciabatte di Prada e invece augurargli buon appetito quando mozzica quelle delle vecchia passata a miglior vita. Quindi, cosa ci vuole? Coerenza. Bene, per quanto riguarda i cani considero diostrato l’assunto iniziale. Ora passiamo ad un

Esempio valevole per i bambini.

Quando ti affidano uno stormo di bambinetti di 6/7 anni per farli giocare a pallone, devi avergli fatto un grande torto, a quelli che te li affidano, i bambinetti. Per condannarti ad una pena così dura devi infatti esserti macchiato di una grande colpa. Ma non volevo parlare di questo. Volevo dire che (uff), quando ti affidano uno stormo di bambinetti di 6/7 anni per farli giocare a pallone, devi mettere delle regole. Questo anche se sei un anarchico convinto, perchè, per quanto la tua fede nella bontà di una vacanza di potere sia sincera e fondata sull’esperienza e su studi approfonditi, loro (i bambini) possono essere così anarchici, ma così anrachici, che in ogni istante rischiano un’incriminazione per terrorismo da parte di Pisanu. Davvero, è incredibile il potenziale di pericolo che una squadra di pulcini ha in sè. Si muovono come le cavallette, posano il loro interesse su una cosa qualsiasi (persona, animale, pianta, oggetto), se la lavorano per qualche minuto e poi, semplicemente, la disintegrano. Quelli che allenavo io hanno disintegrato subito, nell’ordine: la mia autostima, le mie palle, la mia fiducia nel sol dell’avvenir. L’unico sistema per uscire vivi da un incontro con il branco di pulcini è dunque quello di fissare delle regole e, se del caso, difenderle con la vita, immolandoti per esse. Perchè se le rispetti e le fai rispettare con coerenza, queste regole, forse ti puoi anche salvare e alla fine dell’allenamento può anche darsi che tu sia ancora in vita; ma alla prima volta che deroghi, che lasci correre, che dai della legge un’interpretazione non ALLA LETTERA, sei morto. Cazzo, mi sono appena accorto che scrivo scrivo, e l’esempio non l’ho ancora fatto. Dunque: esempio. Mettiamo che metti (oppure: poniamo che poni) la regola che non si va a bere prima che sia trascorsa un’ora dall’inizio dell’allenamento. Bene. Se, nonostante i milioni di pigolamenti, di suppliche, di minacce, di offese ai genitori che ti sentirai rivolgere dai piccoli riuscirai a non mandarene nessuno a bere, allora avrai mantenuto l’ordine e, forse, la salute mentale. Invece, se ti capitasse che sei stanco, che è giugno inoltrato e che stai facendo l’allenamento a mezzogiorno e mezzo e anche tu, quindi, hai più sete di un beduino del Sahara che ha appena finito di ciucciare un maglione lana, ebbene, se per tutti questi motivi pensi di derogare al codice, pensi di permettere ad uno solo dei marmocchi o (nooooooo! Pazzo!) peggio ancora, di andare tu stesso a bere prima del tempo dovuto…
Il lettore vispo e attento avrà già capito quale sarebbe, in tal caso, la pena del malcapitato uomo, a suo tempo circuito da dirigenti truffaldini, i quali avevano assicurato allo stolto che allenare i bimbi è poco più che una passeggiata, una cosina rilassante che tu, che hai giocato tanto a calcio, non avrai difficoltà a governare. La pena consisterebbe, a quel punto, nella ribellione, nella rivoluzione, nel terrore, nell’anarchia più violenta al grido di "Eehhh, ma perchè lui sì e io no? Voglio be’ anch’io, voglio, e te sei uno stronzo".
Mi sembra che queste poche parole virgolettate bastino a rendere bene la drammaticità della situazione a tutti (specie se moltiplicate per quindici), anche a persone sfortunate come i livornesi e ai leghisti. Cosa abiamo imparato, quindi? Cosa ci vuole per evitare la tragedia? E’ presto detto. COERENZA. Anche per i piccini, considero dimostrato l’assunto iniziale.

Ma arriviamo, e chiudo, alla domanda finale. Perchè ho scritto tutto questo? Beh, la risposta sta nel titolo del post. Se l’esperimento è riuscito lo vedrò dal fatto se ci saranno o meno dei commenti e, se sì, dal loro tenore. UFF.

  • dovevo commentare.

    conosco un livornese leghista. a lui non farebbero un baffo, nè i bambini nè i cani.

    è anche comunista e cinese. quindi mangia entrambi.

    XD bel post.

  • Non ho mai allevato né addestrato cani ma ogni volta che con mia figlia ci scappa la deroga mi mangio nell’ordine: le mani, le palle e il cappello di Rockerduck.

  • Commento di Foudre/ 24 Luglio 2006

    Un leghista livornese, MosakSlot? Hai avuto una grande fortuna, a conoscerlo: a Livorno hanno tanti difetti, ma di leghisti ce ne sono davvero pochi; per alcuni, i leghisti a Livorno sono una vera e propria leggenda, come gli ufo: li hanno visti tutti, ma prove non ce n’è manco una. Comunisti e cinesi, invece, abbondano anche Livorno, ma difficilmente queste caratteristiche, in Italia, le puoi trovare nella stessa persona. E comunque, i bimbi che allenavo io, non temono nessuno: comunisti, fascisti, dentisti, 400 misti. Niente che finisse in -isti, comunque. L’unica cosa, uno dei suddetti bimbi, il più tremendo di tutti, quando per le feste veniva uno vestito da Babbo Natale a consegnare i pandori, ululava dalla paura e si andava a nascondere sottoterra. Mah.

    Radiofax, hai visto? Non transigono, non si spostano di un millimetro, i bambini. Non una deroga che è una. Tutti i bimbi del mondo, quando sono piccoli, sono tedeschi, come dimostra anche il fatto che vanno in giro con i sandalini e che, se li lasci al sole, da rosei che sono diventano rossi come semafori.

  • Commento di Foudre/ 24 Luglio 2006

    Minchia, ma quante virgole e incisi ho messo? Più che un commento ho lasciato una sincope!

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