Recensione: la Bibbia (a.a. v.v.)
Io, come tutti sanno, sono sempre stato un appassionato lettore della Bibbia, della quale sono un competente (e fine, dio uscio) esegeta. Come, te non lo sapevi? Ma informati, testa di cazzo, e poi ritorna quando le cose le sai, ‘mbecille. E comunque sciacquati la bocca prima di parlare male di un’artista completa come la Gregorac- ah no scusate, ho sbagliato post. Vabbè, in ogni modo, la Bibbia è un libro molto complesso, tipo quelli di Severgnini, però scritto in italiano. La trama: all’inizio c’è Dio, Dio crea la Terra, e fin qui tutto bene. Poi ci mette gli uomini dentro, e allora dè, un casino. Da questa premessa partono tutta una serie di sottotrame, con personaggi tormentati, irrequieti (tipo film di Muccino, e infatti due coglioni che non vi dico), dall’identità sessuale confusa (mi viene il mente l’E4S2 “Sodoma & Gomorra”, dove si nota chiaramente la mano di Ozpetek alla sceneggiatura), che cercano di fregare i fratelli dandogli da mangiare un piatto di lenticchie avvelenate (chiara l’allusione ad Agata Christie), di far cadere le mura di Gerico suonando le trombe (chiaro richiamo al camionista sotto casa mia, che tutte le mattine alle sei, quando esce col mezzo, si dimentica il telecomando e suona le trombe per farsi aprire dalla moglie), di distruggere l’Egitto con le 7 piaghe (chiaro richiamo a Marx, al capitalismo e al colonialismo come ricerca di nuovi sbocchi commerciali per il plusvalore del coso, lì, ora non mi viene ma ci siamo capiti). Comunque, l’episodio più ganz’abbestia della Bibbia è l’Apocalissi (il finale di stagione), indove ci sono i cavalieri volanti, i mostri, gli eserciti che si combattono nelle pianure, le montagne che crollano nel mare (come in Thank You dei Led Zeppelin) (chiaro richiamo anche a loro, quindi). Nell’Apocalissi ci mancano solo Goku e Ken il Guerriero, che probabilmente furono tagliati in fase di editing e a cui dedicarono appositi spin-off (o forse c’era lo sciopero degli sceneggiatori). La Bibbia alla fine è un bel libro, forse un po’ troppo lungo (oltre a Goku, ad esempio, si poteva tagliare tutta la seconda parte, quella con il biondo figlio dei fiori che fa le prediche e guarisce i ciechi; una virata troppo decisa sul soprannaturale [ci sono persino gli zombie, tipo nell'episodio di Lazzaro], con poche scene di battaglia, dove la narrazione si fa troppo cerebrale a scapito dell’azione e dove il finale eccessivamente splatter potrebbe piacere forse boh, al massimo a Mel Gibson). In chiusura di recensione, voglio citare un passo che mi ha particolarmente colpito. Si tratta dell’episodio di Caino & Abele, due fratelli che hanno un rapporto conflittuale (chiaro riferimento a Romolo e Remo), la cui storia si innesta in una saga familiare in cui tutti fanno dei casini che poi sono cazzi amarissimi (chiaro riferimento a mio cugino Franco).
E Caino parlò con suo fratello Abele; quando furono nei campi, Caino si levò contro suo fratello Abele e lo uccise. Allora l’Eterno disse a Caino: «Dov’è tuo fratello Abele?». Egli rispose: «Non lo so; sono io forse il custode di mio fratello?»
Cioè, immaginatevi la scena: arriva Dio, tutto imbestialito (e si sa com’è quando Dio si altera, come minimo piove addiritto per quaranta giorni), magari contornato da arcangeli volanti con la spada fiammeggiante in mano, che aspettano solo di ficcartela nelle budella, e tutto minaccioso ti dice: «Oh, coso, ma che gli hai fatto a Abele? Dov’è?» e te gli rispondi «Ma sonasega io dov’è quel cazzo di rincoglionito, ma mollami, diocristo».
Io la trovo una scena esaltante, oltre che un chiaro riferimento a quella volta che (si aveva quindicianni) a me e al mio amico Mirko in due sul Ciao ci fermarono i vigili per chiederci i documenti e Mirko gli rispose «ma fammeli vede’ te a me i documenti, ma chi sei, ma chi ti caa, ma vai in culo».
Nonna
L’altra notte ero a letto e non mi riusciva dormire (ormai sono come Silvio nostro, che dorme 4 ore a notte). Allora, pensa che ti ripensa, mi è tornato a mente il bene che volevo a mia nonna quando ero bimbo, che quando lei ci veniva a trovare, e stava quindici giorni a casa nostra, con mia cugina (che ha la mia stessa età) ce la litigavamo sempre, perché lei voleva che andasse a dormire a casa sua e io volevo che venisse a dormire a casa mia. Era tantissimo che il pensiero del bene che le volevo non mi attraversava il cervello. Cioé, di mia nonna ricordo che è morta quando io ero sulla trentina, che è morta male e che alla fine era diventata una rottura di coglioni per tutti noi, perché non c’era più con la testa ed era difficile starle dietro senza odiarla e odiarci. Ma erano anni e anni che non riafferravo la sensazione di volergli bene come gliene volevo da bambino. Mi è tornata in mente l’altra notte, che non dormivo, ed è stato come tornare ad avere 8 anni. Adesso, mentre scrivo, questa sensazione se n’è già andata. Non ce l’ho più, non la trovo, e mia nonna è tornata ad essere la vecchia rompicoglioni che era negli ultimi anni della sua vita. Certo che questo è proprio un mondo di merda, a volte. A proposito, ma poi il Milan l’ha preso Ibrahimovic?
Tristezza, per favore vai via (potresti andare tipo dal mio collega? grazie)
Stamattina ero in un bar a prendere il caffè. Mentre trovavomi al banco a morire dentro pensando al fatto che poi sarei dovuto andare a lavorare, ho visto che c’era una vecchia che giocava ai videopoker, tutta infoiata. Esiste qualcosa di più triste di un’anziana signora che infila fogli da cinque euri nelle macchinette del giuoco d’azzardo? Una di quelle pensionate che magari campano con la minima?
Allora mi sono messo a pensare se esista o meno una cosa più triste e mi sono fatto una specie di calssifica. Quando andavo a scuola una delle cose più tristi era (oltre al fatto di andare a scuola) quando a storia si passava dall’impero romano al medioevo. Minchia, mi prendeva sempre un magone che voi non avete idea. C’era Roma, c’erano i gladiatori, c’erano i pompieri (proprio come abbiano noi ai nostri tempi!!1), c’erano i templi di marmo, tutto era bello e solare e mediterraneo; ma poi a un certo punto arrivava il medioevo con tutta la sua dotazione di preti cacacazzi, carestie, crolli di poteri centralizzati, città che si munivano di mura perché ognuna si doveva difendere per cazzi suoi, barbari che passavano fiumi, servi della gleba. E poi il medioevo non era più mediterraneo e solare, nel medioevo tutto diventava crucco e le ore di buio diventavano 18 al giorno. [nota per gli storici in ascolto che si fossero messi solo ora davanti ai diffusori (cit.): lo so che non è vero niente, ma a me a scuola il medioevo me lo spiegavano così. Antichità: BENE; medioevo: MALE)
Mi ricordo che mi pigliavano certe botte di tristezza che minchia, non so quante volte sono stato a un passo dal mollare la scuola e imbarcarmi su qualche nave da pesca oceanica che mi portasse lontano da lì, per intraprendere un viaggio sul mare, verso mondi nuovi e sconosciuti dove vivere d’avventura. Ma la maestra non voleva e pare che non si potessero imbarcare marinai col fiocco e il grembiulino, e quindi niente, presi la licenza elementare come tutti gli altri. La cosa si ripresentò alle medie, ma lì già fumavo e avevo una collezione di giornali porno tutti appiccicosi trovati sull’argine dell’Arno, quindi ero un uomo fatto e finito e superai l’evento abbastanza in fretta.
Un’altra cosa triste che mi è venuta in mente fu quella volta che non convocarono Beccalossi al mondiale del 1982. Ma di questo non voglio parlare. Non ce la faccio.
Triste è anche quando Beccalossi fu esclus al tg vedi quelle scene strazianti, quelle immagini di persone che il tuo cuore ti dice che non dovrebbero stare lì, persone che non si meritano certo tutto quello che gli è accaduto: credo che anche voi la pensiate così quando vi appare in video un editoriale di Minzolini. Mamma mia, che tristezza. A volte lo guardo, tutto intento a FARE CORAGGIOSA CONTROINFORMAZIONE con la sua faccia da Fantomas, e penso alle miniere vuote per mancanza di personale. E sospiro. E rimpiango anche che ormai le navi si muovano coi motori diesel e non più con gli schiavi che remano. E sospiro. Che tristezza.
Poi trovo triste anche il fatto che fumare faccia male. Secondo me è ingiusto. Fumare non deve far male. Sono altre le cose che dovrebbero invecchiare la pelle, danneggiare gravemente me e chi mi sta intorno, ostruire vene e arterie per poi provocare infarti e ictus. Alcune di queste cose sono: guardare un qualsiasi programma televisivo dove appaia la De Filippi, sposare Flavio Briatore, diventare ausiliare del traffico, non convocare Beccalossi in nazionale.
Ma il fumo no, che c’entra il fumo? Che cazzo vi ha fatto di male? Il fumo no, cristo, il fumo dovrebbe fare bene, sbiancarti i denti, curarti l’alitosi e ripulirti i polmoni. Sui pacchetti di sigarette, se questo fosse un mondo giusto, ci dovrebbe essere scritto “sii previdente: non rimanere senza sigarette! compra un pacchetto nuovo quando prendi in mano la quart’ultima. Non pensare che rimanere senza sigarette sia una cosa che accade solo agli altri. E’ un consiglio dell’Associazione Italiana Medici Simpatici E Alla Mano”. Questo dovrebbe esserci scritto sui pacchetti di sigarette. E invece niente, ti trattano di merda. E’ un mondo triste.
Via, basta, mi sono rotto i coglioni. Alla fine, poi c’ho pensato, qualcosa di più triste di una anziana vecchina, una di quelle che non arriva alla fine del mese e che però spende i soldi al videopoker, forse convinta di poter così risollevar le proprie misere condizioni economiche, ignara invece (nella sua ingenuità) che così sta contribuenda essa stessa alla propria rovina, c’è. E’ che un minuto prima, in quella macchinetta di merda dove poi si è assettato il vecchio troione, ci avevo buttato dieci carte io. E a me non era mica entrato il full, accidenti alle vecchie del cazzo e alle macchinette ladre e figlie di puttana.
Che mondo triste.
Sono un figo
Oggi ero al bar a bere il caffè. Una signora, tutta speranzosa, si è avvicinata e mi ha chiesto se ero il commissario di Cento Vetrine. Siccome che era vecchia senza però essere MILF, ho deciso che le avrei spezzato il cuore e ho risposto di no (perché alla fine io mica sono il commissario di Cento Vetrine) (non è che posso mettermi a dire le bugie) (non se non sei una MILF, almeno). Poi stasera ho guglato e ho visto che il commissario di Cento Vetrine è davvero un bel pezzo di fio, uno di quelli che se io fossi una vecchia signora mi avvicinerei proprio tutta speranzosa a chiedergli di scoparmi come se non ci fosse un domani.
Ciò è bello, ciò è bene. Tutto questo episodio fa pari (e ristabilisce l’equilibrio cosmico) con quella volta che all’Ipercoop mi scambiarono per Chiellini, il giocatore più brutto (dopo Luca Fusi) che abbia mai calcato i campi della seria A.
Sono molto oroglioso di essere come il commissario di Cento Vetrine. La vecchia era ubriaca, ma poco. Quando sono andato via non stava neppure vomitando.
E comunque quella che mi scambiò per Chiellini portava le lenti a contatto, non era attendibile.
Luttazzi: una questione da affrontare

Dopo un mio primo intervento (assolutamente ed esclusivamente giocoso) sulla querelle Luttazzi, anche stimolato da questo bel post dei Wu Ming, ho pensato di tornare un attimo sull’argomento, questa volta seriamente (credo che in effetti meriti un approfondimento). C’è una questione di fondo che non è stata trattata come dovrebbe (o magari sono io che non me ne sono accorto): la questione della semiotica. Nella sua recente intervista a Il Fatto, Luttazzi cita gli attanziali (per altro scusandosi per l’uso potenzialmente molesto, agli occhi del profano che non si intende di linguistica e tecnica della comicità, di un linguaggio prettamente tecnico, quasi che il suo tentativo di alzare il livello della questione per non ridurla ad un semplice “Luttazzi beccato con le mani nel sacco” possa essere visto come fumo gettato negli occhi, come a nascondere una qualche colpa. A me ha colpito, in modo particolare, l’uso che Luttazzi fa del termine “isotopNOOOOOOO, PORCODIAZ CANNAVARO, MA CHE CAZZO FAI PUTTANA TROIA, MA DIOGRISTO, LO GUARDI INVECE DI SALTARE QUEL PARAGUYANO DI MERDA VAFFANCULO, ACCIDENTI A LUTTAZZI E CHI LO CONSIDERA DIO CINGHIALISSIMO DE ROSSI BOLLITO DIOCARO MA ANDATE A LAVORARE MERDE MALEDETTE MATERAZZI CI STAVA LARGO IN QUESTA DIFESA DI RINCOGLIONITI, LIPPI GOBBO MA ANDATE AFFANCULO
Puah!
Oggi ero in macchina che andavo a Empoli e alla radio c’era una trasmissione dove si parlava di Roberto Baggio e si diceva che da giovane era talmente bravo che a sedici anni era già nei professionisti. Embè? Che cazzo vuol dire? A sedicianni c’ero anch’io nei professionisti: facevo il manovale. Il manovale professionista. E no al nero, che allora saresti un dilettante o un extracomunitario, no no: coll’assicurazione.
Non fo per dire, non fo. Roberto Baggio chi? Ah ah ah.
Come prova, non esistendo (almeno all’epoca) le figurine dei manovali, posso fornire una fotocopia del libretto di lavoro.
SPOILER – Tutte le cose di Lost che non sono state spiegate

(boh, metto la prima immagine che mi esce digitando “lost” su google, ma questi attori qui non me li ricordo mica)
ATTENZIONE: SPOILER PER CHI NON HA VISTO L’ULTIMA PUNTATA (CHE IMMAGINO PER QUESTO SIA A RINGRAZIARE THOR): NON LA GUARDATE, PERDIO
ECCO SVELATI I MISTERI CHE NON SONO STATI RISOLTI CON L’ULTIMA PUNTATA DELLA SESTA SERIE DI LOST, COSI’ COME MI SONO STATI SPIEGATI DA UNO SCONOSCIUTO UOMO BIONDO CON LA FACCIA DA BRACCO ITALIANO APPENA RISVEGLIATOSI DA UN’ANESTESIA TOTALE CHE MI SI E’ PRESENTATO A CASA UN GIORNO CHE ERO TRISTE E MI HA DETTO “TU SEI STATO SCELTO PER SCRIVERE DELLE CAZZATE, MA GROSSE, ORA BEVI QUESTO”. ECCOLI!
Chi era la madre naturale di Jacob e di suo fratello Fumo Nero?
La madre naturale di Jacob e di suo fratello Fumo Nero si chiamava Marisa Alfaruoli e faceva l’impiegata di concetto in una macelleria rusticana. Un giorno rimase incinta di due gemelli: Romolo e Jacob. Il padre dei gemelli, un pastore protestante (loro possono trombare in tutta tranquillità perché sanno che l’inferno non esiste) la voleva uccidere (tanto l’inferno ecc) perché era un pastore protestante stronzo che non amava i parti plurigemellari in quanto li trovava impegnativi e anche per via del fatto che i protestanti odiano le donne mentre noi le amiamo tanto, ricchioni compresi. Da noi molti preti sono ricchioni, sebbene sia dimostrato che l’inferno esiste e che i ricchioni vanno all’inferno; da ciò si evince che i nostri preti sono quindi coraggiosissimi. Comunque Marisa, per sfuggire al suo perseguitatore, partorì Romolo in una mangiatoia, facendo un po’ di confusione con le leggende, e lo sacrificò al poco famoso dio Gladarion di Ulker, un dio vendicativo che per ripicca (avrebbe preferito Jacob) la mise incinta di Pietro Saravakos, vero nome di Fumo Nero. Quindi Jacob e Pietro non erano fratelli, ma coinquilini. Nel frattempo, però, il padre dei gemelli morì. Come fu? Non tutto può essere spiegato. Visto che adesso il suo potenziale assassino non rappresentava più un pericolo, Marisa si recò quindi a Piombino per imbarcarsi sun un volo Oceanic (o Compagnia dei Due Golfi) per una vacanza all’Elba; ma il traghetto sbagliò porta spazio-temporale e andò a finire sull’isola. Non l’Elba, quell’altra: Pianosa (il vero nome dell’isola di Lost).
Chi era la madre adottiva? Perché si trovava già sull’isola?
La madre addotiva di Jacob e Fumo Nero in realtà era un parto della nostra fantasia. Non è mai esistita (tutti gli altri invece sì). Non era neppure una bella gnocca (a differenza di Kate o di Juliet o di Claire, che però ultimamente si era inchiattita di brutto), ma quello bisogna dire che son gusti. Ammetto che a me faceva sangue anche la Rousseau, però solo nella versione mamma di sua figlia, a scuola, quando è pettinata e tenta di circuire il professor Linus. Grandissima Milf, massimo rispetto.
Cos’era la fonte di luce nel cuore dell’isola?
Era un lanterna da campeggio Camping Gaz 206, cinque ore di autonomia, pratica e sicura, realizzata con materiali atossici, facile da trasportare e con un’ottima capacità di illuminazione. Era magica, ma proprio tanto: a mo’ di esempio, basti dire che una volta riuscì nell’impresa di far arrossire Berlusconi raccontandogli una barzelletta sporca (“Ma le sembra il caso?”, le disse con fare scandalizzato il dinamico presidente del Consiglio, “non vede che ci sono anche delle troie? Che figura ci facciamo?”). La lanterna era lì da tempo immemorabile, da secoli prima che gli alieni erigessero la statua su cui poi andò a schiantarsi la nave sui cui viaggiava Richard, quello tutto peloso che non invecchiava mai. Ma chi sono questi alieni? Cosa vogliono da noi? Stanno forse cercando di mettersi in contatto con gli abitanti della Terra? E gli abitanti della Terra cosa sono, sordi? Maleducati? Perché non rispondono? E le piramidi? Eh? Secondo me sono stati loro a decidere di farle a punta, che è anche pericoloso. E poi il bigfoot: esiste abbestia, c’è il filmato su Youtube. Si vede il bigfoot che scappa muovendosi all’interno del triangolo magico formato da Torino, Lione e la terza che mi pare sia Montevarchi. Ma chi è che lo insegue? Esatto, lui, il chupacabras, una delle forme in cui si reincarnava Kaspar Hauser, il misterioso citrullo apparso dal nulla (tipo il ministro Alfano) e poi morto per un oscuro caso di autocombustione umana causata da un lanciafiamme inavvertitamente acceso su di lui da Atlantide in persona prima di sprofondare nell’Atltantico, anche se poi in realtà Atlantide non si trovava nell’Atlantico ma si trovava nel Mediterraneo, a largo della Pianura Padana, e quindi più che Atlantide si sarebbe dovuta chiamare Mediterranide.
Ma dicevamo della fonte di luce. Nessuno sa come mai sia lì. Come dice Jacob in una puntata, il vino dentro la bottiglia è il diavolo, il tappo che impedisce al diavolo di uscire dalla bottiglia è l’isola, i coglioni che hanno scaricato per sei anni gigabyte e gigabyte di inutili stronzate, rischiando pure una denunzia (su emule ci sono le guardie travesite da utenti, me l’ha detto un mio amico), siamo noi. Perché lo abbiamo fatto? Colpa della fonte di luce? Chi era veramente John Titor? Ma a Tunguska cosa successe veramente? Cosa causò l’esplosione? Gli scienziati dicono che fu una caldaia, ma se invece fosse stata l’esplosione di un tempio Maya che per sbaglio non era stato puntato sul 2012? Ma è il caso che adesso mi rimetta a fare l’elenco dei misteri per fare il simpatico? No, non è il caso.
Perché alla fine nella chiesa ci sono tutti, ma proprio tutti, anche quelli che erano morti alla seconda puntata della prima stagione e dopo erano tornati a fare i fotomodelli, gli attori di sit-com o gli imbianchini, e non c’era Michael, colui che per salvare suo figlio e portarlo via dall’isola con una barca aveva tradito i suoi compagni consegnandoli agli Altri?
Perchè è negro. Però il cane c’era, perché lui è il miglior amico dell’uomo, a differenza dei negri. Comunque è dimagrito parecchio, il cane. Secondo me è un altro. Va detto però che Michael è di colore solo nella finzione della serie televisiva: in realtà l’attore che lo interpreta (il sessantaseienne svedese Johnny Ekstroem, ex attaccante dell’Empoli) non è negro, anche se secondo me gli piacerebbe.
Perché non c’è neppure il figlio di Michael, il piccolo Walt?
Perché dopo sei anni il piccolo Walt è alto un metro e novantadue, ha tre figli con due donne diverse, si rade tutti i giorni e ha detto che lui deve studiare per farsi un futuro (frequenta il quinto anno di ragioneria a Cabot Cove, a giugno ha la maturità) e quindi forse non era il caso, anche perché lui è una persona seria.
Cos’era davvero la Dharma?
La Dharma era una divisione occulta, finanziata dal ministero delle attività produttive, della nuova azienda parastatale nata con l’ultima finanziaria dalle ceneri dell’abortita Protezione Civile SpA, e cioè la Razzi e Mozzi e Freni a Mano Sulla Rena srl, che era stata trasferita sull’isola per portare a termine un progetto segreto di cui solo pochi erano a conoscenza (Gianni Letta, Berlusconi, Klaus Davi perché lui le cose le sa): riuscire a pagare i fornitori a 210 giorni minimo. Missione compiuta.
Cos’era la sequenza dei numeri che perseguita Hugo e che andava inserita nel computer della in fondo alla botola sennò scoppiava un casino?
Non si trattava di una sequenza casuale, come invece si potrebbe pensare considerando che tutta la serie si è poi rivelata (DOPO 6 ANNI) un affastellamento random di misteri ammucchiati a cazzo come i bagagli che i facchini buttano a casaccio sulle stive degli aerei (con te che guardi dal finestrino il tuo trolley nuovo della Roncato sbatacchiare da uno spigolo all’altro del furgone, figli di puttana): sono i numeri della famosa “equazione Gambicorti”, un oscuro matematico americano (di Lucca) famoso solo per aver formulato uno dei più grandi misteri matematici ancora irrisolti, la famosa “equazione Gambicorti”, una sequenza di numeri che ah no questa l’ho già detta. La sequenza è la seguente:
4, 8, 15, 16, 23, 42, 109.346.209.457.010
(l’ultimo numero nel telefilm lo omettevano perché un po’ lungo da inserire nel computer e anche perché, diciamolo francamente, l’equazione del Gambicorti non la conosce nessuno e porta pure una sfiga paurosa: mentre la scrivevo qui, ad esempio, Mourinho ha siglato un quadriennale col Real Madrid e hanno appena annunciato un nuovo album di Tiziano Ferro)
Una nota per gli appassionati di matematica: l’equazione di Gambicorti non è risolvibile, a meno di non considerare tutta la matematica una cazzata paurosa, posizione oggi scarsamente condivisa nella comunità scientifica, sempre che non si voglia considerare “comunità scientifica” la mia classe di quando facevo le medie (la sezione B della media statale “A. Pacinotti”), ma magari è meglio di no, lo dico per voi.
Perché nella chiesa, alla fine, non c’era neppure mister Eko?
Ancora? Perchè è negro anche lui. Niente negri in chiesa, non rispettano le nostre tradizioni, tipo quando si rifiutano di mangiare i ciccioli con la scusa che ci sarebbe un divieto scritto su un loro fantomatico “libro sacro”. Meno male che il nostro libro sacro è meglio del loro e si limita a vietarci di mangiare i molluschi, che a me a dire la verità mi fanno anche un po’ schifo.
Perché sull’isola le donne non riuscivano ad andare oltre il terzo mese di gravidanza?
Perchè Formigoni, che si era presentato alle elezioni per governatore dell’isola, fu sconfitto ai ballottaggi da Dogen, il giapponese che stava nel tempio, che guidava una lista appoggiata dalla Lista Bonino-Pannella e da altri nemici della cristianità che si facevano gli aperitivi con la RU 486 al posto delle noccioline.
Perché Richard si mette l’eyeliner?
Perché il fatto di vivere in un’isola selvaggia dove un mostro di fumo può incularti in qualsiasi momento non è una buona scusa per trascurare il proprio aspetto fisico. E’ un segno di rispetto verso gli altri. E poi anche perché, cosa non trascurabile, si tratta dell’Eyeliner dell’Eterna Giovinezza.
Perché alcuni personaggi morti sono apparsi a Hugo sotto forma di fantasmi?
Perché è un telefilm.
Avvertimento
Mi dà molto fastidio quando sono a lavorare e comincio a fischiare un motivetto, una canzoncina famosa, e dopo un po’ tutti quelli che lavorano con me stanno fischiando o canticchiando la canzoncina suddetta, come se l’avessero pensata loro. Tanto fastidio. Non fatelo mai quando siete con me. Se lo fate, vi ammazzo. Dopo due note siete già morti. Avvertiti.
P.s.
Vi ammazzo male, proprio. Ma tanto.
Chi l’avrebbe mai detto
Ho messo su un tumblr. Ci posto le fotine da bimbominkia. Tumblr è ok perché c’è pieno di foto di donne ‘gnude, però artistiche. Cioè, artistiche… ci sono delle foto dove queste donne sono ricoperte di sborra, ma pare che siano artistiche anche quelle (sono fotografate di sbieco e in bianco e nero) e quindi è ok.

